PAZOPANIB TE 30CPR RIV 200MG
899,75 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 30/12/2025
Carcinoma renale (RCC) Pazopanib Teva è indicato negli adulti per il trattamento di prima linea del carcinoma renale (RCC) in stato avanzato e nei pazienti che hanno ricevuto in precedenza una terapia a base di citochine per malattia in stato avanzato. Sarcoma dei tessuti molli (STS) Pazopanib Teva è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da sottotipi identificati di sarcoma dei tessuti molli (STS) in stato avanzato che hanno ricevuto in precedenza una chemioterapia per malattia metastatica o che hanno manifestato una progressione nei 12 mesi successivi a una terapia (neo)adiuvante. L’efficacia e la sicurezza sono state stabilite solo in determinati sottotipi tumorali istologici di STS (vedere paragrafo 5.1).
Pazopanib Teva 200 mg compresse rivestite con film: Ogni compressa rivestita con film contiene pazopanib cloridrato equivalente a 200 mg di pazopanib. Pazopanib Teva 400 mg compresse rivestite con film: Ogni compressa rivestita con film contiene pazopanib cloridrato equivalente a 400 mg di pazopanib. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Posologia
- Il trattamento con Pazopanib Teva deve essere iniziato solo da un medico esperto nella somministrazione di medicinali antitumorali.
Posologia Adulti La dose raccomandata di pazopanib per il trattamento di RCC o STS è di 800 mg una volta al giorno.
Modifiche della dose La modifica (diminuzione o aumento) della dose deve avvenire con decrementi o incrementi di 200 mg, in modo graduale, in base alla tollerabilità individuale, al fine di gestire le reazioni avverse.
La dose di pazopanib non deve superare 800 mg.
Popolazione pediatrica Pazopanib non deve essere usato nei bambini di età inferiore a 2 anni a causa dei problemi di sicurezza relativi alla crescita e alla maturazione degli organi (vedere paragrafi 4.4.
e 5.3).
La sicurezza e l’efficacia di pazopanib nei bambini di età compresa tra 2 e 18 anni non sono state ancora stabilite.
I dati attualmente disponibili sono riportati nei paragrafi 4.8, 5.1 e 5.2, ma non è possibile formulare raccomandazioni sulla posologia.
Anziani Esistono dati limitati sull’uso di pazopanib nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni.
Negli studi su pazopanib nel RCC non sono state osservate, nel complesso, differenze clinicamente significative nella sicurezza di pazopanib tra soggetti di almeno 65 anni di età e soggetti più giovani.
L’esperienza clinica non ha identificato differenze nelle risposte tra pazienti anziani e giovani, ma non può essere esclusa una maggiore sensibilità in alcuni pazienti anziani.
Compromissione renale È improbabile che la compromissione renale abbia un effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica di pazopanib, considerata la bassa escrezione renale di pazopanib e dei metaboliti (vedere paragrafo 5.2).
Pertanto, non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con clearance della creatinina superiore a 30 mL/min.
Si consiglia cautela nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 mL/min, in quanto non vi è esperienza con pazopanib in questa popolazione di pazienti.
Compromissione epatica Le raccomandazioni sulla posologia nei pazienti con compromissione epatica sono basate su studi di farmacocinetica su pazopanib in pazienti con vari gradi di disfunzione epatica (vedere paragrafo 5.2).
Tutti i pazienti devono essere sottoposti a test di funzionalità epatica prima di iniziare e durante la terapia con pazopanib per determinare la presenza di compromissione epatica (vedere paragrafo 4.4).
La somministrazione di pazopanib a pazienti con compromissione epatica lieve o moderata deve essere effettuata con cautela e attento monitoraggio della tollerabilità.
800 mg di pazopanib una volta al giorno sono la dose raccomandata nei pazienti con lievi anomalie dei test sierici di funzionalità epatica (definite come bilirubina normale associata ad aumento di qualsiasi entità dell’alanina aminotransferasi [ALT] o come aumento della bilirubina [diretta > 35%] fino a 1,5 volte il limite superiore della norma [ULN] indipendentemente dal valore di ALT).
Nei pazienti con compromissione epatica moderata (definita come aumento della bilirubina > 1,5 e fino a 3 volte l’ULN indipendentemente dal valore di ALT) si raccomanda una dose ridotta di pazopanib pari a 200 mg una volta al giorno (vedere paragrafo 5.2).
Pazopanib non è raccomandato nei pazienti con compromissione epatica severa (definita come bilirubina totale > 3 volte l’ULN indipendentemente dal valore di ALT).
Vedere paragrafo 4.4 per il monitoraggio epatico e la modifica della dose nei pazienti con epatotossicità farmaco-indotta.
Modo di somministrazione Pazopanib Teva è per uso orale.
Deve essere assunto senza cibo, almeno un’ora prima o due ore dopo un pasto (vedere paragrafo 5.2).
Le compresse rivestite con film devono essere assunte intere con acqua e non devono essere spezzate o frantumate (vedere paragrafo 5.2). Avvertenze e precauzioni
- Effetti epatici Durante l’uso di pazopanib sono stati segnalati casi di insufficienza epatica (inclusi casi fatali).
La somministrazione di pazopanib a pazienti con compromissione epatica lieve o moderata deve essere effettuata con cautela e attento monitoraggio.
800 mg di pazopanib una volta al giorno sono la dose raccomandata nei pazienti con lievi anomalie dei test sierici di funzionalità epatica (definite come bilirubina normale associata ad aumento di qualsiasi entità dell’ALT o come aumento della bilirubina fino a 1,5 volte l’ULN indipendentemente dal valore di ALT).
Nei pazienti con compromissione epatica moderata (aumento della bilirubina > 1,5 e fino a 3 volte l’ULN indipendentemente dal valore di ALT) si raccomanda una dose ridotta di pazopanib pari a 200 mg una volta al giorno (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).
Pazopanib non è raccomandato nei pazienti con compromissione epatica severa (bilirubina totale > 3 volte l’ULN indipendentemente dal valore di ALT) (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).
In questi pazienti, l’esposizione ad una dose di 200 mg è marcatamente ridotta, sebbene in modo altamente variabile, con valori considerati insufficienti per ottenere un effetto clinicamente rilevante.
Negli studi clinici con pazopanib sono stati osservati aumenti delle transaminasi sieriche (ALT, aspartato aminotransferasi [AST]) e della bilirubina (vedere paragrafo 4.8).
Nella maggior parte dei casi sono stati segnalati aumenti isolati di ALT e AST, senza aumenti concomitanti della fosfatasi alcalina o della bilirubina.
I pazienti di età superiore a 60 anni possono essere a maggior rischio di un aumento di ALT da lieve (> 3 volte l’ULN) a severo (> 8 volte l’ULN).
I pazienti portatori dell’allele HLA-B*57:01 sono a maggior rischio di aumenti di ALT associati a pazopanib.
La funzionalità epatica deve essere monitorata in tutti i soggetti trattati con pazopanib, indipendentemente dal genotipo o dall’età (vedere paragrafo 5.1).
