ELFABRIO EV 1FL 2MG/ML 10ML
2.902,51 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 21/07/2024
Elfabrio è indicato per la terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine in pazienti adulti con diagnosi confermata di malattia di Fabry (deficit di alfa-galattosidasi).
Ogni flaconcino contiene 20 mg di pegunigalsidasi alfa in un volume di 10 mL o 5 mg di pegunigalsidasi alfa in un volume di 2,5 mL, a una concentrazione di 2 mg/mL. Il dosaggio indica la quantità di pegunigalsidasi alfa tenendo conto della pegilazione. Pegunigalsidasi alfa è prodotta in cellule di tabacco (cellule BY2 di Nicotiana tabacum) usando la tecnologia del DNA ricombinante. Il principio attivo, pegunigalsidasi alfa, è un coniugato covalente di prh-alfa-GAL A e polietilene glicole (PEG). La potenza di questo medicinale non deve essere confrontata con quella di un'altra proteina pegilata o non pegilata della stessa classe terapeutica. Per maggiori informazioni, vedere paragrafo 5.1. Eccipiente con effetti noti Ogni flaconcino da 10 mL contiene 46 mg di sodio. Ogni flaconcino da 2,5 mL contiene 11,5 mg di sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Posologia
- Il trattamento con pegunigalsidasi alfa deve essere gestito da un medico esperto nel trattamento di pazienti affetti da malattia di Fabry.
Misure di supporto medico appropriate devono essere prontamente disponibili quando pegunigalsidasi alfa è somministrato a pazienti che non sono mai stati trattati prima o che hanno manifestato reazioni severe di ipersensibilità a pegunigalsidasi alfa in passato.
Il pretrattamento con antistaminici e/o corticosteroidi può essere consigliabile per pazienti che hanno manifestato in precedenza reazioni di ipersensibilità al trattamento con pegunigalsidasi alfa o con altre terapie enzimatiche sostitutive (enzyme replacement therapies, ERT) (vedere paragrafo 4.4).
Posologia La dose raccomandata di pegunigalsidasi alfa è di 1 mg/kg di peso corporeo, somministrata una volta ogni due settimane.
Il trattamento può anche essere somministrato alla dose di 2 mg/kg di peso corporeo una volta ogni quattro settimane in pazienti stabili con un trattamento a base di ERT (vedere paragrafo 4.4 Monitoraggio del trattamento).
Per le istruzioni sulla ricostituzione, vedere paragrafo 6.6.
Pazienti precedentemente trattati con agalsidasi alfa o beta Per i primi 3 mesi di trattamento con pegunigalsidasi alfa, il regime di pretrattamento deve essere preservato e deve essere interrotto gradualmente in base alla giusta tollerabilità dei pazienti.
Popolazioni speciali Compromissione epatica Non è necessario alcun adeguamento della dose in pazienti con compromissione epatica.
Compromissione renale Non è necessario alcun adeguamento della dose in pazienti con compromissione renale.
La funzione renale deve essere valutata regolarmente durante il trattamento con pegunigalsidasi alfa (vedere paragrafo 4.4).
Anziani (età ≥ 65 anni) La sicurezza e l'efficacia di pegunigalsidasi alfa in pazienti di età maggiore di 65 anni non sono state valutate e per questi pazienti non possono essere raccomandati regimi posologici alternativi.
I pazienti anziani possono essere trattati con la stessa dose degli altri pazienti adulti, vedere paragrafo 5.1.
Popolazione pediatrica La sicurezza e l'efficacia di pegunigalsidasi alfa nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state ancora stabilite.
Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione Solo per infusione endovenosa.
Pegunigalsidasi alfa non deve essere infuso nella stessa linea endovenosa con altri medicinali.
Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Dopo la preparazione, la diluizione deve essere somministrata mediante infusione endovenosa e filtrata attraverso un filtro in linea da 0,2 mcm a basso legame proteico.
Il paziente deve essere monitorato per la comparsa di reazioni correlate a infusione (infusion-related reactions, IRR) per due ore dopo l'infusione; vedere paragrafo 4.4.
