PREDNISONE ZENT 20CPR 5MG

2,54 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: PREDNISONE
  • ATC: H02AB07
  • Descrizione tipo ricetta: RR - RIPETIBILE 10V IN 6MESI
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio: Il farmaco contiene lattosio

Data ultimo aggiornamento: 15/03/2016

Patologie che richiedono un trattamento sistematico con glucocorticoidi, incluse le seguenti in base al tipo e alla gravità: Terapia sostitutiva: - Malattia di Addison. - Sindrome adrenogenitale (dopo il periodo della crescita). Malattie reumatiche: Malattie reumatiche articolari o muscolari, acute e croniche, quali: - Polimialgia reumatica con o senza arterite temporale rilevabile - Arterite temporale - Fasi attive della collagenosi: lupus eritematoso sistemico, granulomatosi di Wegener, periartrite nodosa e altre vasculiti, polimiositi, dermatomiositi, ad eccezione di quelle direttamente indotte da patogeni, forme viscerali di sclerosi sistemica progressiva, policondrite recidivante. - Poliartrite cronica: fasi attive altamente infiammatorie e forme speciali (ad es. forme a rapida distruzione e/o che mostrano manifestazioni viscerali). - Febbre reumatica quando necessario (in base alla condizione della malattia) - Porpora reumatica. Malattie bronchiali e polmonari: - Asma bronchiale. Si raccomanda la somministrazione concomitante di broncodilatatori. - Malattie polmonari interstiziali come la fibrosi polmonare. Malattie dermatologiche: Malattie della cute che non possono essere trattate adeguatamente con applicazione esterna di corticosteroidi a causa della gravità o della localizzazione nel tessuto profondo, quali: - Dermatosi allergica con presenza sistemica se è colpita più del 20% della superficie corporea (orticaria cronica grave, edema di Quincke, malattia di Lyell, esantema grave indotto da farmaco). - Dermatosi infiammatoria: dermatite grave su vaste aree, lichen ruber planus esantematico, eritroderma, sindrome di Sweet, granulomatosi della cute. - Altre condizioni dermatologiche: nevralgia posterpetica, reazione di Jarisch-Herxheimer nel trattamento della sifilide con penicillina, emangioma cavernoso, malattia di Behçet, pioderma gangrenoso. - Pemfigo, penfigoide bolloso. Malattie ematologiche/Terapia umorale: - Anemia emolitica autoimmune. - Porpora trombocitopenica. - Trombocitopenia. - Leucemia linfoblastica acuta, morbo di Hodgkin, linfoma di non-Hodgkin, leucemia linfatica cronica, malattia di Waldenström, mieloma multiplo (uso nell’ambito del trattamento con chemioterapia). - Agranulocitosi. - Terapia pre e post trapianto d’organo. Malattie gastrointestinali ed epatiche: - Colite ulcerosa - Epatite Malattie renali e delle vie urinarie efferenti: - Glomerulonefrite a lesioni minime - Glomerulonefrite membranosa (in associazione con agenti citostatici se necessario). - Fibrosi retroperitoneale idiopatica - Sindrome nefrotica. Malattie oftalmiche: - Congiuntivite allergica - Cheratite, irite, iridociclite, corioretinite
Prednisone Zentiva, 5 mg compresse: ogni compressa contiene 5 mg di prednisone. Prednisone Zentiva, 25 mg compresse: ogni compressa contiene 25 mg di prednisone. Eccipienti con effetti noti Ogni compressa di Prednisone Zentiva 5 mg contiene 114,5 mg di lattosio monoidrato e 0,099 mg di sodio (come sodio amido glicolato Tipo A). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1. Ogni compressa di Prednisone Zentiva 25 mg contiene 203,750 mg di lattosio monoidrato e 0,495 mg di sodio (come sodio amido glicolato Tipo A). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
La durata complessiva del trattamento è un dato importante nella scelta del trattamento.
Non ci sono controindicazioni al trattamento a breve termine (24/48 ore), tranne in caso di ulcera gastroduodenale in evoluzione.
In ogni caso, vi è alcuna controindicazione assoluta in caso di terapia salvavita con corticosteroidi.
Nei trattamenti a lungo termine, ci sono alcune controindicazioni assolute: - Infezioni virali acute (ad es.
herpes simplex, herpes zoster, varicella).
- Un periodo approssimativamente da 8 settimane prima a 2 settimane dopo la somministrazione di un vaccino di profilassi.
Le seguenti controindicazioni sono considerate relative se insieme al trattamento con steroidi è presente un’altra malattia che potrebbe attivarsi o peggiorare a causa di questo trattamento.
Queste controindicazioni non devono essere tenute in considerazione se la seconda malattia può essere compensata da un trattamento adeguato in modo da ottenere un rapporto rischio/beneficio positivo: - Osteomalacia e Osteoporosi.
- Diabete grave.
- Psicosi non controllata da un trattamento.
- Ulcera peptica, gastrite, esofagite.
- Tubercolosi attiva (a meno che si utilizzino contemporaneamente medicinali chemioterapici).
- Infezioni.
- Malattie virali (herpes simplex oculare, varicella), prima o immediatamente dopo la somministrazione di un vaccino preventivo.- Infezioni fungine.
- Linfoma secondario dovuto a una vaccinazione con B.C.G.
- Amebiasi e micosi sistemiche.
- Disturbi psichiatrici.
- Grave ipertensione arteriosa.
- Asistolia con edema polmonare e uremia.
- Miastenia grave.
- Insufficienza renale.

