FUROSEMIDE TEVA 20CPR 500MG
12,41 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 13/06/2026
Furosemide Teva Italia compresse è indicato nei pazienti adulti con edema e filtrazione glomerulare gravemente ridotta (glomerular filtration rate [GFR] < 20 mL/min).
Ogni compressa contiene 500 mg di furosemide. Eccipiente con effetti noti Ogni compressa contiene 128,4 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- - Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
I pazienti allergici ai sulfamidici (ad es.
antibiotici sulfamidici o sulfoniluree) possono manifestare sensibilità crociata alla furosemide.- Clearance renale normale e funzionalità renale ridotta con GFR > 20 mL/min, a causa del rischio di grave perdita di liquidi ed elettroliti in questi casi - Precoma o coma associato a encefalopatia epatica - Insufficienza renale con anuria - Ipokaliemia - Iponatriemia - Ipovolemia o disidratazione - Allattamento - Intossicazione da glicosidi cardiaci (per es.
digossina, digitossina) - Malattia di Addison Posologia
- Posologia Il dosaggio deve essere regolato individualmente, principalmente in base alla risposta al trattamento.
Deve essere sempre usata la dose minima efficace.
Adulti Per la sindrome nefrosica, la dose è generalmente di 250 mg -500 mg di furosemide al giorno.
Per altre indicazioni, la dose può variare da 250 mg a 1500 mg di furosemide al giorno.
La dose deve essere regolata con attenzione nei pazienti con insufficienza renale cronica per risolvere gradualmente l’edema.
È necessario monitorare lo stato di idratazione e gli elettroliti sierici del paziente e valutare periodicamente la risposta al trattamento.
La durata del trattamento dipende dalla natura e dalla gravità della malattia.
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Furosemide Teva Italia 500 mg nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non è stata stabilita.
Non ci sono dati disponibili.
Altre forme farmaceutiche o dosaggi potrebbero essere più appropriate per la somministrazione a questa popolazione.
Anziani Si raccomanda un’attenta titolazione, a partire da una dose bassa, fino al raggiungimento della risposta richiesta.
Modo di somministrazione Per somministrazione orale.
Le compresse devono essere deglutite senza masticarle, con una quantità di liquido abbondante e a stomaco vuoto. Avvertenze e precauzioni
- L’effetto diuretico deve essere monitorato regolarmente.
È necessario un monitoraggio particolarmente attento nei pazienti con: - ipotensione; - gotta (l’acido urico sierico deve essere monitorato regolarmente); - ostruzione delle vie urinarie (ad es.
ipertrofia della prostata, idronefrosi, stenosi dell’uretere); - ipoproteinemia, ad es.
nella sindrome nefrosica (è necessaria un’attenta titolazione della dose); - cirrosi epatica e compromissione renale concomitante; - pazienti particolarmente a rischio di un improvviso e inatteso calo della pressione arteriosa, ad es.
pazienti con disturbi cerebrovascolari o cardiopatia coronarica; - neonati prematuri (rischio di sviluppare nefrocalcinosi/nefrolitiasi; è necessario monitorare la funzionalità renale ed eseguire un’ecografia dei reni).
Furosemide deve essere usata solo in pazienti con marcata riduzione della filtrazione glomerulare.
In caso contrario, vi è il rischio di una perdita eccessiva di liquidi ed elettroliti.Con furosemide sono state segnalate reazioni di fotosensibilità (vedere paragrafo 4.8).
Se durante il trattamento si verificano reazioni di fotosensibilità, si raccomanda di interrompere il trattamento.
Se è necessario somministrare nuovamente il trattamento, si raccomanda di proteggere le aree esposte al sole o alla luce UVA artificiale.
Nei bambini prematuri con sindrome da distress respiratorio, il trattamento diuretico con furosemide nelle prime settimane di vita può aumentare il rischio di dotto arterioso pervio.
Nei pazienti trattati con furosemide, in particolare negli anziani, nei pazienti in terapia con altri medicinali in grado di indurre ipotensione e nei pazienti con altre condizioni mediche che comportano un rischio di ipotensione, possono verificarsi casi di ipotensione sintomatica, con conseguente capogiro, svenimento o perdita di coscienza.
