10/12/2020

Parlare in pubblico: stop all’insicurezza

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 10/12/2020 Aggiornato il 10/12/2020

Anche le più sensibili ed emotive possono risultare convincenti quando si rivolgono a un uditorio, nonostante lo stress e l’ansia che le attanaglia: basta sapere come valorizzare i propri punti di forza (perché tutte ne hanno)

parlare in pubblico

Parlare in pubblico non è un’attività semplice per tutti, indipendentemente dal fatto che si debba tenere una conferenza, ci si trovi a una riunione di lavoro, o a un meeting che si tiene a distanza, su una piattaforma online. Se amate stare sotto i riflettori, e non avvertite alcuna pressione all’idea di trovarvi con tutti gli occhi puntati addosso, non avrete problemi. Se invece siete particolarmente sensibili, è normale che incontriate più difficoltà. Lo racconta Nicoletta Travaini, psicologa clinica e psicoterapeuta, nel volume “Tutto, tanto, sempre. Sensibilità e altri superpoteri” (Rizzoli).

Le persone più sensibili avvertono tensione e agitazione anche dopo decenni di discorsi tenuti in pubblico: ogni volta si emozionano come se fosse la prima.

Il rischio di bloccarsi

Saper parlare in pubblico è una competenza estremamente utile, ma tanti si agitano quando devono esporsi, anche solo per esprimere la propria opinione. In un mondo in cui si pone sempre di più l’accento sul mito della performance e si richiede a tutti di essere perfetti, chi ha qualche incertezza (per un’insicurezza di fondo, per emotività o per mancanza di fiducia in sé) finisce per ritenersi totalmente inadeguato e si blocca. Anche a molte di voi sarà capitato di oscillare fra desiderio di lanciarsi e quello di evitare la sfida.

Quali qualità servono

Per parlare a un uditorio servono diverse qualità, che non tutti hanno in uguale misura. Si deve avere una buona autostima, ma non essere arroganti, bisogna essere un po’ narcisisti, ma anche essere capaci di sintonizzarsi con chi ascolta. E poi bisogna avere ben chiaro ciò che si vuole dire, perché se non si padroneggia la materia, o se si hanno idee confuse, anche l’esposizione risulterà confusa. Ci si può esercitare, con tenacia e imparando dai propri errori o imperfezioni, ma se tutto questo risulta soltanto una fonte di stress, è preferibile rispettare e assecondare la propria natura.

Restare se stessi

Chi non si sente all’altezza di parlare a braccio può leggere un testo preparato in precedenza, oppure aiutarsi con delle slide. Ciò che conta è non cercare di essere ciò che non si è: per trasmettere emozioni e convincere chi ci ascolta è meglio essere oratori di media capacità, ma sinceri e autentici, piuttosto che dare vita a una performance costruita con tutti i crismi, ma male eseguita. Non bisogna dimenticare, infine, che le persone più sensibili, quelle che prima di un discorso in pubblico non dormono per intere notti, sono anche quelle potenzialmente più capaci di comunicare con efficacia, grazie all’empatia e alla creatività innate.