Posologia

Posologia Il dosaggio dipende dal tipo e dalla gravità della patologia e dalla risposta individuale di ciascun paziente.
Le seguenti linee guida sulla posologia sono un esempio: Terapia sostitutiva: - Malattia di Addison: 5-7,5 mg di prednisone/die, in due dosi separate (mattina e mezzogiorno).
Se necessario, potrebbe essere somministrata una dose aggiuntiva di mineralcorticoide (fludrocortisone).
Nelle condizioni di stress, la dose può essere aggiustata.
- Sindrome adrenogenitale: dopo il periodo della crescita, 5-7,5 mg di prednisone/die, in due dosi separate (mattina e sera).
Malattie reumatiche: - Poliartrite cronica: 30 mg-90 mg/die; - Lupus eritematoso: 30 mg-90 mg/die.
Malattie bronchiali e polmonari: - Asma bronchiale: 15mg -60 mg/die; - Fibrosi polmonare: 60 mg/die.
Malattie ematologiche/Terapia umorale: - Anemia emolitica: 30 mg-90 mg/die; - Agranulocitosi: 30 mg-90 mg/die; - Processi proliferativi del midollo: 120-150 mg/die; - Morbo di Hodgkin: 40 mg/m²/die in terapia di associazione con agenti citostatici.
- Trapianto d’organo: - Rene: 3-10 compresse (90 mg - 300 mg) al giorno; - Cornea: 1-2 compresse (30 mg - 60 mg) al giorno.
Malattie gastrointestinali ed epatiche: - Colite ulcerosa: 30-60 mg/die, successivamente ridotte a 15 mg/die.
Malattie renali e delle vie urinarie efferenti: - Sindrome nefrotica: 60-90 mg/die.
Terapia farmacologica: Posologia nei bambini (dosi giornaliere): Trattamento a dosi elevate: 2-3 mg di prednisone/kg di peso corporeo.
Dosi intermedie: 1 mg di prednisone/kg di peso corporeo.
Dosi di mantenimento: 0,25 mg di prednisone/kg di peso corporeo.Nei bambini durante il periodo della crescita, il trattamento deve essere alternante o intermittente.
Riduzione della dose: Nei trattamenti prolungati la dose di mantenimento deve essere la più bassa possibile.
Per ridurre la dose, insieme al monitoraggio della malattia, possono essere utilizzati i seguenti schemi orientativi:
Più di 30 mg Riduzione di 10 mg ogni 2 -5 giorni
Tra 30 e 15 mg Riduzione di 5 mg settimanalmente
Tra 15 e 10 mg Riduzione di 2,5 mg ogni 1 - 2 settimane
Tra 10 e 6 mg Riduzione di 1 mg ogni 2 - 4 settimane
Meno di 6 mg Riduzione di 0,5 mg ogni 4 - 8 settimane
Nelle situazioni di elevato stress fisico, quali sindromi febbrili, incidenti o interventi chirurgici, può essere necessario aumentare, temporaneamente, la dose giornaliera di corticoidi.
Nei pazienti anziani, deve essere studiato attentamente il rapporto rischio/beneficio.
Si deve tener conto di reazioni avverse quali l’osteoporosi.
Nei bambini, se possibile, il trattamento deve essere intermittente o alternante.
Modo di somministrazione Di norma, la dose giornaliera deve essere divisa in 3-4 somministrazioni, preferibilmente dopo i pasti e prima di coricarsi.
In alcuni casi, la dose giornaliera deve essere somministrata in un’unica dose al mattino.
A seconda del profilo clinico e della reazione individuale di ciascun paziente, deve essere valutata la possibilità di un trattamento alternativo.
Le compresse devono essere assunte intere con una sufficiente quantità di liquidi.
Non appena siano ottenuti risultati terapeutici buoni, la dose deve essere ridotta alla dose di mantenimento o fino alla conclusione del trattamento.
Se necessario, utilizzare il monitoraggio del meccanismo adrenale di riscontro.
Al fine di evitare sindrome da astinenza, le compresse di Prednisone Zentiva non devono essere sospese improvvisamente: il dosaggio deve essere ridotto progressivamente.

