10/08/2026

Calmcation: tutti i benefici delle vacanze slow. E all’aria aperta

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 10/08/2026 Aggiornato il 10/08/2026

La psicologa spiega perché le ferie a ritmo lento e a contatto con la natura, sempre più di tendenza, fanno bene al corpo e alla mente

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Negli ultimi anni si è affermato in modo sempre più netto il trend della vacanza slow, a stretto contatto con la natura e con i suoi ritmi tranquilli e rigeneranti: un modo per carcare benessere, salute, equilibrio, senso di armonia e di pace. Questo quadro si riflette nei dati della sesta edizione dell’Osservatorio del turismo outdoor realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerca Thrends da Human Company, gruppo turistico sempre più orientato verso l’ospitalità open air.

Il turismo outdoor sta vivendo una fase di stabilizzazione in Italia, con una previsione nel 2026 di 68,4 milioni di presenze totali (+ 0,4% rispetto al 2025).

Fra le tendenze evidenziate dalla ricerca c’è proprio il legame con l’ambiente e la natura, che sta diventando un elemento distintivo e sempre più apprezzato, con una crescente attenzione anche agli spazi dedicati al rilassamento, alla rigenerazione e alla disconnessione nelle strutture di accoglienza.

Alleggerire la tensione mentale

Cresce la consapevolezza di tutti i benefici (che gli esperti confermano) delle “vacanze all’insegna della calma”. Ritmi lenti e assenza di programmi serrati aiutano ad alleggerire la tensione mentale e fisica accumulata durante l’anno e riducono la sensazione di dover riempire ogni momento per paura di perdersi qualcosa, lasciando spazio ad esperienze più autentiche e a nuove occasioni di rapporti umani. Distaccarsi dalla routine e focalizzarsi su attività rilassanti, inoltre, può favorire una maggiore lucidità mentale e migliorare la connessione con sé stessi: si riposa di più, aumenta la sensazione di equilibrio e di serenità, si riesce a disconnettersi dalle attività online compulsive. In una parola, ci si rigenera.

La calma è prioritaria

Daniela Villani, psicologa e professoressa associata di psicologia generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, spiega i meccanismi fisiologici ed emotivi che sono alla base dei benefici di una “calmcation”, definizione che indica una vacanza in cui la calma è prioritaria. «Tutto si basa sulla transizione da una modalità mentale orientata al ‘fare’ (doing mode) a una orientata all’‘essere’ (being mode). Questo passaggio permette all’individuo di indirizzare l’attenzione intenzionalmente e in modo non giudicante verso la propria esperienza presente, riflettendo ciò che accade nella mindfulness» commenta l’esperta. Sul piano neurofisiologico, racconta la professoressa, l’ascolto consapevole e la riduzione degli stimoli stressanti interferiscono con il sistema nervoso autonomo e determinano una riduzione dei livelli di cortisolo.

Assaporare le emozioni positive

Il corpo, liberato dallo stato di allerta costante, indirizza le proprie risorse verso i bisogni biologici: il sonno migliora e diventa più facile anche svolgere attività come quella motoria, i cui benefici possono essere potenziati se viene svolta in contesti naturali. «L’ascolto del corpo nel qui-e-ora espande la capacità cognitiva e sensoriale del savoring (assaporamento): in psicologia positiva si usa questa definizione per indicare l’insieme dei processi che permettono di identificare, generare e prolungare le esperienze piacevoli e le risposte emotive positive. Prestare attenzione e sentire profondamente la meraviglia di trovarsi di fronte a un maestoso paesaggio naturale, la gratitudine per un momento di condivisione con altre persone, la serenità provata di fronte a un tramonto o l’ammirazione verso un cielo stellato rappresentano risorse preziose in grado di attivare il benessere non solo a livello momentaneo» conclude Villani.