I test sierici di funzionalità epatica devono essere effettuati prima di iniziare il trattamento con pazopanib, alle settimane 3, 5, 7 e 9, e successivamente ai mesi 3 e 4, con test aggiuntivi come clinicamente indicato.
Dopo il mese 4 si deve poi continuare con il monitoraggio periodico.
Vedere Tabella 1 per le linee guida relative alle modifiche della dose nei pazienti con valori basali di bilirubina totale ≤ 1,5 volte l’ULN e di AST e ALT ≤ 2 volte l’ULN: Tabella 1 Modifiche della dose per epatotossicità farmaco-indotta
L’uso concomitante di pazopanib e simvastatina aumenta il rischio di aumenti di ALT (vedere paragrafo 4.5) e deve essere effettuato con cautela e attento monitoraggio.Valori dei test di funzionalità epatica Modifica della dose Aumento delle transaminasi tra 3 e 8 volte l’ULN Proseguire il trattamento con pazopanib con monitoraggio settimanale della funzionalità epatica fino a quando le transaminasi tornano al grado 1 o al basale. Aumento delle transaminasi > 8 volte l’ULN Interrompere il trattamento con pazopanib fino a quando le transaminasi tornano al grado 1 o al basale.
Se il potenziale beneficio di riprendere il trattamento con pazopanib è considerato superiore al rischio di epatotossicità, reintrodurre pazopanib alla dose ridotta di 400 mg al giorno ed eseguire i test sierici di funzionalità epatica settimanalmente per 8 settimane.
Se a seguito della reintroduzione di pazopanib si ripresentano aumenti delle transaminasi > 3 volte l’ULN, il trattamento con pazopanib deve essere interrotto in modo permanente.Aumenti delle transaminasi > 3 volte l’ULN in concomitanza con aumenti della bilirubina > 2 volte l’ULN Interrompere in modo permanente il trattamento con pazopanib.
I pazienti devono essere monitorati fino al ritorno al grado 1 o al basale.
Pazopanib è un inibitore di UGT1A1.
Nei pazienti con sindrome di Gilbert può presentarsi lieve iperbilirubinemia indiretta (non coniugata).
I pazienti con solo una lieve iperbilirubinemia indiretta, nota o sospetta sindrome di Gilbert e aumento di ALT > 3 volte l’ULN devono essere gestiti seguendo le raccomandazioni descritte per gli aumenti isolati di ALT.
Ipertensione Negli studi clinici con pazopanib si sono verificati eventi di ipertensione, inclusi episodi sintomatici di aumento della pressione arteriosa (crisi ipertensiva) di nuova diagnosi.
La pressione arteriosa deve essere ben controllata prima di iniziare il trattamento con pazopanib.
I pazienti devono essere monitorati per l’ipertensione poco dopo l’inizio del trattamento (non più tardi di una settimana dopo aver iniziato a somministrare pazopanib) e di frequente in seguito, al fine di assicurare il controllo della pressione arteriosa.
Livelli elevati di pressione arteriosa (pressione sistolica ≥ 150 mmHg o pressione diastolica ≥ 100 mmHg) si sono presentati precocemente durante il trattamento (circa il 40% dei casi entro il giorno 9 e circa il 90% dei casi nelle prime 18 settimane).
La pressione arteriosa deve essere monitorata e trattata prontamente con l’associazione di terapia antipertensiva e modifica della dose di pazopanib (interruzione e ripresa del trattamento ad una dose ridotta in base al giudizio clinico) (vedere paragrafi 4.2 e 4.8).
Il trattamento con pazopanib deve essere interrotto se vi è evidenza di crisi ipertensiva o se l’ipertensione è severa e persiste nonostante la terapia antipertensiva e la riduzione della dose di pazopanib.
Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)/Sindrome da leucoencefalopatia posteriore reversibile (RPLS) È stata segnalata PRES/RPLS in associazione a pazopanib.
La PRES/RPLS può presentarsi con cefalea, ipertensione, crisi convulsiva, letargia, confusione, cecità e altri disturbi visivi e neurologici, e può essere fatale.
I pazienti che sviluppano PRES/RPLS devono interrompere in modo permanente il trattamento con pazopanib.
Malattia polmonare interstiziale (ILD)/Polmonite È stata segnalata ILD, che può essere fatale, in associazione a pazopanib (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti devono essere monitorati per sintomi polmonari indicativi di ILD/polmonite e il trattamento con pazopanib deve essere interrotto nei pazienti che sviluppano ILD o polmonite.
Disfunzione cardiaca/Insufficienza cardiaca I rischi e i benefici di pazopanib devono essere presi in considerazione prima di iniziare la terapia nei pazienti con disfunzione cardiaca preesistente.
La sicurezza e la farmacocinetica di pazopanib nei pazienti con insufficienza cardiaca da moderata a severa o in quelli con frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) inferiore alla norma non sono state studiate.
Negli studi clinici con pazopanib si sono verificati eventi di disfunzione cardiaca quali insufficienza cardiaca congestizia e LVEF diminuita (vedere paragrafo 4.8).
In uno studio randomizzato di confronto tra pazopanib e sunitinib nel RCC (VEG108844) è stata misurata la LVEF basale e di follow-up.
Si è verificata disfunzione miocardica nel 13% (47/362) dei soggetti nel braccio pazopanib rispetto all’11% (42/369) dei soggetti nel braccio sunitinib.
È stata osservata insufficienza cardiaca congestizia nello 0,5% dei soggetti in ogni braccio di trattamento.
È stata segnalata insufficienza cardiaca congestizia in 3 soggetti su 240 (1%) dello studio di fase III nel STS VEG110727.
Sono state rilevate diminuzioni della LVEF nei soggetti sottoposti a misurazioni post-basali e di follow-up della LVEF nell’11% (15/140) dei soggetti nel braccio pazopanib rispetto al 3% (1/39) dei soggetti nel braccio placebo.
Fattori di rischio Tredici dei 15 soggetti del braccio pazopanib dello studio di fase III nel STS presentavano ipertensione concomitante che potrebbe aver esacerbato la disfunzione cardiaca nei pazienti a rischio con l’aumento del postcarico cardiaco.
Il 99% dei pazienti (243/246) arruolati nello studio di fase III nel STS, compresi i 15 soggetti, hanno ricevuto antracicline.
La precedente terapia con antracicline può essere un fattore di rischio per la disfunzione cardiaca.
Esito Quattro dei 15 soggetti si sono pienamente ristabiliti (entro il 5% del basale) e 5 si sono ristabiliti parzialmente (entro il range normale, ma > 5% al di sotto del basale).
Un soggetto non si è ristabilito e i dati di follow-up non sono disponibili per gli altri 5 soggetti.
Trattamento L’interruzione del trattamento con pazopanib e/o la riduzione della dose devono essere associate al trattamento dell’ipertensione (se presente, fare riferimento alla sezione delle avvertenze sull’ipertensione qui sopra), nei pazienti con riduzioni significative della LVEF, come clinicamente indicato.
I pazienti devono essere attentamente monitorati per segni o sintomi clinici di insufficienza cardiaca congestizia.
Si raccomanda la valutazione al basale e periodica della LVEF nei pazienti a rischio di disfunzione cardiaca.
