QARZIBA 1FL 4,5ML 4,5MG/ML

14.193,45 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: DINUTUXIMAB BETA
  • ATC: L01FX06
  • Descrizione tipo ricetta: OSP - USO OSPEDALIERO
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 01/08/2018

Qarziba è indicato nel trattamento del neuroblastoma ad alto rischio in pazienti a partire dai 12 mesi di età che sono stati precedentemente sottoposti a chemioterapia di induzione conseguendo almeno una risposta parziale, seguita da terapia mieloablativa e trapianto di cellule staminali, nonché in pazienti con storia clinica di neuroblastoma recidivante o refrattario, con o senza malattia residua. Prima del trattamento del neuroblastoma recidivante, qualsiasi malattia in fase di progressione attiva dovrebbe essere stabilizzata mediante altre misure adeguate. In pazienti con una storia clinica di malattia recidivante/refrattaria e in pazienti che non hanno conseguito una risposta completa dopo una terapia di prima linea, Qarziba deve essere associato a terapia con interleuchina-2 (IL-2).
1 mL di concentrato contiene 4,5 mg di dinutuximab beta. Ogni flaconcino contiene 20 mg di dinutuximab beta in 4,5 mL. Dinutuximab beta è un anticorpo monoclonale IgG1 chimerico umano/murino prodotto in una linea cellulare di mammifero (CHO) mediante tecnologia di DNA ricombinante. Eccipiente con effetti noti Ogni flaconcino da 4,5 mL contiene 0,45 mg di polisorbato 20. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; Malattia del trapianto contro l’ospite (GvHD, graft-versus-host disease) cronica estensiva o acuta di grado 3 o 4.

Posologia

Qarziba è ristretto al solo uso ospedaliero e deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nell’uso di terapie oncologiche.
Deve essere somministrato da operatori sanitari preparati nella gestione di reazioni allergiche gravi, compresa l’anafilassi, in un ambiente in cui siano immediatamente disponibili i servizi di rianimazione.
Posologia Il trattamento con Qarziba consiste di 5 cicli consecutivi, ove ciascun ciclo conta 35 giorni.
La dose individuale è determinata sulla base dell’area della superficie corporea e deve corrispondere complessivamente a 100 mg/m² per ciclo.
Sono possibili due modalità di somministrazione: • un’infusione continua nel corso dei primi 10 giorni di ciascun ciclo (per un totale di 240 ore) alla dose giornaliera di 10 mg/m²; • o cinque infusioni giornaliere di 20 mg/m² somministrate in un arco di 8 ore, nei primi 5 giorni di ciascun ciclo.
Nel caso in cui IL-2 sia associata a Qarziba, deve essere somministrata mediante iniezioni sottocutanee di 6 x 106 IU/m²/giorno, per 2 periodi di 5 giorni consecutivi, con una dose complessiva di 60 x 106 IU/m² per ciclo.
Il primo ciclo di 5 giorni deve iniziare 7 giorni prima della prima infusione di dinutuximab beta e il secondo ciclo di 5 giorni deve iniziare contemporaneamente all’infusione di dinutuximab beta (giorni da 1 a 5 di ciascun ciclo di dinutuximab beta).
Prima di iniziare ciascun ciclo di trattamento, devono essere valutati i seguenti parametri clinici e il trattamento deve essere posticipato fino al raggiungimento di tali valori: • pulsossimetria > 94 % in aria ambiente; • adeguata funzionalità midollare: conta assoluta dei neutrofili ≥ 500/mcL, conta delle piastrine ≥ 20 000/mcL, emoglobina > 8,0 g/dL; • adeguata funzionalità epatica: alanina aminotransferasi (ALT)/aspartato aminotransferasi (AST) < 5 volte il limite superiore della norma (ULN); • adeguata funzionalità renale: clearance della creatinina o velocità di filtrazione glomerulare (VFG) > 60 mL/min/1,73 m².
