1.347,96 €
Prezzo indicativo
Principio attivo: TECLISTAMAB
Data ultimo aggiornamento:
21/09/2024
TECVAYLI è indicato • in associazione con daratumumab per il trattamento di pazienti adulti affetti da mieloma multiplo recidivato o refrattario che abbiano ricevuto almeno una precedente terapia. • in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti affetti da mieloma multiplo recidivato e refrattario che abbiano ricevuto almeno tre precedenti terapie, compresi un agente immunomodulatore, un inibitore del proteasoma e un anticorpo anti-CD38, e che abbiano evidenziato progressione della malattia durante l’ultima terapia.
TECVAYLI 10 mg/mL soluzione iniettabile Un flaconcino da 3 mL contiene 30 mg di teclistamab (10 mg/mL). TECVAYLI 90 mg/mL soluzione iniettabile Un flaconcino da 1,7 mL contiene 153 mg di teclistamab (90 mg/mL). Teclistamab è un anticorpo bispecifico umanizzato IgG4-prolina, alanina, alanina (IgG4-PAA) diretto contro l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA) e i recettori CD3, prodotto in una coltura di cellule di mammifero (cellule ovariche di criceto cinese [Chinese hamster ovary, CHO]) utilizzando la tecnologia del DNA ricombinante. Eccipienti con effetti noti Ogni flaconcino da 3 mL contiene 1,2 mg (0,4 mg/mL) di polisorbato 20. Ogni flaconcino da 1,7 mL contiene 0,68 mg (0,4 mg/mL) di polisorbato 20. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Posologia
- Il trattamento con TECVAYLI deve essere avviato e supervisionato da medici esperti nel trattamento del mieloma multiplo.
TECVAYLI deve essere somministrato da un operatore sanitario e da personale medico adeguatamente formato, che abbia a disposizione attrezzature mediche idonee a gestire reazioni severe, tra cui la sindrome da rilascio di citochine (CRS) (vedere paragrafo 4.4).
Posologia Prima di somministrare TECVAYLI secondo lo schema posologico incrementale devono essere somministrati medicinali di premedicazione (vedere di seguito).
Lo schema posologico incrementale di TECVAYLI non deve essere somministrato a pazienti con un’infezione attiva (vedere Tabella 4 e paragrafo 4.4).
Il trattamento con TECVAYLI deve seguire lo schema posologico incrementale illustrato nelle Tabelle 1 e 2, per ridurre l’incidenza e la severità della sindrome da rilascio di citochine.
A causa del rischio della sindrome da rilascio di citochine, i pazienti devono essere informati di rimanere in prossimità di una struttura sanitaria ed essere monitorati per segni e sintomi ogni giorno per 48 ore dopo la somministrazione delle dosi, in accordo con lo schema posologico incrementale di TECVAYLI (vedere paragrafo 4.4).
La mancata somministrazione delle dosi raccomandate o la non aderenza allo schema posologico terapeutico raccomandato per l’inizio della terapia, oppure per la ripresa della terapia dopo ritardi nella somministrazione delle dosi, possono portare a un aumento della frequenza e della severità delle reazioni avverse correlate al meccanismo d’azione, in particolare della sindrome da rilascio di citochine (vedere paragrafo 4.4).
Schema posologico raccomandato per la terapia di associazione con daratumumab Lo schema posologico di TECVAYLI nella Tabella 1 riguarda la terapia di associazione con daratumumab.
Tabella 1.
Schema posologico di TECVAYLI per la terapia di associazione con daratumumab| Schema posologicoa | Settimana/Giorno | Doseb |
| | Giorno 1 | Solo somministrazione di daratumumab |
| Schema posologico incrementalec | Giorno 2d | Dose incrementale 1 | 0,06 mg/kg |
| Giorno 4e | Dose incrementale 2 | 0,3 mg/kg |
| Giorno 8f | Prima dose di trattamento | 1,5 mg/kg |
| Schema posologico settimanalec | Dalla Settimana 3 alla 8g | Dosi successive di trattamento | 1,5 mg/kg |
| Schema posologico ogni due settimanec | Dalla Settimana 9 alla 24h | Dosi successive di trattamento | 3 mg/kg |
| Schema posologico ogni quattro settimanec | Dalla Settimana 25 in poih | Dosi successive di trattamento | 3 mg/kg |
a TECVAYLI deve essere somministrato almeno 3 ore dopo daratumumab per la prima dose di trattamento e, successivamente, TECVAYLI deve essere somministrato almeno 15 minuti dopo daratumumab.
b La dose è basata sull’effettivo peso corporeo e deve essere somministrata per via sottocutanea.
c Vedere la Tabella 3 per le raccomandazioni sulla ripresa del trattamento con TECVAYLI dopo ritardi nella somministrazione della dose.
d La dose incrementale 1 deve essere somministrata 20 ore o più dopo daratumumab.
e La dose incrementale 2 può essere somministrata da 2 a 7 giorni dopo la dose incrementale 1.
f La prima dose di trattamento può essere somministrata da 2 a 7 giorni dopo la dose incrementale 2.
Questa è la prima dose di trattamento completo (1,5 mg/kg).
g Mantenere un intervallo minimo di 5 giorni tra le dosi di trattamento di 1,5 mg/kg.
h Mantenere un intervallo minimo di 12 giorni tra le dosi di trattamento di 3 mg/kg.
Per le istruzioni di dosaggio e somministrazione di daratumumab, vedere paragrafo 5.1 e fare riferimento al Riassunto delle caratteristiche del prodotto di daratumumab soluzione iniettabile per uso sottocutaneo in monoterapia, ad eccezione della premedicazione con desametasone (o equivalente) che non deve essere somministrata dopo il periodo di somministrazione incrementale di TECVAYLI.
Schema posologico raccomandato per la monoterapia Lo schema posologico raccomandato per TECVAYLI è indicato nella Tabella 2.
Le dosi raccomandate di TECVAYLI sono iniezioni sottocutanee (s.c.) di 1,5 mg/kg ogni settimana, precedute da dosi graduali di 0,06 mg/kg e 0,3 mg/kg.
Nei pazienti che hanno mostrato una risposta completa o migliore per almeno 6 mesi, può essere presa in considerazione la possibilità di ridurre la frequenza della somministrazione della dose di mantenimento a 1,5 mg/kg s.c.
ogni due settimane (vedere paragrafo 5.1).
Tabella 2.
Schema posologico di TECVAYLI in monoterapia| Schema posologico | Giorno | Dosea |
| Tutti i pazienti |
| Schema posologico incrementaleb | Giorno 1 | Dose incrementale 1 | Dose singola s.c. di 0,06 mg/kg |
| Giorno 3c | Dose incrementale 2 | Dose singola s.c. di 0,3 mg/kg |
| Giorno 5d | Prima dose di trattamento | Dose singola s.c. di 1,5 mg/kg |
| Schema posologico settimanaleb | Una settimana dopo la prima dose di trattamento e successivamente ogni settimanae | Dosi successive di trattamento | 1,5 mg/kg s.c. una volta alla settimana |
| Pazienti che hanno una risposta completa o migliore per almeno 6 mesi |
| Schema posologico ogni due settimaneb | Considerare la possibilità di ridurre la frequenza della somministrazione della dose di mantenimento di 1,5 mg/kg s.c. ogni due settimane. |
a La dose è basata sull’effettivo peso corporeo e deve essere somministrata per via sottocutanea.
b Vedere la Tabella 3 per le raccomandazioni sulla ripresa del trattamento con TECVAYLI dopo ritardi nella somministrazione della dose.
c La dose incrementale 2 può essere somministrata da due a sette giorni dopo la dose incrementale 1.
d La prima dose di trattamento può essere somministrata da due a sette giorni dopo la dose incrementale 2.
