25/05/2026

Shock anafilattico: come riconoscerlo e cosa fare

Simona Lovati
A cura di Simona Lovati
Pubblicato il 25/05/2026 Aggiornato il 25/05/2026

Il caso del ragazzo campano deceduto per shock anafilattico dopo aver mangiato un gelato impone una riflessione. Servono capacità di riconoscere i sintomi e tempestività nell’intervento. Ma bisogna anche fare chiarezza nell’uso dei termini scientifici

shock-anafilattico

Merita una riflessione supplementare la morte del 16enne di Casoria, nel napoletano, deceduto per uno shock anafilattico dopo avere mangiato un gelato. Il ragazzo era a conoscenza di essere allergico alle proteine del latte ma forse in quell’ultima occasione (le indagini sono ancora in corso) aveva scelto un nuovo gusto rivelatosi letale. «L’anafilassi è una reazione allergica sistemica grave che può evolvere molto rapidamente, anche nel giro di pochi minuti, e può causare la morte», spiega il professor Pasquale Comberiati, professore associato di pediatria all’Università di Pisa e responsabile della commissione anafilassi della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP).

I sintomi da tenere d’occhio

«I sintomi compaiono solitamente da pochi minuti fino a due ore dall’assunzione dell’alimento scatenante e possono comprendere difficoltà respiratoria, tosse secca persistente, edema della glottide, stridore, respiro sibilante, broncospasmo, calo della pressione arteriosa, perdita di coscienza, fino all’arresto respiratorio e cardiocircolatorio», precisa lo specialista. Ci possono essere sintomi cutanei, come orticaria e angioedema. Quelli gastrointestinali, quali vomito e dolore addominale, che in genere precedono quelli respiratori e/o cardiocircolatori, possono però non essere presenti.

Il fattore tempo

«L’anafilassi è un’emergenza medica tempo-dipendente che richiede il riconoscimento immediato dei sintomi e un intervento rapido e appropriato», spiega il professor Gian Luigi Marseglia, professore ordinario di pediatria all’Università degli Studi di Pavia e presidente SIAIP. La SIAIP sta lavorando a livello nazionale per promuovere la cultura delle allergie alimentari con tutte le istituzioni scolastiche e con gli enti che si occupano di ristorazione e distribuzione alimentare.

È fondamentale riconoscere precocemente i sintomi, attivare immediatamente i soccorsi e utilizzare correttamente l’adrenalina autoiniettabile quando prescritta.

Le più recenti linee guida internazionali della World Allergy Organization e della European Academy of Allergy and Clinical Immunology EAACI confermano che l’adrenalina intramuscolare è il trattamento di prima linea dell’anafilassi e che il ritardo nella sua somministrazione aumenta in modo significativo il rischio di esiti mortali.

L’intolleranza non è un’allergia

È essenziale anche fare uso di termini scientificamente corretti. «Il lattosio può causare un’intolleranza, ma non provoca anafilassi: sono invece le allergie alle proteine del latte e ai suoi derivati a poter determinare reazioni gravi e potenzialmente fatali», afferma Mario Picozza, Presidente di Federasma e Allergie ODV.