Modifica della dose di dinutuximab beta Sulla base della valutazione del medico relativamente alla gravità delle reazioni avverse al farmaco di dinutuximab beta, i pazienti possono essere sottoposti a una riduzione della dose pari al 50% o a un’interruzione temporanea dell’infusione.
Di conseguenza, o il periodo di infusione viene prolungato oppure, se tollerata dal paziente, la velocità di infusione può essere aumentata fino a 3 mL/h (infusione continua), in modo da somministrare la dose complessiva.
Modifiche della dose raccomandata di dinutuximab beta
Reazione avversa Gravità Modifica del trattamento
Qualsiasi Grado 1 - 2 Diminuire la velocità di infusione al 50%.
Dopo la risoluzione, ripristinare l’infusione alla velocità iniziale
Reazione di ipersensibilità per es.
ipotensione
Interrompere l’infusione e somministrare misure di supporto.
Dopo la risoluzione, ripristinare l’infusione alla velocità iniziale
Pupille dilatate con riflesso alla luce lento +/- fotofobia Interrompere l’infusione.
Dopo la risoluzione, ripristinare l’infusione al 50% di velocità
Qualsiasi Grado ≥ 3 Interrompere l’infusione e somministrare misure di supporto.
Ripristinare l’infusione al 50% di velocità se l’ADR* si risolve o migliora passando al grado 1-2.
Dopo la risoluzione, aumentare alla velocità iniziale
Ricorrente Sospendere l’infusione.
Ripristinare il giorno seguente se l’ADR si risolve
Reazione di ipersensibilità per es.
broncospasmo, angioedema
Interrompere l’infusione immediatamente e trattare in modo appropriato (vedere paragrafo 4.4).
Ripristinare il trattamento per i cicli successivi
Sindrome da perdita capillare  Interrompere l’infusione e somministrare misure di supporto.
Ripristinare al 50% di velocità se l’ADR si risolve o migliora passando al grado 1-2
Neurotossicità centrale  Interrompere l’infusione immediatamente, escludere altri fattori influenzanti e trattare in modo appropriato.
Sono disponibili dati limitati in merito al ripristino del trattamento e non è possibile formulare raccomandazioni.
*ADR, adverse drug reaction (reazione avversa al farmaco).
Il trattamento con dinutuximab beta deve essere definitivamente sospeso se si verificano le seguenti tossicità: • anafilassi di grado 3 o 4; • neuropatia motoria periferica di grado 2 prolungata; • neuropatia periferica di grado 3; • tossicità oculare di grado 3; • iponatremia di grado 4 (< 120 mEq/L) nonostante appropriata gestione dei fluidi; • sindrome da perdita capillare ricorrente o di grado 4 (richiede un supporto ventilatorio); • neurotossicità centrale severa che include neurotossicità centrale di grado 3 o 4 con deficit neurologico prolungato sostanziale senza motivi rilevabili, neurotossicità di grado 1-3 ricorrente e deficit neurologico permanente; • sindrome da encefalopatia posteriore reversibile e mielite trasversa di tutti i gradi.
Compromissione renale ed epatica Non sono disponibili dati relativi a pazienti con compromissione renale ed epatica (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Qarziba nei bambini di età inferiore a 12 mesi non sono state ancora stabilite.
Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione Qarziba è per infusione endovenosa.
La soluzione deve essere somministrata mediante un catetere endovenoso centrale o periferico.
Altri agenti somministrati in concomitanza per endovena devono essere erogati utilizzando una linea d’infusione separata (vedere paragrafo 6.6).
Per le infusioni continue, la soluzione è somministrata a una velocità di 2 mL all’ora (48 mL al giorno) mediante una pompa da infusione.
Per le infusioni giornaliere della durata di 8 ore, la soluzione è somministrata a una velocità di circa 13 mL all’ora.
