FORTISOC COLLIRIO 8ML 20MG/ML
9,18 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 22/11/2025
Fortisoc, 20 mg/ml, collirio, soluzione a rilascio prolungato è indicato negli adulti per il trattamento sintomatico di: - Ipertensione intraoculare; - Glaucoma cronico ad angolo aperto.
Ogni ml di soluzione contiene 20 mg di carteololo cloridrato. Ogni goccia di soluzione contiene 756 mcg di carteololo cloroidrato. Eccipienti con effetti noti: Sodio fosfato monobasico diidrato, Sodio fosfato dibasico dodecaidrato. Questo medicinale contiene 19,2 mcg di fosfati in ogni goccia, equivalenti a 0,509 mg/ml (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- è opportuno ricordare l’esistenza di controindicazioni per i beta-bloccanti somministrati per via sistemica, in quanto sono stati osservati gli effetti sistemici dei beta-bloccanti dopo instillazione oculare (vedere paragrafo 4.8).
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; - Malattia reattiva delle vie aeree tra cui asma bronchiale o una storia di asma bronchiale, grave broncopneumopatia cronica ostruttiva; - Nota insufficienza cardiaca; - Shock cardiogeno; - Blocchi atrioventricolari di secondo e terzo grado non controllati con pacemaker; - Sindrome del seno malato (incluso blocco seno-atriale); - Bradicardia sinusale; - Feocromocitoma non trattato. Posologia
- Posologia Adulti La dose raccomandata è una goccia nell’occhio(i) affetto(i) una volta al giorno, al mattino.
Per la stabilizzazione della pressione intraoculare da parte del collirio a base di carteololo, occorrono talvolta diverse settimane, e, di conseguenza, la valutazione del trattamento deve includere una misurazione della pressione intraoculare ed un esame corneale all’inizio della terapia e da ripetere regolarmente ogni circa 4 settimane di trattamento.
In caso di trattamento a lungo termine, si consigliano controlli annuali in relazione alla possibile perdita di efficacia.
L’oftalmologo può, se lo ritiene necessario, co-somministrare il collirio a base di carteololo in associazione ad una o più terapie per il glaucoma (per somministrazione locale e/o sistemica).
Il collirio concomitante deve essere somministrato almeno 15 minuti prima di Fortisoc.
L’assorbimento sistemico si riduce praticando l’occlusione naso lacrimale o chiudendo le palpebre per 2 minuti.
Questo potrebbe portare ad una diminuzione degli effetti indesiderati sistemici e ad un aumento dell’attività locale.
Popolazione pediatrica (< 18 anni) Non ci sono informazioni rilevanti sull’uso di questo collirio nei bambini e negli adolescenti a causa della mancanza di dati di sicurezza ed efficacia.
Modo di somministrazione Uso oftalmico.
Se il paziente indossa lenti a contatto, queste devono essere rimosse prima di applicare Fortisoc.
Il paziente deve attendere 15 minuti prima di applicarle nuovamente.
Prima di utilizzare questo collirio, all’apertura del flacone, il paziente deve lavarsi accuratamente le mani e seguire questi passaggi: A.
Prima dell’instillazione iniziale nell’occhio 1.
Rimuovere l’anello di sicurezza.
2.
Rimuovere il tappo protettivo.
3.
Tenere il flacone capovolto e premere con forza al centro del flacone per far uscire 1-2 gocce.
Se la goccia non fuoriesce, ripetere i passaggi A2 e A3.
B.
Per instillare il collirio in soluzione 1.
Tirare delicatamente la palpebra inferiore verso il basso guardando verso l’alto, posizionare il flacone sopra l’occhio e premere gradualmente al centro del flacone fino a quando la goccia non fuoriesce.
Evitare di toccare l’occhio o le palpebre con la punta del flacone.
2.
Sbattere una volta la palpebra per aiutare la goccia a diffondersi su tutta la superficie dell’occhio.
Con l’occhio ancora chiuso, rimuovere accuratamente l’eccesso.
3.
Per ridurre il possibile assorbimento sistemico, si raccomanda di esercitare una pressione con il dito sull’angolo interno dell’occhio per 2 minuti dopo ogni instillazione, mantenendo l’occhio chiuso.
