LATANOPROST AUR COLL 1FL 2,5ML
6,98 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 01/04/2012
Riduzione della pressione intraoculare (PIO) elevata in pazienti adulti (inclusi gli anziani) con glaucoma ad angolo aperto ed ipertensione oculare. Riduzione della PIO elevata in pazienti pediatrici con elevata PIO e in pazienti con glaucoma pediatrico.
Un mL di collirio contiene 50 microgrammi di latanoprost. Una goccia contiene circa 1,5 microgrammi di latanoprost. Eccipiente con effetti noti: Benzalconio cloruro 0,2 mg/mL come conservante. Sodio fosfato monobasico monoidrato 4,60 mg/mL. Sodio fosfato bibasico 4,74 mg/mL. Ogni flacone da 2,5 ml contiene 5,9647 mg di sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Posologia
- Posologia Adulti (inclusi i pazienti anziani) La terapia raccomandata è una goccia una volta al giorno nell'occhio(i) da trattare.
L'effetto ottimale si ottiene somministrando Latanoprost Aurobindo alla sera.
Il dosaggio di Latanoprost Aurobindo non deve superare una somministrazione quotidiana, in quanto è stato dimostrato che somministrazioni più frequenti diminuiscono l'effetto ipotensivo sulla PIO.
In caso di mancata somministrazione di una dose, il trattamento deve continuare normalmente con la dose successiva.
Popolazione pediatrica Latanoprost Aurobindo collirio, soluzione può essere usato nei pazienti pediatrici con la stessa posologia consigliata per gli adulti.
Non sono disponibili dati su bambini nati pretermine (con età gestazionale inferiore a 36 settimane).
I dati relativi al gruppo di pazienti di età < 1 anno sono limitati (vedere paragrafo 5.1).
Modo di somministrazione Come con altri colliri, al fine di ridurre il possibile assorbimento sistemico, si raccomanda di comprimere il sacco lacrimale a livello del canto mediale (occlusione puntale) per un minuto.
Ciò deve essere effettuato subito dopo l’instillazione di ogni singola goccia.
Le lenti a contatto devono essere rimosse prima dell’instillazione del collirio e possono essere riapplicate dopo 15 minuti.
Se si usa più di un farmaco oftalmico ad uso topico, i farmaci devono essere somministrati almeno cinque minuti l'uno dall'altro. Avvertenze e precauzioni
- Cambiamenti nella pigmentazione dell’iride Latanoprost può alterare gradualmente il colore dell'occhio aumentando la quantità di pigmento marrone dell'iride.
Prima dell'inizio del trattamento i pazienti devono essere informati circa la possibilità di cambiamento permanente del colore dell'occhio.
Il trattamento unilaterale può causare eterocromia permanente.
Questo cambiamento di colore dell'occhio è stato notato soprattutto in pazienti con iridi di colore disomogeneo, ad es.
blu-marrone, grigio-marrone, giallo-marrone e verde-marrone.
In studi con latanoprost, l'insorgenza del cambiamento di solito è avvenuta entro i primi 8 mesi di trattamento, raramente entro il secondo o terzo anno e non è mai stata osservata dopo il quarto anno di trattamento.
La velocità di progressione della pigmentazione dell’iride diminuisce nel tempo ed è stabile per cinque anni.
L’effetto dell’aumento della pigmentazione oltre cinque anni non è stato valutato.
In uno studio aperto sulla sicurezza, della durata di 5 anni, il 33% dei pazienti ha sviluppato pigmentazione dell’iride (vedere paragrafo 4.8).
Questo cambiamento del colore dell’iride, nella maggioranza dei casi è lieve e spesso non osservabile clinicamente.
L’incidenza varia dal 7 al 85% in pazienti con iridi di colore disomogeneo con la maggiore incidenza in pazienti con iridi giallo-marrone.
Nessun cambiamento è stato riscontrato in pazienti con occhi di colore omogeneo blu e solo raramente in pazienti con occhi di colore omogeneo grigio, verde o marrone.
