COMETRIQ CPS 28X20MG+28X80MG

EUR 14.960,00

Prezzo indicativo

Principio attivo: CABOZANTINIB
  • ATC: L01XE26
  • Descrizione tipo ricetta: RNRL - LIMITATIVA NON RIPETIB.
  • Presenza Glutine: No Il farmaco non contiene glutine
  • Presenza Lattosio: No Il farmaco non contiene lattosio

Data ultimo aggiornamento: 21/09/2016

COMETRIQ è indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma midollare della tiroide in progressione, non asportabile chirurgicamente, localmente avanzato o metastatico. Per pazienti in cui lo stato della mutazione RET (Rearranged during Transfection) non è conosciuto o è negativo, si deve prendere in considerazione la possibilità di un minore beneficio prima di decidere il trattamento del singolo paziente (vedere informazioni importanti nei paragrafi 4.4 e 5.1).
Una capsula rigida contiene cabozantinib (S)–malato equivalente a 20 mg o 80 mg di cabozantinib. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Posologia

La terapia con COMETRIQ deve essere iniziata da un medico esperto nella somministrazione di medicinali antitumorali.
Posologia La dose raccomandata di COMETRIQ è pari a 140 mg una volta al giorno, assunta in forma di una capsula arancione da 80 mg e tre capsule grigie da 20 mg.
Il trattamento deve continuare finché il paziente non riceva più beneficio clinico dalla terapia o finché si verifichi una tossicità inaccettabile.
Bisogna aspettarsi che la maggioranza dei pazienti trattati con COMETRIQ richiederà uno o più aggiustamenti della dose (riduzione e/o interruzione) a causa delle tossicità.
I pazienti devono essere quindi sottoposti a un attento monitoraggio durante le prime otto settimane di terapia (vedere paragrafo 4.4).
La gestione delle sospette reazioni avverse al farmaco potrebbe richiedere l’interruzione temporanea e/o la riduzione della dose di COMETRIQ.
Quando è necessaria la riduzione della dose, si raccomanda di ridurre la somministrazione a 100 mg al giorno, da assumere sotto forma di una capsula arancione da 80 mg e una grigia da 20 mg; successivamente, si raccomanda di ridurla a 60 mg al giorno, sotto forma di tre capsule grigie da 20 mg.
Si raccomanda l’interruzione della dose per la gestione di tossicità di grado 3 CTCAE o superiore, o di tossicità intollerabili di grado 2.
Si raccomanda la riduzione della dose per reazioni che, qualora dovessero persistere, potrebbero diventare gravi o intollerabili.
Poiché la maggior parte degli eventi potrebbe verificarsi nella fase iniziale del trattamento, il medico deve valutare il paziente attentamente nel corso delle prime otto settimane di trattamento, per stabilire se sono necessarie modifiche della dose.
Gli eventi che hanno normalmente un esordio precoce includono ipocalcemia, ipocaliemia, trombocitopenia, ipertensione, eritrodisestesia palmo–plantare (PPES) ed eventi gastrointestinali (dolore addominale o a livello del cavo orale, infiammazione delle mucose, costipazione, diarrea, vomito).
Il verificarsi di alcune reazioni avverse gravi (quali fistola gastrointestinale) possono dipendere dalla dose cumulativa.
Tali eventi potrebbero presentarsi in una fase più tardiva del trattamento.
Se il paziente dimentica una dose, questa non deve essere assunta se mancano meno di 12 ore alla dose successiva.
Altri medicinali concomitanti Medicinali concomitanti che sono potenti inibitori di CYP3A4 devono essere utilizzati con cautela.
Deve essere evitato l’utilizzo cronico di medicinali concomitanti che sono potenti induttori di CYP3A4 (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).
Deve essere presa in considerazione la scelta di un medicinale concomitante alternativo senza o con un minimo potenziale di indurre o inibire CYP3A4.
Pazienti anziani Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose specifico per l’utilizzo di cabozantinib nei pazienti anziani (≥ 65 anni).
È stata tuttavia osservata una tendenza verso l’aumento del tasso di eventi avversi gravi in soggetti con 75 o più anni.
Razza Sono disponibili pochi dati relativi alla somministrazione di cabozantinib in pazienti di razza non caucasica.
Compromissione renale Cabozantinib deve essere utilizzato con cautela in pazienti con compromissione renale lieve o moderata.
L’uso di cabozantinib non è raccomandato in pazienti con compromissione renale grave, in quanto la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite in questa popolazione.
Compromissione epatica In pazienti con compromissione epatica lieve o moderata, la dose raccomandata di cabozantinib corrisponde a 60 mg una volta al giorno.
Monitorare gli eventi avversi e aggiustare o interrompere la dose secondo necessità (vedere sezione 4.2).L’uso di cabozantinib non è raccomandato in pazienti con compromissione epatica grave, in quanto la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite in questa popolazione.
Pazienti con compromissione cardiaca Sono disponibili dati limitati in pazienti con compromissione cardiaca.
Non possono essere effettuate raccomandazioni specifiche relativamente alla dose.
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di cabozantinib in bambini con età <18 anni non sono state ancora stabilite.
Non vi sono dati disponibili.
Modo di somministrazione Le capsule devono essere deglutite intere e non aperte.
Ai pazienti deve essere spiegato di non mangiare per almeno 2 ore prima di assumere COMETRIQ e per 1 ora dopo la somministrazione dello stesso.

