FUROSEMIDE NOR 10F 10MG/ML 2ML
3,36 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 26/02/2026
L’uso della formulazione endovenosa è appropriato qualora sia necessaria una diuresi tempestiva, o qualora la somministrazione orale sia impossibile. Insufficienza cardiaca congestizia, cirrosi epatica o malattia renale accompagnata da ritenzione di liquidi. Come mono-terapia per l’ipertensione o in combinazione con altri medicinali antipertensivi in pazienti con insufficienza cardiaca o malattia renale cronica, o ipertensione persistente o quando i medicinali di prima linea non risultano sufficienti o tollerati. La somministrazione endovenosa è raccomandata qualora sia necessaria una diuresi immediata, come in caso di edema polmonare.
Ogni soluzione da 2 ml contiene 20 mg di furosemide. Ogni soluzione da 4 ml contiene 40 mg di furosemide. Ogni soluzione da 5 ml contiene 50 mg di furosemide. Ogni soluzione da 25 ml contiene 250 mg di furosemide. Eccipiente con effetti noti: Ogni ml di Furosemide Noridem contiene fino a 3.73 mg (0.162 mmol) di sodio Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- Furosemide non deve essere somministrata a: - Pazienti con ipersensibilità a furosemide o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1.
Pazienti allergici ai sulfamidici (per es.
antibiotici del gruppo dei sulfamidici o sulfaniluree) e ai diuretici tiazidici in generale, possono manifestare sensibilità crociata a furosemide, - Pazienti con ipovolemia o disidratazione, - Pazienti con anuria dovuta a insufficienza renale che non risponde a furosemide, - Pazienti con severa ipokaliemia (vedere paragrafo 4.8), - Pazienti con severa iponatremia, - Pazienti in stato comatoso o precomatoso associato ad encefalopatia epatica, - Pazienti con insufficienza renale dovuta ad avvelenamento da medicinali nefrotossici o epatotossici, - Donne in allattamento. Posologia
- La dose utilizzata deve essere la più bassa sufficiente a raggiungere l’effetto desiderato..
Il dosaggio appropriato deve essere determinato individualmente sulla base della risposta del paziente.
Per ottenere la migliore risposta possibile e reprimere la controregolazione, è preferibile generalmente una infusione continua di furosemide rispetto a ripetute iniezioni in bolo.
Prima di iniziare la somministrazione di furosemide vanno corrette l’ipovolemia, l’ipotensione e le alterazioni dell’equilibro acido-base ed elettrolitico.
Adulti e adolescenti sopra i 15 anni di età: In assenza di patologie che richiedano un dosaggio specifico, il dosaggio iniziale raccomandato è tra i 20 mg e i 40 mg di Furosemide Noridem per via parenterale.
Se la risposta diuretica a seguito della somministrazione tra 20 mg e 40 mg di Furosemide Noridem è insoddisfacente, un’ulteriore dose da 20 mg può essere ripetuta ogni 2 ore finché non viene raggiunto l’effetto desiderato.
Questa dose calcolata individualmente può essere somministrata una o due volte al dì.
• Edema polmonare acuto: La dose iniziale da somministrare lentamente per via endovenosa è pari a 40 mg di Furosemide Noridem.
Se non viene ottenuto un risultato soddisfacente entro un’ora, la dose di Furosemide Noridem per via endovenosa deve essere aumentata a 80 mg.
• Trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia, cirrosi epatica o malattia renale, accompagnata da ritenzione di liquidi qualora la somministrazione orale non sia possibile: 20 - 40 mg di Furosemide Noridem intramuscolare o per via endovenosa.
La dose deve aumentare a 20 mg ad intervalli di due ore, finché il livello di diuresi desiderato è stato raggiunto.
Successivamente, questa dose verrà somministrata singolarmente o suddivisa in due somministrazioni giornaliere.
Negli adulti, la massima dose giornaliera consigliata di furosemide è di 1.500 mg.
Alti dosaggi vanno somministrati con una velocità di infusione che non ecceda i 4 mg/min.
La continuazione del trattamento dipende dall’escrezione e sostituzione dei liquidi nonchè dalle perdite di elettroliti.
In caso di avvelenamento acido o basico, l’alcalinizzazione o l’acidificazione delle urine può incrementare la minzione.