C.
Dopo ogni instillazione Per rimuovere eventuali gocce residue: 1.
Tenere il flacone per la parte centrale, a testa in su.
2.
Ruotare rapidamente il flacone verso il basso con abbastanza forza da espellere la goccia residua.
3.
Rimettere il tappo protettivo dopo l’uso.
In caso di trattamento concomitante con un altro collirio, attendere 15 minuti tra le due instillazioni.
Questo collirio è privo di conservanti.
Sostituzione di un precedente trattamento Quando Fortisoc deve sostituire un differente collirio per il trattamento del glaucoma, quest’ultimo deve essere sospeso dopo un dosaggio giornaliero completo e Fortisoc deve essere somministrato il giorno successivo alla dose di una goccia per occhio affetto una volta al giorno.
Se il collirio a base di carteololo deve essere usato in sostituzione di un’associazione di medicinali per il trattamento del glaucoma, si tenga presente che si può sospendere solo un medicinale alla volta.
Nel caso in cui il collirio a base di carteololo venga usato in sostituzione di un collirio miotico, può essere necessario un test della rifrazione dopo la scomparsa degli effetti dei miotici.
La prescrizione medica deve essere associata ad un controllo della pressione intraoculare, in particolare all’inizio del trattamento. Avvertenze e precauzioni
- Uso oftalmico • Altri agenti beta-bloccanti: Gli effetti sulla pressione intraoculare o i noti effetti del beta-blocco sistemico possono essere potenziati quando il carteololo cloridrato è somministrato a pazienti che già assumono agenti beta-bloccanti sistemici.
La risposta di questi pazienti deve essere attentamente monitorata.
La somministrazione concomitante di due colliri beta-bloccanti adrenergici non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).
• Nel caso in cui colliri appartenenti a questa categoria vengano somministrati per ridurre la pressione intraoculare in pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso, deve essere usato un miotico in combinazione.
In tali pazienti, infatti, l’obiettivo immediato del trattamento è la riapertura dell’angolo, la quale richiede l’uso di un miotico per indurre la costrizione della pupilla, dal momento che il carteololo ha scarso o nessun effetto sulla pupilla.
• Dopo procedura chirurgica filtrante, sono stati riportati casi di distacchi coroidali in seguito a somministrazione di terapie volte a ridurre il volume dell’umor acqueo (quali timololo e acetazolamide).
• Portatori di lenti a contatto: Esiste il rischio di sviluppare intolleranza alle lenti a contatto a causa della riduzione delle secrezioni lacrimali, generalmente associata all’uso dei beta-bloccanti.
• Dopo un trattamento prolungato può insorgere una ridotta sensibilità al carteololo.
L’assenza di tachifilassi deve quindi essere controllata annualmente al fine di assicurare l’efficacia della terapia a lungo termine.
Patologie corneali I beta-bloccanti oftalmici possono indurre secchezza oculare.
I pazienti con malattie corneali devono essere trattati con cautela.
Uso sistemico Come per altri agenti oftalmici per uso topico, il carteololo cloridrato è assorbito per via sistemica.
A causa del componente beta-adrenergico, il carteololo cloridrato, si possono verificare gli stessi tipi di reazioni avverse cardiovascolari, polmonari e le altre osservate con i beta-bloccanti sistemici.
L’incidenza delle reazioni avverse sistemiche dopo somministrazione topica oftalmica è inferiore rispetto a quella in seguito a somministrazione sistemica.
Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.
Questo medicinale non deve generalmente essere somministrato in associazione con amiodarone, alcuni calcio-antagonisti (bepridil, verapamil, diltiazem) ed i beta-bloccanti usati per il trattamento dell’insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.5).
Interruzione del trattamento Un trattamento sistemico con beta-bloccanti sistemici non deve essere mai interrotto improvvisamente, specialmente nei pazienti affetti da angina: un’improvvisa interruzione può causare gravi disordini del ritmo cardiaco, infarto miocardico o morte improvvisa.
La posologia deve essere ridotta progressivamente, cioè in una o due settimane.