Per ulteriori informazioni sulla manipolazione di pegunigalsidasi alfa prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Somministrazione a domicilio L'infusione di pegunigalsidasi alfa a domicilio può essere presa in considerazione se il paziente tollera bene le infusioni e non ha precedenti di IRR moderate o severe da alcuni mesi.
La decisione di passare all'infusione a domicilio deve essere adottata previa valutazione e raccomandazione del medico curante.
Il paziente deve essere stabile dal punto di vista medico.
Devono essere confermate e a disposizione dell’operatore sanitario incaricato dell’infusione domiciliare attrezzature, risorse e procedure, inclusa la formazione, per l’infusione domiciliare.
L’operatore sanitario deve essere disponibile durante tutta l’infusione domiciliare e per un determinato periodo dopo di essa.
Il medico curante e/o l'infermiere devono fornire al paziente e/o al caregiver una formazione appropriata prima dell'inizio dell'infusione a domicilio.
La dose e la velocità di infusione usate in ambiente domiciliare devono restare uguali a quelle usate in ambiente ospedaliero; possono essere modificate solo sotto la supervisione del medico curante.
Velocità e durata dell’infusione Tabella 1: Dose e durata dell'infusione raccomandate per la somministrazione endovenosa di 1 mg/kg di peso corporeo di pegunigalsidasi alfa ogni 2 settimane
*la velocità di infusione può essere modificata in caso di reazione all'infusione (vedere paragrafo 4.4) Tabella 2: Dose e durata dell'infusione raccomandate per la somministrazione endovenosa di 2 mg/kg di peso corporeo di pegunigalsidasi alfa ogni 4 settimaneInfusione iniziale di 1 mg/kg di peso corporeo ogni 2 settimane Peso corporeo (kg) Volume totale (mL) Durata dell'infusione Velocità di infusione* < 70 150 mL ≥ 3 ore 0,83 mL/min (50 mL/h) 70-100 250 mL ≥ 3 ore 1,39 mL/min (83,33 mL/h) > 100 500 mL ≥ 3 ore 2,78 mL/min (166,67 mL/h) Infusione di mantenimento La durata finale dell'infusione può essere ottenuta in base alla tollerabilità del paziente.
L'aumento della velocità di infusione deve essere ottenuto gradualmente a partire dalla velocità della prima infusione.1 mg/kg di peso corporeo ogni 2 settimane Peso corporeo (kg) Volume totale (mL) Durata dell'infusione Velocità di infusione* < 70 150 mL ≥ 1,5 ore 1,68 mL/min (100 mL/h) 70-100 250 mL ≥ 1,5 ore 2,78 mL/min (166,67 mL/h) > 100 500 mL ≥ 1,5 ore 5,56 mL/min (333,33 mL/h)
*la velocità di infusione può essere modificata in caso di reazione all'infusione (vedere paragrafo 4.4) Se i pazienti manifestano reazioni correlate a infusione, incluse reazioni di ipersensibilità o reazioni anafilattiche, durante l'infusione, questa deve essere interrotta immediatamente e deve essere avviato un trattamento medico appropriato (vedere paragrafo 4.4).Infusione iniziale di 2 mg/kg di peso corporeo ogni 4 settimane Peso corporeo (kg) Volume totale (mL) Durata dell'infusione Velocità di infusione* < 70 150 mL ≥ 4,5 ore 0,56 mL/min (33,33 mL/h) 70-100 250 mL ≥ 4,5 ore 0,93 mL/min (55,56 mL/h) > 100 500 mL ≥ 6 ore 1,39 mL/min (83,33 mL/h) Infusione di mantenimento La durata finale dell'infusione può essere ottenuta in base alla tollerabilità del paziente.
L'aumento della velocità di infusione deve essere ottenuto gradualmente a partire dalla velocità della prima infusione.2 mg/kg di peso corporeo ogni 4 settimane Peso corporeo (kg) Volume totale (mL) Durata dell'infusione Velocità di infusione* < 70 150 mL ≥ 2 ore 1,25 mL/min (75 mL/h) 70-100 250 mL ≥ 2 ore 2,08 mL/min (125 mL/h) > 100 500 mL ≥ 3 ore 2,78 mL/min (166,67 mL/h)
I pazienti che manifestano reazioni avverse durante l’infusione domiciliare devono interrompere immediatamente l’infusione e rivolgersi a un operatore sanitario.