Prima di iniziare ciascuna infusione deve sempre essere presa in considerazione la premedicazione (vedere paragrafo 4.4).
Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Avvertenze e precauzioni

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Dolore Solitamente si manifesta dolore neuropatico all’inizio del trattamento e, pertanto, è necessaria una premedicazione con analgesici, compresi oppiacei per endovena, prima di ciascuna infusione di dinutuximab beta.
Una triplice terapia, che comprende analgesici non oppiacei (secondo le linee guida OMS), gabapentin e oppiacei, è raccomandata per il trattamento del dolore.
La dose individuale può variare ampiamente.
Analgesici non oppiacei Durante il trattamento devono essere utilizzati in modo permanente analgesici non oppiacei, per es.
paracetamolo o ibuprofene.
Gabapentin Da assumere preventivamente in quantità pari a 10 mg/kg/giorno, iniziando 3 giorni prima dell’infusione di dinutuximab beta.
Il giorno successivo, la dose giornaliera di gabapentin è aumentata a 2 x 10 mg/kg/giorno per via orale e a 3 x 10 mg/kg/giorno per via orale il giorno prima dell’inizio dell’infusione di dinutuximab beta e in seguito.
La singola dose massima di gabapentin è di 300 mg.
Questo schema posologico deve essere mantenuto fino a quando sia ritenuto necessario per il paziente.
Il gabapentin per via orale deve essere diminuito gradualmente dopo aver interrotto in maniera graduale l’infusione endovenosa di morfina, al più tardi dopo l’interruzione della terapia di infusione di dinutuximab beta.
Oppiacei Il trattamento con oppiacei è standard con dinutuximab beta.
Solitamente, il primo giorno e il primo ciclo di infusione richiedono una dose più alta rispetto a quella somministrata nei giorni e nei cicli successivi.
• Prima dell’inizio di un’infusione endovenosa continua di morfina, deve essere somministrata un’infusione in bolo di morfina che varia da 0,02 a 0,05 mg/kg/ora, 2 ore prima dell’infusione di dinutuximab beta.
• Successivamente, è raccomandata una velocità di dosaggio pari a 0,03 mg/kg/ora contemporaneamente all’infusione di dinutuximab beta.
• In caso di infusioni giornaliere di dinutuximab beta, l’infusione di morfina deve essere proseguita a una velocità ridotta (per es.
0,01 mg/kg/ora) per 4 ore dalla fine dell’infusione di dinutuximab beta.
• Con l’infusione continua, in risposta alla percezione del dolore da parte del paziente, è possibile dismettere la morfina nel corso di 5 giorni riducendone progressivamente la velocità di dosaggio (per es.
a 0,02 mg/kg/ora, 0,01 mg/kg/ora, 0,005 mg/kg/ora).
• Se l’infusione continua di morfina è necessaria per più di 5 giorni, il trattamento deve essere ridotto gradualmente del 20% al giorno, dopo l’ultimo giorno di infusione di dinutuximab beta.
Dopo l’interruzione graduale della morfina per endovena, in caso di dolore neuropatico severo può essere somministrato su richiesta solfato di morfina per via orale (da 0,2 a 0,4 mg/kg ogni 4-6 ore).
In caso di dolore neuropatico moderato, può essere somministrato tramadolo per via orale.
Reazioni di ipersensibilità Nonostante l’uso della premedicazione, possono manifestarsi gravi reazioni correlate all’infusione, tra cui sindrome da rilascio di citochine (CRS, cytokine release syndrome), reazioni anafilattiche e di ipersensibilità.
Il manifestarsi di una grave reazione correlata all’infusione (tra cui la CRS) richiede l’interruzione immediata della terapia con dinutuximab beta e può rendere necessario un trattamento di emergenza.
La sindrome da rilascio di citochine spesso si manifesta entro un tempo compreso tra minuti e ore dall’inizio della prima infusione ed è caratterizzata da sintomi sistemici quali febbre, ipotensione e orticaria.
