RYBREVANT EV 1FL 350MG 7ML

2.305,62 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: AMIVANTAMAB
  • ATC: L01FX18
  • Descrizione tipo ricetta: OSP - USO OSPEDALIERO
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 28/02/2023

Rybrevant è indicato: • in associazione con lazertinib per il trattamento di prima linea di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato con delezioni nell’esone 19 o mutazioni di sostituzione L858R nell’esone 21 dell’EGFR. • in associazione con carboplatino e pemetrexed per il trattamento di pazienti adulti affetti da NSCLC avanzato con delezioni nell’esone 19 o mutazioni di sostituzione L858R nell’esone 21 dell’EGFR dopo fallimento di una precedente terapia comprendente un inibitore della tirosin-chinasi (TKI) dell’EGFR. • in associazione con carboplatino e pemetrexed per il trattamento di prima linea di pazienti adulti affetti da NSCLC avanzato con mutazioni da inserzione nell’esone 20 attivanti dell’EGFR. • in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti affetti da NSCLC avanzato con mutazioni da inserzione nell’esone 20 attivanti dell’EGFR, dopo il fallimento della chemioterapia a base di platino.
Un mL di concentrato per soluzione per infusione contiene 50 mg di amivantamab. Un flaconcino da 7 mL contiene 350 mg di amivantamab. Amivantamab è un anticorpo bispecifico basato sull’immunoglobulina G1 (IgG1) completamente umano diretto contro i recettori del fattore di crescita dell’epidermide (epidermal growth factor, EGF) e della transizione mesenchima-epidermide (mesenchymal-epidermal transition, MET), prodotto in una linea cellulare di mammifero (cellule ovariche di criceto cinese [Chinese Hamster Ovary, CHO]) mediante tecnologia del DNA ricombinante. Eccipiente con effetti noti: Un mL di soluzione contiene 0,6 mg di polisorbato 80. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità al(i) principio(i) attivo(i) o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Posologia

Il trattamento con Rybrevant deve essere iniziato e supervisionato da un medico con esperienza nell’uso di medicinali oncologici.
Rybrevant deve essere somministrato da un operatore sanitario con accesso a supporto medico appropriato per gestire eventuali reazioni correlate all’infusione (infusion-related reactions, IRR), qualora si dovessero verificare.
Prima di iniziare la terapia con Rybrevant, deve essere stabilito lo stato mutazionale dell’EGFR nei campioni di tessuto tumorale o di plasma utilizzando un metodo di analisi validato.
Se non viene rilevata alcuna mutazione in un campione di plasma, il tessuto tumorale deve essere testato, se disponibile in quantità e qualità sufficienti, a causa del rischio di risultati falsi negativi utilizzando un test sul plasma.
I test possono essere eseguiti in qualsiasi momento, dalla diagnosi iniziale fino all’avvio della terapia; una volta stabilito lo stato mutazionale dell’EGFR, non è necessario ripetere il test (vedere paragrafo 5.1).
Posologia Devono essere somministrate premedicazioni per ridurre il rischio di IRR con Rybrevant (vedere di seguito “Modifiche della dose” e “Medicinali concomitanti raccomandati”).
Ogni 3 settimane La dose raccomandata di Rybrevant, quando usato in associazione con carboplatino e pemetrexed, è indicata nella Tabella 1 (vedere di seguito “Velocità di infusione” e Tabella 5).
Tabella 1.
Dose raccomandata di Rybrevant ogni 3 settimane
Peso corporeo (al basalea) Dose di Rybrevant Schema Numero di flaconcini
Inferiore a 80 kg 1 400 mg Settimanale (totale di 4 dosi) dalle Settimane 1 alla 4 4
• Settimana 1- infusione frazionata il Giorno 1 e il Giorno 2
• Settimane da 2 a 4 - infusione il Giorno 1
1 750 mg Ogni 3 settimane a partire dalla Settimana 7 in poi 5
Superiore o uguale a 80 kg 1 750 mg Settimanale (totale di 4 dosi) dalle Settimane 1 alla 4 5
• Settimana 1 - infusione frazionata il Giorno 1 e il Giorno 2
• Settimane da 2 a 4 - infusione il Giorno 1
2 100 mg Ogni 3 settimane a partire dalla Settimana 7 in poi 6
a Non sono necessari aggiustamenti della dose per successive variazioni del peso corporeo
Quando utilizzato in associazione con carboplatino e pemetrexed, Rybrevant deve essere somministrato dopo carboplatino e pemetrexed nel seguente ordine: pemetrexed, carboplatino e poi Rybrevant.
Vedere il paragrafo 5.1 e le informazioni prescrittive del produttore per le istruzioni sul dosaggio di carboplatino e pemetrexed.
Ogni 2 settimane La dose raccomandata di Rybrevant in monoterapia o in associazione con lazertinib è indicata nella Tabella 2 (vedere di seguito “Velocità di infusione” e Tabella 6).
Tabella 2.
Dose raccomandata di Rybrevant ogni 2 settimane
Peso corporeo (al basalea) Dose di Rybrevant Schema Numero di flaconcini di Rybrevant 350 mg/7 mL
Inferiore a 80 kg 1 050 mg Settimanale (totale di 4 dosi) dalle Settimane 1 alla 4 3
• Settimana 1 - infusione frazionata il Giorno 1 e il Giorno 2
• Settimane da 2 a 4 - infusione il Giorno 1
Ogni 2 settimane a partire dalla Settimana 5 in poi
Superiore o uguale a 80 kg 1 400 mg Settimanale (totale di 4 dosi) dalle Settimane 1 alla 4 4
• Settimana 1 - infusione frazionata il Giorno 1 e il Giorno 2
• Settimane da 2 a 4 - infusione il Giorno 1
Ogni 2 settimane a partire dalla Settimana 5 in poi
a Non sono necessari aggiustamenti della dose per successive variazioni del peso corporeo
Quando utilizzato in associazione con lazertinib, si raccomanda di somministrare Rybrevant in qualsiasi momento dopo lazertinib, se viene somministrato lo stesso giorno.
Fare riferimento al paragrafo 4.2 del Riassunto delle caratteristiche del prodotto di lazertinib per le informazioni sul dosaggio.
