TEVIMBRA EV 1FL 10ML 10MG/ML

3.993,13 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: TISLELIZUMAB
  • ATC: L01FF09
  • Descrizione tipo ricetta: OSP - USO OSPEDALIERO
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 14/04/2026

Cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC) Tevimbra, in associazione a chemioterapia contenente platino come trattamento neoadiuvante e poi continuato in monoterapia come trattamento adiuvante, è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da NSCLC resecabile ad alto rischio di recidiva (per i criteri di selezione, vedere paragrafo 5.1). Tevimbra, in associazione a pemetrexed e chemioterapia contenente platino, è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti affetti da NSCLC non squamoso i cui tumori presentano l’espressione di PDL1 su ≥50% di cellule tumorali senza mutazione positiva di EGFR o di ALK e che hanno: • NSCLC localmente avanzato e non sono candidabili alla resezione chirurgica o alla radiochemioterapia a base di platino, o• NSCLC metastatico. Tevimbra, in associazione a carboplatino e paclitaxel o nab-paclitaxel, è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti affetti da NSCLC squamoso che hanno: • NSCLC localmente avanzato e non sono candidabili alla resezione chirurgica o alla radiochemioterapia a base di platino, o• NSCLC metastatico. Tevimbra come monoterapia è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da NSCLC localmente avanzato o metastatico, dopo una precedente chemioterapia a base di platino. I pazienti affetti da NSCLC EGFR mutato o ALK positivo devono aver ricevuto anche terapie mirate prima di assumere tislelizumab. Carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) Tevimbra, in associazione a etoposide e chemioterapia a base di platino è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con SCLC in stadio esteso. Adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea (G/GEJ) Tevimbra, in associazione a chemioterapia a base di platino e fluoropirimidina, è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea (G/GEJ) non resecabile, localmente avanzato o metastatico HER-2 negativo i cui tumori esprimono PD-L1 con un punteggio di Positività dell’Area Tumorale (TAP) ≥5% (vedere paragrafo 5.1). Carcinoma a cellule squamose dell’esofago (OSCC) Tevimbra, in associazione a chemioterapia a base di platino, è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con OSCC non resecabile, localmente avanzato o metastatico i cui tumori esprimono PD-L1 con un punteggio TAP ≥5% (vedere paragrafo 5.1). Tevimbra in monoterapia è indicato per il trattamento di pazienti adulti con OSCC non resecabile, localmente avanzato o metastatico, dopo una precedente chemioterapia a base di platino.Carcinoma nasofaringeo (NPC) Tevimbra, in associazione a gemcitabina e cisplatino, è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con NPC recidivante, non candidabile a chirurgia o radioterapia curative, o metastatico.
Ogni mL di concentrato per soluzione per infusione contiene 10 mg di tislelizumab. Ogni flaconcino da 10 mL contiene 100 mg di tislelizumab (100 mg/10 mL). Tislelizumab è una variante di anticorpo monoclonale umanizzato immunoglobulina G4 (IgG4) Fc- ingegnerizzato prodotto in cellule ovariche di criceto cinese ricombinanti. Eccipiente con effetti noti Ogni mL di concentrato per soluzione per infusione contiene 1,6 mg di sodio e 0,2 mg di polisorbato 20 (E432). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Posologia

Il trattamento con Tevimbra deve essere iniziato e seguito da medici specialisti, esperti nel trattamento del cancro.
Analisi di PD-L1 Se specificato nell’indicazione, la selezione dei pazienti per il trattamento con Tevimbra in base all’espressione tumorale di PD-L1 deve essere valutata da un test diagnostico in vitro (IVD) con certificazione CE recante il corrispondente obiettivo previsto.
Se l’IVD con certificazione CE non è disponibile, deve essere utilizzato un test alternativo convalidato (vedere paragrafi 4.1, 4.4 e 5.1).
Posologia Tevimbra in monoterapia La dose raccomandata di Tevimbra è 200 mg una volta ogni 3 settimane, oppure 400 mg una volta ogni 6 settimane, somministrata mediante infusione endovenosa.
Per il NSCLC resecabile, durante la fase di trattamento adiuvante, la dose raccomandata di Tevimbra è 400 mg somministrata mediante infusione endovenosa una volta ogni 6 settimane.
Terapia di associazione a Tevimbra La dose raccomandata di Tevimbra è di 200 mg una volta ogni 3 settimane, oppure 400 mg una volta ogni 6 settimane, somministrata mediante infusione endovenosa, in associazione a chemioterapia.
Quando Tevimbra e la chemioterapia vengono somministrati nello stesso giorno, Tevimbra deve essere assunto prima della chemioterapia.
Per il dosaggio e per le raccomandazioni sull’utilizzo dei corticosteroidi come premedicazione per la prevenzione delle reazioni avverse legate alla chemioterapia, si deve fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) del prodotto chemioterapico.
Durata del trattamento I pazienti devono essere trattati con Tevimbra fino alla progressione della malattia o ad una tossicità inaccettabile (vedere paragrafo 5.1).
Per il trattamento neoadiuvante e adiuvante del NSCLC resecabile, i pazienti devono essere trattati con Tevimbra neoadiuvante (200 mg ogni 3 settimane) in associazione a chemioterapia per 3 o 4 cicli o fino a progressione della malattia che precluda un intervento chirurgico definitivo o a comparsa di tossicità inaccettabile, seguito da un trattamento adiuvante con Tevimbra (400 mg ogni 6 settimane) in monoterapia per un massimo di 8 cicli o fino a recidiva della malattia, metastasi o comparsa di tossicità inaccettabile.
Rinvio della somministrazione o interruzione del trattamento (vedere anche paragrafo 4.4) Le riduzioni della dose di Tevimbra in monoterapia o in terapia combinata non sono raccomandate.
Tevimbra deve essere sospeso o interrotto in base alla sicurezza e alla tollerabilità, come descritto nella Tabella 1.
Le linee guida dettagliate per la gestione delle reazioni avverse immuno-correlate sono descritte nel paragrafo 4.4.
Tabella 1 Modifiche del trattamento raccomandate per Tevimbra
Reazione avversa immuno- correlata Gravit๠Modifica del trattamento con Tevimbra
Polmonite Grado 2 Sospendere2,3
Grado 2 ricorrente; Grado 3 o 4 Interrompere in modo permanente³
Epatite ALT o AST da >3 a 8 x ULN o bilirubina totale da >1,5 a 3 x ULN Sospendere2,3
ALT or AST >8 x ULN o bilirubina totale >3 x ULN Interrompere in modo permanente³
Eruzione cutanea Grado 3 Sospendere2,3
Grado 4 Interrompere in modo permanente³
Gravi reazioni cutanee avverse (SCAR) Sospetto di SCAR, comprese SJS o NET Sospendere2,3.
Per sospetto di SJS o NET, non riprendere a meno che SJS/NET non siano state escluse durante consultazione con specialisti appropriati.
