Contraccezione: la pillola si aggiorna

Redazione Pubblicato il 26/03/2024 Aggiornato il 26/03/2024

Oggi le soluzioni si sono moltiplicate e sono più sicure e più tollerate. Ognuna ha una sua caratteristica e va scelta in modo personalizzato

contraccezione

Cinquant’anni fa l’Italia legalizzava la pillola anticoncezionale dopo una lunga battaglia civile e sociale per la consapevolezza e l’autodeterminazione delle donne. Oggi il panorama della contraccezione offre loro diverse soluzioni e libera informazione sul tema eppure sussistono ancora zone d’ombra.

Confusione e luoghi comuni che tolgono alle donne la possibilità di avvalersi di anticoncezionali sicuri e via via più tollerati.

Le novità in arrivo

«Per capire com’è cambiato il panorama della contraccezione femminile dal punto di vista dell’offerta e dell’uso consapevole» sottolinea Serena Girardelli specialista in ginecologia e ostetricia all’Ospedale San Raffaele di Milano, «può essere utile partire proprio dalla pillola che ne rappresenta il fulcro». «La maggior parte delle pillole anticoncezionali in commercio sono monofasiche quindi rilasciano tutti i giorni lo stesso quantitativo di estrogeno e progestinico» spiega Girardelli. «Gli estrogeni che utilizziamo sono sempre più o meno le stesse molecole salvo lo sviluppo più recente di un particolare tipo di estrogeno naturale che si chiama estradiolo valerato. Quando viene metabolizzata, questa molecola si comporta in modo simile a quella che produciamo noi donne, mentre l’altro tipo di estrogeno, l’etinil estradiolo, un ormone semisintetico che si utilizza dagli anni 60, quando viene assorbito non viene mai metabolizzato del tutto, ma circola fino a essere eliminato dall’organismo. Dei due, quello che riflette di più la molecola naturale ha un profilo di maggior tollerabilità, in particolare meno impatto sulla pressione arteriosa. Oggi si usa di più anche perché è diventato più accessibile».

 Anche mini

Ma non c’è solo la pillola. E la stessa pillola, per quanto scelta ad hoc, non è per tutte. Ad esempio è controindicata a chi ha la pressione alta, oppure è affetta da trombofilia, a chi fuma e ha più di 35 anni, a chi soffre di emicrania con aura o problemi di fegato, a chi ha o ha avuto un tumore al seno e altri casi più rari. In queste circostanze, è possibile prescrivere la mini pillola, che non è, come molte credono, una pillola a bassa concentrazione ma un farmaco composto dal solo progesterone.

Occhio ai dosaggi

Negli altri casi, il dosaggio dell’estradiolo va sempre calibrato in base all’età e alla storia clinica di ogni donna ma anche tenendo conto del suo stile di vita. La pillola a bassa concentrazione, che punta sulla riduzione delle quantità di etinilestradiolo da assumere quotidianamente, non sempre è la scelta migliore. «Una paziente molto giovane che prende troppo poco estrogeno può avere secchezza vaginale o dolore durante i rapporti, sul lungo termine anche potenziali problemi di osteoporosi» chiarisce la ginecologa. «Se però fuma molto, preferirò comunque prescriverle meno estrogeno anche in presenza di effetti collaterali per non aumentare il rischio di trombofilia».

L’articolo completo con tutte le novità sulla contraccezione è sul numero di Silhouette donna di aprile, ora in edicola.