Le infusioni successive potrebbero dover essere effettuate in un contesto ospedaliero. Avvertenze e precauzioni
- Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Monitoraggio del trattamento Nei pazienti che sono passati a pegunigalsidasi alfa 2 mg/kg di peso corporeo una volta ogni 4 settimane deve essere eseguito un monitoraggio regolare (ad es.
dopo 3, 6, 12, 18 e 24 mesi).
Il monitoraggio deve includere almeno una valutazione di Lyso-Gb3, dei parametri renali (eGFR, proteinuria) e cardiaci (LVMi, NT-proBNP, troponina o ECG) e dei parametri biochimici.
Eventuali variazioni di un singolo parametro devono essere interpretate nel contesto dello stato clinico generale del paziente e un peggioramento clinicamente rilevante deve portare alla rivalutazione del regime di trattamento.
Reazioni correlate a infusione Sono state segnalate reazioni correlate a infusione (IRR), definite come qualsiasi evento avverso correlato comparso dopo l'inizio dell'infusione e fino a 2 ore dopo la fine dell'infusione (vedere paragrafo 4.8).
I sintomi di IRR osservati più comunemente sono stati ipersensibilità, prurito, nausea, capogiro, brividi e dolore muscolare.
La gestione delle IRR deve basarsi sulla severità della reazione e includere il rallentamento della velocità di infusione e il trattamento con medicinali come antistaminici, antipiretici e/o corticosteroidi, per le reazioni da lievi a moderate.
Il pretrattamento con antistaminici e/o corticosteroidi può prevenire reazioni successive nei casi in cui sia stato necessario un trattamento sintomatico, anche se si sono verificate IRR in alcuni pazienti che avevano ricevuto il pretrattamento (vedere paragrafo 4.2).
Ipersensibilità Reazioni di ipersensibilità sono state segnalate in pazienti durante gli studi clinici (vedere paragrafo 4.8).
Come con qualsiasi medicinale proteico endovenoso, possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità di tipo allergico che possono includere angioedema localizzato (inclusa tumefazione del viso, della bocca e della gola), broncospasmo, ipotensione, orticaria generalizzata, disfagia, eruzione cutanea, dispnea, rossore, fastidio al torace, prurito, nausea, brividi e congestione nasale.
Se si verificano reazioni allergiche o di tipo anafilattico severe, è raccomandata l'interruzione immediata di pegunigalsidasi alfa e devono essere seguiti gli standard medici in vigore per il trattamento medico di emergenza.
Nei pazienti che hanno manifestato reazioni di ipersensibilità severe durante l'infusione di pegunigalsidasi alfa, si deve prestare cautela in caso di re-challenge e deve essere prontamente disponibile assistenza medica appropriata.
Inoltre, per i pazienti che hanno manifestato reazioni di ipersensibilità severe con l’infusione di ERT, incluso pegunigalsidasi alfa, deve essere prontamente disponibile un supporto medico appropriato.
Immunogenicità Negli studi clinici è stato osservato lo sviluppo di anticorpi anti-farmaco (anti-drug antibodies, ADA) indotti dal trattamento (vedere paragrafo 4.8).
La presenza di ADA anti-pegunigalsidasi alfa può essere associata a un maggior rischio di reazioni correlate a infusione ed è più probabile che si verifichino IRR severe in pazienti ADA-positivi.
I pazienti che sviluppano reazioni immunitarie o all'infusione in seguito al trattamento con pegunigalsidasi alfa devono essere sottoposti a monitoraggio.
Inoltre, devono essere monitorati i pazienti ADA-positivi ad altre terapie enzimatiche sostitutive, quelli che hanno manifestato reazioni di ipersensibilità a pegunigalsidasi alfa e quelli che passano a pegunigalsidasi alfa.
Glomerulonefrite membranoproliferativa Durante il trattamento con ERT possono verificarsi depositi di immunocomplessi, come manifestazione di una risposta immunologica al medicinale.
Un singolo caso di glomerulonefrite membranoproliferativa è stato segnalato durante lo sviluppo clinico di pegunigalsidasi alfa, dovuto a immunodepositi nei reni (vedere paragrafo 4.8).