SCAR confermate, comprese SJS o NET Interrompere in modo permanente
Colite Grado 2 o 3 Sospendere2.3
Grado 3 ricorrente; Grado 4 Interrompere in modo permanente³
Miosite/rabdomiolisi Grado 2 o 3 Sospendere2,3
Grado 3 ricorrente; Grado 4 Interrompere in modo permanente³
Ipotiroidismo Grado 2, 3 o 4 L’ipotiroidismo può essere gestito con una terapia sostitutiva senza interrompere il trattamento.
Ipertiroidismo Grado 3 o 4 Sospendere².
Per Grado 3 o 4, migliorato al Grado ≤2 e controllato con terapia anti-tiroidea, se indicato, la continuazione di Tevimbra può essere considerata dopo la riduzione della terapia a base di corticosteroidi.
In caso contrario, il trattamento deve essere interrotto.
Insufficienza surrenalica Grado 2 Prendere in considerazione la sospensione del trattamento fino al controllo con TOS.
Grado 3 o 4 Sospendere³.
Per Grado 3 o 4, migliorato al Grado ≤2 e controllato con TOS, se indicato, la continuazione di Tevimbra può essere considerata dopo la riduzione della terapia a base di corticosteroidi.
In caso contrario, il trattamento deve essere interrotto³.
Ipofisite Grado 2 Prendere in considerazione la sospensione del trattamento fino al controllo con TOS.
Grado 3 o 4 Sospendere2,3.
Per Grado 3 o 4, migliorato al Grado ≤2 e controllato con TOS, se indicato, la continuazione di Tevimbra può essere considerata dopo la riduzione della terapia a base di corticosteroidi.
In caso contrario, il trattamento deve essere interrotto³.
Diabete mellito di tipo 1 Diabete mellito di tipo 1 associato a iperglicemia di Grado ≥3 (glucosio >250 mg/dL o >13,9 mmol/L) o associato alla chetoacidosi Sospendere.
Per Grado 3 o 4, migliorato al Grado ≤2 con terapia insulinica, se indicato, la continuazione di Tevimbra può essere considerata una volta raggiunto il controllo metabolico.
In caso contrario, il trattamento deve essere interrotto.
Nefrite con disfunzione renale Grado 2 (creatinina >1,5 a 3 x basale o >1,5 a 3 x ULN) Sospendere2,3
Grado 3 (creatinina >3 x basale o da >3 a 6 x ULN) o Grado 4 (creatinina >6 x ULN) Interrompere in modo permanente³
Miocardite Grado 2, 3 o 4 Interrompere in modo permanente³
Tossicità neurologiche Grado 2 Sospendere2,3
Grado 3 o 4 Interrompere in modo permanente³
Pancreatite Pancreatite di Grado 3 o di Grado 3 o 4, livelli di amilasi o lipasi sieriche aumentati (>2 x ULN) Sospendere2,3
Grado 4 Interrompere in modo permanente³
Altre reazioni avverse immuno- correlate Grado 3 Sospendere2,3
Grado 3 ricorrente; Grado 4 Interrompere in modo permanente³
Reazioni correlate all’infusione Grado 1 Considerare la premedicazione per la profilassi delle reazioni all’infusione successiva.
Ridurre la velocità di infusione del 50%.
Grado 2 Interrompere l’infusione.
Riprendere l’infusione, se si risolve o diminuisce al Grado 1, e ridurre la velocità di infusione del 50%.
Grado 3 o 4 Interrompere in modo permanente
ALT = alanina aminotransferasi, AST = aspartato aminotransferasi, TOS = terapia ormonale sostitutiva, SJS = sindrome Stevens-Johnson, NET = necrolisi epidermica tossica, ULN = limite superiore del valore normale.
¹ I gradi di tossicità sono in conformità alla versione 4.0 dei Criteri terminologici comuni per gli eventi avversi del National Cancer Institute (NCI-CTCAE v4.0).
Il grado dell’ipofisite viene definito in conformità con i criteri NCI-CTCAE v 5.0.
² Riprendere nei pazienti con una risoluzione completa o parziale (Grado da 0 a 1) dopo riduzione dei corticosteroidi nell’arco di almeno 1 mese.
Interrompere in modo permanente, se non si è verificata alcuna risoluzione completa o parziale entro 12 settimane dall’inizio del trattamento con corticosteroidi, o in caso di incapacità di ridurre il prednisone a ≤10 mg/die (o equivalente) entro 12 settimane dall’inizio del trattamento con corticosteroidi.
³ È consigliabile una dose iniziale da 1 a 2 mg/kg/die di prednisone o equivalente, seguita da un periodo di riduzione della dose a ≤10 mg/die (o equivalente) nell’arco di almeno 1 mese, ad eccezione della polmonite, in tal caso si raccomanda una dose iniziale da 2 a 4 mg/kg/die.
Popolazioni speciali Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Tevimbra nei pazienti di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite.
Non vi sono dati disponibili.
Anziani Non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti con ≥65 anni di età (vedere paragrafo 4.8).
Compromissione renale Non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata.
I dati provenienti da pazienti con compromissione renale severa sono troppo limitati per dare raccomandazioni di dosaggio per questa popolazione (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione epatica Non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata.
I dati provenienti da pazienti con compromissione epatica severa sono troppo limitati per dare raccomandazioni di dosaggio per questa popolazione (vedere paragrafo 5.2).
Modo di somministrazione Tevimbra è solo per uso endovenoso.
Deve essere somministrato mediante infusione e non deve essere somministrato mediante iniezione o singolo bolo endovenoso.
Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
La prima infusione di 200 mg deve essere somministrata durante un periodo di 60 minuti.
Se questa è ben tollerata, le infusioni successive possono essere somministrate durante un periodo di 30 minuti.
L’infusione deve essere somministrata tramite una linea endovenosa contenente un filtro, in linea o aggiunto, sterile, apirogeno, a basso legame proteico da 0,2 o 0,22 micron.
L’infusione di una dose iniziale di Tevimbra 400 mg deve essere somministrata durante un periodo di 120 minuti (durante un periodo di 90 minuti se utilizzata come trattamento successivo dopo la dose di 200 mg una volta ogni 3 settimane).
Se ben tollerata, la seconda infusione può essere somministrata durante un periodo di 60 minuti.
Se la seconda infusione è ben tollerata, le infusioni successive possono essere somministrate durante un periodo di 30 minuti.
Non devono essere miscelati o co-somministrati altri farmaci attraverso la stessa linea di infusione.

Avvertenze e precauzioni

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Valutazione dello stato PD-L1 Quando si valuta lo stato PD-L1 del tumore, è importante scegliere una metodologia ben convalidata per ridurre al minimo le determinazioni false negative o false positive.
Scheda per il Paziente Ai pazienti trattati con Tevimbra deve essere consegnata la Scheda per il Paziente per informarli dei rischi di reazioni avverse immuno-correlate durante la terapia con Tevimbra (vedere anche il Foglio Illustrativo).
Il medico prescrittore deve discutere con il paziente i rischi di reazioni avverse immuno-correlate durante la terapia con Tevimbra.
