TRESIBA FLEXT 5PEN 3ML 100U/ML

137,08 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: INSULINA DEGLUDEC
  • ATC: A10AE06
  • Descrizione tipo ricetta: RR - RIPETIBILE 10V IN 6MESI
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 01/07/2021

Trattamento del diabete mellito in adulti, adolescenti e bambini dall’età di 1 anno.
Tresiba 100 unità/mL FlexTouch soluzione iniettabile in penna preriempita Una penna preriempita contiene 300 unità di insulina degludec in 3 mL di soluzione. 1 mL della soluzione contiene 100 unità di insulina degludec* (equivalente a 3,66 mg di insulina degludec). Tresiba 200 unità/mL FlexTouch soluzione iniettabile in penna preriempita Una penna preriempita contiene 600 unità di insulina degludec in 3 mL di soluzione. 1 mL della soluzione contiene 200 unità di insulina degludec* (equivalente a 7,32 mg di insulina degludec). Tresiba 100 unità/mL FlexPen soluzione iniettabile in penna preriempita Una penna preriempita contiene 300 unità di insulina degludec in 3 mL di soluzione. 1 mL della soluzione contiene 100 unità di insulina degludec* (equivalente a 3,66 mg di insulina degludec). Tresiba 100 unità/mL Penfill soluzione iniettabile in cartuccia Una cartuccia contiene 300 unità di insulina degludec in 3 mL di soluzione. 1 mL della soluzione contiene 100 unità di insulina degludec* (equivalente a 3,66 mg di insulina degludec). *Prodotta con la tecnologia del DNA ricombinante da Saccharomyces cerevisiae. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Posologia