Entro pochi minuti dalla prima infusione di dinutuximab beta possono verificarsi reazioni anafilattiche, comunemente associate a broncospasmo e orticaria.
Premedicazione La premedicazione antistaminica (per es.
difenidramina) deve essere somministrata tramite iniezione endovenosa circa 20 minuti prima di iniziare ciascuna infusione di dinutuximab beta.
Se necessario, è raccomandato ripetere la somministrazione di antistaminico ogni 4-6 ore durante l’infusione di dinutuximab.
I pazienti devono essere attentamente monitorati in modo da rilevare eventuali reazioni allergiche e anafilattiche, in particolare durante il primo e il secondo ciclo di trattamento.
Trattamento delle reazioni di ipersensibilità Antistaminici per via endovenosa, epinefrina (adrenalina) e prednisolone per via endovenosa devono essere immediatamente disponibili al letto del paziente durante la somministrazione di dinutuximab beta per gestire eventuali reazioni allergiche potenzialmente fatali.
Si raccomanda che il trattamento per tali reazioni comprenda prednisolone somministrato come bolo endovenoso ed epinefrina somministrata come bolo endovenoso ogni 3-5 minuti a seconda delle necessità, in base alla risposta clinica.
In caso di reazione di ipersensibilità bronchiale e/o polmonare, si raccomanda di somministrare epinefrina (adrenalina) per inalazione da ripetersi ogni 2 ore, in base alla risposta clinica.Sindrome da perdita capillare (CLS) La CLS è caratterizzata da una perdita di tono vascolare e stravaso di proteine plasmatiche e liquidi nello spazio extravascolare.
La CLS solitamente insorge entro qualche ora dall’inizio del trattamento, mentre la comparsa di sintomi clinici (ovvero ipotensione, tachicardia) è riportata dopo 2-12 ore.
È necessario monitorare attentamente la funzionalità circolatoria e respiratoria.
Patologie neurologiche dell’occhio Si possono verificare patologie dell’occhio poiché dinutuximab beta si lega alle cellule del nervo ottico.
Non è necessaria una modifica della dose nel caso di un deficit nell’accomodazione visiva, correggibile mediante l’uso di occhiali da vista, finché sia ritenuto tollerabile.
Il trattamento deve essere interrotto in pazienti che presentano tossicità oculare di grado 3 (ovvero parziale perdita della vista per gradazione di tossicità).
In caso di problemi oculari, i pazienti devono essere indirizzati tempestivamente a uno specialista oculista.
Neuropatia periferica Sono stati segnalati eventi sporadici di neuropatia periferica con l’assunzione di Qarziba.
Casi di neuropatia motoria o sensoriale di durata superiore a 4 giorni devono essere valutati in modo da escludere cause non infiammatorie, quali progressione della malattia, infezioni, sindromi metaboliche e terapia concomitante.
Il trattamento deve essere definitivamente sospeso in pazienti che presentano una prolungata debolezza oggettiva attribuibile alla somministrazione di dinutuximab beta.
Il trattamento deve essere interrotto nei pazienti con neuropatia (motoria con o senza neuropatia sensoriale) moderata (grado 2) e può essere ripreso dopo la risoluzione dei sintomi neurologici.
Neurotossicità centrale Neurotossicità centrale è stata segnalata in seguito al trattamento con Qarziba.
Se si verifica neurotossicità centrale, l’infusione deve essere interrotta immediatamente e il paziente deve ricevere un trattamento sintomatico; devono essere esclusi altri fattori influenzanti, quali infezione attiva, diffusione metastatica del neuroblastoma al SNC, terapie farmacologiche neurotossiche concomitanti.