Durata del trattamento Si raccomanda di trattare i pazienti con Rybrevant fino alla progressione della malattia o a tossicità inaccettabile.
Dose mancata Se una dose prevista viene saltata, deve essere somministrata il prima possibile e lo schema di somministrazione deve essere aggiustato di conseguenza, mantenendo l’intervallo del trattamento.
Modifiche della dose La somministrazione deve essere interrotta in caso di reazioni avverse di Grado 3 o 4 fino alla risoluzione della reazione avversa al Grado ≤ 1 o al basale.
Se l’interruzione è di 7 giorni o più breve, riprendere la somministrazione alla dose corrente.
Se l’interruzione supera i 7 giorni, si raccomanda di riprendere il trattamento a una dose ridotta, come indicato nella Tabella 3.
Vedere anche le modifiche specifiche della dose per reazioni avverse specifiche nella Tabella 3 di seguito riportata.
Se utilizzato in associazione con lazertinib, fare riferimento al paragrafo 4.2 del Riassunto delle caratteristiche del prodotto di lazertinib per le informazioni sulle modifiche della dose.
Tabella 3.
Modifiche della dose raccomandata in caso di reazioni avverse
Dose alla quale si è verificata la reazione avversa Dose dopo la 1° interruzione per reazione avversa Dose dopo la 2° interruzione per reazione avversa Dose dopo la 3° interruzione per reazione avversa
1 050 mg 700 mg 350 mg Interrompere il trattamento con Rybrevant
1 400 mg 1 050 mg 700 mg
1 750 mg 1 400 mg 1 050 mg
2 100 mg 1 750 mg 1 400 mg
Reazioni correlate all’infusione L’infusione dovrebbe essere interrotta ai primi segni di IRR.
Devono essere somministrati medicinali di supporto aggiuntivi (ad es.
glucocorticoidi, antistaminici, antipiretici e antiemetici aggiuntivi) come clinicamente indicato (vedere paragrafo 4.4).
• Grado 1-3 (lieve-grave): dopo la risoluzione dei sintomi, riprendere l’infusione al 50% della velocità precedente.
Se non insorgono ulteriori sintomi, la velocità può essere aumentata in base alla velocità di infusione raccomandata (vedere Tabelle 5 e 6).
Alla dose successiva devono essere somministrati i medicinali concomitanti (compreso desametasone (20 mg) o equivalente) (vedere Tabella 4).
• Reazioni ricorrenti di Grado 3 o Grado 4 (potenzialmente pericolose per la vita): interrompere definitivamente la somministrazione di Rybrevant.
Eventi tromboembolici venosi (TEV) con l’uso concomitante di lazertinib Nei pazienti che ricevono Rybrevant in associazione con lazertinib somministrare all’inizio del trattamento una profilassi anticoagulante per prevenire gli eventi di TEV.
Coerentemente con le linee guida cliniche, i pazienti devono ricevere la somministrazione profilattica di un anticoagulante orale ad azione diretta (direct acting oral anticoagulant, DOAC) oppure di un’eparina a basso peso molecolare (low-molecular weight heparin, LMWH).
L’uso di antagonisti della vitamina K non è raccomandato.
In caso di eventi di TEV associati a instabilità clinica (ad es.
insufficienza respiratoria o disfunzione cardiaca), entrambi i medicinali devono essere sospesi fino a quando il paziente non sia clinicamente stabile.
Successivamente, entrambi i medicinali possono essere ripresi alla stessa dose.
In caso di recidiva nonostante un’adeguata terapia anticoagulante, Rybrevant deve essere interrotto.
Il trattamento può continuare con lazertinib alla stessa dose.
Reazioni cutanee e ungueali Si raccomanda una terapia profilattica con antibiotici per via orale e topica per ridurre il rischio e la severità delle reazioni cutanee e ungueali nei pazienti trattati con Rybrevant.
Si raccomanda, inoltre, l’uso di una crema idratante non comedogena (preferibilmente a base di ceramidi o altre formulazioni che forniscono un’idratazione duratura della pelle e che non contengano agenti essiccanti) sul viso e su tutto il corpo (ad eccezione del cuoio capelluto) e la soluzione di clorexidina per lavarsi mani e piedi.
I pazienti devono essere istruiti a limitare l’esposizione al sole durante e per 2 mesi dopo la terapia con Rybrevant.
Per ulteriori informazioni sulla profilassi per le reazioni cutanee e ungueali, vedere il paragrafo 4.4.
Se il paziente sviluppa una reazione cutanea o ungueale di Grado 1-2, devono essere avviate cure di supporto come clinicamente indicato; in assenza di miglioramenti dopo 2 settimane, deve essere presa in considerazione una riduzione della dose in caso di eruzione cutanea persistente di Grado 2 (vedere la Tabella 3).
Se il paziente sviluppa una reazione cutanea o ungueale di Grado 3, devono essere avviate cure di supporto come clinicamente indicato, e deve essere presa in considerazione l’interruzione del trattamento con Rybrevant fino al miglioramento della reazione avversa.
Dopo il miglioramento della reazione cutanea o ungueale a un Grado ≤2, il trattamento con Rybrevant deve essere ripreso a una dose ridotta.
Se il paziente sviluppa reazioni cutanee di Grado 4, deve interrompere definitivamente il trattamento con Rybrevant (vedere paragrafo 4.4).
Malattia interstiziale polmonare Rybrevant deve essere sospeso se si sospetta una malattia polmonare interstiziale (interstitial lung disease, ILD) o reazioni avverse simili all’ILD (polmonite).
Se viene confermata la presenza di ILD o reazioni avverse simili all’ILD (ad es.
polmonite), il paziente deve interrompere definitivamente il trattamento con Rybrevant (vedere paragrafo 4.4).
Medicinali concomitanti raccomandati Due giorni prima della prima infusione: Durante i due giorni precedenti all'infusione iniziale di Rybrevant, i pazienti devono ricevere 8 mg di desametasone per via orale, due volte al giorno.
Giorno dell’infusione: Il giorno dell'infusione iniziale (settimana 1, giorno 1), i pazienti devono ricevere 8 mg di desametasone per via orale, un'ora prima dell'infusione in aggiunta al desametasone per via endovenosa per ridurre ulteriormente il rischio di IRR.
