NESYRGY 28CPR RIV 5MG+5MG

8,04 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: NEBIVOLOLO CLORIDRATO/AMLODIPINA BESILATO
  • ATC: C07FB12
  • Descrizione tipo ricetta: RR - RIPETIBILE 10V IN 6MESI
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 17/02/2026

Trattamento dell'ipertensione essenziale come terapia sostitutiva in pazienti adulti adeguatamente controllati con nebivololo e amlodipina somministrati contemporaneamente allo stesso livello di dose dell'associazione, ma con compresse separate.
Ogni compressa di Nesyrgy 5 mg/5 mg compresse rivestite con film contiene 5 mg di nebivololo (come 5,45 mg di nebivololo cloridrato) e 5 mg di amlodipina (come 6,94 mg di amlodipina besiliato). Ogni compressa di Nesyrgy 5 mg/10 mg compresse rivestite con film contiene 5 mg di nebivololo (come 5,45 mg di nebivololo cloridrato) e 10 mg di amlodipina (come 13,9 mg di amlodipina besilato). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi, ai derivati della diidropiridina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
- Insufficienza epatica o compromissione della funzionalità epatica; - Insufficienza cardiaca acuta; - Shock (incluso shock cardiogeno); - Episodi di insufficienza cardiaca (anche dopo infarto miocardico acuto) che richiedano terapia inotropa per via endovenosa; - Sindrome del seno malato, incluso il blocco seno-atriale; - Blocco cardiaco di secondo e terzo grado (senza pacemaker); - Storia di broncospasmo e asma bronchiale; - Feocromocitoma non trattato; - Acidosi metabolica; - Bradicardia (frequenza cardiaca < 60 bpm prima dell'inizio della terapia); - Ipotensione (pressione arteriosa sistolica < 90 mmHg); - Severi disturbi circolatori periferici; - Ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro (per es.
stenosi aortica di alto grado).

Posologia

Posologia La dose raccomandata è di una compressa al giorno in dose singola, preferibilmente alla stessa ora del giorno.
La combinazione a dose fissa non è adatta per la terapia iniziale.
Se è necessario un cambiamento di posologia, la titolazione deve essere effettuata con i singoli componenti.
Popolazioni speciali Anziani In considerazione dell'esperienza limitata nei pazienti di età superiore ai 75 anni, è necessario prestare attenzione e monitorare attentamente questi pazienti.
Compromissione renale In caso di compromissione renale da lieve a moderata, prima di passare all'associazione fissa si deve effettuare l'aggiustamento della dose con i singoli componenti.
Le variazioni delle concentrazioni plasmatiche di amlodipina non sono correlate al grado di compromissione renale.
L'amlodipina non è dializzabile (vedere paragrafo 4.4).
Compromissione epatica Nesyrgy è controindicato nei pazienti con insufficienza epatica o funzionalità epatica compromessa.
Popolazione pediatrica La sicurezza e l'efficacia di Nesyrgy nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite.
Non si hanno dati disponibili, quindi l’impiego nei bambini e negli adolescenti non è raccomandato.
Modo di somministrazione Uso orale.
Le compresse possono essere assunte durante o fuori dei pasti.

Avvertenze e precauzioni

Per la combinazione fissa Nesyrgy valgono le avvertenze e le precauzioni speciali relative a ciascun monocomponente elencate di seguito.
Nebivololo Anestesia Il mantenimento del blocco dei recettori beta riduce il rischio di aritmie durante l'induzione e l'intubazione.
Qualora, in previsione di un intervento chirurgico si decida di interrompere il blocco dei recettori beta, la terapia con antagonisti beta-adrenergici deve essere interrotta almeno 24 ore prima.
Si deve prestare attenzione con alcuni anestetici che causano depressione miocardica (vedere paragrafo 4.5).
Il paziente può essere protetto contro le reazioni vagali mediante somministrazione endovenosa di atropina.
Patologie cardiovascolari In generale gli antagonisti beta-adrenergici non devono essere usati in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia (CHF) non trattata, a meno che la loro condizione non sia stata stabilizzata.
