KISUNLA EV 1FL 20ML 350MG

1.184,67 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: DONANEMAB
  • ATC: N06DX05
  • Descrizione tipo ricetta: OSP - USO OSPEDALIERO
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 03/08/2026

Donanemab è indicato per il trattamento di pazienti adulti con una diagnosi clinica di disturbo cognitivo lieve e demenza lieve dovuti alla malattia di Alzheimer (malattia di Alzheimer sintomatica in fase iniziale) che sono eterozigoti per l’apolipoproteina E ε4 (ApoE ε4) o non portatori, con patologia amiloide confermata (vedere paragrafo 4.4).
Ogni flaconcino contiene 350 mg di donanemab in 20 mL (17,5 mg/mL). Donanemab è un anticorpo monoclonale umanizzato ricombinante prodotto in cellule ovariche di criceto cinese (Chinese Hamster Ovary, CHO). Eccipiente(i) con effetti noti Ogni flaconcino da 20 mL contiene 11,5 mg di sodio e 4 mg di polisorbato 80. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; - Evidenza alla risonanza magnetica basale di precedenti emorragie intracerebrali, più di 4 microemorragie, siderosi superficiale o edema vasogenico (ARIA-E) o altri risultati suggestivi di angiopatia amiloide cerebrale (Cerebral Amyloid Angiopathy, CAA) (vedere paragrafo 4.4); - Pazienti con disturbi emorragici non adeguatamente controllati; - Inizio in pazienti sottoposti ad una terapia anticoagulante in corso (vedere paragrafo 4.4); - Malattia severa della sostanza bianca (vedere paragrafo 4.4); - Pazienti con ipertensione arteriosa scarsamente controllata; - Condizioni che non consentono una valutazione alla risonanza magnetica, tra cui claustrofobia o presenza di impianti metallici (ferromagnetici)/pacemaker cardiaco.

Posologia

Il trattamento deve essere iniziato da un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento della malattia di Alzheimer (Alzheimer’s Disease, AD) con accesso tempestivo alla risonanza magnetica (Magnetic Resonance Imaging, MRI).
Donanemab deve essere somministrato sotto la supervisione di un team multidisciplinare formato nell'individuazione, nel monitoraggio e nella gestione delle anomalie di imaging correlate all'amiloide (Amyloid-Related Imaging Abnormalities, ARIA) ed esperto nell'individuazione e nella gestione delle reazioni correlate all'infusione (Infusion Related Reactions, IRR).
I pazienti trattati con donanemab devono ricevere la scheda per il paziente ed essere informati sui rischi di donanemab (vedere anche il foglio illustrativo).
Test per ApoE ε4 Il genotipo ApoE ε4 deve essere valutato mediante un test diagnostico in vitro (In Vitro Diagnostic, IVD) con marchio CE e atto allo scopo specifico.
Se un IVD con marchio CE non è disponibile, è necessario utilizzare un test alternativo validato (vedere paragrafo 5.1).
Prima di iniziare il trattamento con donanemab, deve essere eseguito il test per determinare lo stato ApoE ε4 per acquisire informazioni sul rischio di sviluppare ARIA (vedere paragrafi 4.1 e 4.4).
Prima di eseguire il test, i pazienti devono essere adeguatamente informati e deve essere raccolto il consenso secondo le linee guida nazionali o locali, ove applicabili.
Posologia L'evidenza di beta-amiloide coerente con l'AD deve essere confermata utilizzando un test validato (ad es.
una tomografia a emissione di positroni [Positron Emission Tomography, PET], analisi del fluido cerebrospinale [Cerebrospinal Fluid, CSF], o altri test appropriati).
Donanemab deve essere somministrato ogni 4 settimane.
La dose raccomandata di donanemab è di 350 mg per la prima dose, 700 mg per la seconda dose, 1 050 mg per la terza dose, seguiti da 1 400 mg ogni 4 settimane.
Il trattamento deve essere continuato fino alla clearance delle placche amiloidi (ad es.
a 6 o 12 mesi, vedere paragrafo 5.1) come confermato da un metodo validato.
La durata massima del trattamento è di 18 mesi, che non deve essere superata anche se la clearance della placca non è confermata.
Il rapporto beneficio-rischio del trattamento deve essere rivalutato a intervalli regolari su base individuale e tenendo in considerazione il tasso di progressione della malattia.
