02/10/2017

Pelle, macchie addio con peeling e laser

Peeling, esfoliazioni, laser & co. sono la soluzione per ottenere un pelle luminosa e dal colorito uniforme
antispot

Pelle a macchie di leopardo? L’autunno è il periodo d’oro per correre ai ripari.

Ѐ proprio in questa stagione che le iper-pigmentazioni dell’estate – causate dall’esposizione ultravioletta – si fanno più evidenti.

Durante i mesi autunnali i raggi del sole sono sempre meno invadenti, si evita in questo modo la formazione di nuove discromie cutanee. Cosa scegliere? Lo abbiamo chiesto al professor Giuseppe Sito, chirurgo estetico a Milano, Torino e Napoli, e a Giovanna Puntaloro, responsabile dell’istituto di bellezza Anthos a Verona.

Peeling e laser dal medico

Sì a tecniche da eseguire in regime ambulatoriale, indolori, che non richiedono anestesia e sono privi di effetti secondari.

  • Il primo rimedio è un peeling messo a punto per le macchie diffuse che interessano tutto il volto e che garantisce uno sbiancamento pari al 70-80 per cento, grazie a un pool di sostanze depigmentanti. Il prodotto si applica in un’unica seduta, deve essere tenuto in posa dalle sei alle otto ore e poi risciacquato. Dopo un paio di giorni, inizia un graduale processo di desquamazione della pelle da attenuare con un cosmetico idratante. Successivamente, si deve applicare una specifica crema anti-spot. Si va dalle tre volte al giorno per il primo mese post trattamento, due volte per il secondo e una per il terzo. Il costo è di 600 euro.
  • Per le discromie di forma tondeggiante, si predilige il laser Q Switch che grazie alla sua particolare lunghezza d’onda è in grado di assorbire il colore e di agire solo sui pigmenti, senza danneggiare i tessuti epidermici circostanti, tramite il meccanismo della termolisi selettiva. A seguito della sessione, le pigmentazioni diventano più scure, ma dopo il secondo trattamento si assiste a un netto miglioramento. Il ciclo consigliato è di una seduta ogni 20 giorni fino alla risoluzione dell’inestetismo al costo 150-200 ciascuna.

Esfoliazione e trattamenti schiarenti in istituto

  • Tra i rituali anti-macchia per antonomasia troviamo l’esfoliazione agli alfa-idrossiacidi della frutta, come acido glicolico e acido mandelico (estratto dalle mandorle), oppure all’acido salicilico, un beta-idrossiacido derivato dalla corteccia del salice, che lascia la pelle levigata e radiosa. Il costo è di 40 euro. Il ciclo consigliato è di una seduta al mese, per seguire il naturale turnover epidermico.
  • Chi è alla ricerca di un soin più “prezioso”, può chiedere un protocollo alla polvere di diamante addizionata con vitamina C,  schiarente per eccellenza, e da un particolare tipo di peptide. L’obiettivo è lavorare sui diversi strati della pelle: in superficie per contrastare le imperfezioni cromatiche e donare uniformità all’incarnato, in profondità per riequilibrare la formazione del pigmento melanina, responsabile della colorazione cutanea e dunque alla base del problema. La seduta è modulabile e personalizzabile con sieri e fiale specifiche a seconda delle necessità, per esempio anti-age, anti-impurità o idratante. Il costo è di 60-80 euro. Il ciclo consigliato è di un trattamento a settimana per un mese.