Nei pazienti con cardiopatia ischemica il trattamento con un antagonista beta-adrenergico deve essere interrotto gradualmente, cioè nell'arco di 1-2 settimane.
Se necessario, deve essere iniziata contemporaneamente la terapia sostitutiva, per prevenire l'esacerbazione dell'angina pectoris.
Gli antagonisti beta-adrenergici possono indurre bradicardia: se la frequenza cardiaca scende al di sotto di 50 - 55 bpm a riposo e/o il paziente manifesta sintomi suggestivi di bradicardia, il dosaggio deve essere ridotto.
Gli antagonisti beta-adrenergici devono essere usati con cautela nei pazienti: - con disturbi circolatori periferici (malattia o sindrome di Raynaud, claudicatio intermittente), poiché può verificarsi un aggravamento di questi disturbi; - con blocco cardiaco di primo grado, a causa dell'effetto negativo dei beta-bloccanti sul tempo di conduzione; - con angina di Prinzmetal dovuta a vasocostrizione dell'arteria coronarica mediata dal recettore alfa incontrastato: gli antagonisti beta-adrenergici possono aumentare il numero e la durata degli attacchi anginosi.
L'associazione di nebivololo con calcio-antagonisti del tipo verapamil e diltiazem, con farmaci antiaritmici di Classe I e con farmaci antipertensivi ad azione centrale non è generalmente raccomandata, per maggiori dettagli fare riferimento al paragrafo 4.5.
Disturbi metabolici/endocrinologici Il nebivololo non influisce sui livelli di glucosio nei pazienti diabetici.
Tuttavia, in tali pazienti si deve prestare attenzione, poiché il nebivololo può mascherare alcuni sintomi dell'ipoglicemia (tachicardia, palpitazioni).
I betabloccanti potrebbero aumentare ulteriormente il rischio di ipoglicemia severa se usati in concomitanza con sulfaniluree.
Sarebbe opportuno raccomandare ai pazienti diabetici di monitorare attentamente i propri livelli di glucosio nel sangue.
(vedere Paragrafo 4.5).
Gli agenti bloccanti beta-adrenergici possono mascherare i sintomi tachicardici nell'ipertiroidismo.
La sospensione improvvisa può intensificare i sintomi.
Patologie respiratorie Nei pazienti con broncopneumopatie croniche ostruttive, gli antagonisti beta-adrenergici devono essere usati con cautela, poiché possono aggravare la costrizione delle vie aeree.
Altro I pazienti con una storia di psoriasi devono assumere antagonisti beta-adrenergici solo dopo un'attenta considerazione.
Gli antagonisti beta-adrenergici possono aumentare la sensibilità agli allergeni e la gravità delle reazioni anafilattiche.
Amlodipina Stenosi della valvola aortica e mitrale, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva A causa della componente amlodipina di Nesyrgy, come per altri vasodilatatori, è indicata particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi aortica o mitralica o cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.
Insufficienza cardiaca I pazienti con insufficienza cardiaca devono essere trattati con cautela.
In uno studio a lungo termine, controllato con placebo, sull'amlodipina in pazienti con insufficienza cardiaca severa (NYHA III e IV), l'incidenza riportata di edema polmonare è stata più alta nel gruppo amlodipina rispetto al gruppo placebo.
I calcio-antagonisti, inclusa l'amlodipina, devono essere usati con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, poiché possono aumentare il rischio di futuri eventi cardiovascolari e mortalità.
Altro Come per qualsiasi agente antipertensivo, un'eccessiva riduzione della pressione arteriosa nei pazienti con cardiopatia ischemica o vasculopatie ischemiche cerebrali potrebbe provocare un infarto del miocardio o un ictus.
Insufficienza renale L'amlodipina può essere utilizzata in tali pazienti a dosi normali.
Le variazioni delle concentrazioni plasmatiche di amlodipina non sono correlate al grado di compromissione renale.
L'amlodipina non è dializzabile.
Eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per unità di dosaggio, cioè è essenzialmente "senza sodio".

Interazioni

Non è stato condotto alcuno studio clinico che valuti le interazioni farmacologiche di Nesyrgy.
Con Nesyrgy possono verificarsi le interazioni che sono state identificate negli studi con i singoli componenti di Nesyrgy (nebivololo o amlodipina).