Avvertenze e precauzioni

Il trattamento con Prednisone Zentiva può portare ad un rischio più elevato di infezioni batteriche, virali, parassitarie, opportunistiche e micotiche a causa della immunosoppressione.
La sintomatologia di una infezione esistente o in via di sviluppo può essere mascherata e la diagnosi può essere resa più difficile.
Infezioni latenti, come tubercolosi o epatite B, possono essere riattivate.
Si richiede particolare attenzione nelle seguenti condizioni: - Infezioni batteriche acute e croniche: usare un trattamento antibiotico specifico.
- Anamnesi di tubercolosi, utilizzare solo con protezione di agenti antitubercolari.
- Linfoadenite dopo la vaccinazione per la tubercolosi (BCG).
- Epatite cronica, positiva all'antigene di superficie del virus dell’epatite B (HBsAG).
- Infezioni virali acute che includono: epatite B, varicella, herpes zoster, herpes simplex, cheratite erpetica, poliomielite, morbillo.
Si raccomanda particolare cautela nei pazienti immunodepressi o nei pazienti che non hanno avuto né il morbillo né la varicella e che siano a contatto con persone affette da morbillo o varicella.
Queste infezioni virali (varicella, morbillo) possono portare allo sviluppo di complicazioni nei pazienti in trattamento con glucocorticoidi.
- Micosi e parassitosi sistemiche (ad es.
infezioni da nematodi o amebe): trattamento concomitante con antimicotici e antiparassitari.
In pazienti con strongiloidasi nota o sospetta, i glucocorticoidi possono causare la sua attivazione e disseminazione.
- Approssimativamente da 8 settimane prima a 2 settimane dopo una vaccinazione profilattica con vaccini vivi.
La vaccinazione con vaccini inattivati è generalmente possibile.
Tuttavia si deve tenere presente che la risposta immunitaria, e di conseguenza l’efficacia della vaccinazione con vaccini inattivati, può essere compromessa da dosi elevate di glucocorticoidi.
- Ulcera peptica: si raccomanda il trattamento concomitante con agenti antiulcera.
- Osteoporosi: a seconda della dose e della durata del trattamento, si prevede un effetto negativo sul metabolismo del calcio, pertanto si raccomanda la somministrazione concomitante di calcio e, se necessario, di vitamina D.
Può essere preso in considerazione un trattamento farmacologico aggiuntivo in pazienti con osteoporosi preesistente.
Nei casi di osteoporosi severa, l’uso deve essere limitato alle indicazioni vitali o per brevi periodi di trattamento.
- Insufficienza cardiaca severa.
- Ipertensione difficile da controllare: associare il trattamento antipertensivo e il monitoraggio regolare.
- Diabete mellito difficile da controllare: monitoraggio clinico e adattamento della terapia antidiabetica.
- Malattie psichiatriche incluso il rischio di suicidio (anche in pazienti con anamnesi per queste condizioni): si raccomanda il monitoraggio neurologico o psichiatrico.
- Glaucoma acuto e ad angolo aperto, ulcerazioni o ferite della cornea: si raccomanda un attento monitoraggio oftalmologico e un trattamento appropriato.
A causa del rischio di perforazione intestinale, prednisone può essere usato solo quando fortemente indicato e con adeguato monitoraggio nei seguenti casi: - Colite ulcerosa grave con rischio di perforazione e segni di irritazione peritoneale; - Diverticolite; - Enteroanastomosi (immediatamente dopo chirurgia).
I segni di irritazione peritoneale dopo perforazione gastrointestinale possono non essere presenti in pazienti trattati con alte dosi di glucocorticoidi.