Durante il trattamento a lungo termine con furosemide devono essere monitorati regolarmente gli elettroliti sierici (principalmente potassio, sodio, calcio, magnesio e cloruro), il bicarbonato, la creatinina, l’urea, l’acido urico e il glucosio ematico.
È necessario un regolare monitoraggio nei pazienti ad alto rischio di sviluppare disturbi degli elettroliti o in caso di perdita significativa di liquidi (ad es.
a causa di vomito, diarrea o sudorazione intensa).
L’ipovolemia, la disidratazione e i disturbi significativi degli elettroliti e dell’equilibrio acido-base devono essere corretti e, se necessario, si deve interrompere il trattamento.
Ipokaliemia La possibilità che si verifichi ipokaliemia deve essere presa in considerazione soprattutto nei pazienti anziani, nei pazienti con cirrosi epatica e in caso di trattamento concomitante con corticosteroidi, dieta squilibrata e abuso di lassativi.
Si consiglia di effettuare sempre controlli regolari della concentrazione plasmatica di potassio, soprattutto a dosi elevate e nei pazienti con compromissione renale, e di fornire una terapia aggiuntiva con potassio ove necessario.
Questo è particolarmente importante durante il trattamento concomitante con digossina, poiché una carenza di potassio può provocare o peggiorare i sintomi di intossicazione da digitale.
Con l’uso a lungo termine di Furosemide Teva Italia, si raccomanda di prescrivere una dieta ricca di potassio (patate, banane, pomodori, agrumi, succhi di frutta, frutta secca, cavolfiori e spinaci).
Glucosio ematico L’effetto iperglicemico è modesto.
Il monitoraggio del controllo del glucosio ematico deve essere rafforzato nei pazienti diabetici e prediabetici.
Funzionalità renale Una forte diuresi con funzionalità renale compromessa può causare una compromissione reversibile della funzionalità renale.
In questi pazienti è necessaria un’adeguata somministrazione di liquidi.
La funzionalità renale deve essere pertanto monitorata regolarmente.
Si deve garantire il deflusso urinario.
Nei pazienti con ostruzione parziale delle vie urinarie (ad esempio, pazienti con idronefrosi, nefrolitiasi, disturbi della vescica, iperplasia prostatica o restringimento dell’uretere), un'aumentata produzione di urina può causare o peggiorare i sintomi.
Questi pazienti devono essere monitorati attentamente, soprattutto durante la fase iniziale del trattamento.
Metabolismo Una preesistente alcalosi metabolica può peggiorare durante il trattamento con Furosemide Teva Italia (per es.
in caso di cirrosi epatica scompensata).
Durante il trattamento con Furosemide Teva Italia, il livello plasmatico di acido urico può aumentare; solo in casi eccezionali, tale aumento causa sintomi di gotta.
Anche i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi potranno aumentare temporaneamente.
Con la prosecuzione del trattamento, i valori tornano solitamente alla normalità entro sei mesi.
Ipercalcemia Nell’ipercalcemia acuta, il paziente è spesso disidratato in seguito a vomito e diuresi.
Pertanto, la condizione di disidratazione deve essere corretta prima di somministrare Furosemide Teva Italia.
Il trattamento dell’ipercalcemia con alte dosi di furosemide provoca una perdita di liquidi ed elettroliti.
è necessaria un’accurata reintegrazione dei liquidi e una correzione degli elettroliti con questo trattamento.
Levotiroxina Alte dosi di furosemide possono ostacolare (inibire) il legame proteico degli ormoni tiroidei, il che può inizialmente portare ad un aumento del livello di ormone tiroideo libero, che progredisce fino a una diminuzione generale del livello degli ormoni tiroidei totali.
I livelli degli ormoni tiroidei devono essere monitorati.
Il calo ponderale dovuto all’aumentata escrezione urinaria non deve superare 1 kg/giorno, indipendentemente dal grado di escrezione urinaria.
La dose deve essere aggiustata con cautela nei pazienti con sindrome nefrosica, per via del maggior rischio di eventi avversi.