Neonati, bambini e adolescenti sotto i 15 anni di età Generalmente, furosemide deve essere somministrata oralmente.
La somministrazione parenterale (infusione goccia a goccia) è consentita solo in caso di pericolo di vita.
Per la somministrazione parenterale di Furosemide Noridem si applica la regola di dosaggio di 1 mg/kg di peso corporeo fino a un dosaggio massimo giornaliero pari a 20 mg.
Il passaggio alla terapia orale deve essere effettuato il prima possibile.
Modo di somministrazione La somministrazione parenterale di Furosemide Noridem è indicata in casi di ridotto assorbimento intestinale o in cui sia necessaria una rapida escrezione di liquidi.
Furosemide Noridem per via endovenosa deve essere iniettato lentamente, senza superare la velocità di 4 mg al minuto.
In pazienti con significativa perdita di funzionalità renale (creatinina sierica > 5 mg/dl) è raccomandato che non venga superata una velocità di infusione di furosemide di 2.5 mg al minuto.
La somministrazione intramuscolare è da riservare per casi eccezionali in cui né la via orale né quella endovenosa sono possibili.
Va sottolineato che le iniezioni intramuscolari non sono adeguate per il trattamento di patologie acute come l’edema polmonare.
La durata della terapia è determinata dal medico in base al tipo e alla gravità della patologia. Avvertenze e precauzioni
- È necessario assicurare il libero efflusso urinario.
In pazienti con parziale ostruzione dell’efflusso urinario, (per es.
in pazienti con svuotamento vescicale alterato, iperplasia prostatica o restringimenti dell’uretra) un incremento della escrezione urinaria può provocare o peggiorare i disturbi.
Pertanto, è richiesto un monitoraggio particolarmente attento dei pazienti, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento.
Il trattamento con furosemide necessita di regolari controlli medici.
Un monitoraggio particolarmente attento è necessario in: • Pazienti con ipotensione, • Pazienti ad aumentato rischio per un marcato abbassamento della pressione sanguigna, per es.
pazienti con importante stenosi delle arterie coronarie o dei vasi sanguigni che irrorano il cervello, • Pazienti con diabete latente o conclamato, • Pazienti che soffrono di gotta, • Pazienti con compromissione epatica o sindrome epatorenale, per es.
compromissione renale associata a malattia epatica grave, • Pazienti con ipoproteinemia, per es.
associata a sindrome nefrosica (l’azione di furosemide può essere ridotta e la sua ototossicità aumentata).
È necessaria una cauta titolazione del dosaggio.
• Neonati prematuri (possibile sviluppo di nefrocalcinosi/ nefrolitiasi; la funzione renale deve essere monitorata e deve essere condotta una ultrasonografia renale).
Monitoraggio speciale e/o riduzione del dosaggio sono necessari in: Una ipotensione sintomatica che porta a capogiri, mancamenti o perdita di coscienza può manifestarsi in pazienti trattati con furosemide, in particolare tra gli anziani, pazienti che assumono altri medicinali che causano ipotensione, e pazienti con altre patologie che sono a rischio di ipotensione.
È aumentato anche il rischio di persistenza del dotto arterioso pervio (Patent Ductus Arteriosus, PDA) e coinvolge la sindrome da distress respiratorio del neonato.
Durante il trattamento è raccomandato un attento monitoraggio delle concentrazioni di elettroliti, specialmente potassio, calcio, cloruri, bicarbonato e dell’equilibrio dei liquidi.
È altrettanto necessario un monitoraggio frequente di creatinina e urea nel sangue.
Deve essere monitorato anche il metabolismo dei carboidrati.
Un monitoraggio particolarmente attento è necessario per i pazienti a rischio più alto di sviluppare squilibrio elettrolitico o in caso di perdita addizionale di liquidi significativa (per es.
a causa di vomito, diarrea o sudorazione intensa).
L’ipovolemia o la disidratazione, così come qualsiasi alterazione elettrolitica e degli equilibri acido-base significativa,deve essere corretta .
Questo può richiedere una temporanea sospensione di furosemide Uso concomitante con risperidone In studi clinici controllati con placebo e risperidone condotti su pazienti anziani affetti da demenza, è stata osservata un’incidenza di mortalità più alta nei pazienti trattati con furosemide più risperidone (7,3%, età media 89 anni, compresi tra 75-97 anni), rispetto ai pazienti trattati con solo risperidone (3,1% età meda 84 anni, compresi tra 70-96 anni) o solamente con furosemide (4,1% età media 80 anni, compresi tra 67-90 anni).