Reazioni avverse immuno-correlate Sono state riportate reazioni avverse immuno-correlate, inclusi casi fatali, durante il trattamento con tislelizumab (vedere paragrafo 4.8).
La maggior parte di questi eventi è migliorata con l’interruzione di tislelizumab, la somministrazione di corticosteroidi e/o terapie di supporto.
Sono state segnalate anche reazioni avverse immuno-correlate dopo l’ultima dose di tislelizumab.
Possono manifestarsi contemporaneamente reazioni avverse immuno-correlate che interessano più di un distretto corporeo.
Per le reazioni avverse immuno-correlate sospette, si deve garantire un’adeguata valutazione per confermare l’eziologia o escludere eziologie alternative, incluse le infezioni.
Sulla base della gravità della reazione avversa, tislelizumab deve essere sospeso e devono essere somministrati i corticosteroidi (vedere paragrafo 4.2).
Sulla base di dati limitati provenienti da studi clinici, la somministrazione di altri immunosoppressori sistemici può essere presa in considerazione nei pazienti in cui le reazioni avverse immuno-correlate non sono controllate con l’uso di corticosteroidi (vedere paragrafi 4.2 e 4.8).
Al miglioramento al Grado ≤1, una riduzione graduale dei corticosteroidi deve essere iniziata e proseguita per almeno 1 mese.
Nei pazienti con malattia auto-immune (autoimmune disease, AID) preesistente, i dati provenienti da studi osservazionali suggeriscono che il rischio di reazioni avverse immuno-mediate a seguito di terapia con inibitori del checkpoint immunitario può essere aumentato rispetto al rischio nei pazienti senza AID preesistente.
Inoltre, le riacutizzazioni dell’AID sottostante sono state frequenti, ma nella maggior parte dei casi sono state lievi e gestibili.
Polmonite immuno-correlata La polmonite immuno-correlata, inclusi casi fatali, è stata segnalata nei pazienti trattati con tislelizumab.
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di polmonite.
I pazienti con sospetta polmonite devono essere valutati con esami di diagnostica per immagini e devono essere escluse altre eziologie infettive o correlate a malattie.
I pazienti con polmonite immuno-correlata devono essere gestiti in base alle modifiche del trattamento come raccomandato nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.2).
Epatite immuno-correlata L’epatite immuno-correlata, inclusi casi fatali, è stata segnalata nei pazienti trattati con tislelizumab.
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di epatite e alterazioni nella funzionalità epatica.
I test di funzionalità epatica devono essere eseguiti al basale e periodicamente durante il trattamento.
I pazienti con epatite immuno-correlata devono essere gestiti in base alle modifiche del trattamento come raccomandato nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.2).
Reazioni cutanee immuno-correlate L’eruzione cutanea o la dermatite immuno-correlata sono state riportate nei pazienti trattati con tislelizumab.
I pazienti devono essere monitorati per le reazioni cutanee sospette e le altre cause devono essere escluse.
Sulla base della gravità delle reazioni cutanee avverse, tislelizumab deve essere sospeso o interrotto in modo permanente come raccomandato nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.2).
Sono stati riportati casi di gravi reazioni cutanee avverse (SCARs) inclusi eritema multiforme [EM], sindrome Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (NET), alcuni dei quali con esito fatale, nei pazienti trattati con tislelizumab (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti devono essere monitorati per segni o sintomi di SCARs (ad es.
prodromo di febbre, sintomi simil-influenzali, lesioni mucosali o eruzione cutanea progressiva) e le altre cause devono essere escluse.
Per SCARs sospette, tislelizumab deve essere interrotto e il paziente deve essere indirizzato alle cure di medici specializzati per la valutazione e il trattamento.
Se sono confermate SCARs, tislelizumab deve essere interrotto in modo permanente (vedere paragrafo 4.2).
Colite immuno-correlata La colite immuno-correlata, spesso associata alla diarrea, è stata segnalata nei pazienti trattati con tislelizumab.
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di colite.
Le eziologie infettive e correlate a malattie devono essere escluse.
I pazienti con colite immuno-correlata devono essere gestiti in base alle modifiche del trattamento come raccomandato nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.2).
Endocrinopatie immuno-correlate Le endocrinopatie immuno-correlate, inclusi i disturbi della tiroide, insufficienza surrenale, ipofisite e diabete mellito di tipo 1, sono state segnalate nei pazienti trattati con tislelizumab.
Queste possono richiedere la somministrazione di un trattamento di supporto, a seconda dello specifico disturbo endocrino.
Nei casi di endocrinopatie immuno-correlate può essere necessaria la terapia ormonale sostitutiva (TOS) a lungo termine.
I pazienti con endocrinopatie immuno-correlate devono essere gestiti in base alle modifiche del trattamento come raccomandato nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.2).
Disturbi della tiroide Sono stati segnalati disturbi della tiroide, inclusi la tiroidite, l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, nei pazienti trattati con tislelizumab.
I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio (all’inizio del trattamento, periodicamente durante il trattamento e come indicato in base alla valutazione clinica) per le modifiche della funzionalità tiroidea e per i segni clinici e i sintomi dei disturbi della tiroide.
L’ipotiroidismo può essere gestito con la TOS senza interrompere il trattamento e senza ricorrere a corticosteroidi.
L’ipertiroidismo può essere gestito in modo sintomatico (vedere paragrafo 4.2).
Insufficienza surrenalica L’insufficienza surrenalica è stata segnalata nei pazienti trattati con tislelizumab.
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di insufficienza surrenalica.
Deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione surrenalica e dei livelli ormonali.
I corticosteroidi e la TOS devono essere somministrati come clinicamente indicato (vedere paragrafo 4.2).
Ipofisite L’ipofisite è stata segnalata nei pazienti trattati con tislelizumab.
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di ipofisite/ipopituitarismo.
Deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione ipofisaria e dei livelli ormonali.
I corticosteroidi e la TOS devono essere somministrati come clinicamente indicato (vedere paragrafo 4.2).
Diabete mellito di tipo 1 Il diabete mellito di tipo 1, inclusa la chetoacidosi diabetica, è stato segnalato nei pazienti trattati con tislelizumab.
I pazienti devono essere monitorati per l’iperglicemia e per gli altri segni e sintomi del diabete.
Per il diabete di tipo 1 deve essere somministrata l’insulina.
Nei pazienti con grave iperglicemia o chetoacidosi (Grado ≥3), tislelizumab deve essere sospeso e deve essere somministrato un trattamento anti-iperglicemico (vedere paragrafo 4.2).
Il trattamento con tislelizumab può essere ripreso una volta raggiunto il controllo metabolico.
Nefrite immuno-correlata con disfunzione renale La nefrite immuno-correlata con disfunzione renale è stata segnalata nei pazienti trattati con tislelizumab.
I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio per le modifiche della funzionalità renale (elevata creatinina sierica), e le altre cause di disfunzione renale devono essere escluse.
