18/03/2026

Donne al volante: ci siamo liberate dai pregiudizi?

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 18/03/2026 Aggiornato il 18/03/2026

Una recente ricerca scava sugli stereotipi di genere legati alla guida e fotografa il modo in cui sono cambiati per le generazioni più giovani

donne al volante

Qual è il vostro rapporto con l’auto e con la guida? Ci sono donne che trovano piacevole e amano moltissimo muoversi al volante, altre che hanno paura di farlo e preferiscono stare sul sedile del passeggero. Su tutte, comunque, aleggia sempre il noto detto “Donna al volante, pericolo costante”. Un pregiudizio da cui non ci siamo ancora liberate, come mostra uno studio svolto da CamperDays, piattaforma internazionale di noleggio camper, in collaborazione con l’istituto di ricerca Censuswide. La ricerca, condotta lo scorso febbraio su un campione rappresentativo di 1000 italiani maggiorenni, fotografa il rapporto fra le donne e la guida sotto diversi profili.

L’indagine non esplora solo la percezione delle dirette interessate, e naturalmente quella degli uomini, ma anche il modo in cui la guida influisce sulla libertà e sull’indipendenza delle donne.

Qualche cambiamento

I luoghi comuni sul rapporto per così dire “conflittuale” fra donne e guida sono ancora vivi, anche se stanno cambiando: il 25% dei partecipanti all’indagine sostiene che siano diffusi nella società, seppur in misura minore rispetto al passato, il 24% ritiene che esistano e continuino a generare pregiudizi nei confronti delle donne-guidatrici, mentre il 26% pensa che non incidano più sui comportamenti reali. Sono i giovani della Gen Z quelli che percepiscono di più (40%) la persistenza fastidiosa di questi stereotipi negativi.

La maggior parte del campione concorda sul fatto che l’esperienza di guida sia qualcosa di individuale, quindi non legata al genere (49%), e per il 31% le differenze fra guidatori sono principalmente legate alla personalità (quindi non al sesso). Solo una piccola minoranza dichiara che derivano da fattori socio-culturali (18%). Il 71% (fortunatamente!) non nutre alcuna apprensione nei confronti delle donne al volante: nella pratica, però, i dati raccolti rivelano come la guida sia ancora spesso associata agli uomini. Nella maggior parte dei casi, ad esempio, il volante nei prossimi viaggi on the road continuerà a essere gestito prevalentemente da uomini (68%), mentre le guidatrici saranno ancora una minoranza (16%).

Un momento di empowerment femminile

Per tutte le fasce demografiche la guida è indiscutibilmente sinonimo di empowerment femminile. Per il 44% del campione (dato che sale al 50% tra le donne e al 49% tra la Gen Z), la mobilità individuale equivale all’indipendenza e al controllo sulla propria quotidianità, per il 33% coincide con un incremento della fiducia in sé stesse, per il 32% è importante per la minore dipendenza da terzi o dai trasporti pubblici, infine il 27% crea un’associazione fra la guida e una maggiore percezione di sicurezza personale, soprattutto negli spostamenti notturni o in solitaria.