Si deve prendere in considerazione l'interruzione del trattamento prima della fine del trattamento massimo di 18 mesi se i pazienti progrediscono verso un’AD di grado moderato.
Dose dimenticata Se si dimentica un'infusione, la somministrazione deve essere ripresa il prima possibile ogni 4 settimane alla stessa dose.
Monitoraggio, sospensione della somministrazione e interruzione del trattamento per anomalie di imaging correlate all'amiloide Donanemab può causare ARIA, caratterizzate come ARIA con edema (ARIA-E), che possono essere osservate alla risonanza magnetica come edema cerebrale o versamenti sulcali, e ARIA con deposizione di emosiderina (ARIA-H), che comprendono microemorragia e siderosi superficiale.
Oltre ad ARIA, nei pazienti trattati con donanemab si sono verificate emorragie intracerebrali di diametro superiore a 1 cm.
Prima di iniziare il trattamento con donanemab, deve essere disponibile una risonanza magnetica cerebrale recente (entro 6 mesi) per valutare ARIA preesistenti.
Una risonanza magnetica deve essere eseguita prima della seconda dose (ad 1 mese), prima della terza dose (a 2 mesi), prima della quarta dose (a 3 mesi) e prima della settima dose (a 6 mesi).
Deve essere eseguita un'ulteriore risonanza magnetica a un anno di trattamento (prima della dodicesima dose) nei pazienti con fattori di rischio per ARIA come gli eterozigoti per ApoE ε4 e/o i pazienti con precedenti eventi di ARIA nelle prime fasi di trattamento.
Se un paziente manifesta sintomi suggestivi di ARIA in qualsiasi momento durante il trattamento, deve essere eseguita una valutazione clinica che includa una risonanza magnetica (vedere paragrafo 4.4).
Le raccomandazioni per la sospensione della somministrazione o l’interruzione del trattamento per i pazienti con ARIA-E e ARIA-H sono riportate nella Tabella 1.
Tabella 1: Raccomandazioni sulla somministrazione per i pazienti con ARIA-E e ARIA-H aVedere la Tabella 2 per i criteri di classificazione di severità radiografica di ARIA alla MRI In caso di ARIA lievi asintomatiche, prendere in considerazione la sospensione della somministrazione in base alle caratteristiche radiologiche delle ARIA, al numero di episodi di ARIA e alle condizioni cliniche.
In caso di ARIA moderate asintomatiche e ARIA lievi/moderate sintomatiche, sospendere la somministrazione fino a quando la risonanza magnetica dimostra la risoluzione radiografica (ARIA-E) o la stabilizzazione (ARIA-H) e i sintomi, se presenti, si risolvono.
Una risonanza magnetica di follow-up per valutare la risoluzione (ARIA-E) o la stabilizzazione (ARIA-H) deve essere eseguita da 2 a 4 mesi dopo l'identificazione iniziale.
La ripresa della somministrazione o l'interruzione permanente dopo la risoluzione di ARIA-E e la stabilizzazione di ARIA-H devono essere guidate dal giudizio clinico, compresa la rivalutazione dei fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4).
In caso di ARIA-E può essere preso in considerazione un trattamento standard di supporto, compresi i corticosteroidi (vedere paragrafo 4.8).
In caso di ARIA-E o ARIA-H severe radiograficamente o sintomatiche, il trattamento con donanemab deve essere interrotto definitivamente.
Donanemab deve essere interrotto definitivamente anche dopo ARIA-E clinicamente grave, ARIA-H grave o emorragia intracerebrale superiore a 1 cm.
Deve essere utilizzato il giudizio clinico nel valutare se continuare la somministrazione in pazienti con ARIA ricorrente.
Il trattamento con donanemab deve essere interrotto in seguito a eventi di ARIA ricorrenti sintomatici o radiograficamente moderati o severi.
Popolazioni particolari Compromissione renale/compromissione epatica Non è richiesta alcuna modifica della dose nei pazienti con compromissione renale o epatica (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica Non esiste un uso specifico di donanemab nella popolazione pediatrica per il trattamento della malattia di Alzheimer.
Modo di somministrazione Donanemab è solo per uso endovenoso.
Ogni flaconcino è esclusivamente monouso.