Posologia Questo medicinale è un’insulina basale da somministrare per via sottocutanea una volta al giorno, preferibilmente alla stessa ora ogni giorno.
La potenza degli analoghi dell’insulina, compresa l’insulina degludec, è espressa in unità.
Una (1) unità di insulina degludec corrisponde a 1 unità internazionale di insulina umana e a 1 unità di insulina glargine (100 unità/ml), o a 1 unità di insulina detemir.
In pazienti con diabete mellito di tipo 2, questo medicinale può essere somministrato da solo o in qualsiasi combinazione con medicinali antidiabetici orali, agonisti del recettore del GLP-1 e insulina in bolo (vedere paragrafo 5.1).
Nel diabete mellito di tipo 1, Tresiba deve essere combinato a un’insulina ad azione breve/rapida per coprire il fabbisogno insulinico prandiale.
Il dosaggio di Tresiba deve essere determinato sulla base delle necessità individuali dei pazienti.
Si raccomanda di ottimizzare il controllo glicemico mediante aggiustamenti della dose sulla base del glucosio plasmatico a digiuno.
Un aggiustamento della dose può rendersi necessario se i pazienti aumentano l’attività fisica, se modificano la dieta abituale o nel corso di una malattia concomitante.
Tresiba 100 unità/mL e Tresiba 200 unità/mL FlexTouch soluzione iniettabile in penna preriempita Tresiba è disponibile in due dosaggi.
La dose necessaria è misurata per entrambi in unità.
Gli incrementi, comunque, differiscono nei due dosaggi del medicinale.
• Una dose da 1-80 unità per iniezione può essere somministrata con Tresiba 100 unità/mL con incrementi di 1 unità.
• Una dose da 2-160 unità per iniezione può essere somministrata con Tresiba 200 unità/mL con incrementi di 2 unità.
La dose è fornita in metà del volume di 100 unità/mL di insulina basale.
Il contatore della dose mostra il numero di unità indipendentemente dal dosaggio e non deve essere fatta alcuna conversione della dose nel trasferimento del paziente al nuovo dosaggio.
Tresiba 100 unità/mL FlexPen soluzione iniettabile in penna preriempita • Una dose da 1-60 unità per iniezione può essere somministrata con Tresiba 100 unità/mL con incrementi di 1 unità.
Flessibilità degli orari di somministrazione Per i casi in cui la somministrazione allo stesso orario del giorno non è possibile, Tresiba offre la flessibilità di orario di somministrazione dell’insulina (vedere paragrafo 5.1).
Deve essere sempre garantito un minimo di 8 ore tra un’iniezione e l’altra.
Non vi è nessuna esperienza clinica sulla flessibilità degli orari di somministrazione di Tresiba nei bambini e negli adolescenti.
I pazienti che dimenticano una dose sono tenuti a iniettarla non appena se ne accorgono e a riprendere quindi lo schema di monosomministrazione giornaliera abituale.
Inizio del trattamento Pazienti con diabete mellito di tipo 2 La dose iniziale giornaliera totale raccomandata è di 10 unità, seguita da aggiustamenti posologici individuali.
Pazienti con diabete mellito di tipo 1 Tresiba deve essere usato una volta al giorno insieme all’insulina prandiale e necessita di successivi aggiustamenti posologici individuali.
Trasferimento da altri medicinali insulinici Si raccomanda un monitoraggio costante della glicemia durante il trasferimento e nelle settimane seguenti.
Dosi e tempi di somministrazione di medicinali insulinici concomitanti ad azione rapida/breve o di altri trattamenti antidiabetici concomitanti possono necessitare di un aggiustamento.
Pazienti con diabete mellito di tipo 2 Per i pazienti con diabete di tipo 2 che usano una terapia insulinica basale giornaliera, basal/bolus, premiscelata o automiscelata, il passaggio dall’insulina basale a Tresiba può essere effettuato unità per unità in base alla dose precedente di insulina basale, seguita da aggiustamenti posologici individuali.