Il rischio di disturbi ai tendini, tendinite e rottura dei tendini è più elevato quando i fluorochinoloni vengono somministrati in concomitanza con i corticosteroidi.
Se durante il trattamento si verificano particolari situazioni di stress fisico (ad esempio malattie con febbre, incidenti, parti, o interventi chirurgici) può essere necessario un aumento temporaneo della dose giornaliera di corticosteroidi.
Si possono verificare gravi reazioni anafilattiche.
Quando si sospende o, se necessario, si interrompe, la terapia a lungo termine con glucocorticoidi si devono considerare i seguenti rischi: esacerbazione o recidiva della malattia di base, insufficienza surrenalica acuta, sindrome da astinenza da corticosteroidi.
Il trattamento con Prednisone Zentiva può inizialmente peggiorare la miastenia gravis.
Se vengono somministrate dosi elevate, l'integrazione di potassio e la restrizione di sodio sono appropriate, e devono essere monitorati i livelli sierici di potassio.
Il trattamento a lungo termine con Prednisone Zentiva richiede un monitoraggio medico regolare (comprese visite oftalmologiche ogni 3 mesi).
Disturbi visivi Con l’uso di corticosteroidi sistemici e topici possono essere riferiti disturbi visivi.
Se un paziente si presenta con sintomi come visione offuscata o altri disturbi visivi, è necessario considerare il rinvio a un oculista per la valutazione delle possibili cause che possono includere cataratta, glaucoma o malattie rare come la corioretinopatia sierosa centrale (CSCR), che sono state segnalate dopo l’uso di corticosteroidi sistemici e topici.
Crisi renale sclerodermica Si richiede cautela in pazienti con sclerosi sistemica a causa di un aumento dell’incidenza di crisi renale sclerodermica (possibilmente fatale) con ipertensione e diuresi diminuita osservate in seguito all’assunzione di una dose giornaliera pari o superiore a 15 mg di prednisolone.
Pertanto la pressione arteriosa e la funzione renale (creatinina s), devono essere sottoposte a controlli regolari.
In caso di sospetta crisi renale, la pressione arteriosa deve essere sottoposta a controlli accurati.
La paralisi periodica tireotossica (TPP) può manifestarsi in pazienti con ipertiroidismo e con ipokaliemia indotta da prednisone.
La TPP deve essere sospettata nei pazienti trattati con prednisone che presentano segni o sintomi di debolezza muscolare, in particolare nei pazienti affetti da ipertiroidismo.
In caso di sospetto di TPP, è necessario monitorare immediatamente i livelli di potassio ematico e gestirli in modo adeguato per garantire il ripristino dei valori normali.
Popolazione pediatrica L’uso di Prednisone Zentiva durante la fase di crescita nei bambini è soggetto al rapporto rischio/beneficio.
La terapia deve essere intermittente o alternata durante il trattamento a lungo termine.
Anziani Poiché i pazienti anziani hanno un maggior rischio di osteoporosi, Prednisone Zentiva deve essere utilizzato solo se il rapporto rischio/beneficio è stato attentamente valutato.
Uso nello sport Si noti che il medicinale contiene un componente che può determinare un esito analitico positivo ai controlli anti-doping.
Eccipienti con effetti noti Prednisone Zentiva contiene lattosio.
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Questo prodotto contiene sodio.
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Interazioni