La soluzione diluita deve essere somministrata in un periodo di almeno 30 minuti.
I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione dopo l'infusione per un minimo di 30 minuti.
Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Avvertenze e precauzioni

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Programma di accesso controllato Al fine di promuovere l'uso sicuro ed efficace di donanemab, l'inizio del trattamento in tutti i pazienti deve avvenire attraverso un sistema di registrazione centrale attuato nell'ambito di un programma di accesso controllato.
Materiale educazionale I medici prescrittori devono conoscere il materiale educazionale preparato per l'individuazione e la gestione di ARIA e discutere i benefici e i rischi della terapia con donanemab con il paziente/caregiver.
Devono essere discussi con il paziente anche le risonanze magnetiche e i segni o i sintomi delle reazioni avverse, e quando rivolgersi a un operatore sanitario.
Al paziente verrà fornita la scheda per il paziente e gli verrà chiesto di portarla sempre con sé.
Patologia beta amiloide La presenza di patologia beta amiloide deve essere confermata tramite un test appropriato prima di iniziare il trattamento.
Anomalie di imaging correlate all'amiloide (ARIA) ARIA-H si verificano generalmente in associazione con un'occorrenza di ARIA-E.
ARIA sono state osservate molto comunemente negli studi clinici con donanemab.
Le ARIA di solito si verificano all'inizio del trattamento e sono solitamente asintomatiche.
Quando presenti, i sintomi riportati associati ad ARIA possono includere mal di testa, confusione, nausea, vomito, instabilità, capogiro, tremore, disturbi visivi, disturbi del linguaggio, peggioramento della funzione cognitiva, alterazione della coscienza e convulsioni.
I sintomi associati ad ARIA di solito si risolvono nel tempo (vedere paragrafo 4.8).
A seguito di un evento iniziale di ARIA, il tasso di recidiva alla ripresa del trattamento con donanemab è molto comune; 24,3% in quelli con ARIA-E e 35,9% in quelli con ARIA-H (vedere paragrafo 4.8).
Sono stati osservati casi gravi di ARIA e alcuni sono stati fatali (vedere paragrafo 4.8).
Le ARIA possono essere rilevate dalla risonanza magnetica e mentre ARIA-E in genere si risolve all'imaging, ARIA-H può persistere e stabilizzarsi.
La maggior parte degli eventi di ARIA sono stati osservati per la prima volta entro 24 settimane dall'inizio del trattamento.
Gli eventi di ARIA più gravi si sono verificati entro 12 settimane dall'inizio del trattamento.
L'accesso alla risonanza magnetica deve essere disponibile durante il periodo di trattamento con donanemab.
Dati i fattori di rischio preesistenti, i pazienti che sono eleggibili alle terapie per il trattamento dell'amiloide sono anche a rischio di ARIA spontanee.
Le ARIA devono essere considerate come possibile eziologia per sintomi neurologici.
Il beneficio di donanemab per il trattamento di AD e il potenziale rischio di reazioni avverse gravi associate ad ARIA devono essere presi in considerazione quando si decide di iniziare il trattamento con donanemab (vedere paragrafo 4.8).
Monitoraggio con MRI per ARIA Si raccomandano una risonanza magnetica cerebrale basale e un monitoraggio periodico con risonanza magnetica (vedere paragrafo 4.2).
Si raccomanda una maggiore vigilanza clinica per ARIA durante le prime 24 settimane di trattamento con donanemab.
Se un paziente manifesta sintomi suggestivi di ARIA (vedere paragrafo 4.8), deve essere eseguita una valutazione clinica, compresi ulteriori test con risonanza magnetica (vedere paragrafi 4.2 e 4.4 "Anomalie di imaging correlate all'amiloide - ARIA").
Raccomandazioni per la sospensione della somministrazione e l’interruzione del trattamento in pazienti con ARIA Se si verificano sintomi di ARIA-H, è spesso in presenza di ARIA-E e sono gestiti come per ARIA-E.
Le raccomandazioni per la sospensione della somministrazione e l’interruzione del trattamento per i pazienti con ARIA-E e ARIA-H sono riportate nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.2).
Donanemab deve essere interrotto definitivamente se si verificano ARIA-E gravi, ARIA-H gravi, emorragia intracerebrale superiore a 1 cm o eventi di ARIA ricorrenti sintomatici o radiograficamente moderati o severi.