Si deve considerare una riduzione del 20% sulla dose precedente di insulina basale seguita da aggiustamenti posologici individuali - nel trasferimento dall’insulina basale due volte al giorno a Tresiba - nel trasferimento da insulina glargine (300 unità/ml) a Tresiba Pazienti con diabete mellito di tipo 1 Per pazienti con diabete di tipo 1, si deve considerare una riduzione della dose del 20%, in base alla dose precedente di insulina basale o a componenti basali in un regime di infusione continuo sottocutaneo con successivi aggiustamenti posologici individuali, basati della risposta glicemica.
Uso di Tresiba in combinazione con gli agonisti del recettore del GLP-1 in pazienti con diabete mellito di tipo 2 Quando si aggiunge Tresiba agli agonisti del recettore del GLP-1, la dose giornaliera iniziale raccomandata è di 10 unità seguita da aggiustamenti della dose individuali.
Quando si aggiungono gli agonisti del recettore del GLP-1 a Tresiba, si raccomanda di ridurre del 20% la dose di Tresiba per minimizzare il rischio di ipoglicemia.
Successivamente la dose può essere aggiustata individualmente.
Popolazioni particolari Anziani (≥ 65 anni) Tresiba può essere utilizzato in pazienti anziani.
Occorre intensificare il monitoraggio della glicemia ed aggiustare la dose dell’insulina su base individuale (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione renale ed epatica Tresiba può essere utilizzato in pazienti con compromissione renale ed epatica.
Occorre intensificare il monitoraggio della glicemia ed aggiustare la dose dell’insulina su base individuale (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica Non vi è nessuna esperienza clinica nell’uso di questo medicinale nei bambini al di sotto di 1 anno di età.
Questo medicinale può essere utilizzato in adolescenti e bambini dall’età di 1 anno (vedere paragrafo 5.1).
Nel passaggio da insulina basale a Tresiba, la riduzione della dose dell’insulina basale e dell’insulina in bolo deve essere considerata su base individuale per minimizzare il rischio di ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4).
Modo di somministrazione Esclusivamente per uso sottocutaneo.
Questo medicinale non deve essere somministrato per via endovenosa, poiché ciò può provocare ipoglicemie severe.
Questo medicinale non deve essere somministrato per via intramuscolare, poiché ciò può modificare l’assorbimento.
Tresiba non deve essere usato nei microinfusori.
Tresiba non deve essere aspirato in una siringa dalla cartuccia della penna (vedere paragrafo 4.4).
Tresiba è somministrato per via sottocutanea tramite iniezione nella coscia, nella parte superiore del braccio o nella parete addominale.
I siti di iniezione devono essere sempre ruotati all’interno della stessa area per ridurre il rischio di lipodistrofia e amiloidosi cutanea (vedere paragrafi 4.4.
e 4.8).
I pazienti devono essere istruiti ad utilizzare sempre un nuovo ago.
Il riutilizzo degli aghi per penna da insulina aumenta il rischio di ostruzione degli aghi stessi, che può causare un dosaggio inferiore o un sovradosaggio.
In presenza di aghi ostruiti, i pazienti devono seguire le istruzioni descritte nelle istruzioni per l’uso presenti nel foglio illustrativo (vedere paragrafo 6.6).
Tresiba 100 unità/mL e Tresiba 200 unità/mL FlexTouch soluzione iniettabile in penna preriempita Tresiba è fornito in una penna preriempita progettata per essere impiegata con gli aghi per iniezione NovoFine o NovoTwist.
- La penna preriempita da 100 unità/mL eroga 1-80 unità con incrementi di 1 unità.
- La penna preriempita da 200 unità/mL eroga 2-160 unità con incrementi di 2 unità.
Tresiba 100 unità/ml Penfill soluzione iniettabile in cartuccia Tresiba è fornito in una cartuccia progettata per essere usata con i dispositivi per la somministrazione di insulina della Novo Nordisk e gli aghi per iniezione NovoFine o NovoTwist.
Tresiba 100 unità/mL FlexPen soluzione iniettabile in penna preriempita Tresiba è fornito in una penna preriempita progettata per essere impiegata con gli aghi per iniezione NovoFine o NovoTwist.
Tresiba FlexPen eroga 1-60 unità con incrementi di 1 unità.