L’uso concomitante di risperidone con altri diuretici (principalmente diuretici tiazidici usati a bassi dosaggi) non è stato associato a risultati simili.
Non è stato identificato alcun meccanismo patofisiologico che spieghi questi risultati, né è stato osservato un pattern consistente per la causa di morte.
Ad ogni modo, è opportuno esercitare cautela, e considerare il rapporto rischi/benifici di questa combinazione o del co-trattamento con altri potenti diuretici prima di decidere la terapia.
Non è stato registrato un incremento dell’incidenza di mortalità tra i pazienti che assumevano altri diuretici in concomitanza col trattamento con risperidone.
Indipendentemente dal trattamento, la disidratazione è stata un fattore di rischio generale per la mortalità, e pertanto andrebbe evitata in pazienti anziani affetti da demenza (Vedere paragrafo 4.3 “Controindicazioni”).
C’è la possibilità di esacerbare o attivare il lupus eritematoso sistemico.
Flaconcini da 2 ml, 4 ml, 5ml: Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per flaconcino, vale a dire che è sostanzialmente "privo di sodio".
Fiala da 25 ml Questo medicinale contiene fino a 93,25 mg di sodio per fiala, equivalente al 4,67% del massimo dosaggio giornaliero di 2 g di sodio raccomandato dalla WHO per un adulto. Interazioni
- Combinazioni sconsigliate In casi isolati la somministrazione endovenosa di furosemide entro 24 ore dall’assunzione di idrato di cloralio può indurre arrossamento, attacchi di sudorazione, irrequietezza, nausea, aumento della pressione sanguigna e tachicardia.
L’uso di furosemide concomitante a idrato di cloralio è, pertanto, non raccomandato.
Furosemide può aumentare il potenziale ototossico di aminoglicosidi e altri medicinali ototossici.
Dato che questo può portare a danni irreversibili, questi medicinali devono essere usati insieme a furosemide solo se ritenuti strettamente necessari dal medico.
Precauzioni per l’uso Durante la somministrazione concomitante di furosemide e cisplatino c’è il rischio di un effetto ototossico.
Inoltre, la nefrotossicità del cisplatino può essere potenziata dalla furosemide se non somministrata a basso dosaggio (per es., 40 mg in pazienti con funzionalità renale normale) e con un equilibrio dei fluidi positivo quando somministrato per forzare la diuresi durante il trattamento con cisplatino.
Furosemide riduce l’escrezione dei sali di litio e può causare un aumento dei livelli sierici di litio, comportando quindi un aumentato rischio di tossicità del litio, incluso un aumento del rischio di effetti cardiotossici e neurotossici del litio.
Pertanto, è raccomandato di monitorare accuratamente i livelli di litio nei pazienti che ricevono questa combinazione di medicinali.
I pazienti che assumono farmaci diuretici possono manifestare severa ipotensione e deterioramento della funzionalità renale, inclusi casi di insufficienza renale, specialmente quando un inibitore dell’enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-inibitore) o antagonista del recettore II dell’angiotensina viene somministrato per la prima volta o ne viene incrementato il dosaggio per la prima volta.
Si deve valutare l’interruzione temporanea di furosemide o quanto meno la riduzione del dosaggio di furosemide per 3 giorni prima di iniziare un trattamento con un ACE-inibitore o un antagonista del recettore II dell’angiotensina o un aumento del dosaggio di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore II dell’angiotensina.
Risperidone: si deve esercitare cautela e si devono valutare i rischi e i benefici della combinazione o del trattamento concomitante con furosemide o con altri diuretici potenti prima di deciderne l’utilizzo.
Vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”, in merito all’aumento di mortalità in pazienti anziani affetti da demenza trattati in concomitanza con risperidone.
Levotiroxina: alti dosaggi di furosemide possono inibire il legame degli ormoni tiroidei alle proteine di trasporto quando amministrati con levotiroxina, e pertanto portare ad un iniziale incremento transiente nei livelli di ormoni tiroidei liberi, seguito da un calo generale dei livelli di ormone tiroideo.
I livelli di ormone tiroideo devono essere monitorati.