Patologie cardiache In pazienti con malattie cardiovascolari (ad esempio cardiopatia coronarica, angina di Prinzmetal e insufficienza cardiaca) e ipotensione, la terapia con beta-bloccanti deve essere valutata in modo critico e deve essere presa in considerazione una terapia con altre sostanze attive.
I pazienti con malattie cardiovascolari devono essere monitorati per i segni di peggioramento di queste patologie e delle reazioni avverse.
A causa dell’effetto negativo sul tempo di conduzione, i beta-bloccanti devono essere somministrati solo con cautela in pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado.
Bradicardia Il dosaggio deve essere ridotto se la frequenza del battito cardiaco scende sotto i 50-55 battiti al minuto a riposo e se il paziente presenta sintomi correlati alla bradicardia.
Patologie vascolari Pazienti con gravi disturbi/malattie circolatorie periferiche (cioè gravi forme della malattia di Raynaud o sindrome di Raynaud) devono essere trattati con cautela.
Patologie respiratorie In seguito a somministrazione di alcuni beta-bloccanti oftalmici sono state riportate reazioni respiratorie, tra cui morte per broncospasmo in pazienti con asma.
Fortisoc deve essere usato con cautela in pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) lieve/moderata e solo se il potenziale beneficio supera il potenziale rischio.
Ipoglicemia/diabete I beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela in pazienti soggetti ad ipoglicemia spontanea o in pazienti con diabete labile, dato che i beta-bloccanti possono mascherare segni e sintomi di ipoglicemia acuta.
Feocromocitoma L’uso di beta-bloccanti nel trattamento dell’ipertensione dovuta a feocromocitoma trattato richiede un attento monitoraggio della pressione arteriosa.
Soggetti anziani, soggetti con insufficienza renale e/o insufficienza epatica In questi soggetti a rischio, e quando i colliri beta-bloccanti sono somministrati insieme ad un beta-bloccante sistemico, è spesso necessario un aggiustamento del dosaggio.
Psoriasi è stato riportato un aggravamento della malattia con la somministrazione di beta-bloccanti e tale indicazione merita la dovuta considerazione.
Reazioni allergiche/anafilattiche I pazienti con storia di atopia o di gravi reazioni anafilattiche a diversi allergeni che assumono beta-bloccanti possono essere più reattivi al contatto ripetuto con tali allergeni.
Nei soggetti predisposti a sviluppare una grave reazione anafilattica, qualunque ne sia l’origine, in particolare verso floctafenina, mezzi di contrasto iodati, l’uso di prodotti anestetici o durante trattamenti desensibilizzanti, il trattamento con beta-bloccante può determinare un aggravamento della reazione e resistenza al trattamento con dosi normali di epinefrina.
Anestesia chirurgica Le preparazioni oftalmiche di beta-bloccanti possono bloccare gli effetti sistemici dei beta-agonisti, ad esempio dell’adrenalina.
è opportuno avvisare l’anestesista che il paziente è in trattamento con il carteololo cloridrato: • Se l’interruzione del trattamento è ritenuta necessaria, una sospensione di 48 ore è considerata sufficiente per consentire la ricomparsa della sensibilità alle catecolamine.
• In alcuni casi, il trattamento con beta-bloccante non può essere interrotto: - in pazienti affetti da insufficienza coronarica, è consigliabile continuare il trattamento fino all’intervento chirurgico, in considerazione del rischio associato con l’improvvisa interruzione della somministrazione di beta-bloccanti; - in casi di emergenza o di impossibilità ad interrompere, il paziente deve essere protetto dalla predominanza vagale attraverso un’adeguata premedicazione con atropina, ripetuta se necessario; - L’anestesia deve fare uso di prodotti che causano la minor depressione miocardica possibile, e la perdita di sangue deve essere compensata.
Tireotossicosi I beta-bloccanti possono anche mascherare i segni di ipertiroidismo.
I beta-bloccanti sono capaci di mascherare certi segni di tireotossicosi, in particolare i segni cardiovascolari.