I pazienti con nefrite immuno-correlata con disfunzione renale devono essere gestiti in base alle modifiche del trattamento come raccomandato nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.2).
Altre reazioni avverse immuno-correlate Altre reazioni avverse immuno-correlate clinicamente importanti sono state riportate con tislelizumab: miosite, miocardite, artrite, polimialgia reumatica, pericardite, cistite non infettiva, trombocitopenia immune, encefalite, miastenia gravis, sindrome di Sjögren e sindrome di Guillain-Barré (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti che hanno manifestato altre reazioni avverse immuno-correlate devono essere gestiti in base alle modifiche del trattamento come raccomandato nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.2).
Rigetto di trapianto di organo solido Si è verificato un rigetto di trapianto di organo solido in studi post-marketing nei pazienti trattati con inibitori della proteina PD-1.
Il trattamento con tislelizumab può aumentare il rischio di rigetto nei destinatari di trapianto di organi solidi.
In questi pazienti si deve prendere in considerazione il beneficio del trattamento con tislelizumab rispetto al rischio di possibile rigetto d’organo.
Linfoistiocitosi emofagocitica La linfoistiocitosi emofagocitica (HLH) è stata segnalata nei pazienti trattati con tislelizumab (vedere paragrafo 4.8).
L’HLH è una sindrome pericolosa per la vita caratterizzata da febbre, eruzione cutanea, linfoadenopatia, epato- e/o splenomegalia e citopenie.
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di HLH.
In caso di sospetta HLH, tislelizumab deve essere interrotto per l’iter diagnostico e deve essere iniziato il trattamento per l’HLH.
Se l’HLH è confermata, la somministrazione di tislelizumab deve essere interrotta.
Reazioni correlate a infusione Gravi reazioni correlate a infusione (Grado 3 o superiore) sono state segnalate nei pazienti trattati con tislelizumab (vedere paragrafo 4.8).
Casi di anafilassi, tra cui reazione anafilattica e shock anafilattico, sono stati segnalati nel contesto post-immissione in commercio.
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di reazioni correlate a infusione.
Le reazioni correlate a infusione devono essere gestite come raccomandato nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.2).
Pazienti esclusi dagli studi clinici I pazienti con una qualsiasi delle seguenti condizioni sono stati esclusi dagli studi clinici: stato di performance secondo l’ECOG al basale superiore o pari a 2; metastasi cerebrali o leptomeningee attive; malattia autoimmune attiva o anamnesi di malattia autoimmune che può avere una recidiva; qualsiasi condizione che richieda un trattamento sistemico con corticosteroidi (>10 mg/die di prednisone o equivalente) o con altri immunosoppressori nei 14 giorni precedenti al trattamento dello studio; HIV attiva o non trattata; epatite B non trattata o portatori di epatite C; anamnesi di malattia polmonare interstiziale; somministrazione di vaccino vivo nei 14 giorni precedenti al trattamento dello studio; infezione che richiede terapia sistemica nei 14 giorni precedenti al trattamento dello studio; anamnesi di grave ipersensibilità a un altro anticorpo monoclonale.
In assenza di dati, tislelizumab deve essere usato con cautela in queste popolazioni dopo un’attenta considerazione del potenziale beneficio/rischio su base individuale.
Pazienti che seguono una dieta povera di sodio Ogni mL di questo farmaco contiene 0,069 mmol (o 1,6 mg) di sodio.
Questo medicinale contiene 16 mg di sodio per ogni flaconcino da 10 mL equivalente allo 0,8% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Tevimbra deve essere diluito in una soluzione per infusione di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%).
Questo aspetto deve essere tenuto in considerazione per i pazienti che seguono una dieta povera di sodio (vedere paragrafo 6.6).
Polisorbato 20 (E432) Questo medicinale contiene 0,2 mg di polisorbato 20 in ciascun mL di concentrato, equivalente a 4 mg in due fiale da 10 mL di una singola infusione di Tevimbra.
I polisorbati possono causare reazioni allergiche.
Questo aspetto deve essere tenuto in considerazione per i pazienti con allergie note.

Interazioni

Tislelizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato, eliminato dalla circolazione attraverso il catabolismo.
Di conseguenza, non sono stati condotti studi formali di interazione farmacocinetica.
Poiché gli anticorpi monoclonali non sono metabolizzati dagli enzimi del citocromo P450 (CYP) o da altri enzimi che metabolizzano i farmaci, non si prevede che l’inibizione o l’induzione di questi enzimi da parte dei medicinali co-somministrati influisca sulla farmacocinetica di tislelizumab.
L’uso di corticosteroidi e altri immunosoppressori sistemici al basale, prima di iniziare il trattamento con tislelizumab, ad eccezione di dosi basse di un corticosteroide sistemico (10 mg/die di prednisone o equivalente), deve essere evitato a causa della loro potenziale interferenza con l’attività farmacodinamica e l’efficacia di tislelizumab.
Tuttavia, i corticosteroidi sistemici e gli altri immunosoppressori possono essere usati dopo l’inizio di tislelizumab per trattare le reazioni avverse immuno-correlate (vedere paragrafo 4.4).
I corticosteroidi possono essere utilizzati anche come premedicazione, quando tislelizumab è usato in associazione a la chemioterapia, come profilassi antiemetica e/o per alleviare le reazioni avverse correlate alla chemioterapia.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza La sicurezza di tislelizumab in monoterapia si basa sui dati aggregati in 1 952 pazienti affetti da diversi tipi di tumore che hanno ricevuto tislelizumab 200 mg ogni 3 settimane.
Le reazioni avverse più comuni (≥ 20%) sono state anemia (27,7%), aspartato aminotransferasi aumentata (24,7%), stanchezza (24,6%) e alanina aminotransferasi aumentata (22,0%).
Le reazioni avverse di Grado 3/4 più comuni (≥ 2%) sono state anemia (4,8%), aspartato aminotransferasi aumentata (3,7%), polmonite (3,6%), iponatriemia (2,9%), bilirubina ematica aumentata (2,8%), ipertensione (2,4%) e stanchezza (2,1%).
L’1,0% dei pazienti ha manifestato reazioni avverse che hanno portato al decesso.
Le reazioni avverse che hanno portato al decesso sono state infezione polmonare (0,61%), polmonite (0,10%), epatite (0,10%), trombocitopenia (0,05%), dispnea (0,05%) e appetito ridotto (0,05%).
Dei 1 952 pazienti, il 40,7% è stato esposto a tislelizumab per più di 6 mesi e il 24,7% vi è stato esposto per più di 12 mesi.
La sicurezza di tislelizumab somministrato in associazione alla chemioterapia si basa sui dati provenienti da 1 950 pazienti affetti da vari tipi di tumori che hanno ricevuto 200 mg di tislelizumab ogni 3 settimane, a eccezione dello studio BGB A317-315 in cui i pazienti hanno ricevuto tislelizumab anche a una dose di 400 mg una volta ogni 6 settimane come trattamento adiuvante dopo la terapia neoadiuvante e l’intervento chirurgico.
