Shopping online: hai mai provato lo stress da consegna?
Gli acquisti online sono tanto comodi, ma l’attesa delle consegne rischia di stravolgere le giornate e di provocare ansia: lo rivela una recente indagine e la psicoterapeuta ne spiega i motivi
Per quasi un italiano su due la giornata continua a ruotare attorno alla “finestra di consegna”, l’arco di tempo fra le 9 e le 18 in cui vengono consegnati i pacchi degli acquisti effettuati online e che obbliga a rinunciare a programmi, impegni e tempo libero. È quanto emerge da un’indagine realizzata da InPost Italia sul proprio sito web, su un campione di oltre 1440 persone.
Attese, cambi di programma e frustrazione sono all’ordine del giorno e molti consumatori, abituali a fare spese in pochi click, ammettono una vera e propria “ansia da pacco”.
Tra disagio e frustrazione
Il fenomeno dell’attesa di un pacco (con le incertezze e i problemi che questa può comportare) è quasi una costante per milioni di persone. L’indagine mostra che la frustrazione è il sentimento dominante: il 50% degli intervistati prova infatti “pura frustrazione” quando, dopo un’intera giornata passata ad aspettare, trova solo un avviso di mancata consegna. Il disagio non è solo emotivo: la ricerca svela che il 54% degli acquirenti online è stato costretto a riorganizzare la propria agenda o a scomodare qualcuno per non perdere un pacco. L’ansia, inoltre, non svanisce con la consegna: quasi il 55% di coloro che hanno risposto al sondaggio ammette infatti di provare preoccupazione al pensiero di un pacco lasciato incustodito. Di fronte alla possibilità di svincolarsi dalla dipendenza dell’attesa e dei cambiamenti forzati alle proprie abitudini, la risposta degli italiani intervistati è quasi unanime: l’idea di poter ritirare i propri pacchi in un punto sicuro e vicino, come un locker o un negozio di quartiere, semplificherebbe la vita all’82% del campione e per il 60% di loro cancellerebbe del tutto lo stress “da consegna”. Chi ha già scelto questa modalità (52%), conferma che il proprio stato d’animo è nettamente migliorato.
L’ansia anticipatoria
Ma come si spiegano questi fenomeni psicoemotivi? La dottoressa Maria Irno, psicologa-psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, esperta di analisi comportamentale, commenta così i dati della ricerca: «L’attesa della consegna può attivare quella che in psicologia chiamiamo ansia anticipatoria: la mente rimane in sospeso, incapace di focalizzarsi su altro finché l’incertezza non si risolve. Il disagio non nasce dall’attesa in sé, ma dalla percezione di perdere il controllo sulla propria giornata. Anche controllare il tracking non è impazienza: è il modo in cui il nostro cervello cerca di gestire l’incertezza. E quando la consegna va storta, la frustrazione è reale perché si rompe un’aspettativa, non solo un piano. Piccole frustrazioni, ripetute nel tempo, contribuiscono a un livello di stress cronico spesso sottovalutato. Restituire alle persone la possibilità di scegliere quando e dove ritirare i propri acquisti significa ridurre concretamente quel carico».
Ti potrebbe interessare anche:
- Mondiali di calcio: fanno bene alla coppia
- Ansia pre-vacanza? Calmala con lo sport
- Vacanze: come vivi la scelta della meta?
- Valigia perfetta: si prepara così