Il trattamento con dinutuximab beta deve essere definitivamente sospeso in caso di comparsa di neurotossicità severa che include neurotossicità centrale di grado 3 o 4 con deficit neurologico prolungato sostanziale senza motivi rilevabili, neurotossicità di grado 1-3 ricorrente e/o deficit neurologico permanente e di sindrome da encefalopatia posteriore reversibile e mielite trasversa di tutti i gradi.
Infezioni sistemiche I pazienti sono suscettibili di risultare immunocompromessi come conseguenza di terapie precedenti.
Poiché generalmente viene loro applicato un catetere venoso centrale in situ, essi sono a rischio di sviluppare un’infezione sistemica.
I pazienti non devono presentare alcuna evidenza di infezione sistemica ed eventuali infezioni identificate devono essere sotto controllo prima dell’inizio della terapia.
Tossicità ematologiche Sono stati segnalati eventi di tossicità ematologiche con l’assunzione di Qarziba, quali eritropenia, trombocitopenia o neutropenia.
Le tossicità ematologiche di grado 4, che migliorano sino a raggiungere almeno il grado 2 o i valori al basale all’inizio del ciclo di trattamento successivo, non richiedono modifica della dose.
Anomalie nei test di laboratorio È raccomandato un monitoraggio regolare della funzionalità epatica e degli elettroliti.
Sindrome emolitico-uremica atipica Sono stati riportati casi di sindrome emolitico-uremica atipica (SEUa) in pazienti trattati con dinutuximab beta, in alcuni casi con esito fatale.
I segni e i sintomi di SEUa devono essere monitorati.
In caso di diagnosi di SEUa è necessario un trattamento tempestivo e dinutuximab beta deve essere definitivamente interrotto.
Eccipienti Questo medicinale contiene 0,45 mg di polisorbato 20 per ogni flaconcino da 4,5 mL equivalente a 0,1 mg/mL.
I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi d’interazione.
Non può essere escluso un rischio di riduzione indiretta dell’attività del CYP a causa dei livelli più elevati di TNF-α e IL-6 e, quindi, di interazioni con medicinali usati contemporaneamente.
Corticosteroidi A causa della loro attività immunosoppressiva, non è raccomandato il trattamento concomitante con corticosteroidi entro le 2 settimane precedenti al primo ciclo di trattamento fino a 1 settimana successiva all’ultimo ciclo di trattamento con dinutuximab beta, fatta eccezione per condizioni potenzialmente fatali.
Vaccinazioni Durante la somministrazione di dinutuximab beta le vaccinazioni devono essere evitate fino a 10 settimane dopo l’ultimo ciclo di trattamento, a causa della stimolazione del sistema immunitario generata da dinutuximab beta e del possibile rischio di rare tossicità neurologiche.
Immunoglobulina per via endovenosa L’uso concomitante di immunoglobuline per via endovenosa non è raccomandato, poiché possono interferire con la citotossicità cellulare dinutuximab beta-dipendente.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza La sicurezza di dinutuximab beta è stata valutata in 795 pazienti affetti da neuroblastoma ad alto rischio e recidivante/refrattario, che lo hanno assunto come infusione continua (379) o come infusioni giornaliere ripetute (416).
È stato associato all’acido 13-cis retinoico nella maggior parte dei pazienti e a IL-2 in 307 pazienti.
Le reazioni avverse più comuni riscontrate negli studi accademici promossi da sperimentatori (escluso lo studio APN311-302, che ha registrato solo gli eventi avversi gravi), sono state: piressia (86%), tosse (60%), vomito (52%), diarrea (48%), ipotensione (47%) e dolore (46%) che si è manifestato nonostante il trattamento analgesico.
Altre reazioni avverse frequenti sono state: stipsi (46%), prurito (46%), anemia (44%) e sindrome da perdita capillare (35%).
Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse riportate negli studi clinici e dopo l’immissione in commercio sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza e sono sintetizzate nella tabella seguente.
Queste reazioni avverse sono presentate in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e alla relativa frequenza.