Questa è la prima dose di trattamento completo (1,5 mg/kg).
e Mantenere un intervallo minimo di cinque giorni tra le dosi di trattamento settimanali.
Fare riferimento alle Tabelle 11, 12, 13 e 14 per determinare la dose sulla base di intervalli di peso predeterminati (vedere paragrafo 6.6).
Durata del trattamento I pazienti devono essere trattati con TECVAYLI fino alla progressione della malattia o a tossicità inaccettabile.
Medicinali di premedicazione Al fine di ridurre il rischio di sindrome da rilascio di citochine (vedere paragrafi 4.4 e 4.8) devono essere somministrati medicinali di premedicazione a tutti i pazienti da 1 a 3 ore prima di ogni dose dello schema posologico incrementale di TECVAYLI (vedere Tabelle 1 e 2) come segue: • corticosteroide (desametasone 16 mg per via orale o endovenosa) • antistaminico (difenidramina 50 mg, o equivalente, per via orale o endovenosa) • antipiretici (paracetamolo da 650 a 1 000 mg, o equivalente, per via orale o endovenosa) La somministrazione di medicinali di premedicazione potrebbe essere necessaria anche prima delle dosi successive di TECVAYLI nei seguenti pazienti: • pazienti che ripetono le dosi dello schema posologico incrementale di TECVAYLI per ritardi nella somministrazione della dose (Tabella 3), oppure • pazienti che hanno sviluppato CRS dopo l’ultima dose somministrata (Tabella 4).
Terapia profilattica La terapia profilattica per le infezioni è descritta nel paragrafo 4.4.
Ripresa del trattamento con TECVAYLI dopo un ritardo nella somministrazione della dose In caso di ritardo nella somministrazione di una dose di TECVAYLI, si deve riprendere la terapia in base alle raccomandazioni illustrate nella Tabella 3 e successivamente riprendere le somministrazioni di TECVAYLI in accordo allo schema posologico (vedere Tabelle 1 e 2).
I medicinali di premedicazione devono essere somministrati come indicato nella Tabella 3.
Tabella 3.
Raccomandazioni per riprendere la terapia con TECVAYLI dopo un ritardo nella somministrazione della dose| Ultima dose somministrata | Durata del ritardo dall'ultima dose somministrata | Azione |
| Dose incrementale 1 | Più di 1 settimana (>7 giorni) | Riprendere lo schema posologico incrementale di TECVAYLI alla dose incrementale 1 (0,06 mg/kg)a. |
| Dose incrementale 2 | Da più di 1 settimana a meno di / uguale a 4 settimane (da 8 a ≤28 giorni) | Ripetere la dose incrementale 2 (0,3 mg/kg)a e continuare lo schema posologico incrementale di TECVAYLI. |
| Più di 4 settimane (>28 giorni | Riprendere lo schema posologico incrementale di TECVAYLI alla dose incrementale 1 (0,06 mg/kg)a. |
| Qualsiasi dose di trattamento | Da più di 1 settimana a meno di / uguale a 9 settimane (da 8 a ≤63 giorni | Continuare TECVAYLI all’ultima dose e schema di trattamento |
| Da più di 9 settimane a meno di / uguale a 16 settimane (da 64 a ≤112 giorni | Riprendere lo schema posologico di TECVAYLI alla dose incrementale 2 (0,3 mg/kg)a. |
| Più di 16 settimane (>112 giorni) | Riprendere lo schema posologico di TECVAYLI alla dose incrementale 1 (0,06 mg/kg)a. |
a I medicinali di premedicazione devono essere somministrati prima della dose di TECVAYLI.
Modifiche della dose Il trattamento con TECVAYLI deve essere iniziato in base allo schema posologico incrementale illustrato nelle Tabelle 1 e 2.
Monoterapia: non sono raccomandate riduzioni della dose di TECVAYLI.
Terapia di associazione: Non sono raccomandate riduzioni della dose di TECVAYLI durante il periodo di somministrazione incrementale e la prima dose di trattamento di 1,5 mg/kg.
Le raccomandazioni per la gestione delle tossicità nella successiva somministrazione del trattamento sono descritte nel paragrafo 4.4.
Fare riferimento al Riassunto delle caratteristiche del prodotto di daratumumab soluzione iniettabile per uso sottocutaneo per informazioni sulle modifiche della dose di daratumumab.
Ritardi nella somministrazione della dose potrebbero essere necessari per gestire le tossicità correlate a TECVAYLI (vedere paragrafo 4.4).
Le raccomandazioni sulla ripresa del trattamento con TECVAYLI dopo un ritardo nella somministrazione della dose sono illustrate nella Tabella 3.
Le azioni raccomandate in caso di reazioni avverse a seguito della somministrazione di TECVAYLI sono illustrate nella Tabella 4.Tabella 4.
