FAMOTIDINA TE 20CPR RIV 40MG

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Prezzo indicativo

FAMOTIDINA TE 20CPR RIV 40MG

Principio attivo: FAMOTIDINA
  • ATC: A02BA03
  • Descrizione tipo ricetta: RR - RIPETIBILE 10V IN 6MESI
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 28/01/2026

Per il trattamento delle seguenti condizioni negli adulti in cui è indicata una riduzione della secrezione di acido gastrico: - Ulcere duodenali - Ulcere peptiche benigne (ulcere gastriche) - Sindrome di Zollinger-Ellison.
Famotidina Teva 40 mg compresse rivestite con film Ogni compressa rivestita con film contiene 40 mg di famotidina. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità alla famotidina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Famotidina Teva deve essere interrotta al primo segno di ipersensibilità.
In questa classe di sostanze è stata segnalata sensibilità crociata.
Pertanto, Famotidina Teva non deve essere somministrata ai pazienti con storia di reazioni di ipersensibilità ad altri antagonisti dei recettori H2 dell’istamina.

Posologia

Posologia Ulcere peptiche benigne e ulcere duodenali Una dose giornaliera di 40 mg di famotidina (equivalenti a una compressa rivestita con film di Famotidina Teva da 40 mg) assunta una volta alla sera prima di coricarsi ha dimostrato di essere efficace nel trattamento delle ulcere peptiche benigne e delle ulcere duodenali.
Nelle ulcere duodenali e nelle ulcere peptiche benigne, la durata del trattamento deve essere di 4-8 settimane.
Tuttavia, è possibile ridurla in caso di evidenza endoscopica di guarigione dell’ulcera.
In assenza di evidenza endoscopica di guarigione dell’ulcera dopo 4 settimane, il trattamento deve proseguire per altre 4 settimane.
Sindrome di Zollinger-Ellison Se non è stata usata una precedente terapia con farmaci antisecretori, il trattamento per la sindrome di Zollinger-Ellison deve essere iniziato con 20 mg di famotidina ogni 6 ore (sono disponibili in commercio altri medicinali a base di famotidina 20 mg).
Nel corso di un trattamento prolungato, la dose viene aggiustata in base all’entità della secrezione acida e alla risposta clinica del paziente, finché la secrezione acida si riduce al livello desiderato (ad es.
< 10 mEq/h nell’ora precedente la dose successiva di famotidina).
Se un dosaggio di 800 mg/die non consente di ottenere un’inibizione sufficiente della secrezione acida, si deve prendere in considerazione un approccio terapeutico diverso per regolare la secrezione acida, in quanto non vi è esperienza a lungo termine con dosi di famotidina superiori a 800 mg/die.
Il trattamento deve proseguire per tutto il tempo ritenuto necessario dal punto di vista medico.
I pazienti precedentemente trattati con altri antagonisti dei recettori H2 dell’istamina possono passare immediatamente ad una dose iniziale di famotidina più elevata rispetto a quella raccomandata per l’inizio del trattamento.
La dose da usare dipende dalla severità dei sintomi clinici e dal dosaggio del medicinale precedente.
Dosaggio in pazienti con funzionalità renale compromessa La famotidina viene eliminata principalmente per via renale.
Si raccomanda una riduzione della dose giornaliera di famotidina del 50% nei pazienti con compromissione renale nei quali la clearance della creatinina è inferiore a 30 mL/min (creatinina sierica superiore a 3,0 mg/dL).
Si raccomanda una riduzione della dose giornaliera del 50% anche nei pazienti in dialisi.
Famotidina Teva deve essere somministrata al termine della dialisi o dopo di essa, in quanto una parte del principio attivo viene eliminata durante la dialisi.
Anziani Negli anziani non è necessario alcun aggiustamento della dose di famotidina in base all’età.
Tuttavia, quando si determina il dosaggio, si deve prendere in considerazione la compromissione della funzionalità renale correlata all’età (vedere sopra e paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia della famotidina nei bambini non sono state stabilite.
Pertanto, i bambini non devono essere trattati con Famotidina Teva.
Modo di somministrazione Le compresse rivestite con film di Famotidina Teva devono essere deglutite intere con un po’ di liquido.
Possono essere assunte indipendentemente dai pasti.

Avvertenze e precauzioni

Generali In caso di trattamento a lungo termine con un dosaggio elevato, si raccomanda il monitoraggio della conta ematica e della funzionalità epatica.
In caso di malattia ulcerosa di lunga data, si deve evitare la sospensione improvvisa dopo l’attenuazione dei sintomi.
Nei pazienti con ulcere duodenali e ulcere gastriche benigne, si deve verificare la presenza di H.
pylori
.
Se possibile, i pazienti con H.
pylori
devono essere sottoposti a terapia di eradicazione per eliminare i batteri.
L’uso di famotidina non è indicato per sintomi gastrointestinali minori.
Tumore maligno dello stomaco La risposta al trattamento con famotidina non esclude la possibilità che l’ulcera sia di natura maligna.
Prima del trattamento con famotidina, la natura maligna delle ulcere gastriche deve essere esclusa con adeguate misure diagnostiche.
Funzionalità renale compromessa La famotidina viene eliminata principalmente per via renale e in parte metabolizzata nel fegato.
Occorre pertanto prestare cautela nei pazienti con compromissione epatica, ma soprattutto in quelli con compromissione renale.
Nei pazienti con compromissione renale, la dose giornaliera deve essere ridotta (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione).
Anziani Quando la famotidina è stata somministrata a pazienti anziani negli studi clinici, non è stato osservato alcun aumento dell’incidenza o cambiamento del tipo di effetti indesiderati correlati al farmaco.
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di questo medicinale non sono state stabilite nei bambini.