Le categorie di frequenza sono definite come: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), rara (≥ 1/10 000, < 1/1 000), molto rara (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
In ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine di gravità decrescente.
Classificazione per sistemi e organi Categoria di frequenza Reazioni avverse
Infezioni ed infestazioni Molto comune Infezione¹, infezione correlata a dispositivo
Comune Sepsi
Non comune Batteriemia
Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Anemia, leucopenia, neutropenia, trombocitopenia
Comune Coagulopatia, eosinofilia, linfopenia, leucocitosi
Non comune Ematotossicità
Non nota Sindrome emolitico-uremica atipica
Disturbi del sistema immunitario Comune Sindrome da rilascio di citochine, reazione anafilattica, ipersensibilità
Non comune Malattia da siero
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Appetito ridotto, ipoalbuminemia, ipocalcemia, ipokaliemia, iponatremia, ipofosfatemia
Comune Disidratazione, ritenzione di liquidi, iperuricemia, ipomagnesiemia, acidosi metabolica²
Non comune Iperfosfatemia, ipoglicemia
Disturbi psichiatrici Comune Depressione, agitazione, ansia, insonnia, umore alterato, irritabilità, irrequietezza
Non comune Aggressione, stato confusionale, delirium, allucinazione, alterazione della personalità
Non nota Comportamento anormale, disturbo affettivo
Patologie del sistema nervoso Molto comune Cefalea
Comune Capogiro, neuropatia periferica, crisi convulsiva, parestesia, tremore
Non comune Encefalopatia, sincope
Non nota Pressione endocranica aumentata, sindrome da encefalopatia posteriore reversibile, demielinizzazione
Patologie dell’occhio Molto comune Edema oculare (palpebrale, periorbitale)
Comune Patologia dell’occhio³, midriasi, miosi, pupille diseguali, oftalmoplegia4, fotofobia, visione offuscata
Non comune Cheratite, lacrimazione aumentata, compromissione della visione
Non nota Papilledema, pupillotonia
Patologie cardiache Molto comune Tachicardia
Comune Bradicardia
Non comune Insufficienza cardiaca, cardiomegalia, versamento pericardico
Non nota Disfunzione del ventricolo sinistro
Patologie vascolari Molto comune Sindrome da perdita capillare, ipotensione
Comune Ipertensione, pallore
Non comune Cianosi, vasculite, malattia veno-occlusiva
Non nota Shock ipovolemico
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune Tosse, ipossia, patologia respiratoria5
Comune Broncospasmo6, epistassi, congestione nasale, versamento della pleura, insufficienza respiratoria7, rinorrea, tachipnea, edema polmonare, infiltrazione polmonare, polmonite
Non comune Asma, starnuto, stridore
Non nota Laringospasmo
Patologie gastrointestinali Molto comune Stipsi, diarrea, nausea, vomito
Comune Distensione dell’addome, ascite, labbra secche, dispepsia, emorragia gastrointestinale8, ostruzione gastrointestinale9, enterocolite10, stomatite, edema delle labbra, lingua patinata
Non comune Infiammazione anale, bocca secca, flatulenza, pancreatite
Non nota Tossicità gastrointestinale
Patologie epatobiliari Comune Citolisi epatica, epatotossicità
Non comune Colestasi, epatomegalia
Non nota Traumatismo epatocellulare
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Cute secca, prurito11, eruzione cutanea12, eritema13, orticaria
Comune Dermatite14, iperidrosi, petecchie, malattia della pelle15
Non comune Vescicola, alopecia, sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare, reazione di fotosensibilità, porpora, reazione cutanea, tossicità cutanea
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Spasmi muscolari, debolezza muscolare
Non comune Massa del collo
Patologie renali e urinarie Molto comune Ritenzione di urina
Comune Insufficienza renale16, disuria, oliguria, ematuria, proteinuria
Non comune Incontinenza urinaria
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Dolore17, edema18, piressia, performance status diminuito19, reazione in sede di iniezione20, brividi
Comune Ipotermia
Esami diagnostici Molto comune Transaminasi aumentate, peso aumentato, gamma-glutamiltransferasi aumentata, elettroliti ematici anormali21, esame del sangue anormale22
Comune Peso diminuito, bilirubina ematica aumentata, ipertrigliceridemia, creatinina ematica aumentata
Non comune Soffio cardiaco, velocità di filtrazione glomerulare ridotta, tempo di tromboplastina parziale attivata abbreviato
¹ Le infezioni includono infezioni comuni quali bronchite, cheilite, infezione da Clostridium difficile, congiuntivite, proteina C-reattiva aumentata, gastroenterite, herpes zoster, malattia simil-influenzale, linfoadenopatia, infiammazione della mucosa, rinofaringite, faringite, infezione polmonare, rinite, tonsillite, infezione delle vie respiratorie superiori e infezione delle vie urinarie.