Azioni raccomandate in caso di reazioni avverse a seguito della somministrazione di TECVAYLI| Reazioni avverse | Grado | Azioni |
| Sindrome da rilascio di citochinea (vedere paragrafo 4.4) | Grado 1 • Temperatura ≥38 °Cb | • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando la reazione avversa non si risolve. |
| | | • Vedere la Tabella 5 per la gestione della sindrome da rilascio di citochine. |
Grado 2 • Temperatura ≥38 °Cb con: • ipotensione responsiva a infusione di liquidi endovena che non richiede vasopressori oppure • fabbisogno di ossigeno con cannula nasale a basso flussoc o a flusso libero (blow-by). Grado 3 (durata: meno di 48 ore) • Temperatura ≥38 °Cb con: • ipotensione che richiede un vasopressore con o senza vasopressina oppure • fabbisogno di ossigeno con cannula nasale ad alto flussoc, maschera facciale, maschera non rebreather o maschera di Venturi | • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando la reazione avversa non si risolve. Vedere la Tabella 5 per la gestione della sindrome da rilascio di citochine. |
| • Somministrare i medicinali di premedicazione prima della dose successiva di TECVAYLI. |
| • Monitorare il paziente ogni giorno per 48 ore dopo la dose successiva di TECVAYLI. |
| • Informare i pazienti di rimanere in prossimità di una struttura sanitaria per il monitoraggio quotidiano. |
Grado 3 (ricorrente o con durata maggiore di 48 ore) • Temperatura ≥38 °Cb con: • ipotensione che richiede un vasopressore con o senza vasopressina oppure • fabbisogno di ossigeno con cannula nasale ad alto flussoc, maschera facciale, maschera non-rebreather o maschera di Venturi. Grado 4 • Temperatura ≥38 °Cb con: • ipotensione che richiede più vasopressori (esclusa vasopressina) oppure • fabbisogno di ossigeno a pressione positiva (per es. pressione continua positiva delle vie aeree [CPAP], pressione bilivello positiva delle vie aeree [BiPAP], intubazione e ventilazione meccanica). | • Interrompere definitivamente la terapia con TECVAYLI. Vedere la Tabella 5 per la gestione della sindrome da rilascio di citochine. |
| Sindrome di neurotossicità associata a cellule effettrici immunitarie (ICANS)d (vedere paragrafo 4.4) | Grado 1 | • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando la reazione avversa non si risolve. |
| • Vedere la Tabella 6 per la gestione della sindrome di neurotossicità associata a cellule effettrici immunitarie. |
| Grado 2 Grado 3 (primo episodio) | • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando la reazione avversa non si risolve. |
| • Vedere la Tabella 6 per la gestione della sindrome di neurotossicità associata a cellule effettrici immunitarie. |
• Monitorare il paziente ogni giorno per 48 ore dopo la dose successiva di TECVAYLI. Informare i pazienti di rimanere in prossimità di una struttura sanitaria per il monitoraggio quotidiano. |
| Grado 3 (ricorrente) Grado 4 | • Interrompere definitivamente la terapia con TECVAYLI. |
| • Vedere la Tabella 6 per la gestione della sindrome di neurotossicità associata a cellule effettrici immunitarie. |
| Infezioni (vedere paragrafo 4.4) | Tutti i gradi | • Non somministrare lo schema posologico incrementale di TECVAYLI a pazienti con un’infezione attiva. Si può procedere con lo schema posologico incrementale di TECVAYLI non appena l’infezione attiva si sia risolta. |
| Grado 3 Grado 4 | • Sospendere le successive dosi di trattamento di TECVAYLI (ovvero, dosi somministrate dopo lo schema posologico incrementale di TECVAYLI) fino a quando non vi sia alcuna evidenza di infezione attiva. |
| Tossicità ematologiche (vedere paragrafi 4.4 e 4.8) | Conta assoluta dei neutrofili inferiore a 0,5Í109/l | • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando la conta assoluta dei neutrofili sia pari a 0,5Í109/L o superiore. |
| Neutropenia febbrile | • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando la conta assoluta dei neutrofili è 1,0Í109/L o superiore e la febbre si risolve. |
| Emoglobina inferiore a 8 g/dL | • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando l’emoglobina sia pari o superiore a 8 g/dL. |
| Monoterapia: conta piastrinica inferiore a 25 000/mcL Conta piastrinica tra 25 000/mcL e 50 000/mcL con emorragia Terapia di associazione: conta piastrinica inferiore a 50 000/mcL | Monoterapia • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando la conta piastrinica sia pari o superiore a 25 000/mcL e non vi sia alcuna evidenza di emorragia. Terapia di associazione • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando la conta piastrinica sia pari o superiore a 50 000/mcL e non vi sia alcuna evidenza di sanguinamento. |
| Altre reazioni avverse (vedere paragrafo 4.8)e | Grado 3 Grado 4 | • Sospendere la terapia con TECVAYLI fino a quando la reazione avversa scende al Grado 2 o inferiore. |
a In base alla classificazione della CRS della American Society for Transplantation and Cellular Therapy (ASTCT) (Lee et al, 2019).
b Attribuita a CRS.
La febbre potrebbe non presentarsi in concomitanza con ipotensione o ipossia, poiché potrebbe essere mascherata da farmaci quali antipiretici o da terapia anticitochinica (per es.
tocilizumab o corticosteroidi).
c La cannula nasale a basso flusso eroga ≤6 L/min, la cannula nasale ad alto flusso eroga >6 L/min d In base alla classificazione dell’ICANS dell’ASTCT.
e In base alla versione 4.03 dei Criteri terminologici comuni per gli eventi avversi del National Cancer Institute (NCI-CTCAE).
Popolazioni speciali Popolazione pediatrica Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di TECVAYLI nella popolazione pediatrica per il trattamento del mieloma multiplo.
Anziani Non è richiesto alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione renale Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione epatica Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (vedere paragrafo 5.2).
Modo di somministrazione TECVAYLI è solo per iniezione sottocutanea.
Per le istruzioni sulla manipolazione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Avvertenze e precauzioni
- Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Sindrome da rilascio di citochine (CRS) I pazienti trattati con TECVAYLI possono sviluppare la sindrome da rilascio di citochine, che può comportare reazioni potenzialmente letali o fatali.
I segni e i sintomi clinici della CRS possono comprendere, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, febbre, ipossia, brividi, ipotensione, tachicardia, cefalea ed enzimi epatici elevati.
Le complicanze della CRS potenzialmente pericolose per la vita possono includere disfunzione cardiaca, sindrome da distress respiratorio nell'adulto, tossicità neurologiche, insufficienza renale e/o epatica e coagulazione intravascolare disseminata (CID).
Il trattamento con TECVAYLI deve essere avviato seguendo lo schema posologico incrementale, per ridurre il rischio di CRS.
Prima di ogni dose dello schema posologico incrementale di TECVAYLI devono essere somministrati medicinali di premedicazione (corticosteroidi, antistaminici e antipiretici) per ridurre il rischio di CRS (vedere paragrafo 4.2).
I pazienti sotto riportati devono essere informati di rimanere in prossimità di una struttura sanitaria e devono essere monitorati quotidianamente per 48 ore: • pazienti che ricevono una qualsiasi dose nell’ambito dello schema posologico incrementale di TECVAYLI (per CRS) • pazienti che ricevono TECVAYLI dopo un evento di CRS di grado 2 o superiore.
Prima della dose successiva di TECVAYLI, ai pazienti che hanno sviluppato CRS dopo l’ultima dose somministrata, devono essere somministrati medicinali di premedicazione.
I pazienti devono essere invitati a rivolgersi a un medico qualora dovessero presentarsi segni o sintomi di CRS.
Al primo segno di CRS, i pazienti devono essere immediatamente valutati per il ricovero ospedaliero.
Deve essere istituito un trattamento con cure di supporto, tocilizumab e/o corticosteroidi, in base alla severità, come indicato nella Tabella 5.
In caso di CRS, l’utilizzo di fattori di crescita mieloidi, in particolare il fattore di crescita dei granulociti e dei macrofagi, (GM-CSF), può potenzialmente peggiorare i sintomi della CRS e deve essere evitato.
Il trattamento con TECVAYLI deve essere sospeso fino alla risoluzione della CRS, come indicato nella Tabella 4 (vedere paragrafo 4.2).
Gestione della sindrome da rilascio di citochine La CRS deve essere identificata in base alla presentazione clinica.
I pazienti devono essere valutati e trattati per altre cause di febbre, ipossia e ipotensione.
Se si sospetta CRS, TECVAYLI deve essere sospeso fino alla risoluzione della reazione avversa (vedere Tabella 4).
La CRS deve essere gestita secondo le raccomandazioni riportate nella Tabella 5.
Si devono somministrare cure di supporto per la CRS (tra cui, a titolo esemplificativo, agenti antipiretici, somministrazione di liquidi endovena, vasopressori, ossigenoterapia, ecc.) secondo necessità.
Si deve valutare l’esecuzione di esami di laboratorio per escludere segni di coagulazione intravascolare disseminata (CID), monitorare i parametri ematologici, nonché la funzionalità polmonare, cardiaca, renale ed epatica.