Avvertenze e precauzioni

Le riduzioni e le interruzioni della dose si sono verificate rispettivamente nel 79% e nel 72% dei pazienti trattati con cabozantinib nello studio registrativo.
Due riduzioni della dose sono state necessarie nel 41% dei pazienti.
Il tempo mediano alla prima riduzione della dose è stato pari a 43 giorni e il tempo mediano alla prima interruzione della dose è stato pari a 33 giorni.
Si raccomanda quindi un attento monitoraggio dei pazienti durante le prime otto settimane di trattamento (vedere paragrafo 4.2).
Perforazioni, fistole e ascessi intra–addominali Gravi perforazioni e fistole gastrointestinali, talvolta fatali, nonché ascessi intra–addominali sono stati osservati con cabozantinib.
I pazienti che sono statidi recente sottoposti a radioterapia, che presentano malattia infiammatoria intestinale (es.
Malattia di Crohn, colite ulcerosa, peritonite, o diverticolite), infiltrazione neoplastica di trachea, bronchi o esofago, che hanno complicanze dovute a una precedente chirurgia gastrointestinale (in particolare, quando associate a una guarigione ritardata o incompleta), o complicanze da una precedente radioterapia del torace (incluso il mediastino), devono essere valutati in maniera accurata prima di iniziare una terapia con cabozantinib e, successivamente, devono essere monitorati attentamente per rilevare sintomi di perforazioni o fistole.
Nei casi di insorgenza di mucosite dopo l’inizio della terapia, si deve escludere la presenza di fistole non gastrointestinali.
La somministrazione di cabozantinib deve essere interrotta nei pazienti con perforazione gastrointestinale, o fistola gastrointestinale o non gastrointestinale.
Eventi tromboembolici Sono stati osservati eventi di tromboembolia venosa e arteriosa con la somministrazione di cabozantinib.
Cabozantinib deve essere utilizzato con cautela nei pazienti che sono a rischio di questi eventi o li hanno avuti precedentemente.
Cabozantinib deve essere interrotto nei pazienti che sviluppano un infarto miocardico acuto o altre complicanze tromboemboliche arteriose clinicamente significative.
Emorragia Eventi emorragici sono stati osservati con la somministrazione di cabozantinib.
I pazienti che hanno evidenza di coinvolgimento tumorale della trachea o dei bronchi, o anamnesi di emottisi prima dell’inizio del trattamento devono essere valutati attentamente prima di iniziare la terapia con cabozantinib.
Cabozantinib non deve essere somministrato in pazienti con grave emorragia o emottisi recente.
Complicanzecorrelate alla guarigione di ferite Complicanze correlate alla guarigione di ferite sono state osservate con cabozantinib.
Il trattamento con cabozantinib deve essere interrotto almeno 28 giorni prima di un intervento chirurgico programmato, laddove possibile.
La decisione di riprendere la terapia con cabozantinib dopo l’intervento deve essere basata sulla valutazione clinica dell’adeguata guarigione della ferita.
Cabozantinib deve essere interrotto nei pazienti con complicanze nel processo di cicatrizzazione che richiedono un intervento medico.
Ipertensione È stata osservata ipertensione in corso di trattamento con cabozantinib.
Tutti i pazienti devono essere monitorati per ipertensione e trattati, se necessario, con terapia antipertensiva standard.
In caso di ipertensione persistente nonostante l’uso di farmaci antipertensivi, la dose di cabozantinib deve essere ridotta.
La somministrazione di cabozantinib deve essere interrotta in caso di ipertensione grave e persistente nonostante la terapia antipertensiva e la riduzione della dose di cabozantinib.
Nel caso di una crisi ipertensiva, la somministrazione di cabozantinib deve essere interrotta.
Osteonecrosi Sono stati osservati eventi di osteonecrosi della mandibola/mascella (Osteonecrosis of the Jaw, ONJ) in seguito alla somministrazione di cabozantinib.
