10/09/2019

Sesso: 10 consigli per comunicare a letto

Veronica Colella Pubblicato il Aggiornato il 10/09/2019

A volte quello che blocca nel sesso è il timore di offendere l'altro. Altre il senso del pudore. Eppure basta poco per capirsi di più e stare meglio insieme

consigli per comunicare a letto

Il sesso migliora con la comunicazione, ma non è sempre facile trovare le parole giuste per esprimersi. Da un lato c’è il freno posto dai tabù interiorizzati con l’educazione o dal proprio senso del pudore, dall’altro la paura di offendere il partner, che potrebbe prendere sul personale un oggettivo e sincero “non mi piace”. Altre volte a impedire di parlare con serenità è il timore di esporsi troppo, rivelando qualcosa di intimo e personale. Può sembrare un paradosso, ma mettersi a nudo davvero significa molto di più che sbarazzarsi dei vestiti e anche coppie di lunga durata possono non aver mai toccato davvero l’argomento. Ecco 10 consigli per imparare a comunicare nel modo giusto, senza mortificare o mortificarsi, che si tratti di una relazione seria o di un’amicizia con benefit.

Se trovi le parole e i gesti giusti la vita a due migliora! 

Così superi gli imbarazzi

  1. Scegli il tono che ti fa sentire più a tuo agio. Essere adulti non obbliga a parlare come nei film porno: se il linguaggio esplicito non fa parte di te – o se ti fa sentire ridicola in determinate situazioni – puoi benissimo farne a meno, anche parlando di sesso.
  2. Ricorda che la telepatia esiste solo al cinema. Quando la sensazione di insoddisfazione è unilaterale, è normale accumulare frustrazione e persino rabbia. Il fatto che l’altra persona sia felicemente ignara non implica che non sia premurosa e attenta. Semplicemente, possiamo essere state troppo sottili nei nostri segnali o troppo accondiscendenti verso i desideri dell’altro.
  3. Usa anche il linguaggio del corpo. Mostrare è meglio di raccontare, non solo in letteratura. La comunicazione non-verbale ha il pregio di non costringere a tradurre in parole le proprie sensazioni e quando si tratta di insegnare a qualcuno come toccarci nel modo giusto la via più veloce è guidare le mani dell’altro.
  4. Inizia sempre da un complimento. La paura del giudizio può essere reciproca e le critiche in fondo non piacciono a nessuno. Per non scatenare crisi di inadeguatezza, quando si deve affrontare un non-detto è meglio farlo in chiave positiva, partendo da qualcosa che ci piace molto.
  5. Prova a parlarne in un ambiente neutro. Per evitare associazioni negative e ansie da prestazione, una buona idea può essere toccare l’argomento lontani dal letto: in macchina o a colazione, l’importante è mantenere un clima di confidenza e non lasciarsi andare ad atteggiamenti oppositivi.
  6. Vietato fare confronti con gli (o le) ex. Magari nella relazione precedente l’intesa era così perfetta che non era necessario dare alcuna spiegazione. La cosa migliore è tenerlo per te, perché buttarla sulla competizione raramente ottiene l’effetto desiderato.
  7. Rispetta il diverso senso del pudore. L’educazione ricevuta e la religione d’appartenenza sono un terreno delicato, ma lo sono anche lo slut shaming e la pressione sociale a esso collegata. È importante non far mai sentire l’altra persona ridicola o inadeguata, sia che la troviamo troppo rigida o troppo libertina.
  8. Incoraggia il dialogo. La persona che si sente più a suo agio nel parlare liberamente può aiutare l’altra a esprimersi, guidando con l’esempio e facendo domande in maniera soft e mai aggressiva.
  9. Trasformalo in un gioco. Troppa serietà può intimorire e far passare ogni fantasia – trasformare il temuto discorso in un gioco invece aiuta a sdrammatizzare e a non vivere il sesso come un test da superare o fallire.
  10. Se tutto il resto fallisce, prova con un libro. Dai romanzi ai manuali (come Generazione Sex. Guida felice al sesso ancora più felice di Paul Joannides, ed. Il Saggiatore), le opportunità sono abbastanza variegate da coprire quasi tutte le esigenze dei timidi. Leggere insieme un passaggio può aiutare chi non trova le parole giuste a farsi capire senza sforzo.