Da prendere in considerazione La somministrazione concomitante con farmaciantinfiammatori non steroidei, incluso l’acido acetilsalicilico, può ridurre gli effetti di furosemide.
In pazienti disidratati, o con ipovolemia, i farmaci antinfiammatori non steroidei possono causare compromissione renale acuta.
La tossicità del salicilato può essere aumentata da furosemide.
Durante la somministrazione concomitante con Fenitoina è stato osservato un indebolimento dell’effetto di furosemide.
Corticosteroidi, carbenoxolone, grandi quantità di liquirizia, e l’uso prolungato di lassativi possono aumentare il rischio di ipokaliemia.
La tossicità di certi altri medicinali (per es.
preparati a base di digitale e medicinali che inducono la sindrome dell’intervallo QT prolungato) può essere potenziata da cambiamenti nella concentrazione degli elettroliti (per es.
ipokaliemia, ipomagnesemia).
Se agenti antipertensivi, diuretici o altri medicinali col potenziale di abbassare la pressione sanguigna vengono somministrati in concomitanza con furosemide, ci si deve aspettare un maggiore calo della pressione.
Probenecid, metotrexato e altri medicinali che, come furosemide, subiscono una significativa secrezione da parte dei tubuli renali possono ridurre l’effetto di furosemide.
Viceversa, furosemide può ridurre l’escrezione renale di questi medicinali.
In caso di trattamento ad alto dosaggio (in particolare quando furosemide viene somministrato in concomitanza con altri medicinali) si può manifestare un aumento dei livelli sierici e un aumento del rischio di effetti avversi da parte di furosemide o del medicinale concomitante.
L’effetto di medicinali antidiabetici e simpaticomimetici che aumentano la pressione sanguigna (per es.
adrenalina, noradrenalina) possono essere attenuati.
Furosemide contrasta l’azione di miorilassanti curaro- simili e potenzia l’azione di succinilcolina.
Aumenta anche gli effetti farmacologici della Teofillina.
Può aumentare l’effetto nocivo di medicinali nefrotossici sui reni.
Si può sviluppare compromissione renale nei pazienti che ricevono terapie concomitanti a base di furosemide e alte dosi di alcune cefalosporine.
L’uso concomitante di ciclosporina A e furosemide è associato ad un incremento del rischio di sviluppare artrite gottosa, secondaria a iperuricemia indotta da furosemide e compromissione dell’escrezione renale di urati indotta da ciclosporine.
Pazienti che sono ad alto rischio per nefropatia a seguito del mezzo di contrasto trattati con furosemide hanno visto un’incidenza maggiore nel deterioramento della funzionalità renale dopo aver ricevuto il mezzo di contrasto comparati con i pazienti ad alto rischio che avevano ricevuto solo idratazione endovenosa prima dell’agente di contrasto.
Metolazone agisce in modo sinergico con furosemide e può causare intensa diuresi in pazienti che non rispondono alla sola furosemide.
Il rischio di sviluppare ipotensione ortostatica più essere aggravata dal consumo di alcolici, sostanze stupefacenti e barbiturici.
Assenza di interazione farmacocinetica farmacologica Ad oggi, nessuna informazione è stata considerata necessaria.
Interazione con test di laboratorio o diagnostici Ad oggi, nessuna informazione è stata considerata necessaria. Effetti indesiderati
- Le frequenze sono ricavate dai dati in letteratura riferiti a studi in cui furosemide è stata utilizzata su un totale di 1.387 pazienti, a qualsiasi dose e per qualsiasi patologia.
Quando le categorie di frequenza per lo stesso effetto indesiderato risultavano differenti è stata selezionata quella a frequenza maggiore.
È stato utilizzato il seguente sistema di rating CIOMS, ove applicabile: molto comune: ≥1/10; comune: da ≥1/100 a <1/10; non comune: da ≥1/1.000 a <1/100; raro: da ≥1/10.000 a <1/1.000; molto raro <1/10.000; non nota: la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili.
Metabolismo e disordini nutrizionali Molto comune: alterazioni elettrolitiche (incluso sintomatico), disidratazione e ipovolemia, specialmente in pazienti anziani, aumento della creatinina nel sangue e dei livelli di trigliceridi.
Comune: iponatremia, ipocloremia, ipokaliemia, aumento del colesterolo nel sangue, incremento dei livelli sierici di acido urico e attacchi di gotta.