Sulla base delle caratteristiche note di nebivololo e amlodipina, non è prevista alcuna interazione farmacocinetica clinicamente rilevante tra i singoli componenti di Nesyrgy.
Interazioni farmacocinetiche Effetti di altri medicinali su Nesyrgy Poiché il metabolismo del nebivololo coinvolge l'isoenzima CYP2D6, la co-somministrazione con sostanze che inibiscono questo enzima, in particolare paroxetina, fluoxetina, tioridazina e chinidina, può portare ad un aumento dei livelli plasmatici di nebivololo associato ad un aumentato rischio di bradicardia eccessiva e di eventi avversi.
La somministrazione concomitante di cimetidina ha aumentato i livelli plasmatici di nebivololo, senza modificare l'effetto clinico.
La somministrazione concomitante di ranitidina non ha influenzato la farmacocinetica di nebivololo.
A condizione che il nebivololo venga assunto durante i pasti e un antiacido tra i pasti, i due trattamenti possono essere prescritti contemporaneamente.La combinazione di nebivololo con nicardipina ha aumentato leggermente i livelli plasmatici di entrambi i farmaci, senza modificare l'effetto clinico.
La somministrazione concomitante di alcol, furosemide o idroclorotiazide non ha influenzato la farmacocinetica di nebivololo.
Inibitori del CYP3A4 L'uso concomitante di amlodipina con inibitori forti o moderati del CYP3A4 (inibitori della proteasi, antimicotici azolici, macrolidi come eritromicina o claritromicina, verapamil o diltiazem) può dar luogo ad un aumento significativo dell'esposizione all'amlodipina.
La traduzione clinica di queste variazioni farmacocinetiche può essere più pronunciata negli anziani.
C'è un aumento del rischio di ipotensione.
Si raccomanda un'attenta osservazione dei pazienti; può rendersi necessario un aggiustamento del dosaggio.
Induttori del CYP3A4 Dopo la co-somministrazione di induttori noti del CYP3A4, la concentrazione plasmatica di amlodipina può variare.
Occorre quindi monitorare la pressione arteriosa e prendere in considerazione la regolazione della dose sia durante che dopo la somministrazione di farmaci concomitanti, in particolare nel caso di forti induttori del CYP3A4 (ad es.
rifampicina, Hypericum perforatum).
La somministrazione di amlodipina con pompelmo o succo di pompelmo non è raccomandata, poiché in alcuni pazienti la biodisponibilità può aumentare, con conseguente maggiore abbassamento della pressione sanguigna.
Effetti di Nesyrgy su altri medicinali Il nebivololo non influenza la farmacocinetica del warfarin.
In studi clinici di interazione, l'amlodipina non ha influenzato la farmacocinetica di atorvastatina, digossina o warfarin.
Simvastatina: la somministrazione concomitante di dosi multiple di 10 mg di amlodipina con 80 mg di simvastatina ha determinato un aumento del 77% dell'esposizione alla simvastatina rispetto alla sola simvastatina.
Limitare la dose di simvastatina nei pazienti in trattamento con amlodipina a 20 mg al giorno.
Tacrolimus: esiste il rischio di un aumento dei livelli ematici di tacrolimus quando esso viene somministrato in concomitanza con amlodipina.
Al fine di evitare la tossicità di tacrolimus, la somministrazione di amlodipina in un paziente trattato con tacrolimus richiede il monitoraggio dei livelli ematici di tacrolimus e, se del caso, l'aggiustamento della dose di tacrolimus.
Target meccanicistico degli inibitori della rapamicina (mTOR): gli inibitori di mTOR come sirolimus, temsirolimus ed everolimus sono substrati del CYP3A.
L'amlodipina è un debole inibitore del CYP3A.
Con l'uso concomitante di inibitori di mTOR, l'amlodipina può aumentare l'esposizione agli inibitori di mTOR.
Ciclosporina: in uno studio prospettico su pazienti sottoposti a trapianto renale è stato osservato un aumento medio del 40% dei livelli minimi di ciclosporina quando usata in concomitanza con amlodipina.