Un esame del cavo orale deve essere effettuato prima di iniziare la terapia con cabozantinib e periodicamente durante il trattamento.
I pazienti devono ricevere consigli relativamente alle pratiche di igiene orale.
Per procedure dentali invasive, il trattamento con cabozantinib deve essere sospeso almeno 28 giorni prima dell’intervento chirurgico previsto, laddove possibile.
Si deve prestare cautela nei pazienti in trattamento con agenti associati all’osteonecrosi della mandibola/mascella, come i bifosfonati.
Si deve interrompere la somministrazione di cabozantinib in pazienti con osteonecrosi della mandibola/mascella.
Eritrodisestesia palmo–plantare (PPES) PPES è stata osservata con cabozantinib.
In casi di PPES grave, si deve prendere in considerazione l’interruzione del trattamento con cabozantinib.
Il trattamento con cabozantinib deve essere ripreso ad una dose più bassa quando la PPES si è ridotta al grado 1.
Proteinuria È stata osservata proteinuria con cabozantinib.
Le proteine nelle urine devono essere monitorate regolarmente durante il trattamento con cabozantinib.
L’assunzione di cabozantinib deve essere interrotta nei pazienti che hanno sviluppato sindrome nefrosica.
Sindrome da Leucoencefalopatia Posteriore Reversibile La Sindrome da Leucoencefalopatia Posteriore Reversibile (RPLS), conosciuta anche come Sindrome da Encefalopatia Posteriore Reversibile (PRES) è stata osservata con cabozantinib.
Il trattamento con cabozantinib deve essere interrotto in pazienti con RPLS.
Prolungamento dell’intervallo QT Cabozantinib deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con anamnesi di prolungamento dell’intervallo QT, in pazienti che stanno assumendo farmaci antiaritmici, o pazienti con pre–esistente rilevante patologia cardiaca, bradicardia o squilibrio elettrolitico.
In corso di trattamento con cabozantinib, deve essere preso in considerazione il monitoraggio periodico con elettrocardiogramma e valutazione de gli elettroliti sierici (calcio, potassio e magnesio).
Il trattamento concomitante con potenti inibitori del CYP3A4, che potrebbero aumentare le concentrazioni plasmatiche di cabozantinib, deve essere utilizzato con cautela.
Induttori e inibitori di CYP3A4 Cabozantinibè un substrato del CYP3A4.
La somministrazione concomitante di cabozantinib e ketoconazolo, potente inibitore del CYP3A4, ha causato un aumento dell’esposizione plasmatica di cabozantinib.
Si richiede cautela durante la somministrazione di cabozantinib con agenti che sono potenti inibitori del CYP3A4.
La somministrazione concomitante di cabozantinib con rifampicina, potente induttore del CYP3A4, ha provocato una diminuzione dell’esposizione plasmatica di cabozantinib.
Ne consegue che la somministrazione cronica di agenti che sono potenti induttori del CYP3A4 con cabozantinib deve essere evitata (vedere paragrafi 4.2 e 4.5).
Substrati della glicoproteina P (P–gp) Cabozantinib è risultato essere un inibitore (IC50 = 7,0 mcM), ma non un substrato, della glicoproteina P (P–gp) in un saggio bidirezionale con cellule MDCK–MDR1.
Pertanto, cabozantinib potrebbe avere il potenziale di aumentare le concentrazioni plasmatiche di substrati di P–gp somministrati contemporaneamente.
I pazienti devono essere informatisui rischi dell’assunzione di substrati della P–gp (ad es.
fexofenadina, aliskiren, ambrisentan, dabigatran etexilato, digossina, colchicina, maraviroc, posaconazolo, ranolazina, saxagliptin, sitagliptin, talinolol, tolvaptan) in corso di trattamento con cabozantinib.
Inibitori della MRP2 La somministrazione di inibitori della MRP2 può portare ad aumenti delle concentrazioni plasmatiche di cabozantinib.
Quindi, l’uso concomitante di inibitori della MRP2 (ad esempio ciclosporina, efavirenz, emtricitabina) deve essere prudenziale valutato con cautela.