Avvertenze e precauzioni

Ipoglicemia La mancata assunzione di un pasto o un esercizio fisico faticoso e non programmato può indurre ipoglicemia.
L’ipoglicemia può verificarsi se la dose di insulina è troppo alta rispetto al fabbisogno insulinico del paziente (vedere paragrafi 4.5, 4.8 e 4.9).
Nei bambini, deve essere fatta particolare attenzione alla combinazione di dosi di insulina (in particolare nei regimi basale/bolus) con l’assunzione di cibo e l’attività fisica per minimizzare il rischio di ipoglicemia.
I pazienti che hanno avuto un sensibile miglioramento nel controllo della glicemia (ad esempio grazie ad una terapia insulinica intensificata) devono essere informati che possono andare incontro ad una modifica dei comuni sintomi iniziali della ipoglicemia.
I comuni sintomi iniziali possono non comparire nei pazienti con diabete di lunga data.
L’insorgenza di malattie concomitanti, in modo particolare di infezioni e stati febbrili, di solito aumenta il fabbisogno insulinico del paziente.
Malattie concomitanti del rene, del fegato o che interessano la ghiandola surrenale, l’ipofisi o la tiroide possono richiedere modifiche del dosaggio di insulina.
Come per tutte le altre insuline basali, l’effetto prolungato di Tresiba può ritardare il recupero dall’ipoglicemia.
Iperglicemia In situazioni di iperglicemia severa si raccomanda la somministrazione di insulina ad azione rapida.
Una posologia inadeguata e/o l’interruzione del trattamento in pazienti che necessitano di insulina possono portare a iperglicemia e potenzialmente a chetoacidosi diabetica.
Anche l’insorgenza di malattie concomitanti, in modo particolare di infezioni, può portare a iperglicemia e quindi aumentare il fabbisogno insulinico.
I primi sintomi dell’iperglicemia in genere compaiono gradualmente nell’arco di alcune ore o giorni.
Questi includono sete, poliuria, nausea, vomito, sonnolenza, pelle secca ed arrossata, xerostomia, perdita di appetito ed alito acetonemico.
Nei diabetici di tipo 1, le iperglicemie non trattate possono condurre a chetoacidosi diabetica, evento potenzialmente letale.
Trasferimento da altri medicinali insulinici Il trasferimento di un paziente ad un altro tipo, marca o produttore di insulina deve essere effettuato sotto controllo medico e può rendere necessario un aggiustamento posologico.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Ai pazienti deve essere indicato di ruotare continuamente il sito di iniezione per ridurre il rischio di insorgenza di lipodistrofia e amiloidosi cutanea.
Esiste un rischio potenziale di ritardato assorbimento di insulina e peggioramento del controllo della glicemia se le iniezioni di insulina vengono praticate nei siti che presentano queste condizioni.
È stato segnalato che il cambiamento repentino del sito di iniezione in un’area non interessata determina ipoglicemia.
Si consiglia di monitorare il glucosio ematico dopo avere cambiato sito di iniezione da un’area interessata ad un’area non interessata; si può inoltre prendere in considerazione l’aggiustamento della dose dei medicinali antidiabetici.
Associazione di pioglitazone e medicinali insulinici Sono stati riportati casi di insufficienza cardiaca durante l’uso di pioglitazone in associazione con insulina, soprattutto in pazienti con fattori di rischio per lo sviluppo di insufficienza cardiaca.
Questo deve essere tenuto presente quando si considera un trattamento di pioglitazone e Tresiba in associazione.
Se è utilizzata la terapia combinata, i pazienti devono essere monitorati per la comparsa di segni e sintomi di insufficienza cardiaca, aumento di peso ed edema.
Pioglitazone deve essere sospeso nel caso in cui si verifichi qualsiasi peggioramento dei sintomi.
Disturbi oculari L’intensificarsi della terapia insulinica con un improvviso miglioramento del controllo glicemico può essere associato ad un temporaneo peggioramento della retinopatia diabetica, mentre un miglioramento a lungo termine del controllo glicemico diminuisce il rischio della progressione della retinopatia diabetica.
Prevenzione di errori terapeutici I pazienti devono essere istruiti a controllare sempre l’etichetta dell’insulina prima di ogni iniezione al fine di evitare associazioni accidentali dei due diversi dosaggi di Tresiba così come con altri medicinali insulinici.
I pazienti devono controllare visivamente le unità sul contatore della dose della penna.
Pertanto si richiede che i pazienti che si auto-iniettano possano leggere il contatore della dose sulla penna.
I pazienti non vedenti o che hanno problemi di vista devono essere istruiti per avere sempre aiuto / assistenza di un'altra persona con una buona vista e istruita nell'utilizzo del dispositivo per insulina.
Per evitare errori di dosaggio e potenziali sovradosaggi, i pazienti e gli operatori sanitari non devono mai usare una siringa per aspirare il medicinale dalla cartuccia della penna preriempita.
In presenza di aghi ostruiti, i pazienti devono seguire le istruzioni descritte nelle istruzioni per l’uso presenti nel foglio illustrativo (vedere paragrafo 6.6).
Anticorpi anti-insulina La somministrazione di insulina può determinare la formazione di anticorpi anti-insulina.
In rari casi, la presenza di anticorpi anti-insulina può richiedere un aggiustamento della dose di insulina al fine di correggere una tendenza all'iperglicemia o all'ipoglicemia.
Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose.
Questo significa che è essenzialmente ‘senza sodio’.
Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente registrati.