Prolungamento del QT e torsione di punta Negli studi clinici con pazopanib si sono verificati eventi di prolungamento del QT e torsione di punta (vedere paragrafo 4.8).
Pazopanib deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi di prolungamento dell’intervallo QT, nei pazienti che assumono antiaritmici o altri medicinali che possono prolungare l’intervallo QT e nei pazienti con malattie cardiache preesistenti rilevanti.
Quando si utilizza pazopanib, si raccomanda il monitoraggio al basale e periodico dell’elettrocardiogramma e il mantenimento degli elettroliti (ad es.
calcio, magnesio, potassio) entro il range normale.
Eventi trombotici arteriosi Negli studi clinici con pazopanib sono stati osservati infarto miocardico, ischemia miocardica, ictus ischemico e attacco ischemico transitorio (vedere paragrafo 4.8).
Sono stati osservati eventi fatali.
Pazopanib deve essere usato con cautela nei pazienti che sono a maggior rischio di eventi trombotici o con anamnesi di eventi trombotici.
Pazopanib non è stato studiato nei pazienti che hanno avuto un evento nei 6 mesi precedenti.
La decisione relativa al trattamento deve essere presa basandosi sulla valutazione del beneficio/rischio del singolo paziente.
Eventi tromboembolici venosi Negli studi clinici con pazopanib si sono verificati eventi tromboembolici venosi, tra cui trombosi venosa ed embolia polmonare fatale.
Sebbene siano stati osservati sia negli studi nel RCC che negli studi nel STS, l’incidenza è stata più alta nella popolazione con STS (5%) rispetto alla popolazione con RCC (2%).
Microangiopatia trombotica (TMA) È stata segnalata TMA negli studi clinici con pazopanib in monoterapia, in associazione a bevacizumab e in associazione a topotecan (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti che sviluppano TMA devono interrompere in modo permanente il trattamento con pazopanib.
È stato osservato che gli effetti della TMA sono reversibili dopo l’interruzione del trattamento.
Pazopanib non è indicato per l’uso in associazione ad altri agenti.
Eventi emorragici Negli studi clinici con pazopanib sono stati segnalati eventi emorragici (vedere paragrafo 4.8).
Si sono verificati eventi emorragici fatali.
Pazopanib non è stato studiato nei pazienti con anamnesi, negli ultimi 6 mesi, di emottisi, emorragia cerebrale o emorragia gastrointestinale (GI) clinicamente significativa.
Pazopanib deve essere usato con cautela nei pazienti con rischio significativo di emorragia.
Aneurismi e dissezioni arteriose L’uso di inibitori della via del VEGF in pazienti con o senza ipertensione può favorire la formazione di aneurismi e/o dissezioni arteriose.
Prima di iniziare il trattamento con pazopanib, questo rischio deve essere preso attentamente in considerazione nei pazienti con fattori di rischio quali ipertensione o anamnesi di aneurismi.
Perforazioni e fistola gastrointestinali (GI) Negli studi clinici con pazopanib si sono verificati eventi di perforazione o fistola GI (vedere paragrafo 4.8).
Si sono verificati eventi di perforazione fatali.
Pazopanib deve essere usato con cautela nei pazienti a rischio di perforazione o fistola GI.
Guarigione delle ferite Non sono stati condotti studi formali riguardanti l’effetto di pazopanib sulla guarigione delle ferite.
Poiché gli inibitori del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) possono compromettere la guarigione delle ferite, il trattamento con pazopanib deve essere interrotto almeno 7 giorni prima di un intervento chirurgico programmato.
La decisione di riprendere il trattamento con pazopanib dopo l’intervento chirurgico deve basarsi sul giudizio clinico di adeguata guarigione della ferita.
Il trattamento con pazopanib deve essere interrotto nei pazienti con deiscenza della ferita.
Ipotiroidismo Negli studi clinici con pazopanib si sono verificati eventi di ipotiroidismo (vedere paragrafo 4.8).
Si raccomanda la valutazione degli esami di laboratorio della funzionalità tiroidea al basale e i pazienti con ipotiroidismo devono essere trattati in base alla pratica clinica standard prima di iniziare il trattamento con pazopanib.
Tutti i pazienti devono essere attentamente monitorati per segni e sintomi di disfunzione tiroidea durante il trattamento con pazopanib.
Gli esami di laboratorio della funzionalità tiroidea devono essere effettuati periodicamente e devono essere gestiti in base alla pratica clinica standard.
Proteinuria Negli studi clinici con pazopanib è stata segnalata proteinuria.
Si raccomanda di effettuare l’analisi delle urine al basale e periodicamente durante il trattamento, e i pazienti devono essere monitorati per il peggioramento della proteinuria.
Il trattamento con pazopanib deve essere interrotto se il paziente sviluppa sindrome nefrosica.
Sindrome da lisi tumorale (TLS) La comparsa di TLS, inclusa TLS fatale, è stata associata all’uso di pazopanib (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti a maggior rischio di TLS sono quelli con tumori in rapida crescita, elevato carico tumorale, disfunzione renale o disidratazione.
Prima di iniziare la terapia con pazopanib devono essere prese in considerazione misure preventive, come il trattamento di alti livelli di acido urico e l’idratazione endovenosa.
I pazienti a rischio devono essere attentamente monitorati e trattati come clinicamente indicato.
Pneumotorace Negli studi clinici con pazopanib nel sarcoma dei tessuti molli in stato avanzato si sono verificati eventi di pneumotorace (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti in trattamento con pazopanib devono essere attentamente monitorati per segni e sintomi di pneumotorace.
Popolazione pediatrica A causa del suo meccanismo d’azione, pazopanib può influire severamente sulla crescita e sulla maturazione degli organi durante lo sviluppo postnatale iniziale nei roditori (vedere paragrafo 5.3); pazopanib non deve essere somministrato a pazienti pediatrici di età inferiore a 2 anni.
Infezioni Sono stati segnalati casi di infezioni gravi (con o senza neutropenia), in alcuni casi con esito fatale.
Associazione con altre terapie antitumorali sistemiche Gli studi clinici con pazopanib in associazione ad altre terapie antitumorali (tra cui, ad esempio, pemetrexed, lapatinib o pembrolizumab) sono terminati in anticipo a causa dei problemi relativi all’aumento di tossicità e/o mortalità, e, con questi regimi terapeutici, non è stata definita una dose di associazione sicura ed efficace.
Gravidanza Studi preclinici sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Se si utilizza pazopanib durante la gravidanza o se la paziente inizia una gravidanza durante il trattamento con pazopanib, è necessario spiegare alla paziente il rischio potenziale per il feto.
Si deve indicare alle donne in età fertile di evitare la gravidanza durante il trattamento con pazopanib (vedere paragrafo 4.6).
Interazioni Il trattamento concomitante con forti inibitori di CYP3A4, glicoproteina P (P-gp) o proteina della resistenza del cancro al seno (BCRP) deve essere evitato a causa del rischio di aumento dell’esposizione a pazopanib (vedere paragrafo 4.5).