Somministrazione concomitante con risperidone Negli studi controllati con placebo su pazienti anziani con demenza, è stata osservata una maggiore incidenza di mortalità nei soggetti trattati con furosemide e risperidone (7,3%, età media 89 anni, intervallo 75-97 anni) rispetto a quelli trattati con risperidone in monoterapia (3,1%, età media 84 anni, intervallo 70-96 anni) o furosemide in monoterapia (4,1%, età media 80 anni, intervallo 67-90 anni).
La somministrazione concomitante di risperidone con altri diuretici (principalmente tiazidici a basse dosi) non è stata associata a rilievi analoghi.
Da queste osservazioni non è emerso un meccanismo fisiopatologico né un singolo pattern causale per i decessi.
Pertanto, prima di iniziare il trattamento, è necessario prestare cautela e valutare i rischi e l’indicazione di questa combinazione o dell’associazione di altri potenti diuretici con risperidone.
L’incidenza di mortalità non è aumentata nei pazienti trattati con altri diuretici in combinazione con risperidone.
Indipendentemente dal trattamento, la disidratazione era un fattore di rischio generale per la mortalità e deve quindi essere evitata nei pazienti anziani con demenza (vedere paragrafo 4.3).
Esiste la possibilità di esacerbazione o attivazione del lupus eritematoso sistemico.
Furosemide non è raccomandata per la diuresi preventiva nei pazienti ad alto rischio di nefropatia da mezzo di contrasto (vedere paragrafo 4.5).
Eccipienti Lattosio I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente “senza sodio”. Interazioni
- La somministrazione concomitante di furosemide e glucocorticoidi, carbenoxolone o lassativi può causare una maggiore perdita di potassio, con rischio di ipokaliemia.
In questo senso, il consumo di grandi quantità di liquirizia ha lo stesso effetto del carbenoxolone.
La somministrazione concomitante di carbamazepina può aumentare il rischio di iponatriemia.
I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) (ad es.
indometacina, acido acetilsalicilico) possono ridurre l’effetto di furosemide.
I FANS possono causare insufficienza renale acuta nei pazienti trattati con furosemide che sviluppano ipovolemia o disidratazione.
Probenecid, metotrexato e altri agenti che, come furosemide, vanno incontro ad una significativa secrezione tubulare renale, possono ridurre l’effetto della furosemide.
Furosemide può ridurre l’eliminazione renale di queste sostanze, il che può provocare un aumento dei livelli sierici e un maggior rischio di eventi avversi, soprattutto nei pazienti sottoposti a terapia ad alte dosi di furosemide o dell’agente associato.
È stato osservato che la somministrazione concomitante di fenitoina riduce l’effetto di furosemide.
Poiché il sucralfato riduce l’assorbimento intestinale di furosemide riducendone quindi l’effetto, le due sostanze devono essere somministrate a distanza di almeno 2 ore l’una dall’altra.
Si deve tenere presente che la sensibilità miocardica ai glicosidi cardiaci può aumentare per via dell’ipokaliemia e/o dell’ipomagnesemia indotte dalla furosemide.
Il rischio di aritmie ventricolari (incluse torsioni di punta) può aumentare in combinazione con agenti associati a sindrome del QT lungo (ad es.
terfenadina, alcuni agenti antiaritmici di classe I e III) e in presenza di disturbi degli elettroliti.
La tossicità dei salicilati ad alte dosi può aumentare durante il trattamento concomitante con furosemide.
Furosemide può aumentare gli effetti avversi degli agenti nefrotossici (ad es.
antibiotici come aminoglicosidi, cefalosporine, polimixine).
Nei pazienti trattati con furosemide in concomitanza con alte dosi di alcune cefalosporine può verificarsi un deterioramento della funzionalità renale.
L’ototossicità degli aminoglicosidi (ad es.
kanamicina, gentamicina, tobramicina) e di altri agenti ototossici può aumentare quando questi vengono usati in concomitanza con furosemide.
I disturbi dell’udito che ne derivano possono essere irreversibili.
L’associazione di questi agenti deve essere pertanto evitata.
