12/07/2019

Donne & sesso: miti da sfatare

Veronica Colella Pubblicato il Aggiornato il 12/07/2019

Dalla fedeltà all'uso della pornografia certe credenze sulla sessualità femminile sono dure a morire: ecco i luoghi comuni più diffusi

miti da sfatare

In Italia di educazione sessuale se ne fa molto poca e spesso si concentra sulla prevenzione delle malattie, lasciando in ombra alcuni aspetti facilmente fraintendibili, soprattutto in tema di differenze di genere.

Pur essendo ormai lontani – per fortuna! – dalle teorie di Cesare Lombroso, secondo cui una donna “normale” era essenzialmente frigida, il corpo e la mente delle donne sono ancora oggetto di dicerie difficili da smentire.

Ecco sei dei miti più comuni da sfatare, per mettere alla prova le proprie conoscenze.

  1. Non si può rimanere incinta se si hanno le mestruazioni. Avere le mestruazioni di per sé non garantisce alcuna immunità, nonostante i fraintendimenti generati dal metodo Ogino-Knaus: il conteggio dei giorni fertili non tiene infatti conto dell’eventualità di una doppia ovulazione, o del fatto che alcune donne abbiano cicli più corti di altre. Per di più, gli spermatozoi sopravvivono nel corpo femminile fino a 3-4 giorni, estendendo il rischio di ogni rapporto non protetto.
  2. Se una donna non prova piacere è il partner ad essere inadeguato. Sì e no: l’amore si fa in due e non è detto che la responsabilità di un mancato orgasmo debba ricadere sull’altro. I fattori in gioco sono molteplici (da ormoni e salute adeguati alla giusta disposizione mentale) e le qualità fondamentali sono generosità e capacità di ascolto. L’incompatibilità esiste, ma non significa che il destino del piacere femminile sia in mano agli uomini.
  3. La menopausa è la fine della vita sessuale di una donna. Se è vero che si va incontro a una serie di cambiamenti fisiologici, le modificazioni a livello della clitoride e della capacità di provare piacere sono minime e – contrariamente a quanto si pensi – per molte donne con l’età e l’esperienza arriva anche un atteggiamento più libero e rilassato nei confronti del sesso. Perché ci si conosce meglio e anche perché le preoccupazioni riguardo a gravidanze e contraccezione sono finalmente esaurite.
  4. Le donne vogliono l’amore, gli uomini il sesso. La convinzione che le donne cerchino principalmente la soddisfazione emotiva deriva da un modello evoluzionista, che considera “naturale” la ricerca della varietà sessuale per gli uomini e quella della stabilità per le donne. I dati sulle nuove generazioni rimettono in gioco il ruolo della cultura: la ricerca SELFY (condotta dalle Università di Firenze, Messina e Padova) vede un aumento nell’accettazione dei rapporti occasionali anche tra le ragazze, passate dal 16% del 2000 al 30% del 2017.
  5. Le donne sono più fedeli (e se tradiscono è solo per amore). Ci piacerebbe poter salire su un piedistallo, ma gli studi sul tema mostrano che l’infedeltà femminile è in aumento. L’elemento determinante è il doppio standard che considera tollerabile il tradimento maschile e punisce severamente quello femminile, più che una nostra scarsa propensione alla scappatella.
  6. Le donne non guardano pornografia. Sarà anche vero che molte donne prediligono i romanzi erotici (come dimostra il grande successo delle saghe BDSM che affollano la sezione “rosa” delle librerie), ma le statistiche sugli utenti delle piattaforme online sbandierano entusiasticamente la crescita di interesse del gentil sesso, con tanto di trend nelle ricerche. Esistono anche registe donne che hanno ripensato la pornografia al femminile: la svedese Erika Lust ne ha fatto una vera e propria bandiera.