17/12/2020

Scrivi che ti passa

Veronica Colella Pubblicato il 17/12/2020 Aggiornato il 17/12/2020

In arteterapia la scrittura diventa un modo per prendersi cura di sé, reinventando la propria storia o condividendola con altri

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La scrittura può diventare una forma di arteterapia che aiuta a mettere ordine nei pensieri, a farsi venire nuove idee e superare le avversità.

I benefici non sono solo psicologici, ma anche relazionali e professionali. Scrivere infatti è un ottimo allenamento per imparare a esprimersi in maniera più efficace, valorizzando talenti e capacità che rischiano di rimanere nascosti.

Scrittura autobiografica: l’arte di raccontarsi

Chi si avvicina alla scrittura cercando di guarire una ferita spesso si dedica alla scrittura autobiografica, un modo di ridefinire la propria storia tessendo una trama che dia coerenza ai ricordi, alle emozioni e alle esperienze. Scegliere cosa raccontare è già un punto di partenza per imparare a conoscersi, perché non sempre gli eventi più importanti della nostra vita corrispondono a riti di passaggio come la fine dell’adolescenza o il primo giorno di lavoro. Ed è anche un modo di stimolare il cambiamento, perché invita a farsi domande a cui prima di iniziare a scrivere non avevamo mai pensato. In Italia la Libera Università di Autobiografia di Anghiari, fondata da Duccio Demetrio e Saverio Tutino, offre corsi di formazione e progetti di scrittura che insegnano l’arte di raccontarsi a chiunque voglia imparare a prendersi cura di sé attraverso la scrittura, sia per la pura gioia di scrivere che per elaborare esperienze difficili o dolorose.

Lettere, poesie e liste della spesa

Il bello della scrittura è che si presta a più esigenze, tutte ugualmente valide. Non è detto che si debba tenere per forza un diario o un blog, o che si debba trasformare la propria vita in un romanzo. C’è chi preferisce raccontarsi attraverso la fiaba, chi scopre di avere un’affinità particolare con la poesia e chi scrive lunghe lettere destinate a non essere mai spedite, confidando segreti alla migliore amica di un tempo o usando tutta l’ironia di cui è capace per dialogare con la stessa del passato o del futuro. E c’è persino chi trova estremamente confortante stilare lunghe liste per tenere a bada il caos, organizzando i pensieri con l’aiuto di un bullet journal o di post-it colorati. I workshop di scrittura terapeutica offrono spesso una panoramica di più forme espressive, da utilizzare come strumento di crescita personale e professionale.

Il quadernino delle citazioni

Se la vena creativa proprio non ne vuole sapere di sbloccarsi, perché non si trovano le parole giuste o perché si è vittima di un attacco di timidezza, prendere in prestito è sempre una possibilità. Social come Pinterest rappresentano la versione riveduta e aggiornata del diario degli anni ’90, un modo di tenere con sé citazioni, ritagli e testi di canzoni che in qualche modo parlano di noi. Nulla vieta però di tornare alle origini e comprare un’agenda o uno scrapbook in cui raccogliere spunti di riflessione, trascrivere frasi che ci rappresentano o inventare didascalie per le immagini che ci colpiscono. Un modo per conoscersi attraverso le parole o le fotografie degli altri, con in più tutto il potere rilassante delle azioni ripetitive come colorare, ritagliare o ricopiare. Leggere e annotare è un esercizio che la copywriter e formatrice Francesca Sanzo, autrice del manuale di scrittura autobiografica Tu sei la tua storia (Giraldi Editore), consiglia in particolare a chi sta attraversando una fase di cambiamento. Le parole da cui siamo attratti svelano quello che proviamo davvero, anche in momenti in cui il nostro stesso mondo interiore ci sembra indecifrabile.