La co-somministrazione di Nesyrgy con ciclosporina può aumentare l'esposizione alla ciclosporina.
Monitorare i livelli di ciclosporina durante l'uso concomitante e, se necessario, ridurre la dose di ciclosporina.
Interazioni farmacodinamiche Gli effetti di abbassamento della pressione sanguigna dell'amlodipina e del nebivololo si aggiungono agli effetti di abbassamento della pressione sanguigna di altri agenti antipertensivi.
Per gli antagonisti beta-adrenergici in generale valgono le seguenti interazioni.
- Uso concomitante sconsigliato: Antiaritmici di classe I (chinidina, idrochinidina, cibenzolina, flecainide, disopiramide, lidocaina, mexiletina, propafenone): l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare può risultare potenziato e l'effetto inotropo negativo aumentato (vedere paragrafo 4.4).
Antagonisti dei canali del calcio di tipo verapamil/diltiazem: influenza negativa sulla contrattilità e sulla conduzione atrio-ventricolare.
La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti in trattamento con beta-bloccanti può portare a ipotensione profonda e blocco atrio-ventricolare (vedere paragrafo 4.4).
Antipertensivi ad azione centrale (clonidina, guanfacina, moxonidina, metildopa, rilmenidina): l’uso concomitante di farmaci antipertensivi ad azione centrale può peggiorare l'insufficienza cardiaca a causa di una diminuzione del tono simpatico centrale (riduzione della frequenza cardiaca e della gittata cardiaca, vasodilatazione) (vedere paragrafo 4.4).
L'interruzione improvvisa, in particolare se precedente alla sospensione dei beta-bloccanti, può aumentare il rischio di "ipertensione reattiva ".
- Uso concomitante che richiede cautela: Farmaci antiaritmici di classe III (amiodarone): l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare può risultare potenziato.
Anestetici - alogenati volatili: l'uso concomitante di antagonisti e anestetici beta-adrenergici può attenuare la tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione (vedere paragrafo 4.4).
Come regola generale, evitare l'interruzione improvvisa del trattamento con beta-bloccanti.
L'anestesista deve essere informato quando il paziente sta ricevendo nebivololo.
Insulina e farmaci antidiabetici orali: sebbene il nebivololo non influisca sul livello di glucosio, l'uso concomitante può mascherare alcuni sintomi dell'ipoglicemia (palpitazioni, tachicardia).
L'uso concomitante di betabloccanti e sulfaniluree potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia severa.
(vedere Paragrafo 4.4).
Baclofene (agente antispastico), amifostina (coadiuvante antineoplastico): l'uso concomitante con antipertensivi può aumentare la caduta della pressione sanguigna.
Pertanto, il dosaggio del farmaco antipertensivo deve essere regolato di conseguenza.
- Uso concomitante da prendere in considerazione: Glicosidi digitalici: l'uso concomitante può aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare.
Gli studi clinici condotti con nebivololo non hanno mostrato alcuna evidenza clinica di un'interazione.
Il nebivololo non influenza la cinetica della digossina.
Calcioantagonisti del tipo diidropiridinico (amlodipina, felodipina, lacidipina, nifedipina, nicardipina, nimodipina, nitrendipina): l'uso concomitante può aumentare il rischio di ipotensione e non può essere escluso un aumento del rischio di un ulteriore deterioramento della funzione della pompa ventricolare nei pazienti con insufficienza cardiaca.
Antipsicotici, antidepressivi (triciclici, barbiturici e fenotiazine): l'uso concomitante può potenziare l'effetto ipotensivo dei beta-bloccanti (effetto additivo).
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): nessun effetto sull'effetto antipertensivo del nebivololo.
Agenti simpaticomimetici: l'uso concomitante può contrastare l'effetto degli antagonisti beta-adrenergici.
Gli agenti beta-adrenergici possono portare a un'attività alfa-adrenergica incontrastata degli agenti simpaticomimetici con effetti sia alfa che beta-adrenergici (rischio di ipertensione, severa bradicardia e blocco cardiaco).
Il nebivololo non influenza la farmacodinamica del warfarin.