Interazioni

Effetto di altri medicinali su cabozantinib Inibitori ed induttori del CYP3A4 La somministrazione di ketoconazolo (400 mg al giorno per 27 giorni), potente inibitore del CYP3A4, in volontari sani ha diminuito la clearance di cabozantinib del 29% e ha aumentato del 38% l’esposizione plasmatica di cabozantinib (AUC) dopo dose singola.
Di conseguenza, la somministrazione concomitante di potenti inibitori del CYP3A4 (es.
ritonavir, itraconazolo, eritromicina, claritromicina, succo di pompelmo) con cabozantinib deve essere valutata con cautela.
La somministrazione di rifampicina (600 mg al giorno per 31 giorni), potente induttore del CYP3A4, in volontari sani ha aumentato la clearance di cabozantinib (4,3 volte) e ha diminuito del 77 % l’esposizione plasmatica (AUC) di cabozantinib dopo dose singola.
La concomitante somministrazione cronica di potenti induttori del CYP3A4 (es.
fenitoina, carbamazepina, rifampicina, fenobarbitale o preparati a base di piante medicinali contenenti Erba di San Giovanni [Hypericum perforatum]) con cabozantinib deve quindi essere evitata.
Agenti gastrici che modificano il pH La somministrazione congiunta dell’inibitore di pompa protonica (PPI) esomeprazolo (40 mg al giorno per 6 giorni) con un dosaggio singolo di 100 mg di cabozantinib a volontari sani non ha portato a effetti clinicamente significativi sull’esposizione plasmatica di cabozantinib (AUC).
Non è indicato alcun aggiustamento della dose quando agenti gastrici che modificano il pH (come PPI, antagonisti dei recettori H2 e antiacidi) sono somministrati congiuntamente con cabozantinib.
Inibitori della MRP2 I dati in vitro dimostrano che cabozantinib è un substrato della MRP2.
Pertanto la somministrazione di inibitori della MRP2 può portare ad aumenti delle concentrazioni plasmatiche di cabozantinib.
Agenti sequestranti della bile Gli agenti sequestranti della bile come colestiramina e cholestagel possono interagire con cabozantinib e inficiarne l’assorbimento (o il riassorbimento), causando una potenziale diminuzione dell’esposizione (vedere sezione 5.2).
Il significato clinico di queste interazioni potenziali non è conosciuto.
Effetti del cabozantinib su altri medicinali L’effetto di cabozantinib sulla farmacocinetica di steroidi contraccettivi non è stato esaminato.
Poiché non può essere garantito un effetto contraccettivo inalterato, si raccomanda un metodo contraccettivo aggiuntivo come un metodo contraccettivo di barriera.
A causa dell’elevato legame di cabozantinib alle proteine plasmatiche (paragrafo 5.2) potrebbe verificarsi interazione da spiazzamento proteico plasmatico con warfarin.
In caso di tale combinazione, i valori di INR devono essere monitorati.
ubstrati della Glicoproteina P Cabozantinib è risultato essere un inibitore (IC50 = 7,0 mcM), ma non un substrato della glicoproteina P (P–gp) in un saggio bidirezionale con cellule MDCK–MDR1.
Pertanto, cabozantinib potrebbe avere il potenziale di aumentare le concentrazioni plasmatiche di substrati di P–gp somministrati contemporaneamente.
I pazienti devono essere informati sui rischi dell’assunzione di substrati della P–gp (es.
fexofenadina, aliskiren, ambrisentan, dabigatran etexilato, digossina, colchicina, maraviroc, posaconazolo, ranolazina, saxagliptin, sitagliptin, talinolol, tolvaptan) in corso di trattamento con cabozantinib.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse gravi più comuni associate a cabozantinib sono polmonite, infiammazione della mucosa, ipocalcemia, disfagia, disidratazione, embolia polmonare e ipertensione.
Le reazioni avverse più frequenti di qualsiasi grado (occorse in almeno il 20% di pazienti) includono diarrea, PPES, diminuzione del peso, diminuzione dell’appetito, nausea, affaticamento, disgeusia, cambiamenti del colore dei capelli, ipertensione, stomatite, costipazione, vomito, infiammazione delle mucose, astenia e disfonia.
Le più comuni anomalie riscontrate nei parametri di laboratorio sono state: aumento di aspartato aminotransferasi (AST), aumento di alanina aminotransferasi (ALT), aumento di fosfatasi alcalina (ALP), linfopenia, ipocalcemia, neutropenia, trombocitopenia, ipofosfatemia, iperbilirubinemia, ipomagnesemia e ipokaliemia.
Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse sono elencate nella Tabella 1 secondo la classificazione MedDRA per sistemi e organi e categorie di frequenza.
