Sorriso: i rischi degli sbiancamenti fai-da-te

A cura di Alberta Mascherpa
Aggiornato il 24/03/2022

I classici rimedi della nonna per togliere le macchie dai denti non funzionano e possono per di più danneggiare lo smalto. Parola di esperta

Via la mascherina e si torna a sorridere. Un problema? Sì, per chi non ha denti bianchi. «Attenzione però alle soluzioni fai da te» commenta la dottoressa Clotilde Austoni, Odontoiatra Specialista in Chirurgia Odontostomatologica c/o Servizio di Odontostomatologia – IRCSS Galeazzi – Università degli studi di Milano. «Si crede, ma a torto, che lavare i denti con bicarbonato e limone, sia un ottimo rimedio naturale per sbiancarli, mentre in realtà è molto nocivo.

Il bicarbonato, infatti, non solo non ha nessun effetto sbiancante, ma se usato sullo spazzolino consuma lo smalto dei denti e lo riga perché è altamente abrasivo.

Il risultato? I denti si macchiano ancora più facilmente. Il limone invece contenendo acido citrico, corrode chimicamente lo smalto, portando progressivamente alla sensibilità dentale».

E gli sbiancanti casalinghi?

«Anche con questi prodotti occorre fare attenzione» commenta l’esperta. «Tutti i prodotti da banco, infatti, come dentifrici sbiancanti e pennette per legge non possono contenere più dello 0,1% di perossido di idrogeno, la sostanza che ha effetto sbiancante, e a volte nemmeno lo contengono, pertanto non sono in grado di cambiare il colore dei denti». Per un sorriso super white meglio quindi affidarsi sempre a un professionista. «Occorre sfatare un altro mito, quello che lo sbiancamento danneggi i denti» continua Austoni. «Si tratta di una procedura che utilizza un gel a base di perossido di idrogeno che a contatto dei denti libera ossigeno: questo penetra all’interno ed elimina tutte le molecole pigmentanti che hanno ingiallito il sorriso senza compromettere lo smalto».

In studio e a casa

Lo sbiancamento è quindi la soluzione ad hoc per un sorriso smagliante. Ma dove sta la differenza tra quello professionale e quello domiciliare? «Nella durata del trattamento e nel tipo di gel utilizzato» precisa la dottoressa Austoni. «Nel trattamento in studio, il gel utilizzato è più strong, ma il tempo di applicazione si riduce alla singola seduta. Nel trattamento domiciliare il gel utilizzato è più delicato, ma il tempo di applicazione è più lungo: infatti il paziente posiziona il gel nelle mascherine realizzate su misura e le indossa per alcune ore al giorno per almeno 2 settimane. In quest’ultimo caso i risultati sono nettamente più efficaci, proprio perché il gel ha il tempo di agire e sbiancare i denti in profondità».

E dopo?

Ci sono comunque alcune precauzioni che è bene adottare dopo lo sbiancamento. La prima? «Non esagerare con tè, tisane e liquirizia perché macchiano facilmente lo smalto dei denti» commenta l’esperta che suggerisce anche di non dimenticare mai l’importanza di una corretta igiene orale. Gli appuntamenti da rispettare: eseguire la seduta di igiene professionale ogni sei mesi e utilizzare prodotti remineralizzanti che nutrano lo smalto dei denti.

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