07/07/2022

Fantasie erotiche: tradire ma solo con il pensiero

Veronica Colella Pubblicato il 07/07/2022 Aggiornato il 07/07/2022

Avere fantasie su persone diverse dal partner è piuttosto comune. E non è detto che sia sempre segno di insoddisfazione 

Loving couple laying in bed

Chi studia le fantasie sessuali è spesso molto cauto nell’attribuire significati e interpretazioni. Dagli studi sul tema sappiamo però che nel privato della nostra immaginazione siamo spesso più audaci e creativi di quanto ci permettiamo di essere nella vita reale e che essere fedeli e innamorati non impedisce di vagare con la fantasia.

Forse non lo fanno proprio tutti, ma è piuttosto comune anche per chi è in relazioni monogame. E sappiamo anche che non tutti i sogni sono desideri: molte fantasie sono destinate a rimanere tali.

Determinare se queste scappatelle immaginarie costituiscano o meno un tradimento è un ottimo argomento di discussione per una cena tra amici, a meno di non toccare nervi scoperti. Ogni coppia fissa i suoi paletti e la sensibilità a riguardo è del tutto soggettiva: generalmente celebrities e perfetti sconosciuti godono di un margine di tolleranza più ampio rispetto ai colleghi e agli ex, ma non esistono risposte valide per tutti. C’è chi si sente ferita alla sola idea di non essere sempre al centro dei pensieri del compagno o della compagna e chi invece trova il concetto intrigante, pur non avendo alcuna intenzione di rinegoziare i termini dell’esclusività di coppia.

Amanti ideali e amanti reali

A rendere il tema così delicato non è solo la paura del confronto. Da mettere in conto c’è anche il legittimo dubbio che dietro a queste fantasie si celi l’insoddisfazione. Se penso più spesso a Chris Hemsworth che al mio compagno significa che l’attrazione è svanita? E che cosa vuol dire se continuo a pensare al mio ex?

Di recente, gli autori di uno studio pubblicato sulla rivista Sexual and Relationship Therapy si sono chiesti proprio che effetto abbia il confronto tra amanti idealizzati e partner reali, prendendo in esame un campione di 1109 soggetti di età compresa tra i 21 e i 68 anni, tutti residenti negli Stati Uniti e in relazioni monogame. Ai partecipanti sono state rivolte, tra le altre, domande sul loro livello di soddisfazione sessuale (misurata su una scala da 1 a 5) e sui loro sentimenti verso il partner. Una sorta di indice di gradimento misurato su 6 caratteristiche, non solo fisiche ma anche emotive: per i ricercatori era importante capire quanto lo considerassero eccitante, attraente, sensibile, romantico, fantasioso nel sesso e bravo a letto.

Quanto ai temi delle loro fantasie, è stato chiesto ai soggetti se avessero mai fantasticato sul proprio capo o su un collega, su un amico, su un partner più vecchio o più giovane, su un ex o su uno sconosciuto – per restringere il campo, sono poi state prese in considerazione le risposte riguardanti gli ultimi due casi.

Un risultato ironico

Le risposte suggeriscono che la questione sia meno lineare di come la immaginiamo. Rispetto a chi non ha mai questo genere di fantasie, a dare punteggi più bassi nell’indice di gradimento del partner sono le persone che riportano livelli più alti di soddisfazione sessuale e non quelle che si dicono meno soddisfatte.

L’ipotesi dei ricercatori è che nelle relazioni meno soddisfacenti sul piano sessuale queste fantasie tendano a fare da cuscinetto, mitigando l’insoddisfazione verso la relazione in sé. Magari il sesso non è soddisfacente quanto potrebbe, ma non è detto che a quell’ideale ci si debba avvicinare per forza. Chi è più soddisfatto sessualmente invece potrebbe avere un atteggiamento diverso nei confronti dei suoi amanti ideali: forse sono visti come alternative più concrete, favorendo un atteggiamento più critico nei confronti della relazione attuale.