18/03/2021

Coppia: se lui (o lei) non è più interessato al sesso

Veronica Colella Pubblicato il 18/03/2021 Aggiornato il 18/03/2021

La fine della passione può far sentire rifiutati, anche quando romanticismo e intimità non mancano. Ma non significa che è tutto finito

coppia - no sesso

Quando si sta insieme da molto tempo può succedere che si diventi più simili a migliori amici o ottimi coinquilini, un cambiamento che non tutti vivono con serenità. La passione sembra essere svanita e il partner che vede le sue avances costantemente respinte può trovare la situazione molto dolorosa oltre che frustrante. Uno studio sui matrimoni bianchi pubblicato nel 2018 sul Journal of Marriage and Family ha analizzato le motivazioni per cui coppie apparentemente felici finiscono per logorarsi a causa della mancanza di intimità, scoprendo che non sempre il problema è medico, pratico (come l’arrivo di un neonato) o psicologico.

A volte è la conseguenza di una decisione unilaterale presa dal partner meno interessato al sesso, magari perché trova altre forme di intimità altrettanto appaganti.

Perché fa così male

Certo, nessuno dovrebbe mai essere sottoposto a ricatti e recriminazioni se non desidera fare sesso. Non è solo un comportamento eticamente discutibile, ma è anche controproducente. E anche il cosiddetto “sesso di mantenimento”, ovvero il sesso fatto per fare un favore all’altro, somiglia troppo da vicino al concetto ormai superato di “dovere coniugale”, anche se non sempre è declinato al femminile. Se un tempo si parlava di naturale ardore maschile e di altrettanto naturale ritrosia femminile, oggi la scienza ha dimostrato che in fatto di desiderio uomini e donne non sono poi così diversi. Quello che fa soffrire il partner con una sessualità più attiva o vivace poi non è solo la mancata soddisfazione di un bisogno fisico, ma la sensazione che i propri desideri vengano sistematicamente ignorati e sminuiti. O peggio, la convinzione strisciante di non essere più desiderati, amati o voluti dal partner che preferisce le coccole alla passione.

La filosofia del GGG

Una buona alternativa alle recriminazioni silenziose è riassunta nell’acronimo GGG (“good, giving and game”, ovvero “bravi, generosi e ben disposti”) coniato da Dan Savage, autore di una storica rubrica di consigli sul sesso tradotta in Italia da Internazionale. Secondo Savage, il segreto per una relazione duratura – che si tratti di matrimoni aperti o chiusi, gay o etero, che una coppia sia sessualmente convenzionale o bizzarra – è nel non dare per scontato che sia il partner “meno virtuoso” a doversi accontentare. Entrambi i partner dovrebbero essere sinceri e aperti riguardo ai propri interessi sessuali e cercare di venirsi incontro in buona fede per accontentare i bisogni dell’altro, anche se non corrispondono perfettamente ai propri. Le relazioni a lungo termine sono fatte di piccoli e grandi sacrifici, lo ammette anche Savage. Tuttavia, il suo presupposto è che valga la pena di tenere aperta la comunicazione anziché chiuderla a priori chiedendo semplicemente al partner con più desiderio (o con desideri più articolati) di farsene una ragione. Un’imposizione che si rivela altrettanto crudele, egoista e insensibile rispetto alle pressioni indebite di chi non rispetta i limiti dell’altro.

Uscire dall’impasse

Un periodo di stanca capita a tutte le coppie, ma chi si accorge di avere aspettative molto diverse riguardo alla frequenza dei rapporti o alle variazioni di repertorio che rendono una vita sessuale appagante potrebbe aver bisogno di un aiuto esterno. Rivolgersi a un sessuologo o prendere in considerazione la terapia di coppia non significa ammettere che si è rotto qualcosa di irreparabile, ma solo imparare a gestire questa differenza senza ricadute sull’autostima o sul rapporto. Consultare uno specialista e farsi assegnare “compiti a casa” che insegnino come trovare modi diversi di comunicare intesa e intimità sessuale in maniera rilassata, divertente e piacevole per entrambi aiuta a privilegiare la qualità sulla quantità.