Tabella 5.
Raccomandazioni per la gestione della sindrome da rilascio di citochine con tocilizumab e corticosteroidi| Gradoe | Sintomi presenti | Tocilizumaba | Corticosteroidib |
| Grado 1 | Temperatura ≥38 °Cc | Da valutare | Da valutare |
| Grado 2 | Temperatura ≥38 °Cc con: • ipotensione responsiva ai liquidi endovena che non richiede vasopressori oppure • necessità di ossigeno con cannula nasale a basso flussod o a flusso libero. | Somministrare tocilizumabb 8 mg/kg per via endovenosa nell’arco di 1 ora (non superare gli 800 mg). Ripetere la somministrazione di tocilizumab ogni 8 ore secondo necessità, se non responsivo ai liquidi per via endovenosa o all’incremento dell’ossigenoterapia. Limitare a un massimo di 3 dosi in un periodo di 24 ore; massimo 4 dosi totali. | Se non si osservano miglioramenti entro 24 ore dall’inizio del trattamento con tocilizumab, somministrare metilprednisolone 1 mg/kg per via endovenosa due volte al giorno o desametasone 10 mg per via endovenosa ogni 6 ore. Continuare l'uso di corticosteroidi fino a quando l'evento migliora a grado 1 o inferiore, quindi ridurre gradualmente il dosaggio nell’arco di 3 giorni. |
| Grado 3 | Temperatura ≥38 °Cc con: • ipotensione che richiede un vasopressore con o senza vasopressina oppure • necessità di ossigeno con cannula nasale ad alto flussod, maschera facciale, maschera non rebreather o maschera di Venturi | Somministrare tocilizumab 8 mg/kg per via endovenosa nell’arco di 1 ora (non superare gli 800 mg). Ripetere la somministrazione di tocilizumab ogni 8 ore secondo necessità, se non responsivo ai liquidi per via endovenosa o all’incremento dell’ossigenoterapia. Limitare a un massimo di 3 dosi in un periodo di 24 ore; massimo 4 dosi totali. | Se non si osservano miglioramenti, somministrare metilprednisolone 1 mg/kg per via endovenosa due volte al giorno o desametasone 10 mg per via endovenosa ogni 6 ore. Continuare l'uso di corticosteroidi fino a quando l'evento migliora a grado 1 o inferiore, quindi ridurre gradualmente il dosaggio nell’arco di 3 giorni. |
| Grado 4 | Temperatura ≥38 °Cc con: • ipotensione che richiede più vasopressori (esclusa vasopressina) oppure • necessità di ossigeno a pressione positiva (per es. pressione positiva continua delle vie aeree [CPAP], pressione positiva bilivello delle vie aeree [BiPAP], intubazione e ventilazione meccanica) | Somministrare tocilizumab 8 mg/kg per via endovenosa nell’arco di 1 ora (non superare gli 800 mg). Ripetere il trattamento con tocilizumab ogni 8 ore secondo necessità se non reattivo ai liquidi per via endovenosa o all’incremento dell’ossigenoterapia. Limitare a un massimo di 3 dosi in un periodo di 24 ore; massimo 4 dosi totali. | Come sopra oppure somministrare metilprednisolone 1 000 mg per via endovenosa al giorno per 3 giorni, a discrezione del medico. Se non si osservano miglioramenti o se le condizioni peggiorano, considerare la possibilità di alternare gli immunosoppressorib. |
a Per i dettagli consultare le informazioni di prescrizione di tocilizumab.
b Trattare la CRS non responsiva secondo le linee guida standard.
c Attribuita a CRS.
La febbre potrebbe non essere sempre presente in concomitanza con ipotensione o ipossia, poiché potrebbe essere mascherata da interventi quali antipiretici o terapia anticitochinica (per es.
tocilizumab o corticosteroidi).
d La cannula nasale a basso flusso eroga ≤6 L/min, la cannula nasale ad alto flusso eroga >6 l/min.
e In base alla classificazione della CRS dell’ASTCT (Lee et al, 2019).
Sindrome di neurotossicità associata a cellule effettrici immunitarie (ICANS) A seguito del trattamento con TECVAYLI si sono verificati episodi di sindrome di neurotossicità associata a cellule effettrici immunitarie (ICANS), severi, potenzialmente letali o letali.
I pazienti devono essere monitorati per segni o sintomi di ICANS durante la terapia e trattati tempestivamente.
I pazienti devono essere informati di rivolgersi immediatamente a un medico qualora dovessero presentarsi segni o sintomi di ICANS.
Al primo segno di ICANS, i pazienti devono essere immediatamente valutati e trattati in base alla severità.
I pazienti che manifestano ICANS di grado 2 o superiore o in caso di prima comparsa di ICANS di grado 3 dopo l’ultima dose assunta di TECVAYLI devono rimanere nelle vicinanze di una struttura sanitaria e devono essere monitorati per i segni e i sintomi ogni giorno per 48 ore.
In caso di ICANS il trattamento con TECVAYLI deve essere sospeso come indicato nella Tabella 4 (vedere paragrafo 4.2).
A causa dei possibili eventi di ICANS, i pazienti devono essere informati di non guidare e di non utilizzare macchinari pesanti durante il trattamento secondo lo schema posologico incrementale con TECVAYLI e per 48 ore dopo aver completato lo schema posologico incrementale di TECVAYLI e in caso di sintomi neurologici di nuova insorgenza (vedere paragrafo 4.7).
Gestione dell’ ICANS Al primo segno di ICANS, valutare la necessità di una visita neurologica.
Devono essere escluse altre cause dei sintomi neurologici.
TECVAYLI deve essere sospeso fino alla risoluzione della reazione avversa (vedere Tabella 4).
In caso di ICANS severa o potenzialmente letale devono essere adottate misure di terapia intensiva e di supporto.
La gestione generale di ICANS, con o senza CRS concomitante, è riassunta nella Tabella 6.
Tabella 6.