Quando si somministrano contemporaneamente cisplatino e furosemide, deve essere presa in considerazione la possibilità che si verifichino disturbi dell’udito.
Se si considera necessaria la diuresi forzata con furosemide durante il trattamento con cisplatino, furosemide deve essere usata solo a basse dosi (ad es.
40 mg per una funzionalità renale normale) e nei pazienti con equilibrio dei liquidi positivo.
In caso contrario, la nefrotossicità del cisplatino potrebbe aumentare.
La combinazione di furosemide e litio porta ad una ridotta escrezione di litio e può quindi causare un aumento dei suoi effetti cardio- e neurotossici.
Pertanto, i livelli di litio devono essere monitorati attentamente nei pazienti che necessitano di tale trattamento in combinazione.
Si deve prevedere un calo marcato della pressione arteriosa con la somministrazione concomitante di furosemide con altri antipertensivi, diuretici o agenti in grado di abbassare la pressione arteriosa.
In particolare, sono state segnalate notevoli riduzioni della pressione arteriosa che sono arrivate a provocare shock e un peggioramento della funzionalità renale (in casi isolati, insufficienza renale acuta) quando sono stati somministrati per la prima volta, o per la prima volta a una dose più elevata, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) o antagonisti del recettore dell’angiotensina II (ARB).
Ove possibile, la terapia con furosemide deve pertanto essere interrotta temporaneamente o almeno la dose deve essere ridotta per 3 giorni prima dell’inizio o della titolazione a crescere del trattamento con ACE inibitori o ARB.
Furosemide può aumentare l’effetto della teofillina e dei miorilassanti di tipo curarico.
Furosemide può ridurre l’effetto degli antidiabetici e dei simpaticomimetici (ad es.
epinefrina, noradrenalina).
Si raccomanda cautela nei pazienti trattati con risperidone e, prima della decisione di utilizzare tale combinazione, è necessario valutare i rischi e i benefici della combinazione o del trattamento concomitante con furosemide o altri potenti diuretici (vedere paragrafo 4.4).
Alte dosi di furosemide possono inibire il legame degli ormoni tiroidei (ad es.
levotiroxina) alle proteine di trasporto.
Ciò può provocare un aumento iniziale transitorio degli ormoni tiroidei liberi, e una diminuzione complessiva dei livelli degli ormoni tiroidei totali.
I livelli degli ormoni tiroidei devono essere monitorati.
L’uso concomitante di ciclosporina A e furosemide è associato a un maggior rischio di artrite iperuricemica a seguito dell’iperuricemia indotta dalla furosemide e della compromissione dell’escrezione renale di acido urico da parte della ciclosporina.
Nei pazienti sottoposti a trattamento con furosemide, è stata osservata una maggiore incidenza di danni renali indotto da mezzi di contrasto radiografici rispetto ai soggetti a rischio che avevano ricevuto solo liquidi per via endovenosa (idratazione) prima dell’esame con mezzo di contrasto.
In casi isolati, nelle 24 ore successive alla somministrazione di cloralio idrato e furosemide per via endovenosa, sono stati osservati vampate di calore, sudorazione, irrequietezza, nausea, aumenti della pressione arteriosa e tachicardia.
L’uso concomitante di furosemide e cloralio idrato deve essere pertanto evitato.
L’aliskiren riduce la concentrazione plasmatica di furosemide somministrata per via orale.
Si raccomanda di monitorare l’effetto diuretico di furosemide quando si inizia la somministrazione e si aggiusta la dose del trattamento concomitante con aliskiren. Effetti indesiderati
- Gli eventi avversi sono classificati in base alle seguenti frequenze: Molto comune (≥ 1/10) Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1 000, < 1/100) Raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000) Molto raro (< 1/10 000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie del sistema emolinfopoietico Comune: Emoconcentrazione (con diuresi eccessiva) Non comune: Trombocitopenia Raro: Eosinofilia, leucopenia Molto raro: Anemia emolitica, anemia aplastica, agranulocitosi Disturbi del sistema immunitario Non comune: Prurito, reazioni cutanee e delle mucose (vedere patologie della cute e del tessuto sottocutaneo) Raro: Gravi reazioni anafilattiche e anafilattoidi, come shock anafilattico (vedere paragrafo 4.9) Non nota: Esacerbazione o attivazione del lupus eritematoso sistemico Patologie endocrine La tolleranza al glucosio può peggiorare con furosemide e può svilupparsi iperglicemia.