L’azione del prednisone può essere influenzata dalla somministrazione dei seguenti medicinali: - Antinfiammatori non steroidei (FANS), (quali: salicilati, indometacina): il rischio di ulcerazioni e sanguinamenti gastrointestinali è aumentato; - Antidiabetici orali, insulina: l’effetto ipoglicemizzante è ridotto; - Agenti che inducono il CYP3A4 (ad es.
rifampicina, fenitoina, carbamazepina, barbiturici, e primidone): l’effetto dei corticosteroidi può essere ridotto; - Si ritiene che il trattamento concomitante con inibitori del CYP3A4 come ketoconazolo e itraconazolo, compresi i medicinali contenenti cobicistat, possa aumentare il rischio di effetti indesiderati sistemici.
Questa combinazione deve essere evitata a meno che il beneficio non superi il rischio di effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi, in questo caso i pazienti devono essere monitorati per verificare l’assenza di effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi; - Efedrina: il metabolismo dei glucocorticoidi può essere accelerato, con conseguente riduzione dell’efficacia dei glucocorticoidi; - Derivati cumarinici (anticoagulanti orali): l’effetto anticoagulante può essere ridotto o aumentato.
Se usato in concomitanza, può essere necessario un aggiustamento della dose dell’anticoagulante.
- Estrogeni (ad es.
uso di contraccettivi): possono aumentare l’emivita dei glucocorticoidi.
Per questo motivo l’effetto clinico dei glucocorticoidi può essere aumentato.
- Atropina, altri agenti anticolinergici: la pressione intraoculare può aumentare.
- Glicosidi cardiaci: il cui effetto può essere aumentato a causa della carenza di potassio.
- Diuretici, lassativi: l’uso concomitante può aumentare l’escrezione di potassio.
- Praziquantel: i glucocorticoidi possono ridurre la concentrazione di praziquantel nel sangue.
- ACE-inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina): l’uso concomitante può aumentare il rischio di alterazioni dei parametri ematologici.
- Clorochina, idrossiclorochina, meflochina: rischio aumentato di miopatie e cardiomiopatie.
- Sostanze immunosoppressive: che possono portare a una maggiore predisposizione a infezioni e possibile peggioramento o manifestazione di infezioni latenti (ad es.
infezioni virali, batteriche, fungine, parassitarie e opportunistiche).
Possono aumentare i livelli ematici di ciclosporina in modo tale da aumentare il rischio di convulsioni cerebrali; - Rilassanti muscolari non depolarizzanti: il rilassamento muscolare può risultare prolungato; - Somatropina: l’effetto può essere diminuito dal trattamento a lungo termine; - Protirelina: la somministrazione di glucocorticoidi può ridurre l’aumento del TSH; - Fluorochinoloni: possono aumentare il rischio di disturbi ai tendini; - Antiacidi (ad es.
idrossido di magnesio e idrossido di alluminio): la somministrazione concomitante può ridurre l’assorbimento dei glucocorticoidi, con conseguente riduzione dell’efficacia di Prednisone Zentiva.
Pertanto Prednisone Zentiva deve essere assunto a distanza di 2 ore.
- Interferenza con gli esami del sangue (test di laboratorio) e metodi diagnostici (ad es.
prove allergiche): i risultati del test possono essere influenzati.