Linee guida per la gestione della sindrome di neurotossicità associata a cellule effettrici immunitarie (ICANS)| Grado | Sintomi presentia | CRS concomitante | In assenza di CRS concomitante |
| Grado 1 | Punteggio ICE 7-9b Oppure ridotto livello di coscienzac: si sveglia spontaneamente. | Gestione della CRS secondo la Tabella 5. Monitorare i sintomi neurologici e valutare un consulto o una visita neurologica, a discrezione del medico. | Monitorare i sintomi neurologici e valutare un consulto o una visita neurologica, a discrezione del medico. |
Valutare l’uso di medicinali anticonvulsivanti non sedativi (per es. levetiracetam) per la profilassi delle crisi epilettiche. |
| Grado 2 | Punteggio ICE 3-6b Oppure ridotto livello di coscienzac: si sveglia al suono della voce. | Somministrare tocilizumab secondo la Tabella 5 per la gestione della CRS. Se non si osservano miglioramenti dopo l'inizio del trattamento con tocilizumab, somministrare desametasoned 10 mg per via endovenosa ogni 6 ore, se il paziente non sta già assumendo altri corticosteroidi. Continuare con desametasone fino alla risoluzione a grado 1 o inferiore, quindi ridurre gradualmente il dosaggio. | Somministrare desametasoned 10 mg per via endovenosa ogni 6 ore. Continuare con desametasone fino alla risoluzione a grado 1 o inferiore, quindi ridurre gradualmente il dosaggio. |
Valutare l’uso di medicinali anticonvulsivanti non sedativi (per es. levetiracetam) per la profilassi delle crisi epilettiche. Valutare un consulto neurologico e con altri specialisti per ulteriori accertamenti, se necessario. |
| Grado 3 | Punteggio ICE 0-2b Oppure ridotto livello di coscienzac: si sveglia solo con stimoli tattili oppure crisi convulsivec: • qualsiasi crisi convulsiva clinica, focale o generalizzata, che si risolve rapidamente oppure • crisi non-convulsive in base all’elettroencefalogramma (EEG) che si risolvono con un intervento oppure aumento della pressione endocranica: edema focale/localizzato all’imaging neurologicoc. | Somministrare tocilizumab secondo la Tabella 5 per la gestione della CRS. Inoltre, somministrare desametasoned 10 mg per via endovenosa con la prima dose di tocilizumab e ripetere la somministrazione ogni 6 ore. Continuare con desametasone fino alla risoluzione a grado 1 o inferiore, quindi ridurre gradualmente il dosaggio. | Somministrare desametasoned 10 mg per via endovenosa ogni 6 ore. Continuare con desametasone fino alla risoluzione a grado 1 o inferiore, quindi ridurre gradualmente il dosaggio. |
Valutare l’uso di medicinali anticonvulsivanti non sedativi (per es. levetiracetam) per la profilassi delle crisi epilettiche. Valutare un consulto neurologico e con altri specialisti per ulteriori accertamenti, se necessario. |
| Grado 4 | Punteggio ICE 0b oppure ridotto livello di coscienzac: • paziente non risvegliabile o che richiede stimoli tattili vigorosi o ripetitivi per svegliarsi oppure • stupor o coma oppure crisi convulsivec: • crisi prolungata potenzialmente letale (>5 min) oppure • ripetute crisi convulsive cliniche o evidenza elettrica delle stesse senza ritorno al valore basale fra l’una e l’altra oppure esiti motoric: • debolezza motoria focale profonda, come emiparesi o paraparesi, oppure aumento della pressione intracranica/edema cerebralec, con segni/sintomi quali: • edema cerebrale diffuso all’imaging neurologico oppure • postura decerebrata o decorticata oppure • paralisi del VI nervo cranico oppure • papilledema oppure • triade di Cushing | Somministrare tocilizumab secondo la Tabella 5 per la gestione della CRS. Come sopra o valutare la somministrazione di metilprednisolone 1 000 mg al giorno per via endovenosa con la prima dose di tocilizumab e continuare metilprednisolone 1 000 mg al giorno per via endovenosa per 2 o più giorni. | Come sopra o valutare la somministrazione di metilprednisolone 1 000 mg al giorno per via endovenosa per 3 giorni; se il paziente migliora, gestire come descritto sopra. |
Valutare l’uso di medicinali anticonvulsivanti non sedativi (per es. levetiracetam) per la profilassi delle crisi convulsive. Valutare un consulto neurologico e con altri specialisti per ulteriori accertamenti, se necessario. In caso di aumento della pressione intracranica/edema cerebrale, fare riferimento alle linee guida per la gestione. |
a La gestione è determinata dall’evento più severo, non attribuibile ad altre cause.
b Se il paziente è risvegliabile e in grado di eseguire la valutazione dell’encefalopatia associata alle cellule effettrici immunitarie (ICE), valutare: Orientamento (orientato su anno, mese, città, ospedale = 4 punti); Denominazione (nomina 3 oggetti, per es.
indica l’orologio, la penna, il bottone = 3 punti); Eseguire i comandi (per es.
“mostra 2 dita” o “chiudi gli occhi e tira fuori la lingua” = 1 punto); Scrittura (capacità di scrivere una frase standard = 1 punto); e Attenzione (contare a ritroso da 100 a 0 di dieci in dieci = 1 punto).
Se il paziente non è risvegliabile e non è in grado di eseguire la valutazione ICE (ICANS Grado 4) = 0 punti.
c Non attribuibile ad altre cause.
d La somministrazione di desametasone si riferisce a desametasone o equivalente.
Infezioni Nei pazienti trattati con TECVAYLI sono state segnalate infezioni severe, potenzialmente letali o fatali (vedere paragrafo 4.8).
Durante la terapia con TECVAYLI sono state osservate infezioni virali o riattivazioni virali.
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di infezione prima e durante la terapia con TECVAYLI e devono essere trattati adeguatamente.
Le misure di prevenzione delle infezioni (vaccinazioni incluse) e l’uso di antimicrobici (per es.
per la prevenzione di polmonite da Pneumocystis jirovecii), inclusa la profilassi antibiotica e antivirale (per es.
per la prevenzione della riattivazione dell’herpes zoster), devono essere somministrate secondo le linee guida locali.
Con TECVAYLI il tasso di infezioni è più elevato durante i mesi iniziali della terapia e diminuisce nel tempo.
I pazienti con infezione attiva non devono iniziare lo schema posologico incrementale di TECVAYLI.
Per le dosi successive, TECVAYLI deve essere sospeso come indicato nella Tabella 4 (vedere paragrafo 4.2).
La leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML), che può essere fatale, è stata riportata anche in pazienti in terapia con TECVAYLI.
I pazienti devono essere monitorati per qualsiasi nuova insorgenza di segni o sintomi neurologici, o per cambiamenti in quelli pre-esistenti.
Se si sospetta la PML, il trattamento con Tecvayli deve essere sospeso ed iniziata un’appropriata valutazione diagnostica.
In caso di conferma di PML, TECVAYLI deve essere interrotto.
Riattivazione del virus dell’epatite B Nei pazienti trattati con medicinali diretti contro le cellule B può verificarsi la riattivazione del virus dell’epatite B (HBV), in alcuni casi con conseguente epatite fulminante, insufficienza epatica e decesso.
I pazienti con evidenze sierologiche di positività all’HBV devono essere monitorati per segni clinici e di laboratorio che suggeriscano la riattivazione dell’HBV durante il trattamento con TECVAYLI e per almeno sei mesi dopo la conclusione del trattamento con TECVAYLI.
Nei pazienti trattati con TECVAYLI che hanno sviluppato la riattivazione dell'HBV il trattamento con TECVAYLI deve essere sospeso come indicato nella Tabella 4 e gestito in base alle linee guida locali (vedere paragrafo 4.2).
Ipogammaglobulinemia Nei pazienti trattati con TECVAYLI è stata segnalata ipogammaglobulinemia (vedere paragrafo 4.8).
I livelli di immunoglobuline devono essere monitorati durante il trattamento con TECVAYLI.
Deve essere utilizzata una terapia di somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa o sottocutanea allo scopo di mantenere i livelli sierici di IgG ≥400 mg/dL.
Le misure di prevenzione delle infezioni e l’uso di antimicrobici, inclusa la profilassi antibiotica e antivirale, devono essere somministrate secondo le linee guida locali.
Vaccini La risposta immunitaria ai vaccini può essere ridotta quando si assume TECVAYLI.