In pazienti con diabete mellito manifesto, questo può determinare un peggioramento della situazione metabolica.
Il diabete mellito latente può diventare manifesto.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione (vedere paragrafo 4.4) Molto comune: Disturbi degli elettroliti (anche sintomatici), disidratazione e ipovolemia (soprattutto nei pazienti anziani), trigliceridi ematici aumentati Comune: Iponatriemia, ipocloremia, ipokaliemia, colesterolo ematico aumentato, acido urico ematico aumentato e attacchi di gotta Non nota: Ipocalcemia, ipomagnesemia, iperglicemia, alcalosi metabolica, sindrome pseudo-Bartter Durante il trattamento con furosemide si osservano spesso disturbi dei liquidi e degli elettroliti dovuti a una maggiore escrezione di elettroliti.
Si raccomanda pertanto un regolare monitoraggio degli elettroliti sierici (in particolare potassio, sodio e calcio).
La possibilità di disturbi degli elettroliti dipende dalle comorbilità (ad es.
cirrosi epatica, insufficienza cardiaca), dalla terapia concomitante (vedere paragrafo 4.5) e dall’alimentazione.
A causa della maggiore perdita renale di sodio, soprattutto in presenza di un apporto ridotto di sodio, possono insorgere iponatriemia e relativi sintomi.
I sintomi più comuni della deplezione di sodio sono apatia, crampi alle gambe, perdita di appetito, vomito e confusione.
A causa della maggiore perdita renale di potassio, può insorgere ipokaliemia, che può essere associata a sintomi neuromuscolari (debolezza muscolare, parestesia, paresi), intestinali (vomito, stipsi, meteorismo), renali (poliuria, polidipsia) e cardiaci (disturbi del pacemaker e di conduzione), soprattutto in caso di concomitante apporto ridotto di potassio e/o aumento della perdita extra-renale di potassio (ad es.
con vomito o diarrea cronica).
Una grave perdita di potassio può causare ileo paralitico o perdita di coscienza e coma.
Una maggiore perdita di calcio può causare ipocalcemia.
In rari casi, ciò può determinare tetania.
Una maggiore perdita renale di magnesio può causare ipomagnesemia e, in rari casi, determinare tetania o disturbi del ritmo cardiaco.
L’alcalosi metabolica può insorgere o peggiorare a seguito della perdita di elettroliti e liquidi durante il trattamento con furosemide.
L’iperuricemia si sviluppa comunemente durante il trattamento con furosemide e può causare la gotta nei pazienti predisposti.
I livelli sierici di colesterolo e trigliceridi possono aumentare durante il trattamento con furosemide.
Patologie del sistema nervoso Comune: Encefalopatia epatica in pazienti con insufficienza epatica Raro: Parestesia, coma iperosmolare Non nota: Capogiro, svenimento e perdita di coscienza (causati da ipotensione sintomatica), cefalea Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune: Sordità (talvolta irreversibile), compromissione dell’udito (solitamente reversibile), in particolare nei pazienti con insufficienza renale o ipoproteinemia (ad es.
nella sindrome nefrosica) e/o quando l’iniezione endovenosa viene somministrata troppo rapidamente Raro: Tinnito Patologie vascolari Molto comune: Ipotensione (con l’infusione endovenosa), compresa sindrome ortostatica (vedere paragrafo 4.4) Raro: Vasculite Non nota: Trombosi (soprattutto negli anziani) Un’eccessiva diuresi può causare disturbi circolatori, soprattutto negli anziani e nei bambini, che si manifestano principalmente come cefalea, capogiro, disturbi visivi, secchezza della bocca e sete, ipotensione e disturbi della regolazione ortostatica.
Possono verificarsi disidratazione, collasso circolatorio dovuto a ipovolemia ed emoconcentrazione.
