17/02/2021

Lipofilling: il caso Demi Moore

Alberta Mascherpa Pubblicato il 17/02/2021 Aggiornato il 17/02/2021

L’attrice di recente ha fatto parlare di sé per essere apparsa sulle passerelle con un broncio ben poco naturale dopo un ritocco. Il parere dell’esperto

lipofilling - demi moore

Cinquantotto anni portati benissimo. Fino a ieri, si potrebbe dire. Perché Demi Moore, indimenticabile protagonista di cult movie di successo, da Ghost a Proposta indecente, da Striptease a Soldato Jane, ha lasciato tutti sorpresi sfilando come modella d’eccezione per la nuova collezione della maison Fendi durante la Settimana della Moda di Parigi.

Tutta colpa di un volto artefatto con gli zigomi eccessivamente pronunciati, un broncio a dir poco innaturale e un effetto complessivo che persino agli occhi dei suoi più fan più accaniti è sembrato decisamente disarmonico per non dire brutto.

Tutta colpa del lipofilling?

Che sia il risultato di un trucco venuto male oppure, con buone probabilità, di un ritocco andato storto, è bastata la sua discesa in passerella per innescare nuovamente la discussione sull’opportunità o meno di ricorrere alla chirurgia estetica per il ringiovanimento del volto, magari proprio con un lipofilling degli zigomi e del mento. Conosciuto anche come “lipostrutturazione”, il lipofilling consiste nell’aspirazione di una certa quantità di grasso da una zona che ne è generosamente dotata, in genere cosce, glutei e pancia, e il successivo trapianto nell’area che ha bisogno di maggiore volume perché “svuotata” o poco sporgente per motivi legati all’età, allo stress, all’eccessivo dimagrimento o semplicemente a causa della naturale conformazione del viso.

A cosa serve questa tecnica

«Si tratta di una procedura di ringiovanimento ad oggi molto utilizzata per migliorare la regione perioculare, riempire i solchi ai lati del naso, dare volume alle labbra, agli zigomi, alle guance e a tutte le aree del viso che hanno bisogno di maggior pienezza» commenta il professor Mario Dini, chirurgo estetico a Firenze, Milano e Roma. La differenza con i filler? «Iniettando grasso autologo si azzerano eventuali problemi di intolleranza e di rigetto e per di più si ottiene il risultato secondario, ma ben gradito, di vedere ridotto il volume di zone critiche» continua l’esperto. «Senza dimenticare che con il lipofilling non solo si possono ottenere risultati molto naturali, ma si riesce anche favorire una rigenerazione dei tessuti grazie alla presenza di un gran numero di cellule staminali all’interno delle cellule del grasso, in grado di migliorare sensibilmente sia l’aspetto sia la qualità della cute».

Cosa è successo allora a Demi Moore?

«Può capitare che un intervento sia tecnicamente riuscito ma che il risultato estetico non risulti gradevole: è come per un abito cucito a mano con tessuti di pregio e decorazioni preziose, impeccabile dal punto di vista sartoriale ma che magari, una volta indossato, non riesce a valorizzare la figura oppure è così eccessivo da risultare di cattivo gusto» commenta Dini. «Questo in chirurgia accade quando ad esempio una zona anatomica dopo un intervento non ha più la sua collocazione naturale e quindi l’insieme risulta disturbante alla vista. Nel caso di un lipofilling zigomale, ad esempio, bisogna tener presente che lo zigomo è una regione anatomica che parte dall’orecchio e arriva al canto dell’occhio: se invece si fa partire il ritocco dall’angolo della bocca è inevitabile che si ottenga un effetto straniante».

L'errore da evitare

Mai puntare solo al ringiovanimento del volto senza curarsi di simmetrie e proporzioni. La priorità deve essere quella di conservare i lineamenti senza stravolgerli: solo così un intervento è davvero in grado di migliorare l’aspetto del viso.