Le frequenze sono basate su tutti i gradi e sono definite come: molto comuni (≥1/10), comuni (≥1/100,<1/10) e non comuni (≥1/1,000,<1/100).
All’interno di ogni raggruppamento di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità.
Tabella 1: Reazioni avverse riportate con cabozantinib
Classificazione per sistemi e organi MedDRA Molto comuni (1/10) Comuni (1/100, <1/10) Non comuni (1/1.000, <1/100)
Infezioni e infestazioni   ascesso (viscerale, cutaneo, dentale), polmonite, follicolite, infezione fungina (cutanea, orale o genitale) aspergilloma
Patologie endocrine   ipotiroidismo  
Disturbi del metabolismo e della nutrizione diminuzione dell’appetito, ipocalcemia, ipofosfatemia, iperbilirubinemia, ipokaliemia, ipomagnesemia disidratazione, ipoalbuminemia  
Disturbi psichiatrici   ansia, depressione, stato confusionale Sogni inconsueti, delirio
Patologie del sistema nervoso disgeusia, emicrania, capogiri neuropatia periferica, parestesie, ageusia, tremore atassia, disturbo dell’attenzione, encefalopatia epatica, perdita di coscienza, disturbo del linguaggio, attacco ischemico transitorio, encefalopatia posteriore reversibile
Patologie dell’occhio   Visione offuscata cataratta, congiuntivite
Patologie dell’orecchio e del labirinto   Dolore auricolare, tinnito ipoacusia
Patologie cardiache   fibrillazione atriale angina pectoris, tachicardia sopraventricolare
Patologie vascolari ipertensione ipotensione, trombosi venosa, pallore, freddo alle estremità Trombosi arteriosa
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche disfonia, dolore dell’orofaringe fistola non gastrointestinale (tracheale, del pneumomediastino, tracheo– esofagea), embolia polmonare, emorragia dell’apparato respiratorio (polmonare, bronchiale, tracheale), polmonite da aspirazione atelettasia, edema alla faringe, polmonite
Patologie gastrointestinali diarrea, nausea, stomatite, costipazione, vomito, dolore addominale, dispepsia, disfagia, glossodinia Perforazione gastrointestinale, emorragia gastrointestinale, pancreatite, emorroidi, ragade anale, infiammazione anale, cheilite fistola gastrointestinale, esofagite
Patologie epatobiliari   colelitiasi  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eritrodisestesia palmo– plantare, alterazione del colore dei capelli, eruzioni cutanee, pelle secca, alopecia, eritema ipercheratosi, acne, vesciche, crescita anomala dei capelli, esfoliazione cutanea, ipopigmentazione cutanea Ulcera cutanea, teleangectasia
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo artralgia, spasmi muscolari Dolori muscolo–scheletrici toracici, osteonecrosi della mandibola/mascella Rabdomiolisi
Patologie renali e urinarie   Proteinuria, disuria, ematuria Insufficienza renale acuta
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella     amenorrea, emorragia vaginale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione fatigue, infiammazione delle mucose, astenia Cicatrizzazione alterata, brividi, edema facciale cisti, dolore facciale, edema localizzato
Esami diagnostici diminuzione del peso, aumento di ALT, AST, e ALP nel siero, aumento di LDH nel sangue, aumento di TSH nel sangue, linfopenia, neutropenia, trombocitopenia Aumento di creatinachinasi nel sangue Diminuzione del tempo di tromboplastina parziale attivata, aumento della conta degli eosinofili, aumento della conta piastrinica
Descrizione delle reazioni avverse selezionate Un valore dell’ormone tireostimolante (TSH) superiore alla norma dopo la prima dose è stato osservato nel 57% dei pazienti trattati con cabozantinib vs.
il 19% dei pazienti trattati con placebo (a prescindere dai valori basali).
Il 92% dei pazienti nel braccio con cabozantinib ha avuto una tiroidectomia precoce, mentre l’89% stava assumendo ormoni tirodei prima dell’inizio del trattamento.
In uno studio clinico controllato in pazienti affetti da tumore è stato osservato un aumento dell’intervallo QT, corretto secondo Fridericia (QTcF), di 10 – 15 ms rispetto al basale il Giorno 29 (ma non il Giorno 1) dopo l’inizio del trattamento con cabozantinib (a una dose di 140 mg una volta al giorno).
Tale effetto non è stato associato a una modificazione della morfologia dell’onda cardiaca o a comparsa di anomalie del ritmo.
Nessun soggetto trattato con cabozantinib ha avuto un QTcF >500 ms.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