Prima dell’infusione (Settimana 1, Giorni 1 e 2), devono essere somministrati antistaminici, antipiretici e glucocorticoidi per ridurre il rischio di IRR (vedere Tabella 4).
Per le dosi successive è necessario somministrare antistaminici e antipiretici.
I glucocorticoidi devono essere ripresi dopo interruzioni prolungate.
Devono essere somministrati antiemetici, in base alle necessità.
Tabella 4.
Schema posologico delle premedicazioni
Medicinali pre- infusione Dose Via di somministrazione Intervallo di tempo raccomandato prima della somministrazione di Rybrevant
Antistaminici* Difenidramina (25-50 mg) o equivalente Endovenosa 15-30 minuti
Orale 30-60 minuti
Antipiretici* Paracetamolo/acetaminofene (650-1 000 mg) Endovenosa 15-30 minuti
Orale 30-60 minuti
Glucocorticoidi Desametasone (8 mg) Orale 60 minuti
Glucocorticoidi Desametasone (20 mg) o equivalente Endovenosa 60-120 minuti
Glucocorticoidi+ Desametasone (10 mg) o equivalente Endovenosa 45-60 minuti
* Necessari per tutte le dosi.
Necessari per la dose iniziale (Settimana 1, Giorno 1); o alla dose successiva in caso di IRR.
+ Necessari per la seconda dose (Settimana 1, Giorno 2); facoltativi per le dosi successive.
Popolazioni speciali Popolazione pediatrica Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di amivantamab nella popolazione pediatrica per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule.
Anziani Non sono necessari aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 4.8, paragrafo 5.1 e paragrafo 5.2).
Compromissione renale Non sono stati condotti studi formali su amivantamab in pazienti con compromissione renale.
Sulla base delle analisi di farmacocinetica (PK) di popolazione, non è necessario alcun aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione renale lieve o moderata.
È necessario prestare cautela nei pazienti con compromissione renale severa, in quanto amivantamab non è stato studiato in questa popolazione di pazienti (vedere paragrafo 5.2).
Se il trattamento viene avviato, i pazienti devono essere monitorati per reazioni avverse, con modificazioni della dose in base alle raccomandazioni di cui sopra.
Compromissione epatica Non sono stati condotti studi formali su amivantamab in pazienti con compromissione epatica.
In base alle analisi di farmacocinetica di popolazione, non è necessario alcun aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione epatica lieve.
È necessario prestare cautela nei pazienti con compromissione epatica moderata o severa, in quanto amivantamab non è stato studiato in questa popolazione di pazienti (vedere paragrafo 5.2).
Se il trattamento viene avviato, i pazienti devono essere monitorati per reazioni avverse, con modificazioni della dose in base alle raccomandazioni di cui sopra.
Modo di somministrazione Rybrevant è per uso endovenoso.
Viene somministrato come infusione endovenosa dopo diluizione con soluzione sterile di glucosio al 5% o soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%).
Rybrevant deve essere somministrato con filtrazione in linea.
Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Velocità di infusione Dopo la diluizione, l’infusione deve essere somministrata per via endovenosa alle velocità di infusione indicate nelle Tabelle 5 e 6 di seguito.
A causa della frequenza di IRR in occasione della prima dose, amivantamab deve essere infuso attraverso una vena periferica la Settimana 1 e la Settimana 2; l’infusione attraverso una linea centrale può avvenire nelle settimane successive, quando il rischio di IRR è inferiore (vedere paragrafo 6.6).
Si raccomanda di preparare la prima dose quanto più possibile in prossimità della somministrazione, per massimizzare la probabilità di riuscire a completare l’infusione in caso di una IRR.
Tabella 5.
Velocità di infusione per Rybrevant ogni 3 settimane
Peso corporeo inferiore a 80 kg
Settimana Dose (per sacca da 250 mL) Velocità di infusione iniziale Velocità di infusione successiva
Settimana 1 (infusione con dose frazionata) 
Settimana 1 Giorno 1 350 mg 50 mL/ora 75 mL/ora
Settimana 1 Giorno 2 1 050 mg 33 mL/ora 50 mL/ora
Settimana 2 1 400 mg 65 mL/ora
Settimana 3 1 400 mg 85 mL/ora
Settimana 4 1 400 mg 125 mL/ora
Settimane successive* 1 750 mg 125 mL/ora
Peso corporeo superiore o uguale a 80 kg
Settimana Dose (per sacca da 250 mL) Velocità di infusione iniziale Velocità di infusione successiva
Settimana 1 (infusione con dose frazionata) 
Settimana 1 Giorno 1 350 mg 50 mL/ora 75 mL/ora
Settimana 1 Giorno 2 1 400 mg 25 mL/ora 50 mL/ora
Settimana 2 1 750 mg 65 mL/ora
Settimana 3 1 750 mg 85 mL/ora
Settimana 4 1 750 mg 125 mL/ora
Settimane successive* 2 100 mg 125 mL/ora
* A partire dalla Settimana 7, ai pazienti viene somministrata la dose ogni 3 settimane.
In assenza di reazioni correlate all’infusione, dopo 2 ore bisogna aumentare la velocità di infusione iniziale alla velocità di infusione successiva.
Tabella 6.
Velocità di infusione per Rybrevant ogni 2 settimane
Peso corporeo inferiore a 80 kg
Settimana Dose (per sacca da 250 mL) Velocità di infusione iniziale Velocità di infusione successiva
Settimana 1 (infusione con dose frazionata) 
Settimana 1 Giorno 1 350 mg 50 mL/ora 75 mL/ora
Settimana 1 Giorno 2 700 mg 50 mL/ora 75 mL/ora
Settimana 2 1 050 mg 85 mL/ora
Settimane successive* 1 050 mg 125 mL/ora
Peso corporeo superiore o uguale a 80 kg
Settimana Dose (per sacca da 250 mL) Velocità di infusione iniziale Velocità di infusione successiva
Settimana 1 (infusione con dose frazionata) 
Settimana 1 Giorno 1 350 mg 50 mL/ora 75 mL/ora
Settimana 1 Giorno 2 1 050 mg 35 mL/ora 50 mL/ora
Settimana 2 1 400 mg 65 mL/ora
Settimana 3 1 400 mg 85 mL/ora
Settimane successive* 1 400 mg 125 mL/ora
* Dopo la settimana 5, ai pazienti viene somministrata la dose ogni 2 settimane.