Si deve prendere in considerazione la scelta di medicinali concomitanti alternativi con nessuno o minimo potenziale di inibizione di CYP3A4, P-gp o BCRP.
Il trattamento concomitante con induttori del CYP3A4 deve essere evitato a causa del rischio di riduzione dell’esposizione a pazopanib (vedere paragrafo 4.5).
Sono stati osservati casi di iperglicemia durante il trattamento concomitante con ketoconazolo.
La somministrazione concomitante di pazopanib con substrati dell’uridina difosfato glucuronosiltransferasi 1A1 (UGT1A1) (ad es.
irinotecan) deve essere effettuata con cautela in quanto pazopanib è un inibitore di UGT1A1 (vedere paragrafo 4.5).Durante il trattamento con pazopanib si deve evitare l’assunzione di succo di pompelmo (vedere paragrafo 4.5).
Eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente “senza sodio”. Interazioni
- Effetti di altri medicinali su pazopanib Studi in vitro hanno suggerito che il metabolismo ossidativo di pazopanib nei microsomi epatici umani è mediato primariamente dal CYP3A4, con contributi minori del CYP1A2 e del CYP2C8.
Pertanto, gli inibitori e gli induttori del CYP3A4 possono alterare il metabolismo di pazopanib.
Inibitori di CYP3A4, P-gp, BCRP Pazopanib è un substrato di CYP3A4, P-gp e BCRP.
La somministrazione concomitante di pazopanib (400 mg una volta al giorno) con ketoconazolo (400 mg una volta al giorno), un forte inibitore di CYP3A4 e P-gp, per 5 giorni consecutivi ha determinato un aumento del 66% e del 45% rispettivamente dell’AUC(0-24) e della Cmax medie di pazopanib, in confronto alla somministrazione di pazopanib da solo (400 mg una volta al giorno per 7 giorni).
I confronti dei parametri farmacocinetici di pazopanib Cmax (range delle medie da 27,5 a 58,1 mcg/mL) e AUC(0-24) (range delle medie da 48,7 a 1.040 mcg*h/mL) dopo la somministrazione di pazopanib 800 mg da solo e dopo la somministrazione di pazopanib 400 mg più ketoconazolo 400 mg (Cmax media 59,2 mcg/mL, AUC(0-24) media 1.300 mcg*h/mL) ha indicato che, in presenza di un forte inibitore di CYP3A4 e P-gp, una riduzione della dose di pazopanib a 400 mg una volta al giorno determinerà, nella maggior parte dei pazienti, un’esposizione sistemica simile a quella osservata dopo la somministrazione di 800 mg di pazopanib una volta al giorno da solo.
Tuttavia, alcuni pazienti possono presentare un’esposizione sistemica a pazopanib maggiore di quella che è stata osservata dopo la somministrazione di 800 mg di pazopanib da solo.
La somministrazione concomitante di pazopanib con altri forti inibitori della famiglia del CYP3A4 (ad es.
itraconazolo, claritromicina, atazanavir, indinavir, nefazodone, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, telitromicina, voriconazolo) può aumentare le concentrazioni di pazopanib.
Il succo di pompelmo contiene un inibitore del CYP3A4 e può anche aumentare le concentrazioni plasmatiche di pazopanib.
La somministrazione di 1500 mg di lapatinib (un substrato e un debole inibitore di CYP3A4 e P-gp e un potente inibitore della BCRP) con 800 mg di pazopanib ha determinato un aumento di circa il 50-60% dell’AUC(0-24) e della Cmax medie di pazopanib rispetto alla somministrazione di 800 mg di pazopanib da solo.
L’inibizione di P-gp e/o BCRP da parte di lapatinib ha probabilmente contribuito all’aumento dell’esposizione a pazopanib.
La somministrazione concomitante di pazopanib con un inibitore di CYP3A4, P-gp e BCRP, come lapatinib, determinerà un aumento delle concentrazioni plasmatiche di pazopanib.
La somministrazione concomitante con potenti inibitori di P-gp o BCRP può anche alterare l’esposizione e la distribuzione di pazopanib, inclusa la distribuzione nel sistema nervoso centrale (SNC).
L’utilizzo concomitante di pazopanib con un forte inibitore del CYP3A4 deve essere evitato (vedere paragrafo 4.4).
Se non è disponibile un’alternativa clinicamente accettabile ad un forte inibitore del CYP34A, la dose di pazopanib deve essere ridotta a 400 mg al giorno durante la somministrazione concomitante.
In tali casi, si deve prestare particolare attenzione alle reazioni avverse al farmaco e può essere presa in considerazione un’ulteriore riduzione della dose se si osservano possibili eventi avversi correlati al farmaco.
L’associazione con forti inibitori di P-gp o BCRP deve essere evitata o si raccomanda la scelta di medicinali concomitanti alternativi con nessuno o minimo potenziale di inibizione di P-gp o BCRP.
Induttori di CYP3A4, P-gp, BCRP Gli induttori del CYP3A4, come la rifampicina, possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di pazopanib.
La somministrazione concomitante di pazopanib con potenti induttori di P-gp o BCRP può alterare l’esposizione e la distribuzione di pazopanib, inclusa la distribuzione nel SNC.
Si raccomanda la scelta di un medicinale concomitante alternativo con nessuno o minimo potenziale di induzione degli enzimi o dei trasportatori.
Effetti di pazopanib su altri medicinali Studi in vitro con microsomi epatici umani hanno mostrato che pazopanib ha inibito gli enzimi CYP 1A2, 3A4, 2B6, 2C8, 2C9, 2C19 e 2E1.
L’induzione potenziale del CYP3A4 umano è stata dimostrata in un test PXR umano in vitro.
Studi di farmacologia clinica, in cui è stato utilizzato pazopanib 800 mg una volta al giorno, hanno dimostrato che pazopanib nei pazienti affetti da tumore non ha un effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica della caffeina (probe substrate del CYP1A2), di warfarin (probe substrate del CYP2C9) o di omeprazolo (probe substrate del CYP2C19).
Pazopanib ha determinato un aumento di circa il 30% dell’AUC e della Cmax medie di midazolam (probe substrate del CYP3A4) e aumenti del 33-64% del rapporto delle concentrazioni di destrometorfano e destrofano nelle urine dopo la somministrazione orale di destrometorfano (probe substrate del CYP2D6).
La somministrazione concomitante di pazopanib 800 mg una volta al giorno e paclitaxel 80 mg/m² (substrato del CYP3A4 e del CYP2C8) una volta a settimana ha determinato un aumento medio del 26% e del 31% rispettivamente dell’AUC e della Cmax di paclitaxel.
Sulla base dei valori dell’IC50 in vitro e della Cmax plasmatica in vivo, i metaboliti di pazopanib GSK1268992 e GSK1268997 possono contribuire all’effetto inibitorio netto di pazopanib verso la BCRP.
Inoltre, non può essere esclusa l’inibizione di BCRP e P-gp da parte di pazopanib nel tratto gastrointestinale.
Si deve prestare cautela quando pazopanib viene somministrato in concomitanza con altri substrati orali di BCRP e P-gp.
