Ansia pre-vacanza? Calmala con lo sport
Quando sembra di non riuscire più a gestire lo stress prolungato di questo periodo, l’attività fisica rappresenta un antidoto ai disturbi psicofisici che la pressione emotiva porta con sé. Parola di esperta
È colpa della stanchezza accumulata, del caldo, cui si aggiunge la sensazione che le vacanze, ormai all’orizzonte, non arrivino mai. E il malessere sale. È una condizione nota come sindrome da burnout pre-vacanze, fatta di irritabilità, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e una sensazione di non farcela proprio più. In questo momento dell’anno, sopraffatte dal disagio, molte persone prendono la decisione peggiore possibile: smettere di allenarsi, quando invece bisognerebbe fare proprio il contrario. Lo spiega Alicia Salcedo, dottoranda in Biochimica e Biologia Molecolare e ricercatrice specializzata nel rapporto tra sport e salute per la fondazione Hit4Change di Brooklyn Fitboxing. Da anni studia come il movimento influenzi il nostro cervello e i nostri ormoni e le sue conclusioni sono chiare: più ci sentiamo sopraffatti, più abbiamo bisogno di muoverci.
Il cortisolo è il nemico numero uno di queste fasi di stress e l’attività motoria è utilissima per contrastarlo.
Stop allo stress con l’attività fisica
Quando siamo sotto pressione per settimane, spiega l’esperta, il corpo produce cortisolo in modo continuativo. Questo ormone, utile in dosi occasionali, diventa un problema quando rimane elevato nel tempo: compromette la memoria, ci rende più reattivi emotivamente e ci priva di un sonno davvero rigenerante. Uno degli strumenti più efficaci per smaltire il cortisolo è l’esercizio fisico che costruisce uno scudo protettivo per il nostro organismo: la fatica fisica che proviamo dopo una sessione di allenamento è fisiologicamente diversa dall’esaurimento mentale. Inoltre è rigenerante ed è nemica di tanti disturbi più o meno seri che accompagnano i periodi di tensione.
Favorire il sonno
Il problema del sonno, ad esempio, è molto comune: quando, a causa dello stress, è disturbato, insufficiente o addirittura quasi assente, la ricerca scientifica mostra l’importanza di fare attività fitness. La vera fatica fisica, derivante dall’esercizio ginnico, migliora in modo significativo la qualità e la quantità del sonno nelle persone sotto stress psicologico. Non è un effetto placebo, ma un vero e proprio effetto fisico, determinato da fattori biochimici nel nostro organismo.
Sciogliere le tensioni
I sintomi dello stress continuato sono anche altri, perché la pressione emotiva prolungata si ripercuote sul corpo, che accumula tensione: compaiono fastidi come mascella serrata, spalle incurvate, respiro corto. Tutto questo ha bisogno di una valvola di sfogo, sottolinea Alicia Salcedo. Allenamenti ad alta intensità che combinano esercizio cardiovascolare e movimenti di forza, come ad esempio la fitboxing, favoriscono un rilascio dello stress accumulato, riducendo in modo misurabile i livelli di ansia e alleviando la pressione sul corpo. Le ricerche indicano inoltre che mantenere un’attività fisica regolare rappresenta un fattore protettivo contro la depressione.
Non trascurare la componente sociale
A giudizio della ricercatrice, c’è un elemento spesso sottovalutato nel rapporto tra sport e salute mentale: la componente sociale. In un periodo dell’anno in cui il sovraccarico ci porta a chiuderci, gli sport di gruppo agiscono come un naturale contrappeso. Studi recenti hanno identificato la connessione sociale e il senso di appartenenza come fattori chiave nella relazione tra attività fisica e benessere mentale. Non si tratta solo di sudare insieme agli altri: si tratta di avere uno spazio di socialità che non sia né lavoro né casa.
La narrazione più comune individua settembre come il momento per ricominciare. È proprio dopo l’estate che sentiamo parlare di ritorno in palestra, buoni propositi e nuovo inizio. Ma i dati indicano un’altra direzione: l’inizio dell’estate è esattamente il momento in cui l’esercizio offre il massimo ritorno.
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