In uno studio pediatrico osservazionale a lungo termine che valutava le alterazioni dell’iperpigmentazione oculare nei pazienti con glaucoma pediatrico, l’oscuramento del colore dell’iride e la pigmentazione localizzata dell’iride sono stati osservati in misura leggermente maggiore nel gruppo di pazienti esposti al latanoprost rispetto al gruppo non esposto (vedere paragrafo 5.1).
Il cambiamento di colore è dovuto ad un aumento della melanina nei melanociti dello stroma dell'iride e non ad un aumento del numero dei melanociti.
Di solito la pigmentazione marrone attorno alla pupilla si diffonde concentricamente verso la zona periferica dell'occhio interessato, ma tutta l'iride o settori di essa possono diventare più marroni.
Dopo la sospensione del trattamento non si è riscontrato un ulteriore aumento della pigmentazione dell'iride.
Negli studi clinici fino ad oggi disponibili, questo fenomeno non è stato associato ad alcun sintomo o alterazione patologica.
Nevi o areole dell'iride non sono stati influenzati dal trattamento.
Gli studi clinici non hanno evidenziato accumulo di pigmento nel trabecolato sclero-corneale o in qualsiasi altra parte della camera anteriore.
Sulla base di un’esperienza clinica di 5 anni, l’aumento della pigmentazione dell’iride non ha mostrato determinare alcuna conseguenza di natura clinica negativa e la somministrazione di latanoprost può essere continuata se si manifesta la pigmentazione dell’iride.
I pazienti comunque devono essere controllati regolarmente e se il quadro clinico lo richiede, il trattamento con latanoprost può essere interrotto.
Vi è un'esperienza limitata con latanoprost nel glaucoma cronico ad angolo chiuso, in pazienti pseudofachici con glaucoma ad angolo aperto e nel glaucoma pigmentario.
Non c’è esperienza con latanoprost nel glaucoma infiammatorio e neovascolare o in condizioni di infiammazione oculare.
Latanoprost ha effetti nulli o scarsi sulla pupilla, ma non vi è esperienza in merito ad attacchi acuti di glaucoma ad angolo chiuso.
Pertanto, si deve usare cautela nell'impiego di latanoprost in queste circostanze, finché non si ottenga una maggior esperienza.
Sono disponibili dati limitati circa l’uso di latanoprost durante la fase peri-operatoria della chirurgia della cataratta.
In questi pazienti latanoprost deve essere usato con cautela.
Latanoprost deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi di cheratite erpetica e deve essere evitato nei casi di cheratite da herpes simplex in fase attiva e nei pazienti con anamnesi di cheratite erpetica ricorrente associata in modo specifico agli analoghi delle prostaglandine.
Sono stati riportati casi di edema maculare (vedere paragrafo 4.8), particolarmente in pazienti afachici, pseudofachici con rottura della capsula posteriore della lente o con lenti in camera anteriore e in pazienti con fattori di rischio noti per l'edema maculare cistoide (come retinopatia diabetica ed occlusione delle vene retiniche).
Latanoprost deve essere usato con cautela in pazienti afachici, pseudofachici con rottura della capsula posteriore della lente o con lenti in camera anteriore o in pazienti con fattori di rischio noti per l'edema maculare cistoide.
In pazienti con fattori di rischio noti per iriti/uveiti, latanoprost può essere usato con cautela.
L’esperienza relativa a pazienti con asma è limitata, ma dall’esperienza successiva alla commercializzazione, sono stati riportati alcuni casi di riacutizzazione dell’asma e/o dispnea.
Pertanto, i pazienti asmatici devono essere trattati con cautela in attesa di sufficiente esperienza, vedere anche paragrafo 4.8.
È stata osservata un’alterazione della colorazione della cute periorbitale, la maggior parte della segnalazioni è di pazienti giapponesi.
Ad oggi i dati hanno mostrato che tale alterazione della cute periorbitale non è permanente e in qualche caso è reversibile mentre si continua il trattamento con latanoprost.