Severità radiografica La severità radiografica di ARIA associata a donanemab è stata classificata in base ai criteri riportati nella Tabella 2.
Tabella 2: Criteri di classificazione di ARIA alla MRI
Tipo di ARIA Severità radiografica
Lieve Moderata Severa
ARIA-E Iperintensità in FLAIR limitata alla sostanza bianca del solco e/o della corteccia/sottocorteccia in una posizione < 5 cm. Iperintensità in FLAIR da 5 a 10 cm nella singola dimensione massima, o più di 1 sito di coinvolgimento, ciascuno di dimensioni < 10 cm. Iperintensità in FLAIR > 10 cm con associato edema del giro ed obliterazione dei solchi.
Possono essere rilevati uno o più siti di coinvolgimento separati/indipendenti.
ARIA-H microemorragia ≤ 4 nuove microemorragie incidenti Da 5 a 9 nuove microemorragie incidenti ≥ 10 nuove microemorragie incidenti
ARIA-H siderosi superficiale 1 area focale di siderosi superficiale nuova o aumentata di dimensioni 2 aree focali di siderosi superficiale nuove o aumentate di dimensioni > 2 aree focali di siderosi superficiale nuove o aumentate di dimensioni
Abbreviazioni: FLAIR = Fluid-Attenuated Inversion Recovery; ARIA-E = anomalie di imaging correlate all'amiloide-edema/versamenti; ARIA-H = anomalie di imaging correlate all'amiloide, emorragia/deposizione di emosiderina.
Status di portatore di ApoE ε4 e rischio di ARIA I portatori di ApoE ε4 hanno una frequenza più alta (gli omozigoti maggiore degli eterozigoti) di ARIA-E e ARIA-H, incluse ARIA gravi e sintomatiche, rispetto ai non portatori.
Donanemab non è indicato nei pazienti che sono omozigoti per ApoE ε4 (vedere paragrafo 4.1).
Il test per lo status di portatore di ApoE ε4 deve essere eseguito prima dell'inizio del trattamento per avere informazioni sul rischio di sviluppare ARIA (vedere paragrafo 4.2).
Prima del test, i medici prescrittori devono discutere con i pazienti il rischio di ARIA nei vari genotipi.
Aumento del rischio di emorragia intracerebrale Deve essere prestata cautela quando si considera l'uso di donanemab in pazienti con fattori che indicano un rischio aumentato di emorragia intracerebrale.
Si sono verificate emorragie intracerebrali di diametro superiore a 1 cm, inclusi eventi fatali in pazienti trattati con donanemab (vedere paragrafo 4.8).
Trattamento antitrombotico concomitante L'uso al basale di medicinali antitrombotici (aspirina, altri antipiastrinici o anticoagulanti) è stato consentito negli studi clinici con donanemab.
La maggior parte delle esposizioni ai medicinali antitrombotici è stata all'acido acetilsalicilico.
I pazienti che hanno ricevuto donanemab e un medicinale antitrombotico (acido acetilsalicilico, altri antiaggreganti piastrinici o anticoagulanti) non presentavano un aumento della frequenza di ARIA.
Il numero di eventi e l'esposizione limitata a medicinali antitrombotici non-acetilsalicilici limitano le conclusioni definitive sul rischio di ARIA o di emorragia intracerebrale nei pazienti che assumono medicinali antitrombotici.
Poiché emorragie intracerebrali di diametro superiore a 1 cm sono state osservate nei pazienti che assumevano donanemab e nei pazienti che ricevevano agenti antitrombotici durante il trattamento con donanemab, si deve usare ulteriore cautela quando si prende in considerazione la somministrazione di antitrombotici o di un agente trombolitico (ad es.
attivatore tissutale del plasminogeno) a un paziente già in trattamento con donanemab: • Se è necessario iniziare la terapia anticoagulante durante la terapia con donanemab (ad es.
per trombosi arteriose incidenti, per embolia polmonare acuta o per altre indicazioni potenzialmente fatali), donanemab deve essere sospeso.
Donanemab può essere ripristinato se la terapia anticoagulante non è più indicata dal punto di vista medico.
È consentito l'uso concomitante di aspirina e di altre terapie antipiastriniche.