Le reazioni avverse più comuni (≥ 20%) sono state neutropenia (71,6%), anemia (67,2%), trombocitopenia (48,7%), nausea (43,3%), stanchezza (40,8%), appetito ridotto (40,1%), alanina aminotransferasi aumentata (30,6%), aspartato aminotransferasi aumentata (30,3%), eruzione cutanea (21,4%) e diarrea (20,3%).
Le reazioni avverse di Grado 3/4 più comuni (≥ 2%) sono state neutropenia (45,2%), anemia (14,5%), trombocitopenia (14,1%), iponatriemia (4,6%), ipokaliemia (4,5%), stanchezza (4,2%), infezione polmonare (4,0%), linfopenia (3,1%), eruzione cutanea (2,9%), appetito ridotto (2,6%), aspartato aminotransferasi aumentata (2,2%), alanina aminotransferasi aumentata (2,1%).
L’1,3% dei pazienti ha manifestato reazioni avverse che hanno portato al decesso.
Le suddette reazioni avverse sono state infezione polmonare (0,50%), polmonite (0,30%), dispnea (0,20%), miocardite (0,20%), epatite (0,05%), trombocitopenia (0,05%), colite (0,05%), ipokaliemia (0,05%) e miosite (0,05%).
Dei 1 950 pazienti, il 56,5% è stato esposto a tislelizumab per 6 mesi o più, e il 31,9% vi è stato esposto per 12 mesi o più.
Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse segnalate nel set di dati aggregati per i pazienti trattati con Tevimbra in monoterapia (N = 1 952) e in associazione a la chemioterapia (N = 1 950) sono presentate nella Tabella 2.
Le reazioni avverse sono elencate secondo la classificazione MedDRA per sistemi e organi.
All’interno di ciascun raggruppamento per sistemi e organi, le reazioni avverse sono presentate in ordine di frequenza decrescente.
Per ogni reazione avversa viene definita la corrispondente categoria di frequenza come: molto comune (≥1/10); comune (>1/100, <1/10); non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10 000, <1/1 000); molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
All’interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine di gravità decrescente.
Tabella 2 Reazioni avverse con Tevimbra in monoterapia (N = 1 952) e in associazione a la chemioterapia (N=1 950)
  Tislelizumab in monoterapia N = 1 952 Tislelizumab più chemioterapia N = 1 950
Reazioni avverse Categoria di frequenza (Tutti i gradi) Categoria di frequenza (Tutti i gradi)
Infezioni e infestazioni
Infezione polmonare¹ Comune* Molto comune*
Patologie del sistema emolinfopoietico
Anemia² Molto comune Molto comune
Trombocitopenia³ Molto comune* Molto comune*
Neutropenia4 Comune Molto comune
Linfopenia5 Comune Molto comune
Linfoistiocitosi emofagocitica Non nota Raro
Disturbi del sistema immunitario
Sindrome di Sjögren # Non comune
Patologie endocrine
Ipotiroidismo6 Molto comune Molto comune
Ipertiroidismo7 Comune Comune
Tiroidite8 Comune Non comune
Insufficienza surrenalica9 Non comune Non comune
Ipofisite10 Non comune Non comune
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Iperglicemia11 Comune Molto comune
Iponatriemia12 Comune Molto comune
Ipokaliemia13 Comune Molto comune*
Diabete mellito14 Non comune Comune
Patologie del sistema nervoso
Sindrome di Guillain-Barré Raro Raro
Encefalite15 # Raro
Miastenia gravis # Raro
Patologie dell’occhio
Uveite16 Non comune Non comune
Patologie cardiache
Miocardite17 Non comune Comune*
Pericardite Non comune Raro
Patologie vascolari  
Ipertensione18 Comune Comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Tosse Molto comune Molto comune
Dispnea Comune* Comune*
Polmonite19 Comune* Comune*
Patologie gastrointestinali
Nausea Molto comune Molto comune
Diarrea20 Molto comune Molto comune
Stomatite21 Comune Comune
Pancreatite22 Non comune Comune
Colite23 Non comune Comune
Malattia celiaca Raro #
Patologie epatobiliari
Epatite24 Comune* Comune*
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Eruzione cutanea25 Molto comune Molto comune
Prurito Molto comune Molto comune
Vitiligine26 Non comune Non comune
Eritema multiforme Non comune Raro
Sindrome di Stevens-Johnson Raro #
Necrolisi epidermica tossica27 Non nota* Non nota*
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Artralgia Comune Molto comune
Mialgia Comune Comune
Miosite28 Non comune Non comune*
Artrite29 Non comune Comune
Patologie renali e urinarie
Nefrite30 Non comune Non comune
Cistite non infettiva31 Raro #
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Stanchezza32 Molto comune Molto comune
Piressia33 Molto comune Molto comune
Appetito ridotto Molto comune* Molto comune
Esami diagnostici
Aspartato aminotransferasi aumentata Molto comune Molto comune
Alanina aminotransferasi aumentata Molto comune Molto comune
Bilirubina ematica aumentata34 Molto comune Molto comune
Fosfatasi alcalina ematica aumentata Comune Comune
Creatinina ematica aumentata Comune Molto comune
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura
Reazione correlata a infusione35 Comune Comune
¹ L’infezione polmonare include termini preferiti (PT) di infezione polmonare, infezioni del tratto respiratorio inferiore, infezioni batteriche del tratto respiratorio inferiore, polmonite batterica, polmonite micotica, polmonite da Pneumocystis jirovecii, aspergillosi broncopolmonare, candidosi polmonare, polmonite da Mycoplasma, polmonite da stafilocco e polmonite virale.
² L’anemia include PT di anemia e emoglobina diminuita.
³ La trombocitopenia include PT di trombocitopenia, conta delle piastrine diminuita e trombocitopenia immune.
4 La neutropenia include PT di neutropenia e conta dei neutrofili diminuita.
5 La linfopenia include PT di linfopenia, conta dei linfociti diminuita e percentuale di linfociti diminuita.
6 L’ipotiroidismo include PT di ipotiroidismo, anticorpi anti-tiroidei aumentati, ipotiroidismo immuno-mediato, ormoni tiroidei diminuiti, tiroxina libera diminuita, triiodotironina libera diminuita, triiodotironina diminuita, ipotiroidismo primitivo, ipotiroidismo centrale e tiroxina diminuita.
7 L’ipertiroidismo include PT di ormone tireostimolante ematico diminuito, ipertiroidismo, ipertiroidismo immuno-mediato, tiroxina libera aumentata, tiroxina aumentata, triiodotironina libera aumentata e triiodotironina aumentata.
8 La tiroidite include PT di tiroidite, tiroidite autoimmune, tiroidite immuno-mediata, tiroidite silente e tiroidite subacuta.
9 L’insufficienza surrenalica include PT di malattia di Addison, insufficienza surrenalica, deficit di glucorticoidi, insufficienza surrenalica immuno-mediata, insufficienza surrenalica primaria e insufficienza corticosurrenalica secondaria.