Pazopanib in vitro ha inibito il polipeptide trasportatore degli anioni organici umano (OATP1B1).
Non si può escludere che pazopanib influisca sulla farmacocinetica dei substrati di OATP1B1 (ad es.
le statine, vedere di seguito “Effetto dell’uso concomitante di pazopanib e simvastatina”).
Pazopanib in vitro è un inibitore dell’enzima dell’uridina difosfato glucuronosiltransferasi 1A1 (UGT1A1).
Il metabolita attivo di irinotecan, SN-38, è un substrato di OATP1B1 e UGT1A1.
La somministrazione concomitante di pazopanib 400 mg una volta al giorno con cetuximab 250 mg/m² e irinotecan 150 mg/m² ha determinato un aumento di circa il 20% dell’esposizione sistemica a SN-38.
Pazopanib può avere un impatto maggiore sulla disponibilità di SN-38 nei soggetti con polimorfismo UGT1A1*28 rispetto ai soggetti con allele wild-type.
Tuttavia, il genotipo UGT1A1 non è stato sempre predittivo dell’effetto di pazopanib sulla disponibilità di SN-38.
Si deve prestare cautela quando pazopanib viene somministrato in concomitanza con substrati di UGT1A1.
Effetto dell’uso concomitante di pazopanib e simvastatina L’uso concomitante di pazopanib e simvastatina aumenta l’incidenza di aumenti di ALT.
I risultati di una metanalisi, in cui sono stati utilizzati dati raggruppati degli studi clinici con pazopanib, mostrano che è stata segnalata ALT > 3 volte l’ULN in 126/895 (14%) pazienti che non usavano statine, rispetto a 11/41 (27%) pazienti che usavano in concomitanza simvastatina (p = 0,038).
Se un paziente in trattamento concomitante con simvastatina manifesta aumenti di ALT, seguire le linee guida per la posologia di pazopanib e interrompere la somministrazione di simvastatina (vedere paragrafo 4.4).
Inoltre, l’uso concomitante di pazopanib e altre statine deve essere effettuato con cautela, in quanto i dati disponibili non sono sufficienti per valutare il loro impatto sui livelli di ALT.
Non può essere escluso che pazopanib influisca sulla farmacocinetica di altre statine (ad es.
atorvastatina, fluvastatina, pravastatina, rosuvastatina).
Effetto del cibo su pazopanib La somministrazione di pazopanib con un pasto ad alto o basso contenuto di grassi determina un aumento dell’AUC e della Cmax di circa 2 volte.
Pertanto, pazopanib deve essere somministrato almeno 1 ora prima o 2 ore dopo un pasto.
Medicinali che aumentano il pH gastrico La somministrazione concomitante di pazopanib con esomeprazolo riduce la biodisponibilità di pazopanib di circa il 40% (AUC e Cmax) e la somministrazione concomitante di pazopanib con medicinali che aumentano il pH gastrico deve essere evitata.
Se l’uso concomitante di un inibitore della pompa protonica (IPP) è clinicamente necessario, si raccomanda che la dose di pazopanib sia assunta senza cibo una volta al giorno alla sera in concomitanza con l’IPP.
Se la somministrazione concomitante di un antagonista dei recettori H2 è clinicamente necessaria, pazopanib deve essere assunto senza cibo almeno 2 ore prima o almeno 10 ore dopo una dose di un antagonista dei recettori H2.
Pazopanib deve essere somministrato almeno 1 ora prima o 2 ore dopo la somministrazione di antiacidi a breve durata d’azione.
Le raccomandazioni sulla co-somministrazione di IPP e antagonisti dei recettori H2 sono basate su considerazioni fisiologiche. Effetti indesiderati
- Riassunto del profilo di sicurezza I dati raggruppati dello studio cardine nel RCC (VEG105192, n = 290), dello studio di estensione (VEG107769, n = 71), dello studio di supporto di fase II (VEG102616, n = 225) e dello studio di non inferiorità di fase III, randomizzato, in aperto, a gruppi paralleli (VEG108844, n = 557) sono stati valutati nell’ambito della valutazione complessiva della sicurezza e della tollerabilità di pazopanib (totale n = 1149) nei soggetti con RCC (vedere paragrafo 5.1).
I dati raggruppati dello studio cardine nel STS (VEG110727, n = 369) e dello studio di supporto di fase II (VEG20002, n = 142) sono stati valutati nell’ambito della valutazione complessiva della sicurezza e della tollerabilità di pazopanib (totale popolazione valutata per la sicurezza n = 382) nei soggetti con STS (vedere paragrafo 5.1).
Le più importanti reazioni avverse gravi identificate negli studi nel RCC e nel STS sono state attacco ischemico transitorio, ictus ischemico, ischemia miocardica, infarto miocardico e cerebrale, disfunzione cardiaca, perforazione e fistola gastrointestinali, prolungamento del QT, torsione di punta ed emorragia polmonare, gastrointestinale e cerebrale; tutte le reazioni avverse sono state segnalate in < 1% dei pazienti trattati.
Altre importanti reazioni avverse gravi identificate negli studi nel STS includevano eventi tromboembolici venosi, disfunzione del ventricolo sinistro e pneumotorace.
Gli eventi fatali che sono stati considerati possibilmente correlati a pazopanib includevano emorragia gastrointestinale, emorragia polmonare/emottisi, funzionalità epatica anormale, perforazione intestinale e ictus ischemico.
Le reazioni avverse più comuni (che si sono presentate in almeno il 10% dei pazienti) di qualsiasi grado negli studi nel RCC e nel STS includevano: diarrea, cambiamento del colore dei capelli, ipopigmentazione cutanea, eruzione esfoliativa, ipertensione, nausea, cefalea, stanchezza, anoressia, vomito, disgeusia, stomatite, peso diminuito, dolore, aumento dell’alanina aminotransferasi elevata e aumento dell’aspartato aminotransferasi.
Le reazioni avverse al farmaco, di tutti i gradi, che sono state segnalate nei soggetti con RCC e STS o durante il periodo post-marketing sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA, alla frequenza e al grado di severità.
Per la classificazione della frequenza è stata utilizzata la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Le categorie sono state assegnate in base alle frequenze assolute nei dati degli studi clinici.
Sono stati anche valutati dati post-marketing sulla sicurezza e sulla tollerabilità da tutti gli studi clinici con pazopanib e da segnalazioni spontanee.
All’interno di ciascuna classe della classificazione per sistemi e organi, le reazioni avverse con la stessa frequenza sono presentate in ordine di gravità decrescente.
