14/09/2026

Rientro: sai come conservare il “capitale emotivo” dell’estate?

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 14/09/2026 Aggiornato il 14/09/2026

Mantenere comportamenti e piccole abitudini di benessere anche dopo il rientro aiuta a vivere meglio e a non lasciarsi sopraffare dallo stress in pochi giorni

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Il rientro dalle vacanze è sempre un periodo dell’anno faticoso. Si ritrovano il lavoro, gli impegni abituali, i problemi lasciati temporaneamente in sospeso, i ritmi battenti, la connessione costante e questo richiede un investimento di grandi energie fisiche, ma soprattutto emotive. Lo stress da ritorno è in agguato, con momenti di scoraggiamento, di malinconia e con la sensazione di sperperare in un attimo tutti i benefici delle ferie: si corre il rischio di ritrovarsi stanchi e provati già dopo pochissime settimane.

La domanda è: e se il problema fosse la velocità con cui consumiamo tutto ciò che in vacanza ci aveva fatto stare meglio?

La versione migliore di noi

Crediamo che ad abbattere il nostro umore sia la tristezza per le ferie concluse, ma Richard Romagnoli, formatore, coach e autore di bestseller fra cui “Il silenzio che guarisce” (Sonda edizioni), introduce il concetto di Capitale Emotivo Estivo. Si tratta di un patrimonio personale composto da riposo, sonno, tempo, relazioni, leggerezza, natura, silenzio, esperienze piacevoli e ritmi meno frenetici sperimentati durante le ferie. Secondo il coach non è qualcosa di puramente teorico, ma un bagaglio concreto e utilizzabile: è la conoscenza delle condizioni che ci permettono di stare meglio e che bisognerebbe preservare il più a lungo possibile, evitando di ricadere negli automatismi e nelle dinamiche psicoemotive di prima della partenza. «Durante le vacanze scopriamo una versione di noi che respira, cammina, dorme di più, ascolta e si concede tempo. Poi rientriamo e decidiamo che tutto questo non può più appartenere alla vita normale. Perché consideriamo normale ciò che ci esaurisce ed eccezionale ciò che ci fa stare bene?» chiede provocatoriamente Romagnoli.

I quattro comportamenti di benessere

Secondo l’autore, il modo migliore per sperperare il capitale di benessere accumulato in vacanza è mettere in atto quattro comportamenti ben precisi: riempire subito l’agenda e le giornate in modo inverosimile, limitando il tempo per sé, riattivare le notifiche e ritornare disponibili in qualsiasi momento, abbandonare le attività che sono state fonte di benessere durante le ferie e riproporsi di “recuperare il tempo perso”, come se le vacanze e le loro esperienze fossero “tempo perso” anziché energia positiva guadagnata. Poiché inoltre gli studi dimostrano che ritornare nei luoghi e nei ritmi abituali può riattivare automaticamente vecchi comportamenti (gli stessi elementi del contesto, come la stessa scrivania, lo smartphone nello stesso punto, la medesima sequenza mattutina, possono innescare schemi consolidati), una buona regola al rientro può essere quella di modificare piccole cose nelle proprie abitudini quotidiane: è un escamotage per non ricadere vittime del pilota automatico.

Le domande da farsi

C’è una regola da seguire sempre, al ritorno in città: «Chiedersi che cosa mi ha fatto stare davvero bene durante le vacanze e riproporsi di coltivarlo. Fotografiamo il mare, il tramonto e il piatto. Dovremmo imparare a fotografare anche le condizioni interiori: che cosa facevo quando mi sentivo bene? Con chi ero? Quanto correvo? Dove si trovava il telefono? Quanto tempo trascorrevo fuori?» suggerisce Romagnoli. Questa analisi aiuta ad allenare la qualità con cui percorriamo la vita, senza rinviare il benessere al prossimo viaggio, al prossimo weekend o a quando ogni problema sarà finalmente risolto. Perché trovare una o più cose che ci hanno fatti stare bene e rispettarle con continuità aiuta a stare meglio.

Piccoli gesti fin dal mattino

In concreto, fin dal risveglio, il coach consiglia di prendersi cura del benessere con poche mosse.

  1. Per i primi cinque minuti del mattino niente email, messaggi o notizie. Portate l’attenzione al corpo e respirate lentamente, senza forzare. Avvicinatevi gradualmente a circa sei respiri al minuto può favorire la variabilità della frequenza cardiaca. Se compaiono fastidio o capogiri, ritornate al ritmo naturale. Chiedetevi: “Come voglio vivere questa giornata?”.
  2. Scegliete una sola abitudine dell’estate che vi ha fatto bene: una passeggiata dopo cena, una colazione senza telefono, più sonno, una conversazione vera. Datele un posto concreto nella settimana.
  3. Ogni sera, prima di dormire, fate il “saldo emotivo”: chiedetevi che cosa vi ha restituito energia durante la giornata e che cosa ve l’ha portata via. E regolatevi di conseguenza.