10 L’ipofisite include PT di ipofisite e ipopituitarismo.
11 L’iperglicemia include PT di iperglicemia e glucosio ematico aumentato.
12 L’iponatriemia include PT di iponatriemia e sodio ematico diminuito.
13 L’ipokaliemia include PT di ipokaliemia e potassio ematico diminuito.
14 Il diabete mellito include PT di diabete mellito, chetoacidosi diabetica, chetosi diabetica, chetoacidosi, diabete mellito di tipo 1 e diabete latente autoimmune nell’adulto.
15 L’encefalite include PT di encefalite immuno-mediata.
16 L’uveite include PT di corioretinite, iridociclite, uveite e irite.
17 La miocardite include PT di miocardite, miocardite immuno-mediata e miocardite autoimmune.
18 L’ipertensione include PT di ipertensione, pressione arteriosa aumentata e ipertensione essenziale.
19 La polmonite include PT di polmonite, malattia polmonare immuno-mediata, malattia polmonare interstiziale e polmonite organizzata.
20 La diarrea include PT di diarrea e defecazioni frequenti.
21 La stomatite include PT di stomatite, ulcerazione della bocca, erosione della mucosa orale e ulcera aftosa.
22 La pancreatite include PT di amilasi aumentata, lipasi aumentata, pancreatite e pancreatite acuta.
23 La colite include PT di colite autoimmune, colite, colite ulcerosa e enterocolite immuno-mediata.
24 L’epatite include PT di epatite, danno epatico indotto da farmaci, epatotossicità, funzione epatica anormale, epatite immuno-mediata, danno epatico ed epatite autoimmune.
25 L’eruzione cutanea include PT di eruzione cutanea, eruzione cutanea maculo-papulare, eczema, esantema eritematoso, dermatite, dermatosi neutrofila febbrile acuta, dermatite autoimmune, dermatite allergica, dermatite esfoliativa, eruzione cutanea papulare, orticaria, eritema, esfoliazione cutanea, eruzione da farmaci, eruzione cutanea maculare, psoriasi, esantema pustoloso, dermatite acneiforme, eruzione cutanea pruriginosa, cheratosi lichenoide, dermatite della mano, dermatite immuno-mediata, eruzione cutanea follicolare, eritema nodoso e pemfigoide.
26 La vitiligine include PT di leucoderma, depigmentazione cutanea, ipopigmentazione cutanea, e vitiligine.
27 Esperienza post immissione in commercio.
28 La miosite include PT di miosite, radbomiolisi e miosite immuno-mediata.
29 L’artrite include PT di artrite, poliartrite e artrite immuno-mediata.
30 La nefrite include PT di nefrite, glomerulosclerosi segmentale focale, glomerulonefrite membranosa immuno-mediata, disturbo renale, nefrite tubulointerstiziale e nefrite immuno-mediata.
31 La cistite non infettiva include PT di cistite non infettiva e cistite immuno-mediata.
Casi di cistite immuno- mediata sono stati segnalati nel contesto post-immissione in commercio.
32 La stanchezza include PT di stanchezza, astenia, malessere, decondizionamento fisico e letargia.
33 La piressia include PT di aumento della temperatura corporea e piressia.
34 La bilirubina ematica aumentata include PT di bilirubina ematica aumentata, bilirubina coniugata aumentata, bilirubina ematica non coniugata aumentata e iperbilirubinemia.
35 La reazione correlata a infusione include PT di reazione anafilattica, brividi, edema corneale, dermatite allergica, eruzione da farmaci, ipersensibilità ai farmaci, edema del viso, gonfiore gengivale, ipersensibilità, ostruzione laringea, edema delle labbra, gonfiore delle labbra, gonfiore della bocca, prurito allergico, eruzione cutanea, esantema eritematoso, eruzione cutanea maculare, eruzione cutanea pruriginosa, rinite allergica, gonfiore del viso, edema della lingua, ipersensibilità di tipo I, orticaria, reazione correlata a infusione e reazione di ipersensibilità correlata a infusione.
* Compresi gli esiti fatali.
# Non segnalata in questo contesto aggregato.
Descrizione di reazioni avverse selezionate I dati riportati di seguito riflettono le informazioni per le reazioni avverse da farmaci significative per tislelizumab in monoterapia negli studi clinici.
I dettagli per le reazioni avverse significative per tislelizumab quando somministrato in associazione a la chemioterapia sono presentati se sono state osservate differenze clinicamente rilevanti in confronto a tislelizumab in monoterapia.
Polmonite immuno-correlata Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, la polmonite immuno-correlata si è manifestata nel 5,1% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (1,3%), Grado 2 (2,1%), Grado 3 (1,3%), Grado 4 (0,3%) e Grado 5 (0,1%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 4,1 mesi (intervallo: da 1,0 giorno a 55,0 mesi) e la durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 2,8 mesi (intervallo: da 7,0 giorni a 33,7 mesi).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nell’1,8% dei pazienti ed è stato sospeso nell’1,9% dei pazienti.
La polmonite si è risolta nel 47,0% dei pazienti.
Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, la polmonite si è manifestata più frequentemente in pazienti con una storia di precedente irradiazione toracica (8,4%) rispetto a pazienti che non avevano ricevuto irradiazione toracica precedente (3,6%).
La polmonite si è verificata nell’11,2% dei pazienti con NSCLC trattati con tislelizumab in associazione a la chemioterapia.
Nei pazienti con NSCLC trattati con tislelizumab in monoterapia, la polmonite si è verificata nel 8,3% dei casi.
Epatite immuno-correlata Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, l’epatite immuno-correlata si è manifestata nell’1,2% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (0,1%), Grado 2 (0,2%), Grado 3 (0,6%) e Grado 4 (0,3%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 22,0 giorni (intervallo: da 1,0 giorno a 4,1 mesi) e la durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 1,1 mesi (intervallo: da 6,0 giorni a 6,6 mesi).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,3% dei pazienti ed è stato sospeso nello 0,8% dei pazienti per l’epatite immuno-correlata.
L’epatite si è risolta nel 60,9% dei pazienti.
Reazioni cutanee avverse immuno-correlate Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, le reazioni cutanee avverse immuno-correlate si sono manifestate nel 12,6% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (7,7%), Grado 2 (3,7%), Grado 3 (1,0%), Grado 4 (0,1%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 1,5 mesi (intervallo: da 1,0 giorno a 36,1 mesi).
La durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 1,1 mesi (intervallo: da 1,0 giorno a 36,7 mesi).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,1% dei pazienti ed è stato sospeso nell’1,3% dei pazienti.
Le reazioni avverse cutanee si sono risolte nel 72,0% dei pazienti.
Sono stati riportati casi di SJS e NET dall’esperienza post-immissione in commercio, alcuni dei quali con esito fatale (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).