Tabella delle reazioni avverse Tabella 2 Reazioni avverse correlate al trattamento segnalate negli studi nel RCC (n = 1.149) o durante il periodo post-marketing
Neutropenia, trombocitopenia ed eritrodisestesia palmo-plantare sono state osservate più frequentemente nei pazienti di origine est asiatica.Classificazione per sistemi e organi Frequenza (tutti i gradi) Reazioni avverse Tutti i gradi n (%) Grado 3 n (%) Grado 4 n (%) Infezioni ed infestazioni Comune Infezioni (con o senza neutropenia)† non nota non nota non nota Non comune Infezione gengivale 1 (< 1%) 0 0 Peritonite infettiva 1 (< 1%) 0 0 Tumori benigni, maligni e non specificati (incluse cisti e polipi) Non comune Dolore tumorale 1 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Patologie del sistema emolinfopoietico Comune Trombocitopenia 80 (7%) 10 (< 1%) 5 (< 1%) Neutropenia 79 (7%) 20 (2%) 4 (< 1%) Leucopenia 63 (5%) 5 (< 1%) 0 Non comune Policitemia 6 (0,03%) 1 0 Raro Microangiopatia trombotica (incluse porpora trombotica trombocitopenica e sindrome emolitico-uremica)† non nota non nota non nota Patologie endocrine Comune Ipotiroidismo 83 (7%) 1 (< 1%) 0 Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Appetito ridottoe 317 (28%) 14 (1%) 0 Comune Ipofosfatemia 21 (2%) 7 (< 1%) 0 Disidratazione 16 (1%) 5 (< 1%) 0 Non comune Ipomagnesemia 10 (< 1%) 0 0 Non nota Sindrome da lisi tumorale* non nota non nota non nota Disturbi psichiatrici Comune Insonnia 30 (3%) 0 0 Patologie del sistema nervoso Molto comune Disgeusiac 254 (22%) 1 (< 1%) 0 Cefalea 122 (11%) 11 (< 1%) 0 Comune Capogiro 55 (5%) 3 (< 1%) 1 (< 1%) Letargia 30 (3%) 3 (< 1%) 0 Parestesia 20 (2%) 2 (< 1%) 0 Neuropatia sensoriale periferica 17 (1%) 0 0 Non comune Ipoestesia 8 (< 1%) 0 0 Attacco ischemico transitorio 7 (< 1%) 4 (< 1%) 0 Sonnolenza 3 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Accidente cerebrovascolare 2 (< 1%) 1 (< 1%) 1 (< 1%) Ictus ischemico 2 (< 1%) 0 1 (< 1%) Raro Encefalopatia posteriore reversibile/sindrome da leucoencefalopatia posteriore reversibile† non nota non nota non nota Patologie dell’occhio Comune Visione offuscata 19 (2%) 1 (< 1%) 0 Non comune Distacco della retina† 1 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Lacerazione retinica† 1 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Alterazione del colore delle ciglia 4 (< 1%) 0 0 Patologie cardiache Non comune Bradicardia 6 (< 1%) 0 0 Infarto miocardico 5 (< 1%) 1 (< 1%) 4 (< 1%) Disfunzione cardiacaf 4 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Ischemia miocardica 3 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Patologie vascolari Molto comune Ipertensione 473 (41%) 115 (10%) (< 1%) Comune Vampata di calore 16 (1%) 0 0 Evento tromboembolico venosog 13 (1%) 6 (< 1%) 7 (< 1%) Rossore 12 (1%) 0 0 Non comune Crisi ipertensiva 6 (< 1%) 0 2 (< 1%) Emorragia 1 (< 1%) 0 0 Raro Aneurismi e dissezioni arteriose† non nota non nota non nota Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Epistassi 50 (4%) 1 (< 1%) 0 Disfonia 48 (4%) 0 0 Dispnea 42 (4%) 8 (< 1%) 1 (< 1%) Emottisi 15 (1%) 1 (< 1%) 0 Non comune Rinorrea 8 (< 1%) 0 0 Emorragia polmonare 2 (< 1%) 0 0 Pneumotorace 1 (< 1%) 0 0 Raro Malattia polmonare interstiziale/polmonite† non nota non nota non nota Patologie gastrointestinali Molto comune Diarrea 614 (53%) 65 (6%) 2 (< 1%) Nausea 386 (34%) 14 (1%) 0 Vomito 225 (20%) 18 (2%) 1 (< 1%) Dolore addominalea 139 (12%) 15 (1%) 0 Comune Stomatite 96 (8%) 4 (< 1%) 0 Dispepsia 83 (7%) 2 (< 1%) 0 Flatulenza 43 (4%) 0 0 Distensione addominale 36 (3%) 2 (< 1%) 0 Ulcerazione della bocca 28 (2%) 3 (< 1%) 0 Bocca secca 27 (2%) 0 0 Non comune Pancreatite 8 (< 1%) 4 (< 1%) 0 Emorragia rettale 8 (< 1%) 2 (< 1%) 0 Ematochezia 6 (< 1%) 0 0 Emorragia gastrointestinale 4 (< 1%) 2 (< 1%) 0 Melena 4 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Evacuazioni frequenti 3 (< 1%) 0 0 Emorragia anale 2 (< 1%) 0 0 Perforazione dell’intestino crasso 2 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Emorragia dalla bocca 2 (< 1%) 0 0 Emorragia del tratto gastrointestinale superiore 2 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Fistola enterocutanea 1 (< 1%) 0 0 Ematemesi 1 (< 1%) 0 0 Emorragia emorroidale 1 (< 1%) 0 0 Perforazione dell’ileo 1 (< 1%) 0 1 (< 1%) Emorragia esofagea 1 (< 1%) 0 0 Emorragia retroperitoneale 1 (< 1%) 0 0 Patologie epatobiliari Comune Iperbilirubinemia 38 (3%) 2 (< 1%) 1 (< 1%) Funzionalità epatica anormale 29 (3%) 13 (1%) 2 (< 1%) Epatotossicità 18 (2%) 11 (< 1%) 2 (< 1%) Non comune Ittero 3 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Danno epatico da farmaci 2 (< 1%) 2 (< 1%) 0 Insufficienza epatica† 1 (< 1%) 0 1 (< 1%) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Cambiamento del colore dei capelli 404 (35%) 1 (< 1%) 0 Eritrodisestesia palmo-plantare 206 (18%) 39 (3%) 0 Alopecia 130 (11%) 0 0 Eruzione cutanea 129 (11%) 7 (< 1%) 0 Comune Ipopigmentazione cutanea 52 (5%) 0 0 Cute secca 50 (4%) 0 0 Prurito 29 (3%) 0 0 Eritema 25 (2%) 0 0 Depigmentazione cutanea 20 (2%) 0 0 Iperidrosi 17 (1%) 0 0 Non comune Patologie delle unghie 11 (< 1%) 0 0 Esfoliazione cutanea 10 (< 1%) 0 0 Reazione di fotosensibilità 7 (< 1%) 0 0 Esantema eritematoso 6 (< 1%) 0 0 Patologia della cute 5 (< 1%) 0 0 Eruzione cutanea maculare 4 (< 1%) 0 0 Eruzione cutanea pruriginosa 3 (< 1%) 0 0 Eruzione cutanea vescicolare 3 (< 1%) 0 0 Prurito generalizzato 2 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Eruzione cutanea generalizzata 2 (< 1%) 0 0 Eruzione cutanea papulare 2 (< 1%) 0 0 Eritema plantare 1 (< 1%) 0 0 Ulcera cutanea† non nota non nota non nota Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Artralgia 48 (4%) 8 (< 1%) 0 Mialgia 35 (3%) 2 (< 1%) 0 Spasmi muscolari 