25/03/2019

Tantra: trova la tua Via

Veronica Colella Pubblicato il 25/03/2019 Aggiornato il 25/03/2019

La millenaria tradizione orientale non aiuta solo a migliorare l’intesa sessuale ma è una complessa filosofia di vita che serve a riequilibrare mente, emozioni, spirito e corpo

Tantra - due vie

Anche se la grande popolarità del Tantra è dovuta alle performance da record che si favoleggiava Sting fosse riuscito ad ottenere (ancora oggi il cantante è costretto a rettificare la famigerata intervista), gli obiettivi di chi si accosta alla millenaria tradizione orientale sono molto più articolati.

Una dimensione sacra

Attraverso il Tantra viene restituito al sesso il suo aspetto sacro. Il principio chiave è che il kama, il piacere, coincida con l’artha, la prosperità, il dharma, il dovere morale e spirituale e la moksha, la liberazione.

Una grande attenzione viene rivolta al vivere il momento presente, il “qui e ora”, mantenendo una piena consapevolezza del nostro corpo ma anche della relazione con gli altri.

Mano destra o mano sinistra?

Per accostarsi alla pratica ci sono anche “vie” differenti. Quella più tradizionale e rigorosa è la Via della Mano Destra, conosciuta anche come dakshina marga, che si concentra su pratiche ortodosse come la meditazione, l’ascetismo e lo yoga e prevede l’osservanza di precisi codici etici e morali. L’unione tra principio maschile e principio femminile, le due energie che unite danno vita al cosmo, è quasi metaforica. Al contrario, nella Via della Mano Sinistra, conosciuta anche come vama marga, si lascia uno spazio maggiore agli aspetti emotivi e liberatori. L’unione sessuale tra maschile e femminile, intesa in questo caso in senso letterale, è una pratica centrale in un approccio che utilizza i sensi per ottenere una via più rapida verso l’illuminazione. Gli insegnamenti della Via della Mano Sinistra sono spesso considerati rischiosi e rigettati dall’induismo ortodosso, mentre trovano maggiore accettazione nel buddismo.

Due sentieri, un’unica meta

Anche se vengono spesso presentati come opposti, molte scuole occidentali moderne incoraggiano a una sintesi tra le due vie. L’obiettivo che si pongono rispetto alla sessualità è di utilizzarla per intraprendere un cammino di evoluzione che abbraccia tutti gli aspetti della persona. L’energia sessuale è la sorgente della vita, non va dispersa ma rispettata.

Un esercizio per lui e per lei

Se siete curiose rispetto all’applicazione pratica, André Van Lysebeth propone alcuni esercizi nel suo volume Tantra: l’altro sguardo sulla vita e sul sesso (Mursia). Il punto di partenza consigliato a entrambi i sessi è il mula bandha (letteralmente “chiusura della radice”), che serve a fortificare il gruppo muscolare genitale e a imparare a contrarne separatamente i muscoli.

Come si esegue
Tra i vari asana (o posizioni) che fanno parte del mula bandha, questo è il più semplice: in piedi con le braccia rilassate lungo il corpo, bilanciando il peso sui talloni, distanziare le rotule contraendo le cosce e il basso ventre senza irrigidire la schiena. Questo movimento risulta particolarmente utile alle donne perché, scrive Lysebeth, contraendo i muscoli pelvici in questa posizione il clitoride viene attirato verso il basso aiutando a prendere coscienza della sua muscolatura. Dagli uomini, il mula bandha viene praticato contraendo fortemente e simultaneamente i due sfinteri e i muscoli elevatori dell’ano, il che permette di fortificare ed elevare il pavimento pelvico e ottenere un maggior controllo sia sull’erezione che sull’eiaculazione.