23/01/2026

Digital detox: tanti buoni motivi per praticarlo

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 23/01/2026 Aggiornato il 17/02/2026

Spegnere i dispositivi e concentrare l’attenzione solo su se stesse dà inizio a veri e propri processi di trasformazione e rigenerazione nel nostro organismo. Tutti positivi

Digital detox

Di digital detox si parla tanto, spesso in modo superficiale o addirittura a sproposito. Forse tutti intuiscono in modo generico che può essere fonte di benessere, ma pochi sanno che esistono evidenze scientifiche a supportare la necessità di disconnettersi dai device e dal bombardamento ininterrotto di stimoli che la tecnologia ci offre. Perché sia importante disintossicarsi da chat, mail e social è uno dei temi approfonditi da Richard Romagnoli, speaker internazionale, coach e formatore, in una parte del suo ultimo libro “Il silenzio che guarisce” (ed. Sonda).

La tecnologia, nata per metterci in connessione con chiunque, facilmente, e superare tutte le distanze spazio-temporali, ha anche effetti dannosi sul nostro organismo.

Gli effetti dello stress digitale

Quali sono gli “effetti collaterali” dello stress digitale? L’autore ne elenca almeno 3.

1) La costante esposizione al “rumore digitale”, cioè alle notifiche incessanti e al controllo ininterrotto dei propri account, offre un finto appagamento: è come un bombardamento di piccole scintille di dopamina, neurotrasmettitore legato al piacere, “che ci illudono di essere appagati ma in realtà spingono a inseguire lo stimolo successivo, intrappolandoci in un circuito che alimenta il bisogno di novità senza mai davvero ricompensarci” spiega l’esperto.

2) L’attività digitale ininterrotta, secondo gli studi neuroscientifici, disperde e frammenta la nostra attenzione e indebolisce la capacità di concentrarsi: rafforza circuiti cerebrali legati all’impulsività e trasforma il gesto ripetuto di controllare lo schermo in un’abitudine automatica e difficile da interrompere. “Il cervello impara a preferire le gratificazioni rapide”, che arrivano quasi senza pensarci, racconta Romagnoli.

3) La connessione perpetua attenua la memoria a lungo termine: molti studi mostrano che un cervello sovrastimolato fa fatica a creare connessioni profonde e a ricordare. «Viceversa i momenti di disconnessione favoriscono i processi di consolidamento, cosi le idee che prima apparivano confuse si ordinano e le intuizioni affiorano con naturalezza» rivela il coach.

I buoni motivi per staccare la spina 

Disconnettersi significa ricominciare a navigare seguendo la bussola della propria volontà consapevole, riscoprendo dettagli della vita reale che si erano persi di vista. Il nostro cervello ha bisogno di pause dalla vita digitale, perché ne trae vantaggio: senza lo stimolo continuo impariamo a rimetterci in ascolto, ritroviamo noi stessi, ritorniamo a distinguere ciò che conta (e appaga) davvero.

Svariate ricerche pubblicate sula National library of medicine rivelano che un periodo di disconnessione riduce la dipendenza da smartphone e app e che i benefici durano nel tempo: è come se il cervello riorganizzasse i suoi circuiti, recuperando energie e capacità. Recenti studi provano anche che decidere di disintossicarsi abbassa i livelli di stress, ansia e depressione.

L’esercizio della Silent hour

Ecco un esercizio proposto da Romagnoli per avviarci al digital detox, quello della Silent hour, l’ora di disconnessione, che dovrebbe diventare una pausa quotidiana.

Scegliete il luogo dove stare, spegnete tutti i dispositivi (pc, televisore, smartphone) e isolatevi da tutto ciò che, là fuori, reclama la vostra attenzione. Dovrete dedicarvi solo a voi stesse.

Trovate un gesto che dia inizio al vostro rituale: accendete una candela profumata, fate qualche respiro o scrivete qualcosa su un taccuino. L’ora di silenzio all’inizio potrà essere faticosa, potreste addirittura sentirvi in colpa, ma non demordete. Non cercate di riempire subito il tempo con altre attività: osservate cosa accade senza i device, leggete, scrivete o ascoltate semplicemente il vostro respiro, senza sforzo. Lasciatevi attraversare dai pensieri che arrivano, non giudicate nulla di ciò che emerge. Alla fine dell’ora abituatevi ad annotare ciò che avete percepito, ma soprattutto ciò che ha attirato la vostra attenzione e che avreste trascurato se foste state connesse: questo diario sarà testimone e prova dei vostri cambiamenti.