25 (2%) 0 0 Non comune Dolore muscoloscheletrico 9 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Patologie renali e urinarie Molto comune Proteinuria 135 (12%) 32 (3%) 0 Non comune Emorragia delle vie urinarie 1 (< 1%) 0 0 Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non comune Menorragia 3 (< 1%) 0 0 Emorragia vaginale 3 (< 1%) 0 0 Metrorragia 1 (< 1%) 0 0 Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Stanchezza 415 (36%) 65 (6%) 1 (< 1%) Comune Infiammazione della mucosa 86 (7%) 5 (< 1%) 0 Astenia 82 (7%) 20 (2%) 1 (< 1%) Edemab 72 (6%) 1 (< 1%) 0 Dolore toracico 18 (2%) 2 (< 1%) 0 Non comune Brividi 4 (< 1%) 0 0 Patologia della tonaca mucosa 1 (< 1%) 0 0 Esami diagnostici Molto comune Alanina aminotransferasi aumentata 246 (21%) 84 (7%) 14 (1%) Aspartato aminotransferasi aumentata 211 (18%) 51 (4%) 10 (< 1%) Comune Peso diminuito 96 (8%) 7 (< 1%) 0 Bilirubina ematica aumentata 61 (5%) 6 (< 1%) 1 (< 1%) Creatinina ematica aumentata 55 (5%) 3 (< 1%) 0 Lipasi aumentata 51 (4%) 21 (2%) 7 (< 1%) Conta leucocitaria diminuitad 51 (4%) 3 (< 1%) 0 Ormone tireostimolante ematico aumentato 36 (3%) 0 0 Amilasi aumentata 35 (3%) 7 (< 1%) 0 Gamma-glutamiltransferasi aumentata 31 (3%) 9 (< 1%) 4 (< 1%) Pressione arteriosa aumentata 15 (1%) 2 (< 1%) 0 Urea ematica aumentata 12 (1%) 1 (< 1%) 0 Test di funzionalità epatica anormale 12 (1%) 6 (< 1%) 1 (< 1%) Non comune Enzima epatico aumentato 11 (< 1%) 4 (< 1%) 3 (< 1%) Glucosio ematico diminuito 7 (< 1%) 0 1 (< 1%) QT dell’elettrocardiogramma prolungato 7 (< 1%) 2 (< 1%) 0 Transaminasi aumentate 7 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Test di funzionalità tiroidea anormale 3 (< 1%) 0 0 Pressione arteriosa diastolica aumentata 2 (< 1%) 0 0 Pressione arteriosa sistolica aumentata 1 (< 1%) 0 0 † Reazione avversa correlata al trattamento segnalata durante il periodo post-marketing (segnalazioni spontanee e reazioni avverse gravi evidenziate in tutti gli studi clinici con pazopanib).
*Reazione avversa correlata al trattamento segnalata solo durante il periodo post-marketing.
La frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili.
I seguenti termini sono stati considerati assieme: a Dolore addominale, dolore addominale superiore e dolore addominale inferiore.
b Edema, edema periferico, edema oculare, edema localizzato ed edema facciale.
c Disgeusia, ageusia e ipogeusia.
d Conta leucocitaria ridotta, conta dei neutrofili diminuita e conta dei leucociti diminuita.
e Appetito ridotto e anoressia.
f Disfunzione cardiaca, disfunzione del ventricolo sinistro, insufficienza cardiaca e cardiomiopatia restrittiva.
g Evento tromboembolico venoso, trombosi venosa profonda, embolia polmonare e trombosi.
Tabella 3 Reazioni avverse correlate al trattamento segnalate negli studi nel STS (n = 382) o durante il periodo post-marketing
Neutropenia, trombocitopenia ed eritrodisestesia palmo-plantare sono state osservate più frequentemente nei pazienti di origine est asiatica.Classificazione per sistemi e organi Frequenza (tutti i gradi) Reazioni avverse Tutti i gradi n (%) Grado 3 n (%) Grado 4 n (%) Infezioni ed infestazioni Comune Infezione gengivale 4 (1%) 0 0 Tumori benigni, maligni e non specificati (incluse cisti e polipi) Molto comune Dolore tumorale 121 (32%) 32 (8%) 0 Patologie del sistema emolinfopoieticof Molto comune Leucopenia 106 (44%) 3 (1%) 0 Trombocitopenia 86 (36%) 7 (3%) 2 (< 1%) Neutropenia 79 (33%) 10 (4%) 0 Non comune Microangiopatia trombotica (incluse porpora trombotica trombocitopenica e sindrome emolitico-uremica) 1 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Patologie endocrine Comune Ipotiroidismo 18 (5%) 0 0 Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Appetito ridotto 108 (28%) 12 (3%) 0 Ipoalbuminemiaf 81 (34%) 2 (< 1%) 0 Comune Disidratazione 4 (1%) 2 (1%) 0 Non comune Ipomagnesemia 1 (< 1%) 0 0 Non nota Sindrome da lisi tumorale* non nota non nota non nota Disturbi psichiatrici Comune Insonnia 5 (1%) 1 (< 1%) 0 Patologie del sistema nervoso Molto comune Disgeusiac 79 (21%) 0 0 Cefalea 54 (14%) 2 (< 1%) 0 Comune Neuropatia sensoriale periferica 30 (8%) 1 (< 1%) 0 Capogiro 15 (4%) 0 0 Non comune Sonnolenza 3 (< 1%) 0 0 Parestesia 1 (< 1%) 0 0 Infarto cerebrale 1 (< 1%) 0 1 (< 1%) Patologie dell’occhio Comune Visione offuscata 15 (4%) 0 0 Patologie endocrine Comune Disfunzione cardiacag 21 (5%) 3 (< 1%) 1 (< 1%) Disfunzione del ventricolo sinistro 13 (3%) 3 (< 1%) 0 Bradicardia 4 (1%) 0 0 Non comune Infarto miocardico 1 (< 1%) 0 0 Patologie vascolari Molto comune Ipertensione 152 (40%) 26 (7%) 0 Comune Evento tromboembolico venosod 13 (3%) 4 (1%) 5 (1%) Vampata di calore 12 (3%) 0 0 Rossore 4 (1%) 0 0 Non comune Emorragia 2 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Raro Aneurismi e dissezioni arteriose non nota non nota non nota Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Epistassi 22 (6%) 0 0 Disfonia 20 (5%) 0 0 Dispnea 14 (4%) 3 (< 1%) 0 Tosse 12 (3%) 0 0 Pneumotorace 7 (2%) 2 (< 1%) 1 (< 1%) Singhiozzo 4 (1%) 0 0 Emorragia polmonare 4 (1%) 1 (< 1%) 0 Non comune Dolore orofaringeo 3 (< 1%) 0 0 Emorragia bronchiale 2 (< 1%) 0 0 Rinorrea 1 (< 1%) 0 0 Emottisi 1 (< 1%) 0 0 Raro Malattia polmonare interstiziale/polmonite† non nota non nota non nota Patologie gastrointestinali Molto comune Diarrea 174 (46%) 17 (4%) 0 Nausea 167 (44%) 8 (2%) 0 Vomito 96 (25%) 7 (2%) 0 Dolore addominalea 55 (14%) 4 (1%) 0 Stomatite 41 (11%) 1 (< 1%) 0 Comune Distensione addominale 16 (4%) 2 (1%) 0 Bocca secca 14 (4%) 0 0 Dispepsia 12 (3%) 0 0 Emorragia dalla bocca 5 (1%) 0 0 Flatulenza 5 (1%) 0 0 Emorragia anale 4 (1%) 0 0 Non comune Emorragia gastrointestinale 2 (< 1%) 0 0 Emorragia rettale 2 (< 1%) 0 0 Fistola enterocutanea 1 