• Sebbene negli studi clinici l'esposizione agli agenti trombolitici sia stata limitata, esiste un rischio plausibile di grave emorragia intracranica derivante dall'uso concomitante con trombolitici.
L'uso di agenti trombolitici deve essere evitato, fatta eccezione per situazioni che comportano un imminente pericolo di vita e per le quali non vi sono alternative terapeutiche (ad es.
embolia polmonare con compromissione emodinamica) quando i benefici potrebbero superare i rischi.
I benefici e i rischi del trattamento devono essere riconsiderati individualmente dal medico specialista e dal paziente.
Le ARIA possono causare deficit neurologici focali simili a quelli osservati in un ictus ischemico.
I medici che trattano l'ictus ischemico devono considerare se tali sintomi possano essere dovuti ad ARIA prima di somministrare la terapia trombolitica ad un paziente in trattamento con donanemab.
La risonanza magnetica o l'identificazione dell'occlusione vascolare possono contribuire a stabilire che l'eziologia sia dovuta ad ictus ischemico piuttosto che ad ARIA e fornire indicazioni sull'uso di trombolitici o di trombectomia quando appropriato.
Il trattamento con donanemab non deve essere iniziato in pazienti sottoposti ad una terapia anticoagulante in corso (vedere paragrafo 4.3).
Altri fattori di rischio per ARIA e emorragia intracerebrale Negli studi clinici con donanemab, la sicurezza di donanemab non è stata stabilita nei pazienti con risonanza magnetica pre-trattamento che mostrava ARIA-E, più di 4 microemorragie, più di 1 area di siderosi superficiale, malattia severa della sostanza bianca o emorragia intracerebrale superiore a 1 cm (vedere paragrafo 4.3).
Una frequenza più elevata di ARIA è stata osservata nei pazienti con microemorragia cerebrale pre-trattamento e/o siderosi superficiale.
Il trattamento con donanemab è controindicato nei pazienti con siderosi superficiale al basale e nei pazienti con microemorragie > 4 al basale (vedere paragrafo 4.3).
La presenza di un allele ApoE ε4 è associata alla CAA, che presenta un rischio aumentato di emorragia intracerebrale.
Beneficio-rischio individuale basato sulla patologia tau Il rapporto beneficio-rischio può dipendere dal livello di tau basale.
Risultati numericamente più elevati di efficacia sono stati osservati nei pazienti con tau medio-bassa rispetto a tau alta (vedere paragrafo 5.1).
L'efficacia clinica nei pazienti con livelli di tau assenti o molto bassi non è stata stabilita.
I risultati del test per la patologia tau, se eseguiti, devono essere presi in considerazione nelle discussioni sul beneficio-rischio dei singoli pazienti.
Reazioni correlate all'infusione Reazioni correlate all'infusione sono state osservate comunemente con la somministrazione di donanemab (vedere paragrafo 4.8).
Queste reazioni possono essere raramente severe o pericolose per la vita e/o includere anafilassi, e si verificano tipicamente durante l'infusione o entro 30 minuti dall'infusione.
Segni e sintomi di reazioni correlate all'infusione possono includere eritema, brividi, nausea, vomito, sudorazione, mal di testa, costrizione toracica, dispnea e variazioni della pressione arteriosa.
La somministrazione di donanemab deve essere interrotta immediatamente e deve essere iniziato un trattamento appropriato in caso di gravi reazioni correlate all'infusione o come clinicamente indicato.
Immunogenicità Negli studi clinici controllati verso placebo, l'88,1 % dei pazienti trattati con donanemab ha sviluppato anticorpi anti-farmaco (Anti-Drug Antibodies, ADA) e tutti i pazienti con ADA avevano anticorpi neutralizzanti.
Tutti i pazienti che riportavano reazioni correlate all'infusione presentavano ADA.
Un titolo di ADA più elevato è stato associato a una maggiore incidenza di reazioni correlate all'infusione/eventi di ipersensibilità immediata.
Pazienti esclusi dagli studi clinici (vedere anche paragrafo 5.1) I pazienti con sindrome di Down possono essere associati a un tasso più elevato di eventi CAA e ARIA.
I pazienti con sindrome di Down non sono stati studiati negli studi clinici con donanemab.
La sicurezza e l'efficacia di donanemab in questi pazienti non sono note.