In assenza di IRR, dopo 2 ore bisogna aumentare la velocità di infusione iniziale alla velocità di infusione successiva.

Avvertenze e precauzioni

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Reazioni correlate all’infusione Reazioni correlate all’infusione sono state osservate comunemente nei pazienti trattati con amivantamab (vedere paragrafo 4.8).
Prima dell’infusione iniziale (Settimana 1), devono essere somministrati antistaminici, antipiretici e glucocorticoidi per ridurre il rischio di IRR.
Per le infusioni successive, devono essere somministrati antistaminici e antipiretici.
L’infusione iniziale deve essere somministrata in dosi frazionate nei Giorni 1 e 2 della Settimana 1.
I pazienti devono essere trattati in un luogo in cui sia disponibile assistenza medica appropriata per trattare eventuali IRR.
Le infusioni devono essere sospese ai primi segni di IRR di qualsiasi severità e devono essere somministrati medicinali post-infusione come clinicamente indicato.
Dopo la risoluzione dei sintomi, l’infusione deve essere ripresa al 50% della velocità precedente.
In caso di IRR di Grado 3 ricorrenti o di Grado 4, il trattamento con Rybrevant deve essere sospeso definitivamente (vedere paragrafo 4.2).
Malattia interstiziale polmonare Sono state riportate malattia interstiziale polmonare (interstitial lung disease, ILD) o reazioni avverse simili all’ILD (ad es.
polmonite) nei pazienti trattati con amivantamab, inclusi eventi fatali (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti devono essere monitorati per sintomi indicativi di ILD/polmonite (ad es.
dispnea, tosse, febbre).
Se dovessero insorgere sintomi, il trattamento con Rybrevant deve essere interrotto in attesa che tali sintomi siano indagati.
Una sospetta ILD o reazioni avverse simili all’ILD devono essere valutate e deve essere avviato un trattamento adeguato secondo necessità.
Il trattamento con Rybrevant deve essere interrotto definitivamente nei pazienti con ILD confermata o reazioni avverse simili all’ILD (vedere paragrafo 4.2).
Eventi tromboembolici venosi (TEV) con l’uso concomitante di lazertinib Eventi TEV, tra cui trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (EP), compresi eventi fatali, sono stati segnalati in pazienti trattati con Rybrevant in associazione con lazertinib (vedere paragrafo 4.8).
Coerentemente con le linee guida cliniche, i pazienti devono ricevere la somministrazione profilattica di un anticoagulante orale ad azione diretta (DOAC) o di un’eparina a basso peso molecolare (LMWH).
L’uso di antagonisti della vitamina K non è raccomandato.
I segni ed i sintomi di TEV devono essere monitorati.
I pazienti con eventi di TEV devono essere trattati con anticoagulanti come clinicamente indicato.
Per gli eventi di TEV associati a instabilità clinica, il trattamento deve essere sospeso fino a quando il paziente non sia clinicamente stabile.
Successivamente, entrambi i medicinali possono essere ripresi alla stessa dose.
In caso di recidiva nonostante un’adeguata terapia anticoagulante, Rybrevant deve essere interrotto.
Il trattamento può continuare con lazertinib alla stessa dose (vedere paragrafo 4.2).
Reazioni cutanee e ungueali Nei pazienti trattati con amivantamab sono stati osservati eruzioni cutanee (compresa dermatite acneiforme), prurito, cute secca e ulcera cutanea (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti devono essere istruiti a limitare l’esposizione al sole durante e per 2 mesi dopo la terapia con Rybrevant.
È consigliabile l’uso di indumenti protettivi e di creme solari ad ampio spettro UVA/UVB.
Si raccomanda un approccio profilattico per la prevenzione dell’eruzione cutanea.
Questo include, all’avvio del trattamento, la terapia profilattica con un antibiotico orale (ad es.
doxiciclina o minociclina, 100 mg due volte al giorno) cominciando il Giorno 1 per le prime 12 settimane di trattamento e, al completamento della terapia antibiotica orale, l’applicazione di una lozione antibiotica topica sul cuoio capelluto (ad es.
clindamicina 1%) per i successivi 9 mesi di trattamento.
Si raccomanda l’uso di una crema idratante non comedogena (preferibilmente a base di ceramidi o altre formulazioni che forniscono un’idratazione duratura della pelle e non contengano agenti essiccanti) sul viso e su tutto il corpo (a eccezione del cuoio capelluto) e la soluzione di clorexidina per lavarsi mani e piedi a partire dal Giorno 1 e continuando per l’intera durata del trattamento.
Si raccomanda che le prescrizioni per antibiotici topici e/o orali e corticosteroidi topici siano disponibili al momento della somministrazione iniziale per ridurre al minimo qualsiasi ritardo nella gestione reattiva, qualora si sviluppasse l’eruzione cutanea nonostante il trattamento profilattico.
Se si sviluppano reazioni cutanee, devono essere somministrati la terapia di supporto, corticosteroidi per uso topico e antibiotici per uso topico e/o per via orale.
In caso di eventi di Grado 3 o di Grado 2 scarsamente tollerati, devono essere somministrati antibiotici sistemici e steroidi per via orale.
I pazienti che presentano una grave eruzione cutanea di aspetto o distribuzione atipici o che non migliora entro 2 settimane devono consultare immediatamente un dermatologo.
Il trattamento con Rybrevant deve essere ridotto nel dosaggio, sospeso o interrotto definitivamente in base alla severità (vedere paragrafo 4.2).
È stata segnalata la necrolisi epidermica tossica (toxic epydermal necrolysis, TEN).
Il trattamento con questo medicinale deve essere interrotto in caso la TEN sia confermata.
Patologie dell’occhio Nei pazienti trattati con amivantamab sono state osservate patologie dell’occhio, tra cui cheratite (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti che presentano un peggioramento di sintomi oculari devono consultare tempestivamente un oculista e devono interrompere l’uso di lenti a contatto fino alla valutazione dei sintomi.