Latanoprost può cambiare gradualmente ciglia e peluria degli occhi trattati e delle aree circostanti; queste alterazioni comprendono aumento della lunghezza, spessore, pigmentazione, numero delle ciglia o dei peli, alterazione della direzione di crescita delle ciglia.
Le alterazioni delle ciglia sono reversibili dopo la sospensione del trattamento.
Lenti a contatto Le lenti a contatto possono assorbire il benzalconio cloruro, per cui devono essere rimosse prima dell’applicazione di latanoprost, ma possono essere riapplicate dopo 15 minuti (vedere paragrafo 4.2).
Popolazione pediatrica I dati di sicurezza ed efficacia nel gruppo di pazienti di età inferiore a 1 anno sono molto limitati (vedere paragrafo 5.1).
Non sono disponibili dati su neonati nati pretermine (con età gestazionale inferiore a 36 settimane).
Nei bambini di età compresa tra 0 e 3 anni che sono affetti principalmente da glaucoma congenito primario (GCP), la chirurgia (per es.
la trabeculotomia/goniotomia) resta il trattamento di prima linea.
Eccipienti Conservanti Questo medicinale contiene benzalconio cloruro, che comunemente viene utilizzato come conservante nei prodotti oftalmici.
Dai dati limitati disponibili, non vi è alcuna differenza nel profilo degli eventi avversi nei bambini rispetto agli adulti.
In genere, tuttavia, gli occhi dei bambini manifestano una reazione più forte a un dato stimolo rispetto agli occhi degli adulti.
L’irritazione può influire sull’adesione al trattamento da parte dei bambini.
È stato segnalato che il benzalconio cloruro è causa di irritazione oculare, sintomi di secchezza oculare e può influire sul film lacrimale e sulla superficie della cornea.
Deve essere usato con attenzione nei pazienti affetti da secchezza oculare e in pazienti in cui la cornea potrebbe essere compromessa.
I pazienti devono essere monitorati in caso di uso per periodi prolungati.
Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flacone da 2,5 mL, cioè è essenzialmente ‘senza sodio’. Interazioni
- Non sono disponibili risultati conclusivi per valutare l’interazione del farmaco.
Sono stati riportati casi di aumenti paradossi della PIO a seguito di somministrazione oftalmica concomitante di due analoghi delle prostaglandine.
Pertanto, l’uso di due o più analoghi delle prostaglandine o di derivati delle prostaglandine non è raccomandato.
Popolazione pediatrica Sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti. Effetti indesiderati
- a.
Riassunto del profilo di sicurezza La maggior parte delle reazioni indesiderate riguardano l’apparato oculare.
In uno studio aperto sulla sicurezza di latanoprost di 5 anni, il 33% dei pazienti ha sviluppato pigmentazione dell’iride (vedere paragrafo 4.4).
Altre reazioni indesiderate di tipo oculare sono generalmente transitorie e compaiono al momento della somministrazione della dose.
b.