Eccipienti con effetti noti Sodio diidrogeno fosfato diidrato, disodio fosfato dodecaidrato.Questo medicinale contiene 19,2 mcg di fosfati in ogni goccia che sono equivalenti a 0,509 mg/ml.
Se il paziente soffre di gravi danni allo strato trasparente più esterno dell’occhio (la cornea), in casi molto rari, i fosfati possono causare macchie opache sulla cornea a causa dell’accumulo di calcio durante il trattamento. Interazioni
- Non sono stati effettuati studi specifici d’interazione tra farmaci con Carteololo cloridrato.
1) Colliri, soluzione Occasionalmente è stata riportata midriasi a seguito dell’uso concomitante di beta-bloccanti oftalmici e adrenalina (epinefrina).
Nell’eventualità di trattamento concomitante con colliri contenenti adrenalina è necessario il controllo dell’oculista (rischio di midriasi).
Quando si utilizza più di un medicinale ad uso topico oftalmico, le somministrazioni dei farmaci devono essere distanziate l’una dall’altra di almeno 15 minuti.
Fortisoc deve essere somministrato per ultimo.
2) Altri medicinali Sebbene le quantità di beta-bloccanti che raggiungono la circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, permane il rischio di interazione tra farmaci.
è perciò opportuno tenere in considerazione le interazioni osservate con beta-bloccanti somministrati per via sistemica.
Esiste un potenziale rischio di effetto additivo che si manifesta con ipotensione e/o bradicardia marcata, quando una soluzione oftalmica di beta-bloccanti viene somministrata in associazione con calcio antagonisti orali, agenti beta-bloccanti adrenergici, antiaritmici (incluso amiodarone), glicosidi digitalici, parasimpaticomimetici, guanetidina.
Co-somministrazioni non raccomandate (vedere paragrafo 4.4) Amiodarone Disturbi dell’automatismo e della conduzione (soppressione dei meccanismi simpatici compensatori).
Monitoraggio clinico ed ECG.
Calcio antagonisti (bepridil, diltiazem and verapamil) Disturbi dell’automatismo (bradicardia eccessiva, arresto sinusale), disturbi della conduzione senoatriale ed atrioventricolare ed insufficienza cardiaca (sinergia di effetti).
Tale associazione deve essere utilizzata sotto stretto monitoraggio clinico e dell’ECG, in particolare in soggetti anziani o all’inizio del trattamento.
Fingolimod Potenziamento della riduzione della frequenza cardiaca potenzialmente fatale.
I beta-bloccanti sono particolarmente rischiosi poichè ostacolano i meccanismi di compenso adrenergico.
Monitoraggio clinico ed ECG continuo per 24 ore dopo la prima dose.Beta-bloccati utilizzati nell’insufficienza cardiaca Rischio di aumento degli effetti indesiderati dei beta-bloccanti, in particolare rischio eccessivo di bradicardia.
Co-somministrazioni richiedenti precauzioni per l’uso Anestetici alogenati volatili (desflurano, alotano, isoflurano, metossiflurano, sevoflurano) Riduzione delle reazioni di compensazione cardiovascolare da parte dei beta-bloccanti.
L’inibizione beta-adrenergica può essere prevenuta durante la procedura chirurgica con l’uso di beta-mimetici.
Come regola generale, non interrompere il trattamento con beta-bloccante e, in ogni caso, evitare l’interruzione improvvisa.
L’anestesista deve essere informato di questo trattamento.
Anticolinesterasici: donezepil, galantamina, rivastigmina, neostigmina, piridostigmina, tacrina, ambenonio Rischio di bradicardia eccessiva (aggiunta di effetti bradicardiogenici).
Regolare monitoraggio clinico.
Sono stati riportati un potenziamento degli effetti beta-bloccanti del collirio, soluzione ed un aumento nelle concentrazioni plasmatiche del beta-bloccante quando vengono co-somministrati un collirio beta-bloccante e chinidina, probabilmente come risultato dell’inibizione del metabolismo del beta-bloccante da parte della chinidina (descritta per timololo).
Lidocaina Quando somministrata per via endovena, le concentrazioni plasmatiche di lidocaina aumentano con possibili eventi avversi neurologici e cardiaci (diminuzione della clearance epatica della lidocaina).