Questo evento ha portato a un declino temporaneo della funzione renale, che è migliorata con l’interruzione del medicinale.
Pazienti con compromissione renale La presenza di un danno renale esteso (eGFR <60 mL/min) può limitare la risposta renale alla terapia enzimatica sostitutiva, forse a causa di variazioni patologiche irreversibili sottostanti.
In tali casi, la perdita della funzione renale resta all’interno dell’intervallo previsto di progressione naturale della malattia.
Si raccomanda una valutazione regolare delle variazioni del tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR) durante il trattamento con pegunigalsidasi alfa.
Eccipienti con effetti noti Questo medicinale contiene 46 mg di sodio per flaconcino da 10 mL equivalente al 2% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Questo medicinale contiene 11,5 mg di sodio per flaconcino da 2,5 mL equivalente all’1% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Interazioni
- Non sono stati effettuati studi d'interazione e di metabolismo in vitro.
In base al suo metabolismo, è improbabile che pegunigalsidasi alfa sia coinvolta in interazioni farmacologiche mediate dal citocromo P450.
Pegunigalsidasi alfa è una proteina e si prevede che sia metabolicamente degradata attraverso l'idrolisi dei peptidi. Effetti indesiderati
- Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse più comuni sono state reazioni correlate a infusione nel 7,8% dei pazienti, seguite da nausea e astenia, entrambe riportate nel 5,6% dei pazienti, e cefalea, riportata nel 4,2% dei pazienti.
Negli studi clinici, 5 pazienti (3,5%) hanno manifestato una reazione grave che è stata considerata correlata a pegunigalsidasi alfa.
Quattro di queste reazioni sono state di ipersensibilità confermata mediata da IgE (broncospasmo, ipersensibilità), si sono verificate dopo la prima infusione di pegunigalsidasi alfa e si sono risolte entro il giorno successivo alla loro comparsa.
Tabella delle reazioni avverse I dati riportati di seguito riflettono i dati ottenuti da 141 pazienti con malattia di Fabry che hanno ricevuto pegunigalsidasialfa in 8 studi clinici, seguendo la posologia di 1 mg/kg ogni due settimane o 2 mg/kg ogni quattro settimane per un minimo di 1 infusione e fino a 7 anni.
Le reazioni avverse sono elencate nella Tabella 3.
Le informazioni sono presentate in base alla classificazione per sistemi e organi.
Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, <1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 3: Reazioni avverse segnalate durante il trattamentocon pegunigalsidasi alfa
I seguenti termini preferiti sono stati raggruppati nella Tabella 3: • ipersensibilità include: ipersensibilità afarmaci; • agitazione include: nervosismo; • dolore addominale include: fastidio addominale; • eruzione cutanea include: eruzione cutanea maculo-papulare ed eruzione cutanea pruriginosa; • rigidità muscoloscheletrica registrata come dolore muscoloscheletrico include: mialgia; • astenia include: malessere e stanchezza; • dolore toracico include: fastidio al torace e dolore toracico non cardiaco; • dolore include: dolore alle estremità; • edema periferico registrato come edema.Classificazione per sistemi e organi Frequenza Comune Non comune Disturbi del sistema immunitario ipersensibilità*, ipersensibilità di tipo I* Disturbi psichiatrici agitazione* insonnia Patologie del sistema nervoso parestesia*, capogiro*, cefalea* sindrome delle gambe senza riposo, neuropatia periferica, nevralgia, sensazione di bruciore, tremore*, sincope* Patologie dell'orecchio e del labirinto vertigine Patologie vascolari rossore, ipotensione*, ipertensione*, linfedema Patologie respiratorie, toraciche emediastiniche broncospasmo*, starnuto*, congestione nasale*, dispnea*, irritazione della gola*, tensione della gola Patologie gastrointestinali nausea*, dolore addominale*, diarrea, vomito* malattia da reflusso gastroesofageo, gastrite, dispepsia, flatulenza Patologie della cute edel tessuto sottocutaneo eruzione cutanea*, eritema*, prurito* ipoidrosi Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo artralgia, dolore muscoloscheletrico* Patologie renali e urinarie glomerulonefrite membranoproliferativa, malattia renale cronica, proteinuria Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella dolore del capezzolo Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione astenia*, brividi*, dolore toracico*, dolore* malattiasimil-influenzale, stravaso in sede di infusione, dolore in sede di infusione, edema Esami diagnostici temperatura corporea aumentata*, rapporto proteine/creatinina nelle urine aumentato, globuli bianchi nelle urine, acido urico ematico aumentato, peso aumentato Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura reazione correlata a infusione* Patologie cardiache extrasistoli sopraventricolari
* Termini preferiti considerati come IRR come descritto nella sezione seguente.