Lista tabulata delle reazioni indesiderate Le reazioni indesiderate sono classificate secondo la frequenza come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 e <1/10), non comune (≥1/1.000 e <1/100), raro (≥1/10.000 e<1/1.000) e molto raro (<1/10.000), e non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
* Reazione avversa al farmaco identificata post-marketing § Frequenza della reazione avversa al farmaco stimata usando la “regola del 3” Molto raramente sono stati riportati casi di calcificazione della cornea in associazione all’impiego di colliri contenenti fosfati in alcuni pazienti con danno significativo delle cornee.Classificazione per sistemi e organi Molto comune ≥1/10 Comune ≥1/100, <1/10 Non comune ≥1/1.000, <1/100 Raro ≥1/10.000, <1/1.000 Molto raro <1/10.000 Infezioni ed infestazioni Cheratite erpetica*§ Patologie del sistema nervoso Mal di testa*; capogiri* Patologie dell’occhio Iperpigmentazione dell’iride; iperemia congiuntivale di grado da lieve a moderato; irritazione oculare (bruciore, sensazione di sabbia, prurito, dolore puntorio e sensazione di corpo estraneo); alterazioni delle ciglia e della peluria (aumento nell’allungamento, nell’ispessimento, nella pigmentazione e nell’infoltimento delle ciglia) Cheratite puntata, per lo più asintomatica; blefarite; dolore oculare; fotofobia; congiuntivite* Edema palpebrale; secchezza oculare; cheratite*; annebbiamento della vista; edema maculare incluso edema maculare cistoide*; uveite* Iriti*; edema corneale*; erosione corneale; edema periorbitale; trichiasi*; distichiasi; cisti dell’iride*§; reazione cutanea localizzata sulle palpebre; inscurimento della cute palpebrale; pseudo-pemfigoide della congiuntiva oculare*§ Modifiche periorbitali e della palpebra, che determinano un approfon-dimento del solco palpebrale Patologie cardiache Angina; palpitazioni* Angina instabile Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Asma*; dispnea* Esacerbazione dell’asma Patologie gastrointestinali Nausea*, vomito* Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea Prurito Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo Mialgia*; artralgia Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Dolore toracico*
c.
Descrizione degli eventi avversi selezionati Nessuna informazione disponibile d.
Popolazione pediatrica In due studi clinici a breve termine (< 12 settimane) che hanno coinvolto 93 (25 e 68) pazienti pediatrici, il profilo di sicurezza è stato simile a quello negli adulti e non è stato identificato alcun evento avverso nuovo.
I profili di sicurezza a breve termine in diversi sottogruppi pediatrici sono stati pure simili (vedere paragrafo 5.1).
Gli eventi avversi osservati con maggiore frequenza nella popolazione pediatrica rispetto agli adulti sono stati: nasofaringite e piressia.
In uno studio pediatrico osservazionale a lungo termine condotto su 115 pazienti, il profilo di sicurezza è risultato coerente con quello riportato in precedenti studi pediatrici e non sono stati identificati nuovi eventi avversi (vedere paragrafo 5.1).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse Gravidanza e allattamento
- Gravidanza Non è stata stabilita la sicurezza di questo medicinale nella gravidanza umana.
Esiste la possibilità di rischio farmacologico in corso di gravidanza, sia per il feto che il neonato.
Pertanto, latanoprost non deve essere usato in gravidanza.
Allattamento Latanoprost e i suoi metaboliti possono essere escreti nel latte materno e quindi latanoprost non deve essere usato nelle donne che allattano con latte materno, oppure l'allattamento deve essere sospeso.
Fertilità Negli studi animali non è stato riscontrato che latanoprost abbia alcun effetto sulla fertilità maschile o femminile (vedere paragrafo 5.3). Conservazione
- Conservare in frigorifero (2° - 8°C).
Tenere il contenitore nell’astuccio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
Dopo la prima apertura del contenitore: non conservare a temperatura superiore ai 25°C.
Dopo quattro settimane dalla prima apertura il medicinale deve essere gettato, anche se non utilizzato completamente.
Cerca farmaci per nome:
La fonte dei dati utilizzati e pubblicati è Banche Dati Farmadati Italia. Farmadati Italia garantisce il massimo impegno affinché la Banca dati e gli Aggiornamenti relativi a farmaci, parafarmaci, prodotti omeopatici e principi attivi siano precisi, puntuali e costantemente aggiornati. Questo materiale è fornito solo a scopo didattico e non è inteso per consulenza medica, diagnosi o trattamento e non deve in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o ad un consulto medico. Farmadati Italia e SilhouetteDonna.it non si assumono responsabilità sull’utilizzo dei dati. E’ doveroso contattare il proprio medico e/o uno specialista per la prescrizione e assunzione di farmaci. L’ultimo aggiornamento dei dati e la messa online del database da parte di Silhouette Donna è stato effettuato in data 28/04/2026.
Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

