Gruppi di auto aiuto contro la dipendenza dall’alcol: funzionano?

Dottoressa Franca Valdo Pubblicato il Aggiornato il 11/02/2019

Se la persona con prolemi di alcolismo desidera spezzare la catena della dipendenza può trovare nei gruppi di auto aiuto un supporto efficace. E anche il partner può trarne vantaggi.

Una domanda di: Mariella
Cara dottoressa,

secondo lei i gruppi di autoaiuto funzionano davvero per superare un grosso problema di alcolismo? Mio marito ha 40 anni e da cinque ha iniziato a bere: tutto è cominciato quando ha perso il lavoro. Ora ha trovato un altro impiego ma credo non riuscirà a tenere nascosto ancora per molto il problema ai suoi capi. Mi chiedo allora se un percorso di gruppo potrebbe dargli una mano. Cosa ne pensa? Mi può dare un consiglio?

Dottoressa Franca Valdo
Dottoressa Franca Valdo

Gentile lettrice,
nella pratica psicoterapeutica capita di frequente che giungano all’osservazione dello spcialista coppie“incastrate” in un sistema come quello da lei rappresentato : c’e un partner dedito all’alcool che non si preoccupa della propria condizione, lasciando all’altro partner, in questo caso a lei, l’onere di farsi carico dell’intera situazione: dagli aspetti terapeutici a quelli psico sociali e lavorativi. Questo modo di fare, lungi dal rappresentare un metodo efficace di far fronte a un problema del genere, piuttosto fa sì che la questione rimanga insoluta perché il diretto interessato non ne prende mai coscienza, tendendo piuttosto a nascondere o minimizzare la portata del problema. Se le cose stanno così e questo, ripeto, nelle persone con problemi di dipendenza, accade frequentemente, la prima cosa da fare è capire se il soggetto interessato è motivato a risolvere il problema, ovvero se la scelta di trovare la soluzione arriva da lui o da lui risulta essere condivisa e compartecipata, oppure è solo del familiare che, per quanto in buona fede, rimane pur sempre parte dello stesso sistema che produce il sintomo e come tale si autoesclude.
In tale dinamica, l’esperienza del gruppo di auto aiuto potrebbe venire a rappresentare, per suo marito, una occasione di contatto con persone che hanno lo stesso problema e pertanto attraverso il confronto, delineare la possibilità di un plausibile cambiamento e dei suoi ipotetici effetti positivi. Per lei, in qualità di familiare, il gruppo, essendo un modello di cura integrata, potrebbe invece rappresentare la possibilità di scaricare un pesante ed inutile fardello, ricevendone in cambio il necessario supporto e aiuto nel modificare il suo ruolo e stile di vita, a partire dall’ambito della coppia e del nucleo familiare. Con cordialità.

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