31/10/2020

Caratteraccio? Il mondo ha bisogno (anche) di te

Veronica Colella Pubblicato il 31/10/2020 Aggiornato il 31/10/2020

Trovare il coraggio di andare contro le aspettative degli altri può aiutare la società a migliorarsi. Basta farlo per la motivazione giusta

caratteraccio

Il mondo ha bisogno anche dei suoi contestatari, come ci ricordava la Mafalda di Quino. Chi ha il coraggio di mettere in discussione le regole del gioco, di tanto in tanto, si assicura che la società non si adagi troppo sugli allori e contribuisce all’innovazione. Ecco perché il giornalista e podcaster canadese Malcolm Gladwell sostiene che dovremmo diventare tutti un po’ piantagrane, anche a rischio di non risultare sempre simpatici o piacevoli.

Cosa vogliamo dal mondo?

La teoria psicologica dei Big Five citata da Gladwell attribuisce al polo positivo della categoria dell’amicalità la tendenza a essere cortesi, altruisti e disposti a cooperare con gli altri. Al lato opposto ci sono ostilità, indifferenza e insensibilità, lati che siamo tutti d’accordo sarebbe meglio tenere sotto controllo.

Eppure, sostiene Gladwell, ci sono occasioni in cui essere troppo docili non aiuta affatto a ottenere i cambiamenti positivi che vorremmo vedere nella società.

Proviamo a chiederci cosa vogliamo dal mondo intorno a noi. Chi è perfettamente a suo agio con lo status quo, tanto da potersi permettere di essere amichevole in ogni occasione, è solo chi ne trae già tutti i vantaggi. Le persone che hanno più interesse a coltivare la qualità del piantagrane sono quelle che non godono della stessa fortuna, condizione che separa il contestatario dall’insensibile.

Questione di coraggio…

Certo, non tutti hanno lo stesso temperamento. Ci sono persone più sensibili, che tendono a evitare il conflitto anche quando si tratta di far valere i propri diritti. La capacità di andare controcorrente però è una scelta aperta a chiunque trovi il coraggio di mettere in discussione una regola o una consuetudine, per fare la cosa giusta o per portare avanti le proprie idee. Una capacità da allenare soprattutto se si aspira a diventare imprenditori di successo o innovatori, perché per fare qualcosa di nuovo occorre essere abbastanza sfacciati da non temere la reazione di chi abbiamo intorno. Immaginiamo una scala che va dall’amichevole 1 di un golden retriever all’indifferente 10 del signor Spock di Star Trek, propone Gladwell, e scopriremo che molte persone di successo si situano intorno al 7 o all’8. Preoccuparsi meno dell’approvazione degli altri regala risultati migliori anche a chi è spesso frenato dalla paura di fare brutte figure, ovviamente senza esagerare.

… e anche di rischio

Se la capacità di infischiarsene di quello che pensano gli altri può essere una qualità, allora l’educazione dovrebbe insegnare ai bambini a coltivarla. Fin da piccoli dovremmo imparare che qualche volta è giusto essere ribelli, porsi delle domande o essere scettici, purché lo si faccia in maniera costruttiva o per mettere alla prova una nuova idea. Quello che i libri per l’infanzia non raccontano è che questo messaggio non è sempre rivolto a tutti i bambini, un dato che però non possiamo ignorare quando si tratta di valutare i rischi a cui ci esponiamo nelle nostre scelte. Essere inusuali, originali e controversi è una scelta meno costosa se si può contare su un margine di tolleranza abbastanza ampio da includere anche occasionali moti di indisciplina, concede Gladwell. Chi appartiene a una minoranza sa bene che i rischi collegati alla trasgressione non sono uguali per tutti, fattore che rende la società ben poco equa anche dal punto di vista dell’innovazione. Per contro, chi parte da una posizione privilegiata non ha davvero scuse per non mettere in pratica un po’ di sano dissenso, anche a costo di non piacere.