Per le modifiche della dose dovute alle patologie dell’occhio di Grado 3 o 4, vedere paragrafo 4.2.
Contenuto di sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Questo medicinale può essere diluito in una soluzione per infusione a base di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%).
Ciò deve essere tenuto in considerazione per i pazienti che seguono una dieta con sodio controllato (vedere paragrafo 6.6).
Contenuto di polisorbato Questo medicinale contiene 0,6 mg di polisorbato 80 in ogni mL, che è equivalente a 4,2 mg per flaconcino da 7 mL.
I polisorbati possono causare reazioni di ipersensibilità.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi d’interazione.
In quanto anticorpo monoclonale IgG1, è improbabile che l’escrezione renale e il metabolismo mediato dagli enzimi epatici di amivantamab intatto siano le principali vie di eliminazione.
Pertanto, non si prevede che variazioni negli enzimi che metabolizzano i farmaci influenzino l’eliminazione di amivantamab.
A causa dell’elevata affinità con un epitopo unico su EGFR e MET, non si prevede che amivantamab alteri gli enzimi che metabolizzano i farmaci.
Vaccini Non sono disponibili dati clinici sull’efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni in pazienti che assumono amivantamab.
Evitare l’uso di vaccini vivi o vivi attenuati finché i pazienti assumono amivantamab.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Nel set di dati di amivantamab in monoterapia (N=380), le reazioni avverse più frequenti di tutti i gradi sono state eruzioni cutanee (76%), reazioni correlate all’infusione (67%), tossicità ungueale (47%), ipoalbuminemia (31%), edema (26%), stanchezza (26%), stomatite (24%), nausea (23%) e stipsi (23%).
Le reazioni avverse gravi hanno incluso ILD (1,3%), IRR (1,1%) ed eruzioni cutanee (1,1%).
Il tre percento dei pazienti ha interrotto il trattamento con Rybrevant a causa di reazioni avverse.
Le reazioni avverse più frequenti che hanno portato all’interruzione del trattamento sono state IRR (1,1%), ILD (0,5%) e tossicità ungueale (0,5%).
Tabella delle reazioni avverse La Tabella 7 riassume le reazioni avverse al farmaco osservate nei pazienti trattati con amivantamab in monoterapia.
I dati riflettono l’esposizione ad amivantamab di 380 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico dopo il fallimento della chemioterapia a base di platino.
I pazienti hanno ricevuto amivantamab 1 050 mg (pazienti di peso <80 kg) o 1 400 mg (pazienti di peso ≥80 kg).
L’esposizione mediana ad amivantamab è stata di 4,1 mesi (intervallo: da 0,0 a 39,7 mesi).
Le reazioni avverse osservate durante gli studi clinici sono elencate di seguito per categoria di frequenza.
Le categorie di frequenza sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono riportate nell’ordine decrescente di gravità.
Tabella 7.
Reazioni avverse nei pazienti trattati con amivantamab in monoterapia
Classificazione per sistemi e organiReazione avversa Categoria di frequenza Di qualsiasi grado (%) Grado 3-4 (%)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Ipoalbuminemia* (vedere paragrafo 5.1) Molto comune 31 2
Appetito ridotto 16 0,5
Ipocalcemia 10 0,3
Ipokaliemia Comune 9 2
Ipomagnesiemia 8 0
Patologie del sistema nervoso
Capogiro* Molto comune 13 0,3
Patologie dell’occhio
Compromissione della visione* Comune 3 0
Crescita delle ciglia* 1 0
Altre patologie dell’occhio* 6 0
Cheratite Non comune 0,5 0
Uveite 0,3 0
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Malattia interstiziale polmonare* Comune 3 0,5
Patologie gastrointestinali
Diarrea Molto comune 11 2
Stomatite* 24 0,5
Nausea 23 0,5
Stipsi 23 0
Vomito 12 0,5
Dolore addominale* Comune 9 0,8
Emorroidi 3,7 0
Patologie epatobiliari
Alanina aminotransferasi aumentata Molto comune 15 2
Aspartato aminotransferasi aumentata 13 1
Fosfatasi alcalina ematica aumentata 12 0,5
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Eruzione cutanea* Molto comune 76 3
Tossicità ungueale* 47 2
Cute secca* 19 0
Prurito 18 0
Ulcera cutanea Non comune 0,8 0
Necrolisi epidermica tossica 0,3 0,3
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Mialgia Molto comune 11 0,3
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Edema* Molto comune 26 0,8
Stanchezza* 26 0,8
Piressia 11 0
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura
Reazione correlata all’infusione Molto comune 67 2
* Termini raggruppati
Solo di Grado 3
Riassunto del profilo di sicurezza Nel set di dati di amivantamab in associazione con carboplatino e pemetrexed (N=301), le reazioni avverse più frequenti di tutti i gradi sono state eruzioni cutanee (83%), neutropenia (57%), tossicità ungueale (53%), reazioni correlate all’infusione (51%), stanchezza (43%), stomatite (39%), nausea (43%), trombocitopenia (40%), stipsi (40%), edema (40%), appetito ridotto (33%), ipoalbuminemia (32%), alanina aminotransferasi aumentata (26%), aspartato aminotransferasi aumentata (23%), vomito (22%) e ipokaliemia (20%).
Le reazioni avverse gravi hanno incluso eruzioni cutanee (2,7%), tromboembolia venosa (2,3%), trombocitopenia (2,3%) e ILD (2,0%).
L’8% dei pazienti ha interrotto il trattamento con Rybrevant a causa di reazioni avverse.
Le reazioni avverse più frequenti che hanno portato all’interruzione del trattamento sono state IRR (2,7%), eruzione cutanea (2,3%), ILD (2,3%) e tossicità ungueale (1,0%).
La Tabella 8 riassume le reazioni avverse al farmaco osservate nei pazienti trattati con amivantamab in associazione con la chemioterapia.
I dati riflettono l’esposizione ad amivantamab in associazione con carboplatino e pemetrexed di 301 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico.
I pazienti hanno ricevuto amivantamab 1 400 mg (pazienti di peso <80 kg) o 1 750 mg (pazienti di peso ≥80 kg) a settimana per 4 settimane.