Interazioni

Numerosi farmaci interagiscono con il metabolismo del glucosio.
Le seguenti sostanze possono ridurre il fabbisogno insulinico Medicinali antidiabetici orali, agonisti del recettore GLP-1, inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), beta-bloccanti, inibitori dell’enzima convertitore dell’angiotensina (ACE), salicilati, steroidi anabolizzanti e sulfonammidi.
Le seguenti sostanze possono aumentare il fabbisogno insulinico Contraccettivi orali, tiazidi, glucocorticoidi, ormoni tiroidei, simpaticomimetici, ormone della crescita e danazolo.
I beta-bloccanti possono mascherare i sintomi dell’ipoglicemia.
Octreotide e lanreotide possono aumentare o ridurre il fabbisogno insulinico.
L’alcool può intensificare o ridurre gli effetti ipoglicemici dell’insulina.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza L’ipoglicemia è la reazione avversa osservata più di frequente durante il trattamento (vedere paragrafo ‘Descrizione di reazioni avverse selezionate’ sotto riportato).
Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse elencate di seguito sono basate su dati di sperimentazioni cliniche e classificate in base alla Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA.
Le categorie di frequenza sono definite secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 e <1/10); non comune (≥1/1.000 e <1/100); raro (≥1/10.000 e <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazione avversa
Disturbi del sistema immunitario Raro Ipersensibilità Orticaria
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Ipoglicemia
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Non nota Lipodistrofia
Amiloidosi cutanea
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Reazioni in sede di iniezione
Non comune Edema periferico
† ADR da fonti post-marketing.
Descrizione di reazioni avverse selezionate Disturbi del sistema immunitario Con i preparati insulinici possono verificarsi reazioni allergiche.
Le reazioni allergiche di tipo immediato all’insulina stessa o ai suoi eccipienti potrebbero essere potenzialmente letali.
Con Tresiba sono state riferite raramente ipersensibilità (manifestata sotto forma di gonfiore della lingua e delle labbra, diarrea, nausea, stanchezza e prurito) e orticaria.
Ipoglicemia L’ipoglicemia può sopraggiungere se la dose di insulina è troppo alta in relazione alla richiesta insulinica.
L’ipoglicemia severa può indurre perdita della coscienza e/o convulsioni e può portare a un danno cerebrale temporaneo o permanente o anche al decesso.
I sintomi dell’ipoglicemia si manifestano di solito all’improvviso.
Possono comprendere sudorazione fredda, pelle fredda e pallida, affaticamento, nervosismo o tremore, ansia, stanchezza o debolezza inusuali, confusione, difficoltà di concentrazione, sonnolenza, fame eccessiva, disturbi visivi, cefalea, nausea e palpitazioni.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Si possono verificare lipodistrofia (incluse lipoipertrofia, lipoatrofia) e amiloidosi cutanea nel sito di iniezione che rallentano l’assorbimento locale di insulina.
La rotazione continua del sito di iniezione all’interno di una determinata area di iniezione può contribuire a ridurre o prevenire l’insorgenza di queste condizioni (vedere paragrafo 4.4).
Reazioni nel sito di iniezione Si sono verificate reazioni nel sito di iniezione (compresi ematoma, dolore, emorragia, eritema, noduli, gonfiore, alterazione del colore della pelle, prurito, calore e formazione di masse nel sito di iniezione) in pazienti trattati con Tresiba.
Queste reazioni di solito sono lievi e transitorie e normalmente scompaiono proseguendo il trattamento.
Popolazione pediatrica Tresiba è stato somministrato a bambini e adolescenti fino a 18 anni per valutare le proprietà farmacocinetiche (vedere paragrafo 5.2).
La sicurezza e l’efficacia sono state dimostrate in uno studio clinico a lungo termine in bambini da 1 a meno di 18 anni.
La frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nella popolazione pediatrica non indicano differenze rispetto all’esperienza nella popolazione diabetica generale (vedere paragrafo 5.1).
Altre popolazioni particolari In base ai risultati delle sperimentazioni cliniche, la frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse osservate negli anziani e nei pazienti con insufficienza renale o epatica non indicano alcuna differenza rispetto alla più ampia esperienza nella popolazione generale.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema di segnalazione riportato nell’Allegato V.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza L’uso di Tresiba in donne in gravidanza affette da diabete è stato studiato in uno studio interventistico (vedere paragrafo 5.1).
Un certo numero di studi clinici e dati post-marketing su donne in gravidanza (più di 400 esiti di gravidanza) non indicano alcuna malformazione o tossicità feto/neonatale.
Studi sulla riproduzione animale non hanno rivelato alcuna differenza tra l’insulina degludec e l’insulina umana relativamente all’embriotossicità e alla teratogenicità.
Il trattamento con Tresiba durante la gravidanza può essere preso in considerazione, se clinicamente necessario.
In generale, si raccomandano un controllo intensificato della glicemia ed il monitoraggio delle donne affette da diabete sia durante la pianificazione della gravidanza che durante la gravidanza stessa.
Il fabbisogno di insulina solitamente diminuisce nel corso del primo trimestre ed aumenta nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
Dopo il parto, il fabbisogno insulinico torna normalmente ai valori precedenti la gravidanza.
Si raccomanda un attento monitoraggio del controllo glicemico e l’aggiustamento della dose dell’insulina su base individuale.
Allattamento Non sono disponibili dati clinici relativi all’uso di Tresiba durante l’allattamento.
Nei ratti, l’insulina degludec è stata secreta nel latte; la concentrazione nel latte era inferiore a quella nel plasma.
Non è noto se l’insulina degludec sia escreta nel latte materno.
Non si ritiene che l’insulina degludec possa causare effetti metabolici su neonati/lattanti.
Fertilità Studi con l’insulina degludec sulla riproduzione animale non hanno rivelato effetti avversi per la fertilità.

Conservazione

Tresiba 100 unità/mL FlexTouch/FlexPen soluzione iniettabile in penna preriempita Prima del primo uso: Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Non congelare.
Tenere lontano dagli elementi refrigeranti.
Tenere il cappuccio sulla penna per proteggerla dalla luce.
Tresiba 200 unità/mL FlexTouch soluzione iniettabile in penna preriempita Prima del primo uso: Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Non congelare.
Tenere lontano dagli elementi refrigeranti.
Tenere il cappuccio sulla penna per proteggerla dalla luce.
Tresiba 100 unità/mL Penfill soluzione iniettabile in cartuccia Prima del primo uso: Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Non congelare.
Tenere lontano dagli elementi refrigeranti.
Tenere le cartucce nella confezione esterna per proteggerle dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura, vedere paragrafo 6.3.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.