Dantrolene (infusione): negli animali, dopo la somministrazione di verapamil e dantrolene per via endovenosa vengono osservati fibrillazione ventricolare letale e collasso cardiovascolare in associazione con iperkaliemia.
A causa del rischio di iperkaliemia, si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di calcio-antagonisti come l’amlodipina nei pazienti suscettibili ad ipertermia maligna e nella gestione dell'ipertermia maligna.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Nella tabella seguente sono riassunte le reazioni avverse causate dai singoli componenti nebivololo e amlodipina negli studi clinici, negli studi di sicurezza post-autorizzazione e nelle segnalazioni spontanee.
Tabella delle reazioni avverse Per classificare la comparsa di effetti indesiderati sono state utilizzate le seguenti terminologie: Molto comune (≥1/10), Comune (da ≥1/100 a <1/10), Non comune (da ≥1/1.000 a <1/100), Raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000), Molto raro (<1/10.000), Non noto (non può essere definito sulla base dei dati disponibili).
Tabella 1: Panoramica delle reazioni avverse con i singoli componenti di Nesyrgy
Classificazione MedDRA per sistemi e organi Reazioni avverse Frequenza
Nebivololo Amlodipina
Patologie del sistema emolinfopoietico Leucopenia - Molto raro
Trombocitopenia - Molto raro
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità ai farmaci Non noto Molto raro
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperglicemia - Molto raro
Disturbi psichiatrici Confusione - Raro
Depressione Raro Non comune
Insonnia - Non comune
Cambiamenti di umore (compresa l'ansia) - Non comune
Incubi Non comune -
Patologie del sistema nervoso Capogiri Comune Comune
Disgeusia - Non comune
Cefalea Comune Comune (soprattutto all'inizio del trattamento)
Ipertonia - Molto raro
Ipoestesia - Non comune
Parestesia Comune Non comune
Neuropatia periferica - Molto raro
Sonnolenza - Comune
Sincope Molto raro Non comune
Tremore - Non comune
Disturbo extrapiramidale - Non noto
Patologie dell’occhio Compromissione della visione Non comune -
Disturbi visivi (compresa la diplopia) - Comune
Patologie dell'orecchio e del labirinto Tinnito - Non comune
Patologie cardiache Aritmia (inclusa bradicardia, tachicardia ventricolare e fibrillazione atriale) - Non comune
Bradicardia Non comune -
Insufficienza cardiaca Non comune -
Infarto del miocardio - Molto raro
Palpitazioni - Comune
conduzione AV rallentata / blocco AV Non comune -
Patologie vascolari Ipotensione Non comune Non comune
Rossore - Comune
(aumento della) claudicatio intermittente Non comune -
Vasculite - Molto raro
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Broncospasmo Non comune -
Tosse - Non comune
Dispnea Comune Comune
Rinite - Non comune
Patologie gastrointestinali Dolore addominale - Comune
Abitudini intestinali alterate (tra cui diarrea e stipsi) - Comune
Stipsi Comune -
Diarrea Comune -
Bocca secca - Non comune
Dispepsia Non comune Comune
Flatulenza Non comune -
Gastrite - Molto raro
Iperplasia gengivale - Molto raro
Nausea Comune Comune
Pancreatite - Molto raro
Vomito Non comune Non comune
Patologie epatobiliari Enzimi epatici aumentati - Molto raro (per lo più compatibile con colestasi)
Epatite - Molto raro
Itterizia - Molto raro
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Alopecia - Non comune
Angioedema Non noto Molto raro
Eritema multiforme - Molto raro
Esantema - Non comune
Dermatite esfoliativa - Molto raro
Iperidrosi - Non comune
Fotosensibilità - Molto raro
Prurito Non comune Non comune
Psoriasi aggravata Molto raro -
Porpora - Non comune
Eruzione cutanea Non comune Non comune
Colorazione anormale della pelle - Non comune
Sindrome di Stevens-Johnson - Molto raro
Necrolisi epidermica tossica - Non noto
Orticaria Non noto Non comune
Patologie muscoloscheletriche e del tessuto connettivo Tumefazione della caviglia - Comune
Artralgia - Non comune
Dolore dorsale - Non comune
Crampi muscolari - Comune
Mialgia - Non comune
Patologie renali e urinarie Disturbo della minzione - Non comune
Nicturia - Non comune
Frequenza della minzione aumentata - Non comune
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile Raro Non comune
Ginecomastia - Non comune
Patologi sistemiche e condizioni della sede di somministrazione Astenia - Comune
Dolore toracico - Non comune
Stanchezza Comune Comune
Malessere - Non comune
Edema Comune Molto comune
Dolore - Non comune
Esami diagnostici Calo ponderale - Non comune
Aumento ponderale - Non comune
Con alcuni antagonisti beta-adrenergici sono state riportate anche le seguenti reazioni avverse: allucinazioni, psicosi, confusione, estremità fredde/cianotiche, fenomeno di Raynaud, occhi secchi e tossicità oculo-mucocutanea del tipo practololo.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non esistono dati disponibili sull'uso di Nesyrgy in donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali sono insufficienti per quanto riguarda la tossicità riproduttiva di Nesyrgy (vedere paragrafo 5.3).