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse sono raggruppate in base alla loro frequenza come molto comune ( 1/10); comune (1/100, <1/10); non comune (1/1.000, <1/100); rara (1/10.000, <1/1.000); molto rara (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Nella maggior parte dei casi, le reazioni avverse sono un prolungamento dell’azione farmacologica e interessano principalmente il sistema endocrino e l’equilibrio elettrolitico.
Secondo la classificazione per sistemi e organi, la somministrazione di prednisone può causare le seguenti reazioni avverse, soprattutto se utilizzato a dosi elevate e per trattamenti a lungo termine: - Patologie del sistema emolinfopoietico: leucociti moderati, linfopenia, eosinopenia, policitemia.
- Patologie endocrine: Soppressione surrenalica e induzione di una sindrome di Cushing (ad es.“faccia a luna piena” e adiposi del tronco).
- Patologie dell’occhio: cataratta, glaucoma, peggioramento dei sintomi nell'ulcera corneale, visione offuscata (vedere anche paragrafo 4.4).
- Patologie gastrointestinali: ulcere peptiche, sanguinamento gastrointestinale, pancreatite.
- Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: guarigione ritardata delle ferite.
- Disturbi del sistema immunitario: reazioni di ipersensibilità (es.
esantema), gravi reazioni anafilattiche come aritmia, broncospasmo, ipotensione o ipertensione, insufficienza circolatoria, attacco cardiaco.
- Infezioni e infestazioni: mascheramento di infezioni, manifestazione, esacerbazione o riattivazione di infezioni (batteriche, virali, fungine, parassitarie e opportunistiche), attivazione di strongiloidi (vedere paragrafo 4.4).
- Disturbi del metabolismo e della nutrizione: ritenzione di sodio con formazione di edema, aumento dell’escrezione di potassio (che può portare ad aritmia), aumento di peso, riduzione della tolleranza al glucosio, diabete mellito, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, aumento dell’appetito.
- Patologie cardiache (frequenza non nota): bradicardia (a seguito di dosi elevate).
- Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: atrofia muscolare, debolezza muscolare, miopatia, patologie dei tendini (tendiniti, rottura dei tendini), osteoporosi, necrosi asettica dell’osso, inibizione della crescita nei bambini.
- Patologie del sistema nervoso: pseudotumor cerebri, e manifestazione ed esacerbazione dei sintomi dell’epilessia (crisi epilettiche) - Disturbi psichiatrici: psicosi, manie, depressione, allucinazioni, labilità emotiva, irritabilità, aumento del desiderio, euforia, ansia, disturbi del sonno, e idea suicida.
- Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: disturbi della secrezione degli ormoni sessuali (amenorrea, irsutismo, impotenza).
- Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: acne steroidea, dermatite periorale, striae rubrae, atrofia cutanea, petecchie, ecchimosi.
- Patologie vascolari: ipertensione, aumento del rischio di arteriosclerosi e trombosi, vasculite (anche come sindrome da sospensione dopo terapia a lungo termine), fragilità capillare.- Patologie renali ed urinarie: Crisi renale sclerodermica.
L’incidenza della crisi renale sclerodermica varia nelle diverse sottopopolazioni.
Il rischio più elevato è stato osservato nei pazienti con sclerosi sistemica diffusa.
Il rischio più basso è stato osservato nei pazienti con sclerosi sistemica limitata (2%) e sclerosi sistemica ad esordio giovanile (1%).
Si deve tener conto che una riduzione troppo rapida della dose nei trattamenti a lungo termine può portare a uno dei seguenti sintomi: mialgie, artralgie, dispnea, anoressia, nausea, vomito, febbre, ipotensione, ipoglicemia o insufficienza adrenocorticale acuta che può essere fatale.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Durante la gravidanza, il trattamento può essere iniziato solo dopo aver valutato attentamente i rischi e i benefici.
L’emivita di eliminazione dei glucocorticoidi può essere aumentata.
Negli studi sugli animali, il prednisone e il prednisolone hanno causato la formazione di palatoschisi.
I dati sull’esistenza di un aumentato rischio di formazione di schisi orale nei feti umani in caso di trattamento con glucocorticoidi durante il primo trimestre di gravidanza sono limitati.
Non si possono escludere disturbi della crescita intrauterina causati dal trattamento a lungo termine con glucocorticoidi.
In caso di trattamento in prossimità della fine della gravidanza, esiste il rischio di sviluppare atrofia della corteccia surrenale fetale, che può richiedere una terapia sostitutiva, che deve essere gradualmente ridotta nel neonato.
Allattamento Il prednisone viene escreto nel latte materno.
Non è noto se il prednisone o il prednisolone possano danneggiare il neonato.
Tuttavia, durante l’allattamento, si raccomanda di somministrare Prednisone Zentiva solo in caso di evidente necessità.
Se sono necessarie dosi più elevate, l’allattamento deve essere interrotto.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Cerca farmaci per nome:

La fonte dei dati utilizzati e pubblicati è Banche Dati Farmadati Italia. Farmadati Italia garantisce il massimo impegno affinché la Banca dati e gli Aggiornamenti relativi a farmaci, parafarmaci, prodotti omeopatici e principi attivi siano precisi, puntuali e costantemente aggiornati. Questo materiale è fornito solo a scopo didattico e non è inteso per consulenza medica, diagnosi o trattamento e non deve in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o ad un consulto medico. Farmadati Italia e SilhouetteDonna.it non si assumono responsabilità sull’utilizzo dei dati. E’ doveroso contattare il proprio medico e/o uno specialista per la prescrizione e assunzione di farmaci. L’ultimo aggiornamento dei dati e la messa online del database da parte di Silhouette Donna è stato effettuato in data 20/04/2026.

Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.