La sicurezza dell’immunizzazione con vaccini virali vivi durante o dopo il trattamento con TECVAYLI non è stata studiata.
La vaccinazione con vaccini contenenti virus vivi non è raccomandata nelle 4 settimane precedenti all'inizio del trattamento, durante il trattamento e per almeno 4 settimane dopo il trattamento.
Neutropenia Nei pazienti trattati con TECVAYLI sono state segnalate neutropenia e neutropenia febbrile (vedere paragrafo 4.8).
L’emocromo completo deve essere monitorato al basale e periodicamente durante il trattamento.
Le cure di supporto devono essere fornite in accordo alle linee guida standard locali.
Nei pazienti che presentano neutropenia devono essere monitorati eventuali segni di infezione.
Il trattamento con TECVAYLI deve essere sospeso come indicato nella Tabella 4 (vedere paragrafo 4.2).
Flare tumorale È stato riportato un fenomeno di flare tumorale in pazienti trattati con TECVAYLI (vedere sezione 4.8).
Le manifestazioni includevano dolore localizzato e sintomi da compressione delle strutture nervose e del midollo spinale, attribuibili a un aumento transitorio del volume tumorale.
Il flare tumorale non implica un fallimento terapeutico né rappresenta una progressione tumorale.
Si raccomanda il monitoraggio e la valutazione del flare tumorale nei pazienti trattati con TECVAYLI e di gestirli come clinicamente indicato.
Eccipienti Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Polisorbato Questo medicinale contiene 0,4 mg di polisorbato 20 in ogni mL, equivalente a 1,2 mg nel flaconcino da 3 mL e 0,68 mg nel flaconcino da 1,7 mL.
I polisorbati possono provocare reazioni di ipersensibilità. Interazioni
- Non sono stati effettuati studi d’interazione con TECVAYLI.
Il rilascio iniziale di citochine associate all'avvio del trattamento con TECVAYLI potrebbe sopprimere gli enzimi CYP450.
Il rischio più alto di interazione è previsto dall’avvio dello schema posologico incrementale di TECVAYLI fino a 7 giorni dopo la prima dose di trattamento o durante un evento di CRS.
Durante questo periodo la tossicità o le concentrazioni del medicinale (per es.
ciclosporina) devono essere monitorate nei pazienti che stanno ricevendo un trattamento concomitante con substrati del CYP450 con un indice terapeutico ristretto.
La dose del medicinale concomitante deve essere aggiustata secondo necessità. Effetti indesiderati
- Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse di qualsiasi grado più comuni nei pazienti sono state ipogammaglobulinemia, neutropenia, sindrome da rilascio di citochine, infezione delle vie respiratorie superiori, dolore muscoloscheletrico, diarrea, anemia, tosse, stanchezza, reazione in sede di iniezione, trombocitopenia, infezione polmonare, COVID-19, linfopenia, piressia, dolore, nausea, cefalea e ipokaliemia.
Reazioni avverse serie si sono verificate nel 65% dei pazienti che hanno ricevuto TECVAYLI, tra cui infezione polmonare (22%), COVID-19 (14%), sindrome da rilascio di citochine (11%), infezione delle vie respiratorie superiori (7%), sepsi (6%), piressia (3,5%), neutropenia febbrile (3,1%), diarrea (2,3%) e dolore muscoloscheletrico (2,3%).
Tabella delle reazioni avverse Le frequenze delle reazioni avverse si basano sulle frequenze degli eventi avversi per qualsiasi causa, in pazienti affetti da mieloma multiplo esposti a teclistamab, per i quali, dopo una valutazione approfondita, una relazione causale tra il medicinale e l’evento avverso è almeno una possibilità ragionevole.
I dati relativi alla sicurezza di TECVAYLI sono stati valutati in 739 pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato o refrattario, inclusi 165 pazienti dello studio MajesTEC-1 e 291 pazienti dello studio MajesTEC-9, che avevano ricevuto TECVAYLI in monoterapia per via sottocutanea (s.c.) con una durata mediana del trattamento rispettivamente di 9 mesi (intervallo: 0,20-41) e 13 mesi (intervallo: 0,10-28), e 283 pazienti dello studio MajesTEC-3, che avevano ricevuto TECVAYLI s.c.
in associazione a daratumumab s.c.
con una durata mediana del trattamento di 32 mesi (intervallo: 0,03-43).
Nella Tabella 7 sono riassunte le reazioni avverse osservate nei pazienti negli studi MajesTEC-1, MajesTEC-9 e MajesTEC-3 e post-marketing.
Le reazioni avverse sono elencate nella Tabella 7 in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza.
Le categorie di frequenza sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), rara (≥1/10 000, <1/1 000), molto rara (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
All’interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità.
Tabella 7.
Reazioni avverse in pazienti affetti da mieloma multiplo trattati con TECVAYLI negli studi clinici e post-marketing| Classificazione per sistemi e organi | Reazione avversa | Frequenza (tutti i gradi) | N=739 |
| |
| Qualsiasi grado (%) | Grado 3 o 4 (%) |
| Infezioni ed infestazioni | Infezione delle vie respiratorie superiori¹ | Molto comune | 60 | 9 |
| Infezione polmonare² | Molto comune | 34 | 24 |
| COVID-19³ | Molto comune | 31 | 13 |
| Infezione delle vie urinarie4 | Molto comune | 15 | 4,1 |
| Sepsi5 | Comune | 9 | 6 |
| Cellulite | Comune | 2 | 1,1 |
| Leucoencefalopatia multifocale progressiva | Non comune | 0,1 | 0,1 |
| Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) | Flare tumorale* | Non nota | | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Neutropenia | Molto comune | 71 | 65 |
| Anemia6 | Molto comune | 44 | 23 |
| Trombocitopenia | Molto comune | 34 | 17 |
| Linfopenia | Molto comune | 26 | 24 |
| Leucopenia | Molto comune | 19 | 10 |
| Neutropenia febbrile | Comune | 4,9 | 4,6 |
| Disturbi del sistema immunitario | Ipogammaglobulinemia7 | Molto comune | 76 | 3,8 |
| Sindrome da rilascio di citochine | Molto comune | 65 | 0,4 |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Ipokaliemia | Molto comune | 20 | 7 |
| Appetito ridotto | Molto comune | 14 | 0,7 |
| Ipofosfatemia | Comune | 9 | 2,4 |
| Iponatremia | Comune | 7 | 2 |
| Iperkaliemia | Comune | 3,5 | 0,8 |
| Iperamilasemia | Comune | 3,2 | 0,9 |
| Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Molto comune | 21 | 0,9 |
| Neuropatia periferica8 | Molto comune | 15 | 0,4 |
| Encefalopatia9 | Comune | 6 | 0,5 |
| Sindrome di neurotossicità associata a cellule effettrici immunitarie | Comune | 2,7 | 0,3 |
| Patologie vascolari | Emorragia10 | Molto comune | 10 | 1,8 |
| Ipertensione8 | Molto comune | 10 | 4,9 |
| Ipotensione | Comune | 7 | 1,1 |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Tosse12 | Molto comune | 40 | 0,5 |
| Dispnea13 | Molto comune | 11 | 2,4 |
| Ipossia | Comune | 3,9 | 1,8 |
| Patologie gastrointestinali | Diarrea14 | Molto comune | 45 | 4,2 |
| Nausea | Molto comune | 22 | 0,4 |
| Stipsi | Molto comune | 16 | 0,1 |
| Vomito | Molto comune | 16 | 0,5 |
| Dolore addominale15 | Molto comune | 12 | 0,5 |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Dolore muscoloscheletrico16 | Molto comune | 45 | 3,4 |
| Spasmi muscolari | Comune | 6 | 0 |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Reazione in sede di iniezione17 | Molto comune | 37 | 0,1 |
| Stanchezza18 | Molto comune | 37 | 3,2 |
| Piressia | Molto comune | 25 | 0,7 |
| Dolore19 | Molto comune | 24 | 0,9 |
| Edema20 | Molto comune | 12 | 0,3 |
| Esami diagnostici | Aumento delle transaminasi21 | Molto comune | 16 | 2,8 |
| Peso diminuito | Molto comune | 13 | 2 |
| Gammaglutamiltransferasi aumentata | Comune | 10 | 2,3 |
| Lipasi aumentata | Comune | 8 | 1,1 |
Nota: gli eventi avversi sono classificati secondo i criteri NCI-CTCAE Versione 5.0, ad eccezione di ICANS e CRS, che sono state classificate mediante il sistema di classificazione standardizzato dell’ASTCT (Lee et al.
