07/11/2020

Coppia: l’uso moderato della pornografia non fa male al rapporto

Veronica Colella Pubblicato il 07/11/2020 Aggiornato il 09/11/2020

Uno studio canadese esplora gli effetti a breve termine dell’utilizzo di pornografia sulla vita di coppia, rivelando che non sempre incide negativamente

coppia - pornografia

I tempi in cui il consumo di materiale osé veniva vissuto come un tradimento a tutti gli effetti sembrano tramontati, almeno in Canada. Secondo uno studio dell’Università del Québec à Trois-Rivières, pubblicato su le Journal of Social and Personal Relationships, la quotidianità del rapporto di coppia non è necessariamente turbata dall’utilizzo di pornografia, purché si tratti di una distrazione occasionale.

Analizzando 13.134 pagine di diario compilate da 434 connazionali, i ricercatori hanno scoperto che anziché diminuire l’interesse verso il partner, magari creando aspettative irrealistiche nei confronti del sesso, la pornografia può addirittura risvegliare il romanticismo.

Una panoramica completa

L’aspetto più innovativo dello studio, spiega la ricercatrice Marie-Pier Vaillancourt-Morel, è proprio il suo metodo di indagine. Per la prima volta ai soggetti è stato chiesto di tenere un diario per appuntare giorno per giorno l’eventuale utilizzo di materiale pornografico e i suoi effetti sul desiderio e sulla soddisfazione nella coppia, correggendo così le stime al ribasso che possono risultare da una riflessione fatta in retrospettiva. Allo studio ha partecipato un campione piuttosto variegato anche per composizione, con 77 coppie dello stesso sesso e 140 coppie “miste”, monitorate per 35 giorni consecutivi. A riportare almeno una volta l’utilizzo di materiale pornografico nei loro diari è il 97% degli uomini impegnati con altri uomini, il 76% degli uomini impegnati con donne, il 57% delle donne impegnate con altre donne e il 40% delle donne impegnate con uomini.

Gli effetti a breve termine

A prescindere dalla composizione della coppia, per le donne l’utilizzo di pornografia sembra essere associato a effetti positivi nella soddisfazione sessuale. Il desiderio si risveglia e aumentano le chance di attività sessuale con il proprio o la propria partner, suggerendo che per le donne sia più che altro una questione di giusta ispirazione. Un dato che combacia con i risultati di un altro recente studio, condotto invece da Sean McNabney e colleghi, che ha valutato gli effetti della pornografia sul desiderio femminile, scoprendo che le donne che ne fanno un uso più frequente hanno meno difficoltà a eccitarsi o a raggiungere l’orgasmo. Sfogliando i diari degli uomini in relazioni eterosessuali, invece, sembra che le fluttuazioni del desiderio dell’altra siano più determinanti rispetto alle proprie. È nei giorni in cui la partner non sembra essere dell’umore giusto che ci si orienta verso la pornografia, rendendola quasi un “piano B”. Diverso il discorso per gli uomini impegnati con altri uomini, per i quali l’utilizzo di pornografia è associato a una più alta probabilità di avere rapporti con il partner nell’arco della giornata.

Qualche doverosa precisazione

Dai risultati sembra che l’utilizzo di pornografia non incida in maniera negativa sulla soddisfazione di coppia, ma che possa invece essere un modo per tenere vivo il desiderio o conciliare momentanee differenze. Tuttavia, si tratta pur sempre di soggetti con abitudini non problematiche: una media di 3,5 giorni su 35 è ben lontana dagli eccessi che possono compromettere la salute del rapporto o dell’individuo. Ci sono ancora tante domande da porsi sull’argomento, chiarisce Vaillancourt-Morel, ma il contesto potrebbe fornire chiavi di lettura interessanti per future ricerche. La possibilità di avere un confronto aperto sulla sessualità all’interno della coppia, o al contrario tenere segreta questa abitudine per timore di reazioni negative, potrebbero essere determinanti per capire se l’utilizzo di pornografia può complicare ulteriormente le cose o se, come in questo caso, può essere considerata un innocuo diversivo.