Colite immuno-correlata Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, la colite immuno-correlata si è manifestata nello 0,6% dei pazienti, compresi eventi di Grado 2 (0,4%) e Grado 3 (0,2%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 6,0 mesi (intervallo: da 6,0 giorni a 26,5 mesi) e la durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 28,0 giorni (intervallo: da 9,0 giorni a 26,7 mesi).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,1% dei pazienti ed è stato sospeso nello 0,4% dei pazienti.
La colite si è risolta nell’81,8% dei pazienti.
Miosite/rabdomiolisi immuno-correlata Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, la miosite/rabdomiolisi immuno-correlata si è manifestata nello 0,8% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (0,3%), Grado 2 (0,3%), Grado 3 (0,2%) e Grado 4 (0,1%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 1,5 mesi (intervallo: da 15,0 giorni a 39,3 mesi) e la durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 1,2 mesi (intervallo: da 5,0 giorni a 5,2 mesi).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,2% dei pazienti ed è stato sospeso nello 0,5% dei pazienti.
La miosite/rabdomiolisi si è risolta nel 75,0% dei pazienti.
Endocrinopatie immuno-correlate Disturbi della tiroide Ipotiroidismo: Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, l’ipotiroidismo si è manifestato nel 13,8% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (6,4%), Grado 2 (7,3%), Grado 3 (0,1%) e Grado 4 (0,1%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 4,0 mesi (intervallo: da 1,0 giorno a 29,9 mesi).
La durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 2,1 mesi (intervallo: da 2,0 giorni a 27,0 mesi).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,1% dei pazienti ed è stato sospeso nello 0,6% dei pazienti.
L’ipotiroidismo si è risolto nel 36,4% dei pazienti.
Ipertiroidismo: Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, l’ipertiroidismo si è manifestato nel 5,1% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (4,4%) e Grado 2 (0,7%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 2,1 mesi (intervallo: da 6,0 giorni a 39,4 mesi).
La durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 1,4 mesi (intervallo: da 8,0 giorni a 22,1 mesi).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,1% dei pazienti ed è stato sospeso nello 0,3% dei pazienti.
L’ipertiroidismo si è risolto nel 77,0% dei pazienti.
Tiroidite: Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, la tiroidite si è manifestata nell’1,1% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (0,5%) e Grado 2 (0,6%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 2,0 mesi (intervallo: da 14,0 giorni a 20,7 mesi).
La durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 2,0 mesi (intervallo: da 20,0 giorni a 15,3 mesi).
Tislelizumab non è stato interrotto in modo permanente in alcun paziente ed è stato sospeso nello 0,2% dei pazienti.
La tiroidite si è risolta nel 38,1% dei pazienti.
Insufficienza surrenalica Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, l’insufficienza surrenalica si è manifestata nello 0,5% dei pazienti, compresi eventi di Grado 2 (0,3%), Grado 3 (0,2%) e Grado 4 (0,1%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 10,3 mesi (intervallo: da 1,4 mesi a 16,9 mesi).
La durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 1,9 mesi (intervallo: da 30,0 giorni a 13,6 mesi).
Tislelizumab non è stato interrotto in modo permanente in alcun paziente ed è stato sospeso nello 0,4% dei pazienti.
L’insufficienza surrenalica si è risolta nel 30,0% dei pazienti.
Ipofisite Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, l’ipofisite (Grado 2) si è manifestato nello 0,3% dei pazienti.
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 9,0 mesi (intervallo: da 22,0 giorni a 16,2 mesi).
La durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 2,3 mesi (solo 1 evento che si è risolto).
Tislelizumab non è stato interrotto in modo permanente in alcun paziente e non è stato sospeso in alcun paziente.
L’ipofisite si è risolta nel 20,0% dei pazienti.
Diabete mellito di tipo 1 Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, il diabete di tipo 1 si è manifestato nello 0,6% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (0,1%), Grado 2 (0,3%), Grado 3 (0,2%) e Grado 4 (0,1%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 6,5 mesi (intervallo: da 1,1 mesi a 36,1 mesi).
La durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 22,0 giorni (intervallo: da 5,0 giorni a 3,6 mesi).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,2% dei pazienti ed è stato sospeso nello 0,2% dei pazienti.
Il diabete di tipo 1 si è risolto nell’8,3% dei pazienti.
Nefrite immuno-correlata e disfunzione renale Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, la nefrite immuno-correlata e la disfunzione renale si sono manifestate nello 0,2% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (0,1%), Grado 2 (0,1%) e Grado 3 (0,1%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 1,5 mesi (intervallo: da 15,0 giorni a 12,1 mesi).
La durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 9,0 giorni (la stessa per i 2 eventi che si sono risolti).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,1% dei pazienti ed è stato sospeso nello 0,1% dei pazienti.
La nefrite immuno-correlata e la disfunzione renale si sono risolte nel 50,0% dei pazienti.
Miocardite immuno-correlata Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, la miocardite immuno-correlata si è manifestata nello 0,8% dei pazienti, compresi eventi di Grado 1 (0,4%), Grado 2 (0,2%), Grado 3 (0,2%) e Grado 4 (0,1%).
Il tempo mediano dalla prima dose all’insorgenza dell’evento è stato di 1,6 mesi (intervallo: da 14,0 giorni a 33,6 mesi) e la durata mediana dall’insorgenza alla risoluzione è stata di 1,2 mesi (intervallo: da 4,0 giorni a 15,6 mesi).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,4% dei pazienti ed è stato sospeso nello 0,4% dei pazienti.
La miocardite si è risolta nel 60,0% dei pazienti.
Nell’1,2% dei pazienti trattati con tislelizumab in associazione a chemioterapia si è verificata una miocardite, compresi eventi di Grado 5 (0,2%).
Effetti della classe di inibitori del checkpoint immunitario Durante il trattamento con altri inibitori del checkpoint immunitario sono stati segnalati casi delle seguenti reazioni avverse che potrebbero verificarsi anche durante il trattamento con tislelizumab: insufficienza esocrina pancreatica.
Reazioni correlate a infusione Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, le reazioni correlate a infusione si sono manifestate nel 3,0% dei pazienti, compresi eventi di Grado 3 (0,1%).
Tislelizumab è stato interrotto in modo permanente nello 0,1% dei pazienti ed è stato sospeso nello 0,1% dei pazienti.
Casi di anafilassi, tra cui reazione anafilattica e shock anafilattico, sono stati segnalati nel contesto post- immissione in commercio.
Anomalie di laboratorio Nei pazienti trattati con tislelizumab in monoterapia, la percentuale di pazienti che ha manifestato una variazione dal basale a un’anomalia di laboratorio di Grado 3 o 4 è stata la seguente: 0,1% per l’aumento dell’emoglobina, 4,4% per la riduzione dell’emoglobina, 0,9% per la riduzione dei leucociti, 8,9% per la riduzione dei linfociti, 0,2% per l’aumento dei linfociti, 2,1% per la riduzione dei neutrofili, 1,3% per la riduzione delle piastrine, 2,6% per l’aumento dell’alanina aminotransferasi, 0,3% per la riduzione dell’albumina, 2,7% per l’aumento della fosfatasi alcalina, 4,8% per l’aumento dell’aspartato aminotransferasi, 2,8% per l’aumento della bilirubina, 1,9% per l’aumento della creatinchinasi, 1,2% per l’aumento della creatinina, 4,4% per l’aumento di glucosio, 0,5 per la riduzione di glucosio, 0,9% per l’aumento di potassio, 2,9% per la riduzione di potassio, 0,1% per l’aumento di sodio, 6,5% per la riduzione di sodio.
