Odi il Natale? Ecco come mettere a tacere il “Grinch” che c’è in te

Roberta Camisasca Pubblicato il Aggiornato il 11/01/2019

Uno studio svela perché sono molti a odiare Natale e festività annesse. Il colpevole? La sede del cervello dove risiedono lo spirito natalizio e le esperienze pregresse

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Non è ancora iniziato il “girone” delle feste e c’è già chi si sta organizzando per snobbare gli inviti e rimanere lontano dalle luci di Natale, come il “Grinch”, il protagonista dell’omonimo film con Jim Carrey. Una spiegazione scientifica di questo rifiuto viene dal British Medical Journal e rafforza i risultati di altri ricerche dell’Università di Copenaghen, secondo cui nel cervello c’è una zona in cui è relegato il piacere, chiamata sistema “mesocorticolimbico”, attivato dal periodo natalizio.

In alcune persone questo meccanismo non si attiva, anzi un periodo di festa come questo contribuisce allo sviluppo di un forte senso di negatività, stimolando stati di nervosismo, malessere e irritabilità.

Come si riconosce un “Grinch”?

Riconoscere un “Grinch” non è difficile. « Alcuni subiscono passivamente l’angoscia del periodo natalizio mostrando il loro stato depressivo, altri arrivano ad affermare “odio il Natale!”» spiega Adriano Formoso, psicologo e psicoterapeuta a Milano. «Altri declinano cene di lavoro e con i parenti, altri ancora pensano che il Natale sia un complotto commerciale e sviluppano un’avversione categorica verso il fare o anche ricevere regali».  Come reagire?

1) Tentate di capire i motivi per cui il Natale vi irrita. Spesso il “Grinch” si mostra reticente perché l’atmosfera natalizia genera in lui o in lei il ricordo di traumi subiti o relazioni finite male. Altri percepiscono il Natale come una minaccia per gli aspetti alimentari che questa ricorrenza impone (chili presi da panettoni, cene di lavoro, pranzi di famiglia).

2) Sviluppate la tolleranza, che è un antidoto naturale alle situazioni stressanti. Questa visione flessibile aumenta la resistenza nell’affrontare il periodo angosciante delle festività e le persone ad esse collegate: parenti, ma anche addetti alle promozioni commerciali natalizie o il parroco che viene a suonare alla porta.

3) Vivete le relazioni senza legarle al Natale, ma con la libertà e il piacere che si prova nel resto dell’anno.

4) Approfittate del maggior tempo a disposizione per andare a trovare un amico che soffre o vive un periodo che spera termini al più presto. Non è necessario attribuire la vostra vicinanza agli altri perché è Natale, ma perché durante questo periodo si è più liberi da impegni di lavoro.

5) Sforzatevi di stare in compagnia: la solitudine sembra una strategia efficace ma non lo è. Cambiate aria, fate un viaggio o andate a trovare amici lontani.