20/03/2026

Fai scelte per te stessa, non per piacere agli altri

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 20/03/2026 Aggiornato il 20/03/2026

La saggezza di porre il proprio benessere al centro della decisioni della vita quotidiana arriva di solito con la maturità, ma si può imparare a costruirla anche prima

scelte per te

Di solito accade intorno ai 50 anni: si acquista più equilibrio, si impara a fare scelte più consapevoli e a selezionare impegni e incombenze in funzione più del proprio benessere e delle proprie esigenze che per assecondare gli altri. Nulla impedisce, però, che la libertà di essere più selettive e sagge si possa costruire anche prima di quell’età. In pratica, come spiega Alessandra Bitelli, coach e autrice di “Il primo romanzo utile del coaching” ciò che cambia (o che bisogna cercare di cambiare) è l’approccio: «Quando le aspettative esterne pesano meno, i modelli da imitare smettono di essere centrali e diventa più chiaro ciò che nutre davvero, il criterio non è più piacere o dimostrare, ma riconoscere cosa vogliamo tenere e cosa lasciare andare».

Con il giusto approccio le urgenze si ridimensionano, le aspettative esterne perdono centralità e il giudizio su di sé si fa meno severo.

Mettiti al centro

L’esperta racconta il percorso verso la libertà di mettersi al centro delle proprie scelte: a vent’anni si sceglie spesso per compiacere, a trenta lo si fa per dovere, intorno ai cinquanta si inizia invece a farlo per sé. «Il discernimento è una competenza che non si improvvisa: nasce da errori, delusioni, prove superate e cadute. È la capacità di distinguere ciò che è urgente da ciò che è solo importante, chi ci prosciuga da chi ci restituisce energia, le aspettative altrui dai nostri desideri autentici. Questo potere non arriva per caso: è il frutto dell’esperienza. E quando si consolida, cambia radicalmente il modo di prendere decisioni».

Libera dai giudizi

La coach spiega che arrivarci significa essere meno impulsive e più consapevoli, significa imparare a fare ciò che è davvero giusto per noi. «La libertà più evidente è quella dai giudizi: non solo quelli degli altri, ma soprattutto quelli interiori, quella voce severa che per anni ha ripetuto ‘non sei abbastanza’ perde forza. Si impara a dire “no” senza sensi di colpa, a proteggere il proprio tempo e le proprie energie e questo cambia la qualità delle relazioni e delle scelte quotidiane» puntualizza Bitelli.

Cominciare da giovani

È verso questo traguardo che bisognerebbe muoversi anche in età più giovane. Come? La coach suggerisce di farsi sempre quattro domande che danno consapevolezza e permettono di tradurla poi in azione: perché la saggezza non è una qualità legata necessariamente all’età più matura.

  1. La prima domanda è: “Cosa posso lasciare andare senza rimpianti?”. Non tutto ciò che abbiamo costruito, infatti, deve essere mantenuto e conservato. Se qualcosa non genera più crescita o non procura più serenità, lasciarlo non significa fallire, ma fare spazio.
  2. Bisogna poi chiedersi: “Dove sto investendo energie che non mi restituiscono nulla?” Le relazioni, i ruoli e gli impegni vanno naturalmente osservati con onestà, ma quando il bilancio è costantemente in perdita, il discernimento suggerisce di ridimensionare o ridefinire spazi, rapporti e priorità.
  3. È importante anche domandarsi in modo esplicito: “Quale scelta mi farebbe sentire più allineata a me stessa?”. Occorre infatti imparare a prendere la strada più coerente con ciò che oggi conta davvero per noi, con il modo in cui ci si sente, piuttosto che scegliere quella che riscuote più approvazione da parte degli altri o quella più prudente.
  4. Indispensabile è infine avere un obiettivo chiaro: “Cosa voglio iniziare a fare per me nei prossimi mesi?”. A volte anche un cambiamento piccolo, se scelto consapevolmente, può segnare una svolta e focalizzarsi su qualcosa di proprio è sempre un buon punto di partenza.