Monitoraggio clinico ed ECG, ed eventualmente controllo delle concentrazioni plasmatiche della lidocaina durante la co-somministrazione e dopo l’interruzione del beta-bloccante.
Se necessario, procedere ad un aggiustamento del regime posologico di lidocaina.
Baclofen Aumento dell’effetto antipertensivo.
Si raccomanda il controllo della pressione arteriosa e l’aggiustamento del regime posologico dell’antipertensivo, se necessario.
Clonidina ed altri farmaci antipertensivi ad azione centrale (guanfacina, metildopa, moxonidina, rilmenidina) Aumento significativo della pressione arteriosa in caso di improvvisa interruzione del trattamento con un antipertensivo centrale.
Evitare l’improvvisa interruzione del trattamento con l’antipertensivo ad azione centrale.
Monitoraggio clinico.
Insulina, sulfamidi ipoglicemizzanti, glinidi Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia.
La maggior parte dei beta-bloccanti non cardioselettivi aumenta l’incidenza e la gravità dell’ipoglicemia.
Avvertire il paziente e aumentare l’automonitoraggio del glucosio ematico, specialmente all’inizio del trattamento.
Propafenone Contrattilità, automatismo e disordini della conduzione (soppressione dei meccanismi simpatici compensatori).
Monitoraggio clinico ed ECG.
Medicinali che causano torsioni di punta Antiaritmici di classe Ia (chinidina, idrochinidina, disopramide) e antiaritmici di classe III (amiodarone, dofetilide, ibutilide, sotalolo), alcuni neurolettici: fenotiazine (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (amilsupride, sulpiride, tiapride, sultopride), butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo), altri neurolettici (pimozide), ed altri medicinali come: bepridil, cisapride, difenamil, eritromicina e.v., vincamina e.v., mizolastina, alofantrina, sparfloxacina, pentamidina, moxifloxacina.
Aumento del rischio di disturbi del ritmo ventricolare, in particolare la torsione di punta.
Monitoraggio clinico ed elettrocardiografico durante l’uso combinato.
Co-somministrazioni da prendere in considerazione Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei FANS (via sistemica) inclusi inibitori selettivi della COX-2 Riduzione dell’effetto antipertensivo (inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie da parte dei FANS e ritenzione di liquidi e sali da parte dei FANS pirazolici).
Alfa bloccanti per usi urologici (alfuzosina, doxazosina, prazosina, silodosina, tamsulosina, terazosina) Aumento dell’effetto ipotensivo, rischio di aumento di ipotensione ortostatica.
Amifostina Aumento dell’effetto antipertensivo.
Calcio antagonisti (diidropiridine) (amlodipina, clevipidina, felodipina, isradipina, lacidipina, lercanidipina, manidipina, nicardipina, nifedipina, nimodipina, nitrendipina) Ipotensione, insufficienza cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca latente o non controllata (effetto inotropo negativo addizionale delle diidropiridine in vitro, di grado variabile in base ai medicinali e da sommare agli effetti inotropi negativi dei beta-bloccanti).
La presenza di un beta-bloccante può inoltre minimizzare la reazione riflessa simpatica che entra in gioco in caso di eccessive ripercussioni emodinamiche.
Dipiridamolo Aumento dell’effetto ipotensivo con dipiridamolo somministrato per endovena.
Antidepressivi della famiglia della imipramina (triciclici), antipsicotici Effetto antipertensivo ed aumento del rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo).
Meflochina, pilocarpina Rischio di bradicardia eccessiva (aggiunta di effetti bradicardiogenici). Effetti indesiderati
- Come per altri farmaci oftalmici per uso topico, il carteololo cloridrato viene assorbito per via sistemica.
Questo può causare effetti indesiderati simili a quelli osservati con agenti beta-bloccanti sistemici.
L’incidenza di reazioni avverse sistemiche dopo somministrazione topica oftalmica è inferiore a quella relativa alla somministrazione sistemica.
La lista delle reazioni avverse comprende le reazioni osservate all’interno della classe dei beta-bloccanti oftalmici.
