14/03/2026

Equilibrio emotivo: cosa vi manca per raggiungerlo?

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 14/03/2026 Aggiornato il 14/03/2026

Un gruppo di oltre 1500 psicoterapeuti ha scattato un’istantanea delle condizioni della nostra psiche, evidenziando i principali bisogni di chi chiede un supporto agli specialisti

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Che cosa chiedono le persone quando si rivolgono a uno psicoterapeuta? Quale problema le tormenta di più? Sono davvero motivate a raggiungere i loro obiettivi di cambiamento? La piattaforma di psicologia online Unobravo ha recentemente fatto un bilancio sulle condizioni psicoemotive degli italiani, coinvolgendo su questo tema 1674 psicoterapeuti del network. Sono stati presi in considerazione non solo il lavoro clinico svolto l’anno scorso, ma anche le problematiche più comuni nelle prime settimane di quello nuovo, che sono un periodo vissuto da tutti noi come una svolta e dai pazienti come un’opportunità di cambiamento (non sempre sfruttata adeguatamente).

Nel 2025 c’è stata una crescita importante nella richiesta di supporto psicologico, secondo il 65% dei professionisti coinvolti.

Problemi con il partner o con i colleghi?

Nell’anno passato le problematiche più comuni sono state soprattutto quelle relazionali (65%), seguite da ansia (60%), da mancanza di autostima (38%), dalla fatica genitoriale e dallo stress dato dalle dinamiche familiari (16%), da precarietà, difficoltà o burnout in ambito lavorativo (14%).

Due specialisti coinvolti su tre prevedono un aumento moderato di domanda di terapia nell’arco del 2026, identificando le principali aree di azione nelle difficoltà relazionali (58%), nello stress (44%), nella solitudine e nell’isolamento (44%) e nelle tensioni legate al lavoro (34%).

L’approccio alla psicoterapia

Gli esperti si sono concentrati anche sull’analisi dell’approccio alla terapia e sulle possibili difficoltà che i primi mesi dell’anno riservano a chi la intraprende o l’ha già cominciata. Si tratta di un periodo in cui il desiderio di trasformazione si fa più forte e le aspettative sul nuovo anno, nuova vitaraggiungono il loro picco: non a caso il 58% dei terapeuti osserva nei pazienti una motivazione più alta a iniziare un percorso psicologico proprio a inizio anno e ben il 10% ritiene che sia significativamente più alta in questo periodo.

Cambiare, che stress!

L’entusiasmo legato all’ambizione di cambiare e di migliorarsi, sicuramente positivo, si affianca però in seguito alla pressione emotiva generata da questo stesso slancio: far funzionare meglio le relazioni e gestire meglio i conflitti (che sono fra gli obiettivi più comuni tra i pazienti) si rivela talvolta una fonte di stress, anche perché gli standard a cui oggi tutti siamo chiamati a uniformarci sono sempre più elevati. Il 51% dei terapeuti nota quindi che la motivazione tende a diminuire progressivamente dopo le prime settimane. A questo si aggiunge una forte pressione interna: il 56% osserva a inizio anno nei pazienti un senso di colpa o di urgenza legato al “dover migliorare” necessariamente, una dinamica che può rendere più difficile mantenere gli impegni presi con se stessi.

La dottoressa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e clinical director di Unobravo, commenta così la fotografia emersa dalle opinioni dei colleghi: «La  nostra esperienza clinica mette in luce un momento di particolare vulnerabilità. È fondamentale quindi accompagnare i pazienti in questa fase e rafforzare la continuità del supporto». Nel 2026 la sfida è proprio condurre le persone, aiutandole a trasformare l’impulso al cambiamento in percorsi più solidi e sostenibili, che generino un miglioramento della qualità nella vita quotidiana.