03/12/2019

Nostalgia di casa: come affrontarla

Veronica Colella Pubblicato il 03/12/2019 Aggiornato il 03/12/2019

La prima esperienza fuori dal “nido” familiare può essere difficile. Superarla si può creando nuovi legami e ammettendo le proprie fragilità

Lontano da casa

La prima volta lontani da casa è un’esperienza ricca di sentimenti contraddittori. Trasferirsi in una nuova città può essere un’avventura entusiasmante, ma la nostalgia di casa è sempre pronta a balzarci addosso, soprattutto in prossimità delle feste. Cedere di tanto in tanto a un po’ di malinconia non significa che non sappiamo adattarci alle nuove circostanze o che avremmo fatto meglio a non partire. Basta sapere come affrontarla, a testa alta e senza timore di guardarsi dentro.

Un po’ di malinconia quando si è lontane da casa non è segno di debolezza. E si può superare

Succede anche agli adulti

Secondo la storica Susan Matt, autrice di un saggio dedicato alla nostalgia di casa, ammettere di provare questi sentimenti è ancora un tabù. Questa malinconia che assale a tradimento chi lascia casa propria in cerca di fama e fortuna è interpretata, soprattutto dalla società americana, come un fallimento nella piena realizzazione di quell’ “individualismo robusto” predicato dall’ex-Presidente Herbert Hoover. Secondo questa filosofia, gli adulti sono esseri mitologici in grado di diventare completamente autosufficienti con la sola forza di volontà. Eppure, la nostalgia di casa non è per forza un segno di debolezza o di malsano sentimentalismo. Il posto da cui veniamo fa parte di noi, persino quando ci rendiamo conto che è diventato troppo stretto ed è ora di costruirci un futuro migliore altrove. Per questo, conclude Matt, non bisogna vergognarsi né sentirsi infantili se si sente la mancanza della familiarità e della sicurezza di casa propria.

Sei consigli anti-tristezza

  1. Passa in rassegna tutti i lati positivi. Sicuramente la nuova città avrà qualcosa da offrire: un panorama meno grigio, locali da scoprire o sapori nuovi e strepitosi che non avremmo mai potuto assaggiare. Elencare tutti i vantaggi del nuovo lavoro, oppure tutte le cose nuove che stiamo imparando, può essere un’ulteriore conferma che abbiamo fatto la scelta giusta.
  2. Trova un giusto equilibrio con il telefono. Lasciare il nido è un’esperienza che aiuta a crescere, quindi è meglio non esagerare con le telefonate. Sentire una voce familiare e aggiornarsi di tanto in tanto su quello che succede, però, non è sbagliato. Serve a non sentirsi del tutto esclusi, soprattutto se non si ha ancora avuto il tempo di costruire altri legami.
  3. Cerca di farti nuovi amici. Il modo migliore per iniziare ad amare un posto è avere qualcuno con cui condividere gioie e dolori. Socializzare con colleghi, coinquilini, compagni di corso o persino vicini di casa può essere un buon primo passo.
  4. Sei all’estero? Impara la lingua. Fare pratica con la lingua fa sentire meno fuori posto ed è uno stimolo per non frequentare solo altri italiani. Attraverso modi di dire e parole che non hanno un’equivalente nella nostra lingua possiamo capire meglio come gli altri guardano il mondo e persino innamorarcene un po’.
  5. Parlane con qualcuno (oppure scrivi un diario). Confidarsi può aiutare a superare i momenti di crisi, quando ci sembra di aver fatto un errore madornale e siamo tentati di rifare la valigia e correre in stazione. Se proprio non abbiamo alternative, tenere un diario può essere una buona soluzione per avere il tempo di rivalutare questi sentimenti a mente fredda.
  6. Non trascurare l’attività fisica. Praticare uno sport tiene a bada ansia e tristezza ed è anche un’ottima scusa per non rimanere confinati in camera a rimuginare sulla propria solitudine. Senza contare che farsi vedere più in forma di prima è una piccola rivincita nei confronti di chi non credeva che potessimo farcela da soli.