Empowerment femminile: lo sport aiuta
Lo sapevate? Esistono associazioni ed enti internazionali che si impegnano a promuovere lo sport femminile non solo come fonte di salute e benessere, ma anche di inclusione, empowerment ed equità fra generi
Lo sport è molto più di una competizione: è uno strumento di salute, inclusione e crescita personale, capace di rafforzare l’autonomia e la leadership delle donne e di offrire alle nuove generazioni modelli positivi di riferimento. Questa è la sintesi del messaggio con cui Darya Majidi, Presidente di UN Women Italy (il comitato italiano dell’Ente delle Nazioni Unite che si occupa di uguaglianza di genere ed empowerment femminile), è intervenuta a Cesena lo scorso settembre alla tavola rotonda “Donne più forti, società più sane: esercizio fisico e sport come motori di cambiamento”. L’evento si è svolto alla Wellness week 2026, una settimana dedicata annualmente a sport, fitness e benessere, promossa dalla fondazione no-profit italiana Wellness foundation e dalla Regione Emilia Romagna, con il patrocinio dell’Università di Bologna. La manifestazione, il cui obiettivo è ispirare persone di tutte le età ad adottare uno stile di vita più sano e attivo, ha avuto come focus 2026 il tema “Women in motion”, cioè l’accesso e la partecipazione femminile all’attività fisica, considerati elementi strategici per la salute, la prevenzione e l’equità sociale.
Si è approfondito il tema della pratica sportiva femminile come investimento per la salute, ma anche il ruolo delle donne nelle società sportive e nelle posizioni decisionali di questo ambito.
Donne meno amanti dell’attività fisica?
La ricerca “La pratica sportiva in Italia”, condotta dall’Istat nel 2025, rivela che nel nostro Paese 6 persone su 10 non praticano alcuno sport. è ancora troppo poco, ma il dato assume una rilevanza ancora maggiore se osservato in una prospettiva di genere: pratica regolarmente sport il 43,4% degli uomini, contro il 31,8% delle donne, con un divario di 11,6 punti percentuali. La minore partecipazione femminile è influenzata, a seconda degli ambiti e delle aree geografiche, da fattori come carichi di cura, disponibilità di tempo, condizioni economiche, accessibilità degli spazi, stereotipi e scarsità di modelli di riferimento.
Per esprimere il proprio potenziale
Considerando questi dati, UN Women Italy sottolinea come promuovere il movimento “al femminile” significhi agire non solo sulla salute, ma anche sulle condizioni che permettono alle donne di partecipare pienamente alla vita sociale e di esprimere il proprio potenziale. «Lo sport è uno strumento di salute, autonomia ed empowerment, ma anche una vera scuola di vita: insegna disciplina, rispetto delle regole e degli altri, capacità di lavorare in squadra e di confrontarsi con il sacrificio, ma anche a costruire relazioni, amicizie e fiducia reciproca. Insegna a riconoscere e assumere la leadership, a valorizzare il contributo di ciascuno e a orientare l’impegno verso obiettivi comuni. Per questo dobbiamo rimuovere le barriere che ancora limitano la partecipazione femminile e promuovere una maggiore presenza delle donne anche nei ruoli decisionali delle società e delle federazioni» è la riflessione di Darya Majidi. Non è quindi solo auspicabile un incremento dell’attività motoria femminile sui campi di gara o a livello amatoriale: uno dei punti fermi negli approfondimenti della Wellness week 2026 è stato anche la necessità di aprire di più le porte alle donne nei ruoli dirigenziali e organizzativi dello sport.
La leadership femminile nelle associazioni sportive
Il SIGA (Sport Integrity Global Alliance), associazione indipendente internazionale che si occupa di buona governance e trasparenza nello sport, nella sua “Survey on female representativeness” del 2026 ha rivelato che le donne occupano il 32% delle posizioni negli organi esecutivi delle federazioni sportive internazionali e che soltanto il 10% delle federazioni hanno una donna alla presidenza. In Italia la rappresentanza femminile ai vertici risulta ancora più contenuta: solo il 4,5% dei presidenti degli organismi sportivi italiani è donna. Per questo motivo, a Cesena, UN Women Italy ha rinnovato il suo impegno a fare sempre più dello sport un motore di inclusione, equità e partecipazione maggiori.
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