² L’acidosi metabolica include gap anionico aumentato e bicarbonato ematico diminuito.
³ Le patologie dell’occhio includono disturbo dell’accomodazione, occhio secco, iperemia oculare, tossicità oculare e riflesso pupillare alla luce compromesso.
4 L’oftalmoplegia include cicloplegia, ptosi palpebrale e iridoplegia.
5 Le patologie respiratorie includono disfonia, dispnea, dispnea a riposo, malattia polmonare, ipertensione polmonare e tensione della gola.
6 Il broncospasmo include ostruzione bronchiale e respiro sibilante.
7 L’insufficienza respiratoria include sindrome da distress respiratorio acuto, ipoventilazione, acidosi respiratoria, sofferenza respiratoria e frequenza respiratoria diminuita.
8 L’emorragia gastrointestinale include emorragia anale, emorragia di ulcera gastrica ed ematochezia.
9 L’ostruzione gastrointestinale include ileo, ileo paralitico, svuotamento gastrico compromesso, ostruzione dell’intestino tenue e subileo.
10 L’enterocolite include colite da Clostridium difficile, colite, colite ischemica, enterite ed enterocolite infettiva.
11 Il prurito include prurito oculare, prurito orale, prurito genitale e prurito vulvovaginale.
12 L’eruzione cutanea include eruzione cutanea generalizzata, eruzione cutanea maculare, eruzione cutanea maculo-papulare, eruzione cutanea papulare ed eruzione cutanea pruriginosa.
13 L’eritema include eritema anale, eritema del canale uditivo, eritema multiforme, eritema della palpebra, eritema labiale, eritema palmare, eritema del pene ed eritema vulvovaginale.
14 La dermatite include dermatite da pannolino, dermatite esfoliativa, dermatite esfoliativa generalizzata, eczema ed eczema delle palpebre.
15 La malattia della pelle include alterazione del colore della pelle e iperpigmentazione cutanea.
16 L’insufficienza renale include lesione renale acuta, anuria e azotemia.
17 Il dolore include dolore addominale, dolore a un arto, dolore orofaringeo e dolore dorsale, artralgia, dolore in sede di iniezione, dolore muscoloscheletrico, dolore osseo, dolore toracico e dolore al collo.
18 L’edema include edema cerebrale, edema della faccia, edema periferico e tumefazione locale.
19 Il performance status diminuito include astenia, stanchezza, sonnolenza e malessere.
20 Le reazioni in sede di iniezione includono dolore in sede di iniezione, infiammazione in sede di iniezione, edema in sede di iniezione, eritema in sede di iniezione, prurito in sede di iniezione, eruzione cutanea in sede di iniezione, ematoma in sede di iniezione e orticaria in sede di iniezione.
21 Gli elettroliti ematici anormali includono iperkaliemia, ipermagnesiemia, ipercalcemia e ipernatremia.
22 L’esame del sangue anormale include transaminasi anormali, cloruro ematico anormale, magnesio ematico aumentato, urea ematica diminuita, conta basofila, eosinofila e dei neutrofili anormale, nonché concentrazione emoglobinica cellulare media e volume cellulare medio anormali.