Descrizione di reazioni avverse selezionate Reazioni correlate a infusione (reazioni avverse entro 2ore dall'infusione) IRR sono state segnalate in un totale di 36 pazienti (25%): 26 pazienti (23%) trattati con 1 mg/kg ogni due settimane e 10 pazienti (34%) trattati con 2 mg/kg ogni quattro settimane.
I sintomi segnalati più frequentemente associati a IRR per il dosaggio di 1 mg/kg sono stati ipersensibilità, brividi, capogiro, eruzione cutanea e prurito.
Per la dose di 2 mg/kg i sintomi segnalati più frequentemente sono stati dolore, cefalea e nausea.
Le IRR sono state per lo più di intensità lieve o moderata e si sono risolte con un trattamento continuo; tuttavia, 5 pazienti (tutti maschi, dose 1 mg/kg), hanno manifestato 5 IRR severe.
Queste 5 IRR erano anche gravi.
Quattro di questi eventi erano reazioni di ipersensibilità di tipo I confermate e 3 hanno portato all'interruzione dello studio.
Un altro paziente è stato successivamente ritirato dallo studio dopo la comparsa di un'altra IRR moderata.
Tutti e 5 i pazienti si sono però ristabiliti entro il giorno successivo alla comparsa con il trattamento appropriato.
Le IRR si sono verificate principalmente entro il primo anno di trattamento con pegunigalsidasi alfa, mentre nessuna IRR grave è stata osservata durante e dopo il secondo anno.
Immunogenicità Negli studi clinici, 17 pazienti su 111 (16%) trattati con pegunigalsidasi alfa 1 mg/kg ogni due settimane e 1 paziente su 30 (3,4%) trattato con pegunigalsidasi alfa 2 mg/kg ogni quattro settimane hanno sviluppato anticorpi anti-farmaco (ADA) indotti daltrattamento.
Glomerulonefrite membranoproliferativa Durante lo sviluppo clinico di pegunigalsidasi alfa, un paziente su 141 ha riportato un evento severo di glomerulonefrite membranoproliferativa dopo aver ricevuto il trattamento per più di 2 anni.
Il paziente era ADA-positivo all'inizio delle infusioni.
L'evento ha portato a una riduzione transitoria dell'eGFR e a un aumento del livello di proteinuria, senza segni o sintomiaggiuntivi.
Una biopsia ha rivelato la natura mediata da immunocomplessi di questo evento.
Dopo l’interruzione del trattamento, i valori di eGFR si sono stabilizzati e la glomerulonefrite è stata segnalata come in risoluzione.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Gravidanza e allattamento
- Gravidanza I dati relativi all'uso di pegunigalsidasi alfa in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato.
Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
A scopo precauzionale, è preferibile evitare l'uso di pegunigalsidasi alfa durante la gravidanza se non chiaramente necessario.
Allattamento Non è noto se pegunigalsidasi alfa/metaboliti siano escreti nel latte materno.
Dati farmacodinamici/tossicologici disponibili in animali hanno mostrato l’escrezione di pegunigalsidasi alfa nel latte (per dettagli vedere paragrafo 5.3).
Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.
Deve essere presa la decisione se interrompere l'allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con pegunigalsidasi alfa tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità Non sono disponibili studi di valutazione dell'effetto potenziale di pegunigalsidasi alfa sulla fertilità nell'uomo.
Gli studi sugli animali non mostrano evidenze di compromissione della fertilità (vedere paragrafo 5.3). Conservazione
- Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C).
Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione vedere paragrafo 6.3.
Cerca farmaci per nome:
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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.
