10/07/2019

Diabete: se vivi in queste regioni sei più a rischio

Maura Prianti
A cura di Maura Prianti
Pubblicato il Aggiornato il 11/07/2019
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Sono stati da poco presentati a Roma i dati del 12° Rapporto dell’Italian Diabetes Barometer Forum, uno studio che valuta l’impatto del diabete sia dal punto di vista sociale sia economico. Dall’analisi è emerso che, se si scopre di avere il diabete a 40 anni, si avrà un’aspettativa di vita minore di 6 anni per gli uomini, e 7 per le donne. Non solo, ma anche nascere in un luogo invece che in un altro può favorire la comparsa del diabete.

Lo zucchero ti toglie 6-7 anni di vita

Negli ultimi 10 anni l’iperglicemia, cioè un livello di zuccheri nel sangue superiore alla norma, è passata dal 10° al 3° posto tra le cause di morte per gli uomini e al 2° per le donne, almeno secondo uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nel mondo l’iperglicemia è stata responsabile di 6,53 milioni di decessi, solo durante il 2017. Troppi zuccheri nel sangue, infatti, favoriscono l’ictus e altre malattie cardio-cerebrali, cioè che coinvolgono il cuore o il cervello.

La situazione è peggiore in queste 3 Regioni

La comparsa del diabete è influenzata da vari fattori, non solo familiarità, dieta, mancanza di attività fisica. Secondo Roberta Crialesi, dirigente del Servizio Sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia di Istat: “Anche altri aspetti legati alle diverse realtà territoriali, al grado di istruzione e più in generale alla connotazione sociale della popolazione, influenzano la prevalenza di diabete e malattie cardiache. Le regioni del Mezzogiorno sono quelle più svantaggiate, in particolare Calabria, Molise ma anche Umbria e il problema è maggiormente diffuso tra le persone con basso livello di istruzione rispetto ai più istruiti”.

Sai che il diabete è provocato da…

Nel nostro Paese, la conoscenza dei fattori di rischio cardiovascolare sembra essere migliore rispetto ai dati internazionali. Tuttavia, molti pazienti ignorano il rischio associato all’inattività fisica, al fumo, a una dieta ricca in grassi e alla familiarità e circa la metà dei partecipanti non ha identificato come fattori di rischio cardiovascolare avere il diabete da più di 5 anni o avere oltre 65 anni di età. “A riguardo risulta fondamentale inserire l’educazione sui fattori di rischio cardiovascolari, come parte integrante dell’assistenza alle persone con diabete” spiega Antonio Nicolucci, direttore Coresearch, un istituto di ricerca statistica.