Interazioni

Non sono note interazioni specifiche correlate al metabolismo.
Se in concomitanza vengono usate sostanze il cui assorbimento è influenzato dall’acidità gastrica, si deve tenere conto della possibile variazione dell’assorbimento.
Nel caso di ketoconazolo, itraconazolo o atazanavir, l’assorbimento può essere ridotto.
Il ketoconazolo o l’itraconazolo deve essere assunto 2 ore prima della famotidina.
L’uso concomitante di famotidina e antiacidi contenenti alluminio può ridurre l’assorbimento della famotidina e determinare concentrazioni plasmatiche inferiori della stessa.
La famotidina deve essere pertanto assunta 1-2 ore prima dell’antiacido.
L’uso concomitante di sucralfato riduce l’assorbimento della famotidina.
Pertanto, il sucralfato deve essere sempre assunto a 2 ore di distanza dalla famotidina.
Il probenecid può ritardare l’escrezione della famotidina.
L’uso concomitante di probenecid e famotidina deve essere evitato.
Vi è il rischio di una perdita di efficacia del carbonato di calcio quando viene usato come chelante del fosfato in concomitanza alla famotidina nei pazienti in emodialisi.
Se possibile, l’uso concomitante di posaconazolo sospensione orale con la famotidina deve essere evitato, in quanto la famotidina può ridurre l’assorbimento di posaconazolo sospensione orale quando viene somministrata in concomitanza.
L’uso concomitante di famotidina con gli inibitori della tirosin chinasi (TKI) dasatinib, erlotinib, gefitinib e pazopanib può ridurre le concentrazioni plasmatiche dei TKI, determinando una minore efficacia; pertanto, l’uso concomitante di famotidina con questi TKI non è raccomandato.
Ulteriori raccomandazioni specifiche sono riportate nelle informazioni sul prodotto relative ai singoli medicinali TKI.
La famotidina ha dimostrato di ridurre la biodisponibilità di atazanavir in maniera dose-dipendente.
Questo effetto può essere compensato aumentando la dose di atazanavir.
Tuttavia, quando la combinazione atazanavir/ritonavir viene assunta insieme a tenofovir, non è dimostrata alcuna dose-dipendenza di tale riduzione.
Si raccomanda pertanto di trattare i pazienti che non assumono tenofovir con massimo 20 mg di famotidina.
Se è necessaria una dose più elevata, si deve prendere in considerazione un aumento della dose di atazanavir.
I pazienti trattati con la combinazione atazanavir/ritonavir insieme a tenofovir non devono essere trattati con famotidina.
Sodio Famotidina Teva contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse al farmaco più comuni (> 1%) sono cefalea, capogiro, stipsi e/o diarrea.
Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse sono classificate secondo la frequenza e la classificazione per sistemi e organi.
Le frequenze sono definite in base alla seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
  Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico    Leucopenia, trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia Neutropenia
Disturbi del sistema immunitario   Ipersensibilità (inclusi anafilassi, angioedema, broncospasmo)  
Disturbi del metabolismo e della nutrizione  Appetito ridotto   
Disturbi psichiatrici    Disturbo mentale, depressione, ansia, agitazione, disorientamento, stato confusionale, allucinazione 
Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiro   Crisi convulsiva, crisi tonico-clonica generalizzata (in particolare nei pazienti con funzionalità renale compromessa), parestesia, sonnolenza, insonnia 
Patologie cardiache    Blocco atrioventricolare con la somministrazione di antagonisti dei recettori H2 per via endovenosa 
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche    Malattia polmonare interstiziale (talvolta fatale) 
Patologie gastrointestinali Stipsi, diarrea Bocca secca, nausea, vomito, fastidio addominale, distensione dell’addome, flatulenza, disturbo del gusto   
Disturbi epatobiliari   Colestasi intraepatica (segno: ittero)  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo  Eruzione cutanea, prurito Orticaria Alopecia, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, angioedema 
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Artralgia Spasmi muscolari 
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella   Ginecomastia Disfunzione erettile, libido diminuita 
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione  Stanchezza, fastidio al torace   
Esami diagnostici   Enzima epatico anormale (transaminasi, gamma-GT, fosfatasi alcalina [ALP]), bilirubina anormale  
Non sono state osservate una maggiore incidenza né differenze nel tipo di reazioni avverse associate alla famotidina quando è stata somministrata a pazienti anziani nelle sperimentazioni cliniche.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse

Gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi a un numero limitato di gravidanze esposte non indicano effetti avversi della famotidina sulla gravidanza o sulla salute del feto/neonato.
Attualmente non sono disponibili altri dati epidemiologici rilevanti.
Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto o sviluppo postnatale.
Famotidina Teva deve essere usata durante la gravidanza solo dopo un’attenta valutazione dei benefici previsti rispetto ai rischi (vedere paragrafo 5.3 Dati preclinici di sicurezza).
Allattamento La famotidina viene escreta nel latte materno.
Poiché non è possibile escludere disturbi della produzione di acido gastrico nei lattanti a seguito dell’assorbimento della famotidina, l’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con famotidina.

Conservazione

Questo medicinale non richiede condizioni particolari di conservazione.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.