2019).
1 Le infezioni delle vie respiratorie superiori includono sinusite acuta, infezione da Adenovirus delle vie respiratorie superiori, rinite batterica, bronchiolite, bronchite, bronchite batterica, bronchite cronica, bronchite da Haemophilus, bronchite virale, sinusite cronica, bronchite da Herpes simplex, nasofaringite, faringite, faringite streptococcica, infezione da virus respiratorio sinciziale, infezione delle vie respiratorie, infezione batterica delle vie respiratorie, infezione micotica delle vie respiratorie, infezione virale delle vie respiratorie, rinite, infezione da Rinovirus, sinusobronchite, sinusite, sinusite batterica, tracheite, tracheobronchite, infezione micotica delle vie respiratorie superiori, infezione batterica delle vie respiratorie superiori, rinite virale, sinusite virale e infezione virale delle vie respiratorie superiori.
2 L’infezione polmonare include polmonite atipica, polmonite da Candida, polmonite da Coronavirus, polmonite da Enterobacter, infezione delle vie respiratorie inferiori, infezione batterica delle basse vie respiratorie, infezione virale delle vie respiratorie inferiori, polmonite da Metapneumovirus, polmonite da Pneumocystis jirovecii, infezione polmonare, polmonite da Adenovirus, polmonite batterica, polmonite da Chlamydia, polmonite criptococcica, polmonite da Cytomegalovirus, polmonite da Escherichia, polmonite micotica, polmonite da Haemophilus, polmonite influenzale, polmonite da Klebsiella, polmonite da Legionella, polmonite da Moraxella, polmonite da Mycoplasma, polmonite da virus parainfluenzale, polmonite pneumococcica, polmonite da Pseudomonas, polmonite da virus respiratorio sinciziale, polmonite stafilococcica, polmonite streptococcica, polmonite virale e infezione polmonare da Stenotrophomonas maltophilia.
3 COVID-19 include COVID-19 e polmonite da COVID-19.
4 Le infezioni delle vie urinarie includono cistite, cistite da Escherichia, cistite emorragica, cistite da Klebsiella, infezione delle vie urinarie da Escherichia, infezione dell’apparato genitourinario, infezione delle vie urinarie da Klebsiella, pielonefrite, pielonefrite acuta, piuria, candidiasi delle vie urinarie, infezione delle vie urinarie, infezione batterica delle vie urinarie, infezione enterococcica delle vie urinarie, infezione micotica delle vie urinarie e infezione stafilococcica delle vie urinarie.
5 La sepsi include sepsi addominale, batteriemia da Acinetobacter, batteriemia bacillare, batteriemia, sepsi batterica, batteriemia da Campylobacter, sepsi da Campylobacter, batteriemia da Citrobacter, batteriemia da Corynebacterium, batteriemia correlata a dispositivo, batteriemia enterococcica, sepsi enterococcica, batteriemia da Escherichia, sepsi da Escherichia, sepsi da Haemophilus, sepsi da Klebsiella, sepsi meningococcica, sepsi neutropenica, batteriemia da Pseudomonas, sepsi da Pseudomonas, sepsi del polmone, sepsi, shock settico, batteriemia stafilococcica, sepsi stafilococcica, sepsi streptococcica e urosepsi.
6 L’anemia include anemia, anemia da carenza di ferro, anemia leucoeritroblastica e anemia microcitica.
7 L’ipogammaglobulinemia include pazienti con eventi avversi di ipogammaglobulinemia, iperglobulinemia, immunoglobuline ridotte; e/o pazienti con livelli di laboratorio delle IgG inferiori a 400 mg/dL dopo il trattamento con TECVAYLI.
8 La neuropatia periferica include disestesia, ipoestesia, ipoestesia orale, nevralgia, neuropatia periferica, parestesia, parestesia orale, neuropatia periferica motoria, neuropatia sensitiva periferica e sciatica 9 L’encefalopatia include amnesia, annebbiamento mentale, disturbo cognitivo, stato confusionale, riduzione del livello di coscienza, letargia, compromissione della memoria e sonnolenza 10 L’emorragia include emorragia anale, emorragia congiuntivale, epistassi, emorragia dell’occhio, emorragia delle palpebre, ematoma della palpebra, emorragia gastrointestinale, sanguinamento gengivale, ematochezia, ematoma, ematuria, emoperitoneo, emottisi, emorragia emorroidaria, emorroidi, emorragia epatica, emorragia del tratto gastrointestinale inferiore, melena, emorragia dalla bocca, emorragia post-procedurale, emorragia post-menopausale, emorragia alveolare polmonare, emorragia rettale, ematoma subdurale, emorragia del tratto gastrointestinale superiore ed emorragia vitreale 11 L’ipertensione include pressione arteriosa aumentata, ipertensione essenziale, ipertensione, crisi ipertensiva, pressione arteriosa media aumentata e ipertensione sistolica.
12 La tosse include tosse allergica, tosse, tosse produttiva e sindrome della tosse delle vie respiratorie superiori.
13 La dispnea include insufficienza respiratoria acuta, dispnea, dispnea da sforzo e insufficienza respiratoria.
14 La diarrea include diarrea batterica, diarrea e diarrea virale.
15 Il dolore addominale include fastidio addominale, dolore addominale, dolore addominale inferiore, dolore addominale superiore, fastidio epigastrico e dolore gastrointestinale.
16 Il dolore muscoloscheletrico include artralgia, dolore dorsale, dolore osseo, dolore toracico muscolo-scheletrico, dolore muscoloscheletrico, mialgia, dolore al collo, dolore a un arto e dolore sacrale.
