Come tenere le emozioni sotto controllo

Redazione Pubblicato il 08/06/2015 Aggiornato il 26/06/2015

Imparare a controllarsi di più e a gestire i sentimenti è possibile. Scoprite le tecniche per reagire meglio nelle situazioni di imbarazzo, senza arrossire o scoppiare in lacrime. Con l'aiuto degli esperti e di chi è emotivo come voi

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Arrossite se vi fanno un complimento o, al contrario, se vi fanno arrabbiare? Perdete facilmente il controllo, vi trovate ad alzare la voce o non riuscite a trattenere le lacrime? Se per strada qualcuno sbadatamente vi urta la vostra prima reazione è scusarvi? Evidentemente avete un problema a gestire la vostra emotività. Un bel guaio (almeno apparentemente) in un mondo in cui mostrarsi sempre brillanti e sicure sembra un dovere sociale.

Gli emotivi anonimi

Naturalmente le soluzioni non mancano. Tra le più originali quella di chiedere aiuto agli Emotivi Anonimi. La formula è la stessa degli Alcolisti Anonimi con i loro 12 passi. Alle riunioni degli Emotivi Anonimi (presenti in 35 nazioni) ci si siede in cerchio e, uno alla volta, i partecipanti raccontano i propri disagi emotivi:  ansia, timidezza, scarsa fiducia in se stessi, invidia, gelosia, rabbia…

All’inizio ci si può anche limitare ad ascoltare. Non c’è bisogno di dire nome cognome, professione. Nessuno fa domande: si parla liberamente. Ci sono partecipanti più esperti ma non c’è la figura tradizionale dello psicologo. La terapia è proprio questa: sfogarsi con qualcuno che ha le nostre stesse ansie. Aiuta a sentirsi meno soli, a consolarsi, a spronarsi a vicenda.

Ogni passo è una tappa, uno sforzo verso il cambiamento. Qualche esempio? Fare un inventario “morale” profondo e coraggioso di se stesse, ammettere le proprie debolezze, parlarne con gli altri, accettarsi… Ci si incontra una volta a settimana e l’appuntamento dura un’ora e mezza. Si può andare avanti solo per qualche seduta o per anni. Può essere l’unico tipo di “terapia” o affiancarsi ad altre tecniche per il controllo dell’emotività. www.emotivianonimi.it

Gli altri metodi

Hanno la caratteristica di essere brevi, di dare cioè una soluzione in tempi rapidi. Non pretendono di indagare sulle cause profonde del disagio ma di offrire un “pronto soccorso” emotivo. Ecco i metodi più consigliati.

Training autogeno

Uno dei più collaudati è il training autogeno, una disciplina che aiuta a rafforzare la fiducia in se stessi e, al tempo stesso, rilassa profondamente attraverso semplici esercizi di controllo del corpo. Seduti o sdraiati in una posizione comoda, con gli occhi chiusi, ci si concentra e si visualizzano le sensazioni di peso e di calore delle varie parti (dalla testa ai piedi), si impara a controllare il respiro, si ascolta il battito cardiaco… A fare training autogeno si impara da uno psicoterapeuta (bastano 6-8 sedute) e poi si continua la pratica da soli, per un quarto d’ora, tutti i giorni.

Ipnosi

Attraverso l’ipnosi lo psicologo agisce direttamente sulla sfera emotiva della persona e le ordina di esprimere la propria emotività non più attraverso il rossore, oppure il pianto, o la voce tremante ma con un gesto “neutro”: per esempio con la contrazione di una mano. Lo psicologo deve lavorare anche sulle cause del disturbo. Per la persona, però, sapere che può tenere sotto controllo le proprie reazioni è già molto tranquillizzante e la sua capacità-disponibilità ad affrontare il problema aumenta. Per ottenere dei risultati bastano 3-4 incontri.

Ripetizione immaginativa

Questa tecnica consiste nel ripensare agli eventi che hanno portato a reagire emotivamente e alle sensazioni provate ma ipotizzando un finale diverso. La persona immagina di provare collera, vergogna, imbarazzo, esattamente come è avvenuto nella realtà ma di riuscire ad affrontare la situazione tranquillamente. Anche la ripetizione immaginativa prevede un numero limitato di incontri con uno psicoterapeuta: 6-8 sedute per poi continuare ad esercitarsi da soli.

Keep calm

 Gli psicologi sono d’accordo: se le emozioni condizionano negativamente la qualità della vita è giusto correre ai ripari. Attenzione però anche a non esagerare. Le emozioni esistono, vanno ascoltate. E ci sono situazioni, momenti, in cui mostrare il proprio lato emotivo è l’unico modo per farsi conoscere davvero. Ad esempio dal partner.