A partire dalla Settimana 7 i pazienti hanno ricevuto amivantamab 1 750 mg (pazienti di peso <80 kg) o 2 100 mg (pazienti di peso ≥80 kg) ogni 3 settimane.
L’esposizione mediana ad amivantamab in associazione con carboplatino e pemetrexed è stata di 7,7 mesi (intervallo: da 0,0 a 28,1 mesi).
Le reazioni avverse osservate durante gli studi clinici sono elencate di seguito per categoria di frequenza.
Le categorie di frequenza sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono riportate nell’ordine decrescente di gravità.
Tabella 8.
Reazioni avverse nei pazienti trattati con amivantamab in associazione con carboplatino e pemetrexed
Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Categoria di frequenza Di qualsiasi grado (%) Grado 3-4 (%)
Patologie del sistema emolinfopoietico
Neutropenia Molto comune 57 39
Trombocitopenia 40 12
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Appetito ridotto Molto comune 33 1,3
Ipoalbuminemia* 32 3,7
Ipokaliemia 20 6,6
Ipomagnesiemia 13 1,3
Ipocalcemia 12 1,0
Patologie del sistema nervoso
Capogiro* Comune 10 0,3
Patologie vascolari
Tromboembolia venosa* Molto comune 14 3,0
Patologie dell’occhio
Altre patologie dell’occhio* Comune 7,3 0
Compromissione della visione* 3,0 0
Crescita delle ciglia Non comune 0,3 0
Cheratite 0,3 0
Uveite 0,3 0
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Malattia interstiziale polmonare* Comune 2,3 1,7
Patologie gastrointestinali
Nausea Molto comune 43 1,0
Stipsi 40 0,3
Stomatite* 39 3,0
Vomito 22 2,0
Diarrea 19 2,3
Dolore addominale* Comune 11 0,3
Emorroidi 9,3 0,7
Patologie epatobiliari
Alanina aminotransferasi aumentata Molto comune 26 4,3
Aspartato aminotransferasi aumentata 23 0,7
Fosfatasi alcalina ematica aumentata Comune 10 0,3
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Eruzione cutanea* Molto comune 83 14
Tossicità ungueale* 53 4,3
Cute secca* 16 0
Prurito 10 0
Ulcera cutanea Comune 3,7 0,7
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Mialgia Comune 5,0 0,7
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Stanchezza* Molto comune 43 4,7
Edema* 40 1,3
Piressia 14 0
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura
Reazione correlata all’infusione Molto comune 51 3,0
* Termini raggruppati
Riassunto del profilo di sicurezza Nel set di dati di amivantamab in associazione con lazertinib (N=421), le reazioni avverse più frequenti in tutti i gradi sono state eruzione cutanea (89%), tossicità ungueale (71%), reazioni correlate all’infusione (63%), ipoalbuminemia (48%), epatotossicità (47%), edema (47%), stomatite (43%), tromboembolia venosa (37%), parestesia (lazertinib) (34%), stanchezza (32%), diarrea (29%), stipsi (29%), cute secca (26%), prurito (24%), appetito ridotto (24%), ipocalcemia (21%), nausea (21%) e altre patologie dell’occhio (21%).
Le reazioni avverse gravi più frequenti hanno incluso tromboembolia venosa (11%), infezione polmonare (4,0%), eruzione cutanea (3,1%), ILD/polmonite (2,9%), epatotossicità (2,4%), COVID-19 (2,4%) e IRR e versamento della pleura (2,1%).
Il ventitré per cento dei pazienti ha interrotto il trattamento con Rybrevant a causa di reazioni avverse.
Le reazioni avverse più frequenti che hanno portato all’interruzione del trattamento con Rybrevant sono state eruzione cutanea (5,5%), reazioni correlate all’infusione (4,5%), tossicità ungueale (3,6%), ILD (2,9%) e TEV (2,9%).
La Tabella 9 riassume le reazioni avverse al farmaco che si sono verificate nei pazienti trattati con amivantamab in associazione con lazertinib.
I dati riflettono l’esposizione ad amivantamab in associazione con lazertinib di 421 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico.
I pazienti hanno ricevuto amivantamab 1 050 mg (per pazienti <80 kg) o 1 400 mg (per pazienti ≥80 kg) una volta alla settimana per 4 settimane, successivamente ogni 2 settimane.
L’esposizione mediana al trattamento dello studio nel gruppo amivantamab in associazione con lazertinib è stata di 18,5 mesi (intervallo: da 0,2 a 31,4 mesi).
Le reazioni avverse osservate durante gli studi clinici sono elencate di seguito per categoria di frequenza.
Le categorie di frequenza sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità.
Tabella 9.
Reazioni avverse di amivantamab in pazienti trattati con amivantamab in associazione con lazertinib
Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Categoria di frequenza Di qualsiasi grado (%) Grado 3-4 (%)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Ipoalbuminemia* Molto comune 48 5
Appetito ridotto 24 1,0
Ipocalcemia 21 2,1
Ipokaliemia 14 3,1
Ipomagnesiemia Comune 5,0 0
Patologie del sistema nervoso
Parestesia*‡ Molto comune 34 1,7
Capogiro* 13 0
Patologie vascolari
Tromboembolia venosa* Molto comune 37 11
Patologie dell’occhio
Altre patologie dell’occhio* Molto comune 21 0,5
Compromissione della visione* Comune 4,5 0
Cheratite 2,6 0,5
Crescita delle ciglia* 1,9 0
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Malattia interstiziale polmonare/polmonite* Comune 3,1 1,2
Patologie gastrointestinali
Stomatite* Molto comune 43 2,4
Diarrea 29 2,1
Stipsi 29 0
Nausea 21 1,2
Vomito 12 0,5
Dolore addominale* 11 0
Emorroidi Comune 10 0,2
Patologie epatobiliari
Epatotossicità Molto comune 47 9
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Eruzione cutanea* Molto comune 89 27
Tossicità ungueale* 71 11
Cute secca* 26 1,0
Prurito 24 0,5
Eritrodisestesia palmo-plantare Comune 6 0,2
Ulcera cutanea 5 0,7
Orticaria 1,2 0
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Spasmi muscolari Molto comune 17 0,5
Mialgia 13 0,7
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Edema* Molto comune 47 2,9
Stanchezza* 32 3,8
Piressia 12 0
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura
Reazione correlata all’infusione Molto comune 63 6
* Termini raggruppati
Valutata come ADR solo per lazertinib.
