30/11/2020

Colori: scopri il loro linguaggio segreto

Veronica Colella Pubblicato il 30/11/2020 Aggiornato il 01/12/2020

Una ricerca pubblicata su Psychological Science riassume le emozioni associate più spesso ai colori nelle diverse culture, svelando poche differenze e tante similitudini

colori - sposa rossa

Perché la gelosia ha gli occhi verdi e chi si arrabbia vede rosso? Come mai in alcuni Paesi la tristezza è blu e in altri bianca? Domande che appassionano anche i ricercatori, alla ricerca di una spiegazione che metta in conto somiglianze e differenze nel legame tra emozioni e colori. Un team internazionale di esperti ha pubblicato sulla rivista Psychological Science il risultato di un test che ha coinvolto 4.598 partecipanti in 30 nazioni diverse, toccando tutti i continenti meno l’Antartide.

La scoperta è che alcune associazioni di idee sono universali, mentre altre dipendono dalla vicinanza geografica e linguistica.

Due teorie a confronto

Le associazioni di idee che legano colori ed emozioni non sono uguali in ogni angolo della Terra, ma spesso si somigliano. Ecco perché alcuni scienziati hanno iniziato a prendere in considerazione l’idea che ci sia qualcosa nell’esperienza visiva del colore che rimanda alla nostra architettura cognitiva, mentre altri sono più scettici rispetto all’esistenza di legami ancestrali tra concetti e colori. I primi sostengono che sia l’ambiente in cui la nostra specie si è evoluta a dare vita alle associazioni più forti tra colori e concetti, come se il colore fosse un segnale che ci aiuta a capire se dobbiamo aspettarci qualcosa di piacevole o di spiacevole. I secondi, invece, insistono sull’arbitrarietà di queste scelte, determinate piuttosto dal linguaggio con cui ci esprimiamo, dal simbolismo legato alle diverse tradizioni e persino dalle suggestioni che ci arrivano da folklore e scelte di marketing. Ma chi ha detto che queste due spiegazioni debbano escludersi a vicenda?

L’ambiente predispone, la cultura seleziona

Secondo i ricercatori, la verità sta nel mezzo. È molto probabile che ci siano tendenze universali legate ai fenomeni percettivi, ma queste saranno sempre modulate da fattori culturali e individuali. Per mettere alla prova questa teoria, hanno chiesto ai partecipanti di utilizzare uno strumento chiamato Geneva Emotion Wheel per associare ai 12 colori più comuni (gli stessi che troveremmo in qualsiasi confezione di pastelli a cera) una rosa di 20 concetti, descrivendo anche l’intensità di queste associazioni. Prossimità geografica e linguistica assicurano più somiglianze, ma nelle risposte ci sono anche le tracce di una storia comune e dei bias cognitivi che condividiamo a prescindere dalla latitudine.

Le eccezioni

A livello globale, tra i colori che ispirano sentimenti più forti ci sono il nero (colore della paura e dell’odio), il rosa (colore del piacere e della gioia), il bianco (colore del sollievo), l’arancione (colore del divertimento) e il grigio (colore della delusione), ma esistono anche colori più ambivalenti di altri. Il rosso è il colore del pericolo e della collera, ma anche il colore dell’amore e del sesso. Come dicevamo, a rafforzare un significato a scapito dell’altro sarà il contesto culturale in cui il colore viene usato più spesso: in Cina il rosso è tendenzialmente positivo perché ricorda la fortuna e i matrimoni, mentre in Nigeria diventa uno dei colori della paura e negli Stati Uniti il colore del fallimento. La cultura può anche rendere conto di alcune eccezioni, come la tristezza evocata dal viola in Grecia per via del lutto, mentre l’ambiente può aiutare a spiegarne altre, come l’associazione tra il giallo e la gioia, più forte nei Paesi in cui l’esposizione alla luce del sole è ridotta e praticamente inesistente nell’assolato Egitto.