09/05/2018

Elogio della lentezza: ecco perché fa bene

Rallentare favorisce la concentrazione, affina la capacità di ragionamento e facilita le soluzioni. Cinque minuti da dedicare a se stessi sono il segreto per vivere meglio
lentezza

Chi va piano va sano e va lontano, affermava un vecchio detto. Ma in un contesto sociale sempre più frenetico e competitivo, sembra ormai impossibile rallentare o fermarsi un momento.

Ed ecco che a furia di correre, senza pensare, si affacciano insicurezze, ansie, stress. Si lavora di più e peggio. Si vive meno e male.

Slow work, sostenibile e creativo

Come diceva il filosofo Arthur Schopenhauer, tutto ciò che è squisito matura lentamente e per fortuna molte realtà lavorative se ne stanno accorgendo. Come sottolineato da una ricerca della University of Michigan, la filosofia dello slow-work si sta diffondendo per contrastare l’insostenibilità del fare tutto nel più breve tempo possibile, dando un’alternativa che ridà energia alle persone e permette di allineare le proprie priorità lavorative e personali e sviluppare la creatività a lungo termine. È importante anche ritrovare la capacità della lentezza nella quotidianità, ecco come farlo in pochi semplici passi.

  1. Trovate il momento di dire stop. È essenziale trovare un momento da vivere in base ai propri ritmi e sapersi ascoltare perché, specie nel lavoro, senza esaminare attentamente le azioni risulta complesso colmare le lacune e rimediare agli errori.
  2. Respirate. Come dimostrato da una ricerca apparsa sul New York Times, rallentare iniziando dal respira aiuta: bastano pochi minuti di meditazione per diminuire la tensione emotiva, grazie all’acido gamma-aminobutirrico, l’ormone della calma. Cinque minuti di lentezza al giorno possono rimettervi in sesto: la calma e la tranquillità stimolano il cervello a focalizzare le energie in modo efficace per costruire piani logici che conducano a soluzioni precise.
  3. Chiudete gli occhi. L’azione di petto a volte è necessaria, così come prendere decisioni improvvise, ma occorre concentrazione nel corpo e nello spirito. Come i maratoneti che nel momento dello start chiudono gli occhi e raccolgono tutta la concentrazione da incanalare nello sforzo della gara, il cervello ha bisogno di riconnettersi per concentrarsi sui prossimi target.
  4. Agite. Siete pronti per passare all’azione: fate il punto della situazione, bilanciate pro e contro, riassumete il caso e decidete come agire. Determinate le risorse a disposizione, valutate se è il caso di chiedere un aiuto e, prima di fare il passo successivo, esaminate i risultati ottenuti fino a quel momento.