Sodio Questo medicinale contiene 46 mg di sodio per dose da 1 400 mg, equivalente al 2 % dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.Se preparato con una soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9 %), la quantità di sodio apportata dal diluente a base di sodio cloruro varia da 53 mg (per la dose da 350 mg diluita a 10 mg/mL) a 956 mg (per la dose da 1 400 mg diluita a 4 mg/mL), equivalente al 3 % - 48 % della dose giornaliera massima raccomandata dall'OMS.
Questo si aggiunge alla quantità apportata dal medicinale.
Polisorbato 80 Questo medicinale contiene 16 mg di polisorbato 80 per ogni dose da 1 400 mg di medicinale, equivalente a circa 0,23 mg/kg.
I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi d’interazione.
Non si prevedono interazioni farmacologiche di tipo farmacocinetico in base alle caratteristiche di donanemab.
ARIA-H ed emorragie intracerebrali di diametro superiore a 1 cm sono state osservate nei pazienti che assumevano donanemab.
Pertanto, si deve usare cautela quando si considera la somministrazione di antitrombotici poiché il rischio di emorragie intracerebrali con donanemab può essere aumentato (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza In uno studio registrativo controllato con placebo che includeva pazienti con disturbo cognitivo lieve dovuto a malattia di Alzheimer o malattia di Alzheimer lieve (vedere paragrafo 5.1), un totale di 853 soggetti adulti ha ricevuto almeno una dose di donanemab.
Di questi, 710 partecipanti riguardavano la popolazione indicata (eterozigoti e non portatori di ApoE ε4).
Sulla base dello status di portatore di ApoE ε4 dei pazienti trattati con donanemab, il 29,9 % (255/853) erano non portatori, il 53,0 % (452/853) erano eterozigoti e il 16,8 % (143/853) erano omozigoti.
Ad eccezione degli eventi di ARIA, il profilo di sicurezza era simile tra i genotipi.
Le reazioni avverse riportate più frequentemente sono state ARIA-E (20,6 %), ARIA-H (27,6 %) e mal di testa (14,6 %).
Le reazioni avverse gravi più importanti sono state: ARIA-E grave (1,3 %), ARIA-H grave (0,3 %) e ipersensibilità grave, comprese le reazioni correlate all'infusione (0,4 %).
La reazione anafilattica è stata riportata come non comune (0,4%) (vedere paragrafo 4.4).
Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse dagli studi clinici con donanemab (Tabella 3) sono elencate in base alla classificazione MedDRA per sistemi e organi.
All'interno di ciascuna classificazione per sistemi e organi, le reazioni avverse sono classificate in base alla frequenza, con le reazioni più frequenti per prime.
Inoltre, la categoria di frequenza corrispondente per ciascuna reazione si basa sulla seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10); comune (da ≥ 1/100 a < 1/10); non comune (da ≥ 1/1 000 a < 1/100); raro (da ≥ 1/10 000 a < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000).
Tabella 3.
Reazioni avverse
Classificazione per sistemi e organi Molto comune Comune Non comune
Patologie del sistema nervoso ARIA-Ea,b, ARIA-Ha,b, Microemorragie, Siderosi superficiale, Mal di testa Emorragia intracranicac 
Patologie gastrointestinali  Nausea, Vomito 
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura  Reazioni correlate all’infusioned, Ipersensibilità Reazione anafilattica
a Come valutato dalla risonanza magnetica.
b I sintomi possono includere mal di testa, confusione, nausea, vomito, instabilità, capogiro, tremore, disturbi visivi, disturbi del linguaggio, peggioramento della funzione cognitiva, alterazione della coscienza e convulsioni.
c Comprende ematoma subdurale, emorragia subaracnoidea, emorragia cerebrale, ictus emorragico e accidente cerebrovascolare.
d Segni e sintomi di reazioni correlate all'infusione e ipersensibilità possono includere eritema, brividi, nausea, vomito, sudorazione, mal di testa, costrizione toracica, dispnea e variazioni della pressione arteriosa.