Gli eventi più comuni hanno incluso ALT aumentata (36%), AST aumentata (29%) e fosfatasi alcalina ematica aumentata (12%).
Descrizione di reazioni avverse selezionate Reazioni correlate all’infusione Nei pazienti trattati con amivantamab in monoterapia, si sono verificate reazioni correlate all’infusione nel 67% dei pazienti.
Il novantotto percento delle IRR è stata di Grado 1-2.
Il novantanove percento delle IRR si è verificato in occasione della prima infusione, con un tempo mediano all’esordio di 60 minuti e la maggior parte si è verificata entro 2 ore dall’inizio dell’infusione.
I segni e sintomi più frequenti includono brividi, dispnea, nausea, vampate, fastidio al torace e vomito (vedere paragrafo 4.4).
Nei pazienti trattati con amivantamab in associazione con carboplatino e pemetrexed, le reazioni correlate all’infusione si sono verificate nel 50% dei pazienti.
Oltre il 94% delle IRR erano di grado 1-2.
La maggior parte delle IRR si è verificata alla prima infusione con un tempo mediano di insorgenza di 60 minuti (intervallo 0-7 ore) e la maggior parte si è verificata entro 2 ore dall’inizio dell’infusione.
Occasionalmente può verificarsi una IRR alla ripresa del trattamento con amivantamab dopo interruzioni prolungate della dose superiori a 6 settimane.
Nei pazienti trattati con amivantamab in associazione con lazertinib, reazioni correlate all’infusione si sono verificate nel 63% dei pazienti.
Il novantaquattro per cento delle IRR è stato di Grado 1-2.
La maggior parte delle IRR si è verificata alla prima infusione con un tempo mediano all’esordio di 1 ora e la maggior parte si è verificata entro 2 ore dall’inizio dell’infusione.
I segni e sintomi più frequenti includono brividi, dispnea, nausea, rossore, fastidio al torace e vomito (vedere paragrafo 4.4).
Occasionalmente può verificarsi una IRR alla ripresa del trattamento con amivantamab dopo interruzioni prolungate della dose superiori a 6 settimane.
In uno studio di fase 2, in aperto, multicentrico, in pazienti con NSCLC, ai pazienti sono stati somministrati 8 mg di desametasone per via orale, due volte al giorno in entrambi i due giorni prima della prima infusione di Rybrevant e 8 mg per via orale, 60 minuti prima dell'infusione il giorno della prima infusione (5 dosi totali) in aggiunta al desametasone per via endovenosa.
Con l'aggiunta del desametasone per via orale, è stata riportata un’incidenza di IRR del 22,5% e nessuna IRR di grado ≥3 il giorno dell'infusione iniziale (vedere paragrafo 4.2). Malattia interstiziale polmonare Sono state riportate malattia interstiziale polmonare o reazioni avverse simili all’ILD con l’uso di amivantamab, come pure con altri inibitori dell’EGFR.
È stata segnalata malattia interstiziale polmonare o polmonite nel 2,6% dei pazienti trattati con amivantamab in monoterapia, nel 2,3% dei pazienti trattati con amivantamab in associazione con carboplatino e pemetrexed e nel 3,1% dei pazienti trattati con amivantamab in associazione con lazertinib, incluso 1 (0,2%) caso fatale.
I pazienti con una storia clinica di ILD, ILD indotta da farmaci, polmonite da radiazioni che ha reso necessario il trattamento con steroidi o qualsiasi evidenza di ILD clinicamente attiva sono stati esclusi dallo studio clinico (vedere paragrafo 4.4).
Eventi tromboembolici venosi (TEV) con l’uso concomitante di lazertinib Quando Rybrevant è utilizzato in associazione con lazertinib, sono stati segnalati eventi di TEV, tra cui trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (PE), nel 37% dei 421 pazienti trattati con Rybrevant in associazione con lazertinib.
La maggior parte dei casi era di Grado 1 o 2, con eventi di Grado 3-4 osservati nell’11% dei pazienti trattati con Rybrevant in associazione con lazertinib e decessi osservati nello 0,5% dei pazienti trattati con Rybrevant in associazione con lazertinib.
Per informazioni sulla profilassi anticoagulante e sulla gestione degli eventi di TEV, vedere paragrafi 4.2 e 4.4.
Nei pazienti trattati con Rybrevant in associazione con lazertinib, il tempo mediano alla prima insorgenza di un evento di TEV è stato di 84 giorni.
Gli eventi di TEV hanno portato all’interruzione del trattamento con Rybrevant nel 2,9% dei pazienti.
Reazioni cutanee e ungueali Eruzione cutanea (compresa dermatite acneiforme), prurito e cute secca sono stati osservati nel 76% dei pazienti trattati con amivantamab da solo.
La maggior parte dei casi è stata di Grado 1 o 2, con eventi di eruzione cutanea di Grado 3 osservati nel 3% dei pazienti.
Eruzioni cutanee che hanno portato ad interruzione del trattamento con amivantamab si sono verificate nello 0,3% dei pazienti.
Le eruzioni cutanee si sono sviluppate di solito entro le prime 4 settimane di terapia, con un tempo mediano all’esordio di 14 giorni.
Nei pazienti trattati con amivantamab è stata osservata tossicità ungueale.
La maggior parte degli eventi è stata di Grado 1 o 2, con tossicità ungueale di Grado 3 osservata nell’1,8% dei pazienti.
Eruzione cutanea (compresa dermatite acneiforme) è stata osservata nell’83% dei pazienti trattati con amivantamab in associazione con carboplatino e pemetrexed.
Nella maggior parte dei casi è stata di Grado 1 o 2, con eventi di eruzione cutanea di Grado 3 osservati nel 14% dei pazienti.
Eruzioni cutanee che hanno portato ad interruzione del trattamento con amivantamab si sono verificate nel 2,3% dei pazienti.