Nei pazienti trattati con tislelizumab in associazione a la chemioterapia, la percentuale di pazienti che ha manifestato una variazione dal basale a un’anomalia di laboratorio di Grado 3 o 4 è stata la seguente: 14,2% per la riduzione dell’emoglobina, 23,3% per la riduzione dei leucociti, 17,9% per la riduzione dei linfociti, 0,1% per l’aumento dei linfociti, 47,2% per la riduzione dei neutrofili, 14,1% per la riduzione delle piastrine, 3,5% per l’aumento dell’alanina aminotransferasi, 0,5% per la riduzione dell’albumina, 0,8% per l’aumento della fosfatasi alcalina, 3,1% per l’aumento dell’aspartato aminotransferasi, 2,0% per l’aumento della bilirubina, 2,3% per l’aumento della creatinchinasi, 1,8% per l’aumento della creatinina, 0,5% per la riduzione del glucosio, 1,2% per l’aumento del glucosio, 1,3% per l’aumento di potassio, 7,6% per la riduzione di potassio, 0,3% per l’aumento di sodio, 11,5% per la riduzione di sodio.
Immunogenicità Su 3 614 pazienti valutabili per gli anticorpi anti-farmaco (ADA), il 21,1% dei pazienti testati è risultato positivo agli ADA emergenti dal trattamento; inoltre sono stati rilevati anticorpi neutralizzanti (NAb) nello 0,9% dei pazienti.
L’analisi farmacocinetica della popolazione ha dimostrato che lo stato degli ADA ha rappresentato una covariata statisticamente significativa sulla clearance; tuttavia, la presenza degli ADA emergenti dal trattamento contro tislelizumab non sembra avere alcun impatto clinicamente rilevante su farmacocinetica o efficacia.
Tra i pazienti valutabili per gli ADA che ricevono 200 mg ogni 3 settimane in monoterapia o in associazione a chemioterapie (tra cui la terapia adiuvante con 400 mg una volta ogni 6 settimane nel NSCLC resecabile), sono stati osservati i seguenti tassi di eventi avversi (EA) rispettivamente per la popolazione positiva agli ADA rispetto a quella negativa agli ADA: eventi avversi di Grado ≥3 52,5% rispetto al 42,1%, eventi avversi gravi (SAE) 39,0% rispetto al 31,8%, EA che hanno portato all’interruzione del trattamento con tislelizumab 12,3% rispetto all’11,4% (per la monoterapia); EA di Grado ≥3 80,0% rispetto al 78,6%, SAE 43,3% rispetto al 41,0%, EA che hanno portato all’interruzione del trattamento con tislelizumab 13,6% rispetto al 13,5% (per la terapia di combinazione).
I pazienti che hanno sviluppato ADA emergenti dal trattamento hanno mostrato la tendenza ad avere un peggiore stato di salute generale e caratteristiche della patologia al basale che possono confondere l’interpretazione dell’analisi di sicurezza.
I dati disponibili non permettono di trarre conclusioni definitive su possibili modelli di reazioni avverse al farmaco.
Anziani In generale, non sono state osservate differenze con tislelizumab come monoterapia o in associazione a la chemioterapia in termini di sicurezza tra i pazienti di età <65 anni e pazienti di età compresa tra i 65 e i 74 anni.
I dati per i pazienti di età pari o superiore a 75 anni sono troppo limitati per poter trarre conclusioni.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Gravidanza e allattamento

Donne in età fertile/Contraccezione Tislelizumab non deve essere usato in donne in età fertile che non adottino un metodo contraccettivo efficace a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con tislelizumab.
Le donne in età fertile devono usare metodi contraccettivi efficaci (metodi che si traducono in tassi di gravidanza inferiori all’1%) durante il trattamento e per almeno 4 mesi dopo l’ultima dose di tislelizumab.
Gravidanza Non sono disponibili dati relativi sull’uso di tislelizumab in donne in gravidanza.
Sulla base del suo meccanismo di azione, tislelizumab può causare danni al feto se somministrato a una donna in stato di gravidanza.
Non sono stati condotti studi sulla riproduzione negli animali con tislelizumab.
Tuttavia, nei modelli murini della gravidanza, è stato dimostrato che il blocco di segnalazione di PD-1/PD-L1 interrompe la tolleranza per il feto e comporta un aumento della perdita fetale.
È noto che le IgG4 umane (immunoglobuline) attraversano la barriera placentare.
Pertanto, tislelizumab, essendo una variante IgG4, può potenzialmente essere trasmesso dalla madre al feto in via di sviluppo.
Le donne devono essere informate sui potenziali rischi per il feto.
Tislelizumab non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con tislelizumab.
Allattamento Non è noto se tislelizumab sia escreto nel latte materno.
I suoi effetti su neonati/lattanti allattati al seno e sulla produzione di latte non sono noti.
A causa delle reazioni avverse gravi nei neonati/lattanti allattati al seno derivanti da Tevimbra, le donne devono essere avvertite di non allattare al seno durante il trattamento e per almeno 4 mesi dopo l’ultima dose di Tevimbra.
Fertilità Non sono disponibili dati clinici sui possibili effetti di tislelizumab sulla fertilità.
Non sono stati condotti studi sulla tossicità della riproduzione e dello sviluppo con tislelizumab.
Sulla base di uno studio di tossicità a dosi ripetute della durata di 3 mesi, non sono emersi effetti rilevanti sugli organi riproduttivi maschili e femminili in scimmie cynomolgus quando tislelizumab è stato somministrato a dosi di 3, 10 o 30 mg/kg ogni 2 settimane per 13 settimane (7 dosi somministrate) (vedere paragrafo 5.3).

Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Non congelare.
Tenere i flaconcini nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione vedere paragrafo 6.3.

Cerca farmaci per nome:

La fonte dei dati utilizzati e pubblicati è Banche Dati Farmadati Italia. Farmadati Italia garantisce il massimo impegno affinché la Banca dati e gli Aggiornamenti relativi a farmaci, parafarmaci, prodotti omeopatici e principi attivi siano precisi, puntuali e costantemente aggiornati. Questo materiale è fornito solo a scopo didattico e non è inteso per consulenza medica, diagnosi o trattamento e non deve in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o ad un consulto medico. Farmadati Italia e SilhouetteDonna.it non si assumono responsabilità sull’utilizzo dei dati. E’ doveroso contattare il proprio medico e/o uno specialista per la prescrizione e assunzione di farmaci. L’ultimo aggiornamento dei dati e la messa online del database da parte di Silhouette Donna è stato effettuato in data 25/05/2026.

Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.