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Emorragia gastrica 1 (< 1%) 0 0 Melena 2 (< 1%) 0 0 Emorragia esofagea 1 (< 1%) 0 1 (< 1%) Peritonite 1 (< 1%) 0 0 Emorragia retroperitoneale 1 (< 1%) 0 0 Emorragia del tratto gastrointestinale superiore 1 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Perforazione dell’ileo 1 (< 1%) 0 1 (< 1%) Patologie epatobiliari Non comune Funzionalità epatica anormale 2 (< 1%) 0 1 (< 1%) Non nota Insufficienza epatica* non nota non nota non nota Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Cambiamento del colore dei capelli 93 (24%) 0 0 Ipopigmentazione cutanea 80 (21%) 0 0 Eruzione esfoliativa 52 (14%) 2 (< 1%) 0 Comune Alopecia 30 (8%) 0 0 Patologia della cutec 26 (7%) 4 (1%) 0 Cute secca 21 (5%) 0 0 Iperidrosi 18 (5%) 0 0 Patologia delle unghie 13 (3%) 0 0 Prurito 11 (3%) 0 0 Eritema 4 (1%) 0 0 Non comune Ulcera cutanea 3 (< 1%) 1 (< 1%) 0 Eruzione cutanea 1 (< 1%) 0 0 Eruzione cutanea papulare 1 (< 1%) 0 0 Reazione di fotosensibilità 1 (< 1%) 0 0 Eritrodisestesia palmo-plantare 2 (< 1%) 0 0 Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Dolore muscoloscheletrico 35 (9%) 2 (< 1%) 0 Mialgia 28 (7%) 2 (< 1%) 0 Spasmi muscolari 8 (2%) 0 0 Non comune Artralgia 2 (< 1%) 0 0 Patologie renali e urinarie Non comune Proteinuria 2 (< 1%) 0 0 Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non comune Emorragia vaginale 3 (< 1%) 0 0 Menorragia 1 (< 1%) 0 0 Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Stanchezza 178 (47%) 34 (9%) 1 (< 1%) Comune Edemab 18 (5%) 1 (< 1%) 0 Dolore toracico 12 (3%) 4 (1%) 0 Brividi 10 (3%) 0 0 Non comune Infiammazione della mucosae 1 (< 1%) 0 0 Astenia 1 (< 1%) 0 0 Esami diagnosticih Molto comune Peso diminuito 86 (23%) 5 (1%) 0 Comune Esame otorinolaringoiatrico anormalee 29 (8%) 4 (1%) 0 Alanina aminotransferasi aumentata 8 (2%) 4 (1%) 2 (< 1%) Colesterolo ematico anormale 6 (2%) 0 0 Aspartato aminotransferasi aumentata 5 (1%) 2 (< 1%) 2 (< 1%) Gamma-glutamiltransferasi aumentata 4 (1%) 0 3 (< 1%) Non comune Bilirubina ematica aumentata 2 (< 1%) 0 0 Aspartato aminotransferasi 2 (< 1%) 0 2 (< 1%) Alanina aminotransferasi 1 (< 1%) 0 1 (< 1%) Conta delle piastrine diminuita 1 (< 1%) 0 1 (< 1%) QT dell’elettrocardiogramma prolungato 2 (< 1%) 1 (< 1%) 0 † Reazione avversa correlata al trattamento segnalata durante il periodo post-marketing (segnalazioni spontanee e reazioni avverse gravi evidenziate in tutti gli studi clinici con pazopanib).
*Reazione avversa correlata al trattamento segnalata solo durante il periodo post-marketing.
La frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili.
I seguenti termini sono stati considerati assieme: a Dolore addominale, dolore addominale superiore e dolore gastrointestinale.
b Edema, edema periferico ed edema palpebrale.
c La maggior parte di questi casi è stata di eritrodisestesia palmo-plantare.
d Eventi tromboembolici venosi, inclusi i termini trombosi venosa profonda, embolia polmonare e trombosi.
e La maggior parte di questi casi descrive la mucosite.
f La frequenza è basata sulle tabelle dei valori di laboratorio dello studio VEG110727 (N = 240).
Queste sono state riportate dagli sperimentatori come eventi avversi meno di frequente rispetto a quanto indicato nelle tabelle dei valori di laboratorio.
g Eventi di disfunzione cardiaca, incluse disfunzione del ventricolo sinistro, insufficienza cardiaca e cardiomiopatia restrittiva.
h La frequenza è basata sugli eventi avversi segnalati dagli sperimentatori.
Le anomalie di laboratorio sono state segnalate dagli sperimentatori come eventi avversi meno di frequente rispetto a quanto indicato nelle tabelle dei valori di laboratorio.
Popolazione pediatrica Il profilo di sicurezza nei pazienti pediatrici è risultato simile a quello riportato con pazopanib negli adulti nelle indicazioni approvate sulla base dei dati di 44 pazienti pediatrici dello studio di fase I ADVL0815 e di 57 pazienti pediatrici dello studio di fase II PZP034X2203 (vedere paragrafo 5.1).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Gravidanza e allattamento
- Gravidanza/Contraccezione in uomini e donne Non vi sono dati adeguati sull’uso di pazopanib nelle donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Il rischio potenziale per l’uomo non è noto.
Pazopanib non deve essere usato durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con pazopanib.
Se si utilizza pazopanib durante la gravidanza o se la paziente inizia una gravidanza durante il trattamento con pazopanib, è necessario spiegare alla paziente il rischio potenziale per il feto.
Si deve indicare alle donne in età fertile di usare metodi contraccettivi adeguati durante il trattamento e per almeno 2 settimane dopo l’ultima dose di pazopanib e di evitare la gravidanza durante il trattamento con pazopanib.
I pazienti di sesso maschile (inclusi quelli sottoposti a vasectomie) devono usare il preservativo durante i rapporti sessuali nel corso del trattamento con pazopanib e per almeno 2 settimane dopo l’ultima dose di pazopanib, al fine di evitare la potenziale esposizione al medicinale delle partner in gravidanza o potenzialmente fertili.
Allattamento Non è stata definita la sicurezza dell’impiego di pazopanib durante l’allattamento.
Non è noto se pazopanib o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno.
Non ci sono dati negli animali sull’escrezione di pazopanib nel latte materno.
Il rischio per i lattanti non può essere escluso.
L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con pazopanib.
Fertilità Gli studi sugli animali indicano che la fertilità maschile e femminile può essere influenzata dal trattamento con pazopanib (vedere paragrafo 5.3). Conservazione
- Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.