Descrizione di reazioni avverse selezionate Anomalie di imaging correlate all'amiloide nella popolazione indicata Nello studio registrativo controllato verso placebo, dove donanemab è stato somministrato con il regime posologico di 700 mg ogni 4 settimane per le prime 3 dosi, e poi 1 400 mg ogni 4 settimane, le ARIA (ARIA-E o ARIA-H) sono state osservate nel 33 % (234/710) dei pazienti eterozigoti e non portatori di ApoE ε4 trattati con donanemab, rispetto al 13,5 % (98/728) dei pazienti eterozigoti e non portatori trattati con placebo.
Eventi gravi di ARIA sono stati riportati nell’1,4 % (10/710) dei pazienti trattati con donanemab.
Nello studio registrativo si sono verificati casi fatali di ARIA dovuti a donanemab con frequenza non comune (0,4 %, tre pazienti).
I sintomi clinici associati ad ARIA E si sono risolti in circa l’80 % dei pazienti.
I sintomi di ARIA-E possono includere mal di testa, confusione, nausea, vomito, instabilità, capogiro, tremore, disturbi visivi, disturbi del linguaggio, peggioramento della funzione cognitiva, alterazione della coscienza e convulsioni.
Le ARIA-E sono state osservate nel 20,6 % (146/710) dei pazienti eterozigoti e non portatori di ApoE ε4 trattati con donanemab rispetto all’1,8 % (13/728) dei pazienti trattati con placebo.
La severità radiografica massima per ARIA-E è stata lieve nel 6,2 % (44/710) dei pazienti, moderata nel 12,7 % (90/710) dei pazienti e severa nell’1,4 % (10/710) dei pazienti.
Nello studio registrativo sono state riportate ARIA-E sintomatiche nel 5,6 % (40/710) dei pazienti trattati con donanemab.
Il tempo mediano alla risoluzione di ARIA-E è stato di circa 8,3 settimane.
Dei pazienti trattati con donanemab con ARIA-E, circa il 24,3% (35/144) ha manifestato episodi multipli di ARIA-E.
Le ARIA-H sono state osservate nel 27,6 % (196/710) dei pazienti eterozigoti e non portatori trattati con donanemab rispetto al 12,2 % (89/728) dei pazienti trattati con placebo.
La severità radiografica massima per ARIA-H è stata lieve nel 14,4 % (102/710) dei pazienti, moderata nel 5,5 % (39/710) dei pazienti e severa nel 7,6 % (54/710) dei pazienti.
Le ARIA-H sintomatiche sono state riportate nell’1,1 % (8/710) dei pazienti trattati con donanemab rispetto allo 0,3 % (2/728) dei pazienti trattati con placebo.
Le ARIA H isolate (cioè ARIA-H in pazienti che non avevano manifestato anche ARIA-E) sono state osservate nel 12,4 % (88/710) dei pazienti trattati con donanemab rispetto all’11,5 % (84/728) dei pazienti trattati con placebo.
Dei pazienti trattati con donanemab con ARIA-H, circa il 35,9% (70/195) dei partecipanti ha manifestato episodi multipli di ARIA-H.
La maggior parte dei primi eventi radiografici di ARIA negli studi controllati con placebo si è verificata all'inizio del trattamento (entro 24 settimane dall'inizio del trattamento), sebbene le ARIA possano verificarsi in qualsiasi momento e i pazienti possano avere più di un episodio.
In caso di ARIA-E può essere preso in considerazione un trattamento standard di supporto, compresi i corticosteroidi, tuttavia l'efficacia del trattamento non è stata stabilita.
Emorragia intracranica nella popolazione indicata Emorragia intracranica è stata riportata nell’1,4 % (10/710) dei pazienti eterozigoti e non portatori di ApoE ε4 dopo il trattamento con donanemab rispetto allo 0,8 % (6/728) dei pazienti trattati con placebo.
Di queste, emorragia intracerebrale superiore a 1 cm è stata osservata nello 0,4 % (3/710) dei pazienti trattati con donanemab e nello 0,3 % (2/728) dei pazienti trattati con placebo.
Inoltre, in un partecipante con siderosi superficiale al basale trattato con donanemab nello studio registrativo, è stata riportata ARIA-H fatale con un'emorragia intracerebrale concomitante.
Status di portatore di ApoE ε4 e rischio di ARIA Nello studio registrativo, l'incidenza complessiva di ARIA è stata inferiore nei non portatori (24,7% donanemab vs 12,0 % placebo) e negli eterozigoti (37,6 % donanemab vs 14,1 % placebo) rispetto che negli omozigoti (55,9 % donanemab vs 21,9 % placebo).