Quest’ultima può aumentare il rischio di trombosi, in particolare negli anziani.
Patologie gastrointestinali Non comune: Nausea Raro: Vomito, diarrea Patologie epatobiliari Molto raro: Pancreatite acuta, colestasi intraepatica, aumento dei livelli di transaminasi epatiche Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: Prurito, reazioni cutanee e delle mucose (ad es.
esantema bolloso, orticaria, eruzione cutanea, porpora, eritema multiforme, pemfigoide bolloso, dermatite esfoliativa, fotosensibilità) Molto raro: Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica Non nota: Pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), reazione lichenoide Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non nota: Sono stati segnalati casi di rabdomiolisi, spesso in associazione a ipokaliemia grave (vedere paragrafo 4.3) Patologie renali e urinarie Molto comune: Creatinina ematica aumentata Comune: Volume urinario aumentato Raro: Nefrite interstiziale Non nota: Sodio urinario aumentato, cloruro urinario aumentato, urea ematica aumentata, sintomi di ostruzioni delle vie urinarie (ad es.
in caso di iperplasia della prostata, idronefrosi, stenosi dell’uretere) fino all’ostruzione urinaria (ritenzione urinaria) con complicazioni secondarie (vedere paragrafo 4.4), insufficienza renale (vedere paragrafo 4.5) Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali Nei neonati prematuri trattati con furosemide possono verificarsi nefrolitiasi e/o nefrocalcinosi.
Nei bambini prematuri con sindrome da distress respiratorio, il trattamento diuretico con furosemide nelle prime settimane di vita può aumentare il rischio di dotto arterioso pervio.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Raro: Febbre Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Gravidanza e allattamento
- Gravidanza Furosemide deve essere usata durante la gravidanza solo per brevi periodi, se assolutamente necessario, in quanto attraversa la placenta.
I diuretici non sono normalmente indicati per il trattamento dell’ipertensione e dell’edema in gravidanza, poiché riducono la perfusione placentare e quindi la crescita intrauterina.
Se furosemide è necessaria per trattare l’insufficienza cardiaca o renale in gravidanza, i livelli di elettroliti, l’ematocrito e la crescita fetale devono essere monitorati attentamente.
Con furosemide sono stati segnalati lo spiazzamento della bilirubina dal legame con l’albumina e un conseguente aumento del rischio di ittero nucleare nell’iperbilirubinemia.
Furosemide attraversa la placenta e raggiunge il 100% delle concentrazioni sieriche materne nel sangue ombelicale.
Ad oggi non sono state segnalate malformazioni nell’uomo che potrebbero essere collegate all’esposizione a furosemide.
Non esistono dati sufficienti a determinare in modo definitivo i potenziali effetti nocivi del medicinale sull’embrione/feto.
È possibile che venga stimolata la produzione di urina fetale in utero. Nei neonati prematuri trattati con furosemide è stata segnalata urolitiasi.
Allattamento Furosemide viene escreta nel latte materno e inibisce l’allattamento.
Pertanto, non deve essere somministrata alle donne che allattano.
In caso contrario, è necessario interrompere l’allattamento (vedere paragrafo 4.3). Conservazione
- Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Tenere i blister nell’imballaggio esterno.
Cerca farmaci per nome:
La fonte dei dati utilizzati e pubblicati è Banche Dati Farmadati Italia. Farmadati Italia garantisce il massimo impegno affinché la Banca dati e gli Aggiornamenti relativi a farmaci, parafarmaci, prodotti omeopatici e principi attivi siano precisi, puntuali e costantemente aggiornati. Questo materiale è fornito solo a scopo didattico e non è inteso per consulenza medica, diagnosi o trattamento e non deve in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o ad un consulto medico. Farmadati Italia e SilhouetteDonna.it non si assumono responsabilità sull’utilizzo dei dati. E’ doveroso contattare il proprio medico e/o uno specialista per la prescrizione e assunzione di farmaci. L’ultimo aggiornamento dei dati e la messa online del database da parte di Silhouette Donna è stato effettuato in data 21/10/2026.
Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.