Le eruzioni cutanee si sono sviluppate di solito entro le prime 4 settimane di terapia, con un tempo mediano all’esordio di 14 giorni.
Nei pazienti trattati con amivantamab in associazione con carboplatino e pemetrexed è stata osservata tossicità ungueale.
La maggior parte degli eventi è stata di Grado 1 o 2, con tossicità ungueale di Grado 3 osservata nel 4,3% dei pazienti (vedere paragrafo 4.4).
Eruzione cutanea (compresa dermatite acneiforme) è stata osservata nell’89% dei pazienti trattati con amivantamab in associazione con lazertinib.
La maggior parte dei casi è stata di Grado 1 o 2, con eventi di eruzione cutanea di Grado 3 osservati nel 27% dei pazienti.
L’eruzione cutanea che ha portato all’interruzione del trattamento con amivantamab si è verificata nel 5,5% dei pazienti.
L’eruzione cutanea di solito si è sviluppata entro le prime 4 settimane di terapia, con un tempo mediano all’insorgenza di 14 giorni.
La tossicità ungueale si è verificata in pazienti trattati con amivantamab in associazione con lazertinib.
La maggior parte degli eventi era di Grado 1 o 2, con tossicità ungueale di Grado 3 osservata nell’11% dei pazienti (vedere paragrafo 4.4).
È stato condotto uno studio di Fase 2 in pazienti trattati con Rybrevant in combinazione con lazertinib per valutare l’uso della terapia profilattica con un antibiotico orale, un antibiotico topico sul cuoio capelluto, un idratante sul viso e su tutto il corpo (ad eccezione del cuoio capelluto) e un antisettico su mani e piedi (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).
È stata dimostrata una riduzione dell’incidenza di eventi avversi dermatologici di Grado ≥ 2 durante le prime 12 settimane di trattamento, rispetto alla gestione dermatologica standard utilizzata nella pratica clinica (38,6% rispetto a 76,5%, p<0,0001).
Inoltre, si è osservata una riduzione degli eventi avversi di Grado ≥ 2 a carico del cuoio capelluto nelle prime 12 settimane di trattamento (8,6% rispetto a 29,4%) insieme a una minore incidenza di riduzioni della dose (7,1% rispetto a 19,1%), interruzioni (15,7% rispetto a 33,8%) ed interruzioni definitive del trattamento (1,4% rispetto a 4,4%) dovute a eventi avversi dermatologici.
Patologie dell’occhio Sono state osservate patologie dell’occhio, tra cui cheratite (0,5%), nel 9% dei pazienti trattati con amivantamab da solo.
Altre reazioni avverse riportate comprendevano crescita delle ciglia, compromissione della visione e altre patologie dell’occhio.
Tutti gli eventi sono stati di Grado 1 e 2.
Sono state osservate patologie dell’occhio, tra cui cheratite (0,3%), nell’11% dei pazienti trattati con amivantamab in associazione con carboplatino e pemetrexed.
Altre reazioni avverse riportate comprendevano crescita delle ciglia, compromissione della visione, uveite e altre patologie dell’occhio.
Tutti gli eventi sono stati di Grado 1 e 2 (vedere paragrafo 4.4).
Sono state osservate patologie dell’occhio, tra cui cheratite (2,6%), nei pazienti trattati con amivantamab in associazione con lazertinib.
Altre reazioni avverse riportate comprendevano crescita delle ciglia, compromissione della visione e altre patologie dell’occhio.
La maggior parte degli eventi è stata di Grado 1-2 (vedere paragrafo 4.4).
Popolazioni speciali Anziani Sono disponibili dati clinici limitati con amivantamab in pazienti di età pari o superiore a 75 anni (vedere paragrafo 5.1).
Non sono state osservate differenze complessive nella sicurezza tra i pazienti di età ≥ 65 anni e i pazienti di età < 65 anni.
Immunogenicità Come per tutte le proteine terapeutiche, esiste la possibilità di immunogenicità.
Negli studi clinici su pazienti affetti da NSCLC localmente avanzato o metastatico trattati con amivantamab, 4 dei 1 862 (0,2%) partecipanti trattati con Rybrevant e valutabili per la presenza di anticorpi anti-farmaco (ADA), sono risultati positivi per gli anticorpi anti-amivantamab emergenti dal trattamento.
Non sono state riscontrate evidenze di alterazioni della farmacocinetica, dell’efficacia o del profilo di sicurezza dovute agli anticorpi anti-amivantamab.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e allattamento

Donne in età fertile/Contraccezione Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per 3 mesi dopo l’interruzione del trattamento con amivantamab.
Gravidanza Non esistono dati sull’uomo che permettano di valutare il rischio dell’uso di amivantamab in gravidanza.
Non sono stati condotti studi di riproduzione sugli animali per valutare il rischio associato al farmaco.
La somministrazione di molecole che inibiscono l’EGFR e MET in animali in gravidanza ha determinato un aumento dell’incidenza di compromissione dello sviluppo embrio-fetale, letalità embrionale e aborti.
Pertanto, in base al suo meccanismo d’azione e ai risultati in modelli animali, amivantamab potrebbe causare danni al feto se somministrato a una donna in gravidanza.
Amivantamab non deve essere somministrato durante la gravidanza a meno che non si ritenga che il beneficio del trattamento della donna superi i potenziali rischi per il feto.
Se una paziente rimanesse incinta mentre assume questo medicinale, deve essere informata del potenziale rischio per il feto (vedere paragrafo 5.3).
Allattamento Non è noto se amivantamab sia escreto nel latte materno.
È noto che le IgG umane sono escrete nel latte materno durante i primi giorni dopo la nascita, per poi ridursi a basse concentrazioni subito dopo.
Un rischio per il bambino allattato al seno non può essere escluso durante questo breve periodo subito dopo la nascita, anche se è probabile che le IgG siano degradate nel tratto gastrointestinale del bambino allattato al seno e non assorbite.
Deve essere presa una decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con amivantamab tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità Non sono disponibili dati sugli effetti di amivantamab sulla fertilità umana.
Gli effetti sulla fertilità maschile e femminile non sono stati valutati negli studi sugli animali.

Conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C).
Non congelare.
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione del medicinale vedere paragrafo 6.3.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.