Tra i pazienti trattati con donanemab, ARIA-E si sono verificate nel 15,7 % dei non portatori e nel 23,2% degli eterozigoti rispetto al 41,3 % degli omozigoti.
ARIA-E sintomatiche si sono verificate nel 3,9% dei non portatori e nel 6,6% degli eterozigoti rispetto all'8,4% degli omozigoti.
Le ARIA-H si sono verificate nel 18,8% dei non portatori e nel 32,5 % degli eterozigoti rispetto al 50,3 % degli omozigoti.
Le ARIA-H sintomatiche si sono verificate nello 0,4% dei non portatori, nell'1,5% degli eterozigoti e nell'1,4% degli omozigoti.
Le ARIA gravi si sono verificate nello 0,8% dei non portatori e nell'1,8 % degli eterozigoti rispetto al 2,8% degli omozigoti.
Reazioni correlate all'infusione nella popolazione indicata Nello studio registrativo controllato con placebo, reazioni all'infusione sono state osservate nell'8,3 % dei pazienti trattati con donanemab rispetto allo 0,4 % dei pazienti trattati con placebo.
La reazione anafilattica è stata riportata non comunemente (0,4 %).
Reazioni all'infusione gravi o ipersensibilità si sono verificate nello 0,4 % dei pazienti trattati con donanemab rispetto allo 0,1 % dei pazienti trattati con placebo.
Tutti i pazienti che riportavano reazioni correlate all'infusione presentavano ADA.
Un titolo di ADA più elevato è stato associato a una maggiore incidenza di reazioni correlate all'infusione/eventi di ipersensibilità immediata.
La maggior parte delle reazioni all'infusione e delle reazioni di ipersensibilità si sono verificate entro le prime 4 dosi di donanemab, sebbene possano verificarsi in qualsiasi momento.
Le interruzioni del trattamento nei pazienti trattati con donanemab includevano IRR (3,5 %), ipersensibilità (0,6 %) e reazione anafilattica (0,4%), senza interruzioni dovute a questi eventi nel gruppo placebo.
Il rechallenge ha portato a successivi eventi di IRR/ipersensibilità in circa il 46,9 % dei pazienti, con gravità e tipo di sintomi solitamente simili a quelli degli eventi iniziali.
Un trattamento profilattico prima delle infusioni successive non ha evitato la recidiva dell'IRR.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all'uso di donanemab in donne in gravidanza sono assenti, o sono in numero limitato.
Un approccio basato sulla forza delle evidenze disponibili non indica effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Come misura precauzionale, è preferibile evitare l'uso di donanemab durante la gravidanza.
Allattamento Non è noto se donanemab sia escreto nel latte materno.
È noto che l'immunoglobulina G umana (IgG) viene escreta nel latte materno durante i primi giorni dopo la nascita e che diminuisce a basse concentrazioni subito dopo; di conseguenza, non è possibile escludere un rischio per i neonati allattati al seno durante questo breve periodo.
Successivamente, l'uso di donanemab potrebbe essere preso in considerazione durante l'allattamento al seno solo se clinicamente necessario.
Fertilità Non ci sono dati sugli effetti di donanemab sulla fertilità umana.
Non sono stati condotti studi sugli animali per testare donanemab per una potenziale compromissione della fertilità.

Conservazione

Flaconcino chiuso Conservare in frigorifero (da 2 °C a 8 °C) fino al momento dell'uso.
Può essere conservato non refrigerato per un massimo di 3 giorni a temperatura ambiente (fino a 25 °C).
Tenere il flaconcino nell'astuccio esterno per proteggerlo dalla luce.
Non congelare o agitare.
Soluzione diluita per infusione Utilizzare immediatamente la soluzione preparata per la somministrazione.
Se non viene utilizzata immediatamente, conservare la soluzione per la somministrazione di donanemab in frigorifero (da 2 °C a 8 °C) per un massimo di 72 ore o per un massimo di 12 ore a temperatura ambiente (fino a 25 °C) supponendo che la diluizione sia avvenuta utilizzando tecniche asettiche.
I tempi di conservazione comprendono la durata dell'infusione.
Non congelare la soluzione per la somministrazione di donanemab.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.