Gravidanza e allattamento

Donne potenzialmente fertili/Contraccezione in pazienti maschi e femmine Alle donne potenzialmente fertili deve essere consigliato di evitare la gravidanza durante l’assunzione di cabozantinib.
Anche le partner di pazienti maschi che stanno assumendo cabozantinib devono evitare la gravidanza.
Devono essere utilizzati metodi efficaci di contraccezione da pazienti maschi e femmine e dai loro partner nel corso della terapia e per almeno 4 mesi successivamente al completamento della stessa.
Poiché i contraccettivi orali potrebbero non essere considerati "metodi di contraccezione efficaci", essi devono essere utilizzati assieme a un altro metodo, come un metodo di barriera (vedere paragrafo 4.5).Gravidanza Non esistono studi in donne in stato di gravidanza che assumono cabozantinib.
Gli studi sugli animali hanno mostrato effetti embrio–fetali e teratogeni (vedere paragrafo 5.3).
Non è conosciuto il rischio potenziale per gli esseri umani.
Cabozantinib non deve essere assunto durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con cabozantinib.
Allattamento Non si conosce se cabozantinib e/o i suoi metaboliti siano escreti nel latte umano.
A causa dei potenziali danni per il bambino, le madri devono interrompere l’allattamento al seno durante il trattamento con cabozantinib e per almeno 4 mesi successivamente al completamento della terapia.
Fertilità Non ci sono dati sulla fertilità negli esseri umani.
Sulla base di risultati non clinici relativi alla sicurezza, la fertilità degli uomini e delle donne può essere compromessa dal trattamento con cabozantinib (vedere paragrafo 5.3).
Sia gli uomini che le donne devono essere consigliati sulle modalità di preservazione della fertilità prima del trattamento.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.


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