Descrizione delle reazioni avverse selezionate Ipersensibilità Le reazioni di ipersensibilità più frequenti includevano ipotensione (48,0%), orticaria (13,3%) e broncospasmo (9,3%).
La sindrome da rilascio di citochine si è verificata nell’1,6% dei pazienti e reazioni anafilattiche gravi si sono manifestate in meno dell’1% dei pazienti.
Dolore Il dolore generalmente si manifesta durante la prima infusione di dinutuximab beta e diminuisce nel corso dei cicli del trattamento.
Più comunemente, i pazienti hanno riportato dolore addominale, dolore alle estremità, dolore alla schiena, dolore toracico o artralgia.
Sindrome da perdita capillare (CLS) Complessivamente, il 5,2% di casi di CLS è stato grave (grado 3-4) e la frequenza di tali casi è diminuita nel corso dei cicli del trattamento.
Problemi oculari Questi includevano deficit nell’accomodazione visiva, correggibile mediante l’uso di occhiali da vista, nonché midriasi (5,6%), edema oculare, incluso periorbitale/orbitale ed edema delle palpebre (13,3%), visione offuscata (4,7%) o fotofobia (2,1%), che sono stati generalmente reversibili dopo l’interruzione del trattamento.
Sono state riportate gravi patologie dell’occhio tra cui oftalmoplegia e papilledema nel 2,5% dei pazienti.
Neuropatia periferica Sono stati segnalati casi di neuropatia periferica sia motoria sia sensoriale complessivamente nell’1,9% dei pazienti.
Neurotossicità centrale Sono state ricevute segnalazioni di neurotossicità centrale e neurotossicità severa, comprese crisi convulsive, riportate nell’1,6%, e sindrome da encefalopatia posteriore reversibile in meno dell’1% dei pazienti.
Profilo di sicurezza con e senza IL-2 La combinazione di Qarziba con IL-2 aumenta il rischio di reazioni avverse al farmaco rispetto a Qarziba senza IL-2, in particolare per, rispettivamente, piressia (88% versus 83%), CLS (44% versus 14%), dolore dovuto a dinutuximab beta (46% versus 33%), ipotensione (51% versus 39%) e neuropatia periferica (2,4% versus 0,7%).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non sono disponibili dati su donne in gravidanza.
Non sono disponibili dati sulla teratogenicità o sulla embriotossicità negli animali.
Il bersaglio di dinutuximab beta (GD2) viene espresso nei tessuti neuronali, soprattutto durante lo sviluppo embriofetale, e può attraversare la placenta; di conseguenza, Qarziba può causare danni al feto se somministrato a donne in gravidanza.
Qarziba non deve essere usato durante la gravidanza.
Allattamento Non sono disponibili dati su donne che allattano al seno.
Non è noto se il dinutuximab beta sia escreto nel latte materno.
L’allattamento con latte materno deve essere interrotto durante il trattamento con Qarziba e per i 6 mesi successivi all’ultima dose.
Fertilità Gli effetti di dinutuximab beta sulla fertilità negli esseri umani non sono noti.
Negli animali, non sono stati condotti studi specifici sulla fertilità; tuttavia, negli studi di tossicità condotti nel porcellino d’India e nella scimmia cynomolgus non sono stati osservati effetti avversi sugli organi riproduttivi.
Qarziba non deve essere somministrato a donne in età fertile che non usano misure contraccettive.
Si raccomanda che le donne in età fertile usino metodi contraccettivi per 6 mesi dopo l’interruzione del trattamento con dinutuximab beta.

Conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C).
Conservare il flaconcino nella confezione di cartone esterna per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione del medicinale dopo la diluizione del medicinale vedere paragrafo 6.3.

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Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.