Nesyrgy non è raccomandato durante la gravidanza.
Nebivololo I bloccanti dei recettori beta-adrenergici hanno effetti farmacologici che possono causare effetti dannosi sulla gravidanza e/o sul feto/neonato.
In generale i bloccanti dei recettori beta-adrenergici riducono la perfusione placentare, con possibile ritardo della crescita, morte intrauterina, aborto o travaglio precoce.
Effetti avversi (per es.
ipoglicemia e bradicardia) possono verificarsi nel feto e nel neonato.
Se è necessario un trattamento con bloccanti dei recettori beta-adrenergici, sono da preferirsi i bloccanti dei recettori beta-1-adrenergici selettivi, come il nebivololo.
Il nebivololo non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità.
Se si ritiene necessario il trattamento con nebivololo, occorre monitorare il flusso sanguigno utero-placentare e la crescita fetale.
In caso di effetti dannosi sulla gravidanza o sul feto, deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo.
Il neonato deve essere attentamente monitorato.
Sintomi di ipoglicemia e bradicardia sono da attendersi generalmente entro i primi tre giorni.
Amlodipina La sicurezza dell'amlodipina nella gravidanza umana non è stata stabilita.
Negli studi su animali è stata osservata tossicità riproduttiva a dosi elevate (vedere paragrafo 5.3).
L'uso in gravidanza è raccomandato solo quando non esiste un'alternativa più sicura e quando la malattia stessa comporta un rischio maggiore per la madre e il feto.
Allattamento Nesyrgy non è raccomandato durante l'allattamento.
Nebivololo Gli studi su animali hanno dimostrato che il nebivololo viene escreto nel latte materno.
Non è noto se questo farmaco sia escreto anche nel latte umano.
La maggior parte dei beta-bloccanti, in particolare i composti lipofili come il nebivololo e i suoi metaboliti attivi, passano nel latte materno, anche se in misura variabile.
Non si può escludere un rischio per i neonati/lattanti.
Le madri che ricevono nebivololo non devono quindi allattare.
Amlodipina L'amlodipina viene escreta nel latte umano.
La proporzione della dose materna ricevuta dal lattante è stata stimata con un intervallo interquartile del 3-7%, con un massimo del 15%.
L'effetto dell'amlodipina sui neonati non è noto.
Fertilità Non esistono dati clinici sulla fertilità con l'impiego di Nesyrgy.
Nebivololo Il nebivololo non ha avuto alcun effetto sulla fertilità del ratto, tranne che a dosi parecchie volte superiori alla dose massima raccomandata nell'uomo, quando sono stati osservati effetti avversi sugli organi riproduttivi maschili e femminili nei ratti e nei topi (vedere paragrafo 5.3).
L'effetto del nebivololo sulla fertilità umana non è noto.
Amlodipina Cambiamenti biochimici reversibili nella testa degli spermatozoi sono stati riportati in alcuni pazienti trattati con calcio-antagonisti.
I dati clinici sono insufficienti per quanto riguarda il potenziale effetto dell'amlodipina sulla fertilità.
In un singolo studio sui ratti sono stati riscontrati effetti avversi sulla fertilità maschile (vedere paragrafo 5.3).

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.