Le seguenti reazioni avverse sono state riportate con l’uso di Carteololo collirio, soluzione sia durante gli studi clinici che in seguito all’esperienza post-marketing.
Gli eventi avversi sono stati categorizzati in base alla frequenza come segue: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000) e Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Ulteriori reazioni avverse sono state osservate con i beta-bloccanti oftalmici e possono potenzialmente verificarsi con Fortisoc.
Disturbi del sistema immunitario: Non nota: reazioni allergiche sistemiche incluse angioedema, orticaria, eruzione cutanea localizzata e generalizzata, prurito, reazione anafilattica.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Non nota: ipoglicemia.
Disturbi psichiatrici: Non nota: insonnia, depressione, incubi.
Patologie del sistema nervoso: Comune: disgeusia; Non comune: capogiri; Non nota: sincope, incidente cerebrovascolare, ischemia cerebrale, aumento di segni e sintomi di miastenia gravis, parestesia, cefalea, amnesia.
Patologie dell’occhio: Comune: segni e sintomi di irritazione oculare (ad esempio bruciore, sensazione di prurito, aumento della lacrimazione, iperemia), dolore oculare (ad esempio sensazione pungente), prurito, iperemia congiuntivale, congiuntivite, cheratite; Non nota: blefarite, visione offuscata, distacco della coroide dopo chirurgia filtrante (vedere paragrafo 4.4), ipoestesia oculare, secchezza oculare, erosione corneale, ptosi, diplopia, alterazioni della rifrazione (dovute in alcuni casi alla sospensione della terapia miotica).
Molto raramente sono stati riportati casi di calcificazione della cornea associati all'uso di colliri contenenti fosfati in alcuni pazienti con cornea significativamente danneggiata.
Patologie cardiache: Non nota: bradicardia, dolore al petto, palpitazioni, edema, aritmia, insufficienza cardiaca congestizia, blocco atrioventricolare, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca.
Patologie vascolari: Non nota: ipotensione, fenomeno di Raynaud, sensazione di freddo alle estremità, claudicatio intermittens.
Patologie respiratorie, toraciche, e mediastiniche: Non nota: broncospasmo (prevalentemente in pazienti con malattia broncospastica preesistente), dispnea, tosse.
Patologie gastrointestinali: Non nota: nausea, dispepsia, diarrea, secchezza delle fauci, dolore addominale, vomito.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Non nota: alopecia, dermatite psoriasiforme, esacerbazione della psoriasi, eruzione cutanea.
Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo: Non comune: mialgia, spasmi muscolari; Non nota: lupus eritematoso sistemico.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: Non nota: disfunzione sessuale, disfunzione erettile, diminuzione della libido.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Non nota: astenia, affaticamento.
Esami diagnostici: Rara: Anticorpi antinucleo positivi.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Gravidanza e allattamento
- L’assorbimento sistemico di beta-bloccanti somministrati per via oculare è minore rispetto alla somministrazione per via sistemica, ma, ciononostante, è un evento che può verificarsi.
Gravidanza Non vi sono dati adeguati all’utilizzo di carteololo cloridrato in donne in gravidanza.
Il carteololo cloridrato non deve essere usato durante la gravidanza se non strettamente necessario.
Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.
Studi epidemiologici non hanno mostrato effetti di malformazione ma un rischio di rallentamento della crescita intrauterina, quando i beta-bloccanti vengono somministrati per via orale.
Inoltre, segni e sintomi di beta blocco (per esempio bradicardia, ipotensione, problemi respiratori e ipoglicemia) sono stati osservati nel neonato quando i beta-bloccanti sono stati somministrati fino al parto.
Se Fortisoc viene somministrato fino al parto, il neonato deve essere attentamente monitorato durante i primi giorni di vita.
Allattamento I beta-bloccanti sono escreti nel latte materno.
Tuttavia, alle dosi terapeutiche di carteololo cloridrato in collirio è improbabile che la quantità di farmaco presente nel latte materno sia sufficiente per produrre sintomi clinici di beta-blocco nel neonato.
Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2. Conservazione
- Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.
Tenere il flacone nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura del medicinale, vedere paragrafo 6.3.
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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.
