09/11/2021

L’educazione sessuale? Serve a tutti

Veronica Colella Pubblicato il 09/11/2021 Aggiornato il 10/11/2021

In materia di educazione sessuale e affettiva pesano ancora scarsa informazione e silenzi imbarazzati. E il rischio di prendere decisioni sulla base di informazioni incomplete o errate è molto alto

Portrait of a happy couple in the bed covering with the duvet and looking very playful

A nessuno piace ammettere la propria ignoranza, in particolare agli adulti. Ecco perché quando si tratta di sesso il rischio di assimilare informazioni parziali o errate non riguarda solo i più giovani.

Questo silenzio può diventare terreno fertile per dubbi e malintesi anche quando si è passata da tempo l’età del primo rapporto, senza però aver trovato il coraggio di rivolgersi a un esperto.

Cercare risposte sul web può sembrare più discreto e immediato, ma non sempre si trovano informazioni affidabili e corrette. E insieme agli stereotipi e ai miti più datati c’è anche il rischio di scambiare scenari di fantasia per la rappresentazione accurata di quello che il sesso è o dovrebbe essere.

Una sana curiosità

La possibilità di fare domande in forma anonima permette di superare almeno in parte l’imbarazzo di mostrarsi impreparati di fronte all’argomento. Per questo anche la Società italiana di ginecologia e ostetricia (SIGO) offre un servizio di consulenza online attraverso il progetto Scegli Tu, oltre a condividere materiale e iniziative formative pensate per la scuola e per le famiglie. L’impressione degli esperti è che né i ragazzi né gli adulti siano correttamente informati su temi come la contraccezione, il concepimento o la prevenzione di malattie e infezioni sessualmente trasmissibili. Questo non per mancanza di una sana curiosità, ma per la storica reticenza a discutere di un argomento che si ritiene troppo personale e intimo per i banchi di scuola. Anche quando si tratta di informazioni base sulla propria anatomia, aspetto su cui molte ragazze risultano impreparate.

Il mio corpo, questo sconosciuto

Nella seconda stagione del telefilm Orange is the new black, ambientato in un carcere femminile, le battute di un intero episodio girano intorno alla scoperta sconcertante di alcune detenute sull’esistenza di un “secondo buco” (quello uretrale), di cui nessuno le aveva mai informate. E se questo livello di ignoranza può sembrare esagerato, un’indagine sulle conoscenze anatomiche, funzionali e riproduttive degli organi genitali femminili tra le studentesse delle scuole superiori di Parma, realizzata nel 2019 da Manuela Cavestro, Laura Fieschi e Lodovica Cugini, ha mostrato che il 48% delle intervistate non è stata in grado di rispondere correttamente a metà delle domande. Come aiutarle a colmare queste lacune? Nella stesura di Vengo prima io (Fabbri Editore), la sessuologa Roberta Rossi ha preso spunto dalle risposte di sedicimila partecipanti a un questionario sulla sessualità e sul piacere femminile per fornire una guida pratica che parte proprio dall’anatomia. Conoscersi è infatti il primo passo per una sessualità consapevole e anche la condizione per poter rispondere a eventuali domande di amiche o sorelle minori senza ricorrere a stereotipi e approssimazioni.

Aspettative irrealistiche

In mancanza di una solida educazione sessuale, anche la pornografia rischia di alimentare aspettative irrealistiche o enormi fraintendimenti. Quelli più comuni, secondo il sessuologo Justin Lehmiller, riguardano aspetto e dimensioni dei genitali, la capacità femminile di raggiungere l’orgasmo in qualsiasi posizione e con la sola penetrazione, il fatto che tutti gradiscano un certo tipo di linguaggio o che tutte le donne preferiscano la depilazione totale. E c’è anche il rischio che si sviluppino ansie da prestazione o che si faccia fatica a distinguere i tratti più caricaturali di quelli che sono scenari di fantasia, soprattutto quando riguardano pratiche oggettivamente rischiose. Anche per questo molti esperti sono dell’opinione che insieme a un’educazione sessuale esaustiva andrebbe integrata un’educazione affettiva che insegni a navigare relazioni romantiche e sessuali all’insegna del rispetto e della consapevolezza.