17 La reazione in sede di iniezione include prurito in sede di somministrazione, reazione in sede di somministrazione, eritema in sede di applicazione, lividura in sede di iniezione, cellulite in sede di iniezione, alterazione del colore in sede di iniezione, fastidio in sede di iniezione, eczema in sede di iniezione, eritema in sede di iniezione, ematoma in sede di iniezione, iperestesia in sede di iniezione, indurimento in sede di iniezione, infiammazione in sede di iniezione, irritazione in sede di iniezione, edema in sede di iniezione, dolore in sede di iniezione, parestesia in sede di iniezione, prurito in sede di iniezione, eruzione cutanea in sede di iniezione, reazione in sede di iniezione, tumefazione in sede di iniezione, vesciche in sede di iniezione e calore in sede di iniezione.
18 La stanchezza include astenia, stanchezza e malessere.
19 Il dolore comprende dolore ascellare, dolore mammario, dolore da cancro, dolore toracico, dolore all’orecchio, dolore oculare, dolore della faccia, dolore al fianco, dolore gengivale, dolore all’inguine, dolore della laringe, dolore toracico non cardiaco, dolore esofageo, dolore orale, dolore orofaringeo, dolore, dolore alla mandibola/mascella, dolore cutaneo, dolore pelvico, dolore perineale, dolore periorbitale, dolore sinusale, dolore spinale, dolore testicolare, mal di denti e dolore tumorale.
20 L’edema include edema delle palpebre, edema della faccia, edema localizzato, edema, edema periferico, edema periorbitale, tumefazione periferica, edema cutaneo, tumefazione, tumefazione del viso ed edema del testicolo.
21 L’aumento delle transaminasi include alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasi, aspartato aminotransferasi aumentata, ipertransaminasemia e transaminasi aumentata.
* Basato sull’esperienza post-marketing.
Descrizione di reazioni avverse selezionate Sindrome da rilascio di citochine Negli studi clinici (monoterapia e terapia di associazione; N=739) è stata segnalata CRS dopo il trattamento con TECVAYLI nel 65% dei pazienti.
Il ventisette per cento dei pazienti ha sviluppato più di un evento di CRS.
La maggior parte dei pazienti ha sviluppato CRS durante lo schema posologico incrementale iniziale [dose incrementale 1 (37%), dose incrementale 2 (33%) o la dose di trattamento iniziale (21%)].
Gli eventi di CRS sono stati di grado 1 (47%) e grado 2 (17%) oppure di grado 3 (0,4%).
Il tempo mediano di insorgenza della CRS è stato di 2 giorni (intervallo: da 1 a 9) dopo la dose più recente, e la durata mediana della CRS è stata di 2 giorni (intervallo: da 1 a 22).
I segni e i sintomi associati a CRS più frequenti sono stati febbre (65%), ipotensione (13%), ipossia (8%), brividi (6%) e cefalea (4%).
Negli studi clinici sono stati usati tocilizumab, corticosteroidi e tocilizumab in associazione a corticosteroidi per trattare la CRS rispettivamente nel 33%, nel 6% e nel 3% degli eventi di CRS.
ICANS Negli studi clinici (monoterapia e terapia di associazione; N=739) sono stati segnalati eventi di ICANS nel 2,7% dei pazienti trattati con TECVAYLI alla dose raccomandata.
ICANS di grado 3 o grado 4 si è verificata nello 0,2% dei pazienti.
Le manifestazioni cliniche più frequenti di ICANS sono state stato confusionale (1,2%) e disgrafia (0,8%).
L’insorgenza di ICANS può essere concomitante alla CRS, seguire la risoluzione della CRS o avvenire in assenza di CRS.
Il tempo di insorgenza di ICANS osservato variava da 1 a 11 giorni dopo l’ultima dose di farmaco ricevuta.
Infezioni Negli studi clinici (monoterapia e terapia di associazione; N=739), in pazienti trattati con TECVAYLI alla dose raccomandata, si sono verificate infezioni serie nel 46% dei pazienti, con infezioni di grado 3 o grado 4 nel 49% dei pazienti e infezioni fatali nel 7%.
Anziani Negli studi clinici in monoterapia (MajesTEC-1 e MajesTEC-9), 186 pazienti avevano meno di 65 anni, 165 pazienti avevano un’età compresa tra 65 e meno di 75 anni e 105 pazienti un’età pari o superiore a 75 anni.
Eventi avversi seri si sono verificati nel 65% dei pazienti di età inferiore a 65 anni, rispetto al 63% dei pazienti di età compresa tra 65 e 75 anni e al 52% dei pazienti di età pari o superiore a 75 anni.
Nello studio clinico con terapia di associazione (MajesTEC-3), 141 pazienti avevano meno di 65 anni, 112 pazienti avevano un’età compresa tra 65 e meno di 75 anni e 30 pazienti un’età pari o superiore a 75 anni.
Eventi avversi seri si sono verificati nel 63% dei pazienti di età inferiore a 65 anni, rispetto al 77% dei pazienti di età compresa tra 65 e meno di 75 anni e all’83% dei pazienti di età pari o superiore a 75 anni.
Negli studi clinici in monoterapia e terapia di associazione (MajesTEC-1, MajesTEC-9 e MajesTEC3), le infezioni (di grado 3 o 4) si sono verificate nel 42% dei pazienti di età inferiore a 65 anni, rispetto al 47% nei soggetti di età compresa tra 65 e meno di 75 anni e al 38% nei soggetti di età pari o superiore a 75 anni.
Infezioni fatali si sono verificate nel 7% dei pazienti di età inferiore a 65 anni, rispetto al 6% dei pazienti di età compresa tra 65 e meno di 75 anni e all’8% dei pazienti di età pari o superiore a 75 anni.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Gravidanza e allattamento
- Donne in età fertile/Misure contraccettive negli uomini e nelle donne Prima di iniziare il trattamento con TECVAYLI deve essere verificato lo stato di gravidanza delle donne in età fertile.
Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per almeno cinque mesi dopo la dose finale di TECVAYLI.
Negli studi clinici, i pazienti di sesso maschile con una partner in età fertile hanno usato un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per tre mesi dopo l'ultima dose di teclistamab.
Gravidanza I dati relativi all’uso di teclistamab in donne in gravidanza non esistono.
Non sono stati condotti studi sugli animali per valutare i rischi di teclistamab in gravidanza.
È noto che le IgG umane attraversano la placenta dopo il primo trimestre di gravidanza.
Pertanto, teclistamab, un anticorpo IgG4 umanizzato, può potenzialmente essere trasmesso dalla madre al feto in via di sviluppo.
TECVAYLI non è raccomandato durante la gravidanza.
TECVAYLI è associato a ipogammaglobulinemia, pertanto deve essere presa in considerazione la misurazione dei livelli di immunoglobuline nei neonati di madri trattate con TECVAYLI.
Allattamento Non è noto se teclistamab sia escreto nel latte materno umano o animale o se abbia effetti sui neonati allattati al seno o sulla produzione di latte.
A causa delle possibili reazioni avverse associate a TECVAYLI nei neonati allattati al seno, le pazienti devono essere informate di non allattare al seno durante il trattamento con TECVAYLI e per almeno cinque mesi dopo avere assunto l'ultima dose.
Fertilità Non esistono dati relativi agli effetti di teclistamab sulla fertilità.
Non sono stati condotti studi sugli animali per valutare gli effetti di teclistamab sulla fertilità maschile e femminile. Conservazione
- Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Non congelare.
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.