Non comune: ridotta tolleranza al glucosio.
Manifestazione di diabete mellito latente.
Vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”.
Non nota: ipocalcemia, ipomagnesiemia, aumento dell’urea nel sangue, alcalosi metabolica, sindrome pseudo-Bartter in circostanze di uso improprio e/o prolungato di furosemide.
Patologie Vascolari Molto comune (per infusioni endovenose): ipotensione, inclusa ipotensione ortostatica (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”).
Raro: vasculite.
Non nota: trombosi.
Patologie renali e urinarie Comune: aumento della produzione di urina.
Raro: nefrite tubulo-interstiziale Non nota: -incremento nei livelli di sodio nelle urine, incremento dei livelli di cloruro nelle urine, ritenzione urinaria (in pazienti con parziale ostruzione del flusso urinario, vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”) -nefrocalcinosi/nefrolitiasi in neonati prematuri (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”) -insufficienza renale (vedere paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”).
Patologie gastrointestinali Non comune: nausea.
Raro: Vomito, diarrea.
Molto raro: pancreatite acuta.
Patologie epatobiliari Molto raro: colestasi, alti livelli di transaminasi.
Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune: disturbi uditivi, sebbene solitamente transitori, specialmente in pazienti con compromissione renale, ipoproteinemia (per es.
sindrome nefrosica) e/o quando furosemide viene somministrata per via endovenosa molto rapidamente.
Sono stati riportati casi di sordità, a volte irreversibile, a seguito di somministrazione orale o endovenosa di furosemide.
Raro: tinnito.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: prurito, orticaria, irritazioni, dermatite bollosa, eritema multiforme, pemfigoide, dermatite esfoliativa, porpora, reazioni di fotosensibilità.
Non nota: Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, pustolosi esantematica acuta generalizzata (Cute Generalized Exanthematous Pustulosis AGEP) ed eruzione da farmacicon eosinofilia e sintomi sistemici (Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms, DRESS).
Disturbi del sistema immunitario Raro: reazioni anafilattiche o anafilattoidi severe (per es.
shock).
Non nota: esacerbazione o attivazione di lupus eritematoso sistemico.
Patologie del sistema nervoso Comune: encefalopatia epatica in pazienti con insufficienza epatocellulare.
(vedere paragrafo 4.3 “Controindicazioni”).
Raro: parestesia Pertanto è necessario un regolare monitoraggio della diuresi e degli elettrolitie così come una appropriata correzione di qualsiasi disturbo.
Non nota: capogiro, mancamento o perdita di coscienza, cefalea.
Patologie del sistema emolinfopoietico Comune: emoconcentrazione Non comune: trombocitopenia Raro: leucopenia, eosinofilia Molto raro: agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica Disordini tissutali connettivi e muscoloscheletrici Non nota: Sono stati riportati casi di rabdomiolisi, spesso in quadri clinici di severa ipokaliemia (vedere paragrafo 4.3).
Disordini congeniti e familiari/genetici Non nota: aumentato rischio della persistenza della pervietà del dotto arterioso pervio quando furosemide è stata somministrata ad un neonato prematuro nelle le prime settimane.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Raro: febbre.
Non nota: in seguito ad iniezione intramuscolare, reazioni localizzate come dolore.
Xantopsia, tromboflebite, iperuricemia, azotemia.
Anche la disidratazione è comune, specialmente negli anziani e durante i mesi estivi.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione Agenzia Italiana del Farmaco, Sito web: http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni- avverse. Gravidanza e allattamento
- Gravidanza Furosemide attraversa la barriera placentare.
L’uso di furosemide deve essere evitato nel trattamento di edema fisiologico durante la gravidanza, dato che può causare ischemia feto-placentare con rischio di ipotrofia fetale.
Non deve essere somministrato durante la gravidanza a meno che non ci siano motivi medici urgenti e per brevi periodi di tempo.
Il trattamento durante la gravidanza richiede il monitoraggio della crescita fetale.
Allattamento Furosemide passa nel latte materno e inibisce la lattazione le donne non devono allattare al seno se stanno seguendo una terapia a base di furosemide Conservazione
- Conservare i/le flaconcini /fiale nella custodia originale per proteggerli/e dalla luce.
Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.
Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura / diluizione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.
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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.
