CUPRIOR 72CPR RIV 150MG

3.930,46 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: TRIENTINA TETRACLORIDRATO
  • ATC: A16AX12
  • Descrizione tipo ricetta: RNRL - LIMITATIVA NON RIPETIB.
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 09/04/2020

Cuprior è indicato per il trattamento del morbo di Wilson in adulti, adolescenti e bambini di età pari o superiore a 5 anni intolleranti alla terapia con D-penicillamina.
Ogni compressa rivestita con film contiene trientina tetracloridrato, equivalente a 150 mg di trientina. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Posologia

Il trattamento deve essere iniziato solo da medici specialisti esperti nella gestione del morbo di Wilson.
Posologia: La dose iniziale corrisponde di solito alla dose più bassa dell’intervallo e successivamente deve essere adattata in funzione della risposta clinica del paziente (vedere paragrafo 4.4).
La dose raccomandata è compresa tra 450 mg e 975 mg (da 3 a 6½ compresse rivestite con film) al giorno suddivisi in 2-4 dosi.
Popolazioni speciali. Anziani: Nei pazienti anziani non è necessario alcun aggiustamento della dose.
Insufficienza renale: Sono disponibili informazioni limitate per quanto riguarda l’uso nei pazienti con insufficienza renale.
Non è necessario alcun aggiustamento della dose per tali pazienti (vedere paragrafo 4.4).
Popolazione pediatrica: La dose iniziale nei pazienti pediatrici è più bassa rispetto a quella per gli adulti e dipende dall’età e dal peso corporeo.
Bambini di età pari o superiore a 5 anni: La dose abituale è compresa tra 225 mg e 600 mg al giorno (da 1½ a 4 compresse rivestite con film) suddivisi in 2-4 dosi.
Bambini di età inferiore a 5 anni: La sicurezza e l’efficacia di trientina nei bambini di età inferiore a 5 anni non sono state ancora stabilite.
La forma farmaceutica non è adatta per la somministrazione in bambini di età inferiore a 5 anni.
Le dosi raccomandate di Cuprior sono espresse in mg di trientina base (ossia non in mg di sale tetracloridrato di trientina).
Modo di somministrazione: Cuprior è per uso orale.
Le compresse rivestite con film devono essere assunte con acqua.
Se necessario, la compressa rivestita con film divisibile può essere divisa in due metà uguali per fornire una dose più precisa o facilitare la somministrazione.
È importante che Cuprior venga somministrato a stomaco vuoto, almeno un’ora prima dei pasti o due ore dopo i pasti e ad almeno un’ora di distanza da altri medicinali, alimenti o latte (vedere paragrafo 4.5).

Avvertenze e precauzioni

Si consiglia cautela nel passaggio di un paziente a un’altra formulazione di trientina poiché le dosi espresse in trientina base potrebbero non essere equivalenti (vedere paragrafo 4.2).
È stato dimostrato che trientina è un agente chelante che riduce i livelli di ferro sierico.
Il ricorso a integratori di ferro potrebbe rivelarsi necessario in caso di anemia da carenza di ferro; in tal caso gli integratori vanno assunti in momenti diversi (vedere paragrafo 4.5).
La co-somministrazione di trientina e zinco non è raccomandata.
Sono disponibili solo dati limitati sull’uso concomitante e non possono essere formulate raccomandazioni specifiche relativamente alla dose.
Nei pazienti trattati precedentemente con D-penicillamina sono state segnalate reazioni da sindrome simil-lupoide durante il successivo trattamento con trientina; tuttavia non è possibile stabilire l’esistenza di un rapporto causale con trientina.
Monitoraggio: I pazienti trattati con Cuprior devono rimanere sotto regolare supervisione medica ed essere monitorati per un controllo appropriato dei sintomi e dei livelli di rame al fine di ottimizzare la dose (vedere paragrafo 4.2).
L’obiettivo della terapia di mantenimento è quello di mantenere i livelli di rame libero nel siero entro limiti accettabili.
L’indice più affidabile per il monitoraggio della terapia è la quantificazione di rame libero nel siero calcolato sottraendo dal rame totale il rame legato alla ceruloplasmina (il livello normale di rame libero nel siero è, generalmente, compreso tra 100 e 150 microgrammi/l).
Durante la terapia potrebbe essere misurata l’escrezione del rame attraverso le urine.
Poiché provoca un aumento dei livelli di rame nelle urine, la terapia chelante può non riflettere/non rifletterà accuratamente la quantità di rame in eccesso nell’organismo, ma può costituire una misura utile per valutare l’adeguatezza del trattamento.
All’inizio della terapia chelante, l’eccesso di rame libero nel siero durante la risposta iniziale al trattamento può determinare il peggioramento dei sintomi clinici, incluso il deterioramento neurologico.
Per l’ottimizzazione della dose o l’adattamento del trattamento, se necessari, è richiesto un attento monitoraggio.
Popolazioni speciali: Il sovradosaggio comporta il rischio di carenza di rame.
Le manifestazioni di sovradosaggio devono essere monitorate soprattutto nelle situazioni in cui il fabbisogno di rame può cambiare, come in gravidanza (vedere paragrafo 4.6) e nei bambini, dove è necessario un controllo appropriato dei livelli di rame per garantire una corretta crescita e un adeguato sviluppo mentale.
I pazienti con insufficienza renale trattati con trientina devono rimanere sotto regolare supervisione medica per un controllo appropriato dei sintomi e dei livelli di rame.
Per tali pazienti si raccomanda altresì uno stretto monitoraggio della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.2)

Interazioni

Non sono stati effettuati studi d’interazione.
È stato dimostrato che trientina riduce i livelli di ferro sierico, probabilmente riducendone l’assorbimento; pertanto potrebbe ritenersi necessaria l’assunzione di integratori di ferro.
Poiché ferro e trientina possono inibire reciprocamente il loro assorbimento, gli integratori di ferro devono essere assunti a distanza di almeno due ore dalla somministrazione di trientina.
Poiché trientina viene assorbita in minima parte dopo la somministrazione orale e il meccanismo d’azione principale ne richiede l’esposizione sistemica (vedere paragrafo 5.1), è importante che le compresse rivestite con film vengano assunte a stomaco vuoto almeno un’ora prima dei pasti o 2 ore dopo i pasti e ad almeno un’ora di distanza da altri medicinali, alimenti o latte (vedere paragrafo 4.2).
Ciò massimizza l’assorbimento di trientina e riduce la probabilità che il medicinale si leghi ai metalli nel tratto gastrointestinale.
Tuttavia, non sono stati effettuati studi d’interazione con gli alimenti, pertanto l’entità dell’effetto del cibo sull’esposizione sistemica di trientina non è nota.
Sebbene non esistano prove che gli antiacidi a base di calcio o magnesio alterino l’efficacia di trientina, è buona pratica somministrare tali medicinali in tempi diversi.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza: La reazione avversa più comunemente segnalata nel trattamento con trientina è la nausea.
Durante il trattamento, possono verificarsi severa anemia da carenza di ferro e colite severa.
Tabella delle reazioni avverse: Sono state segnalate le seguenti reazioni avverse con l’uso di trientina per il morbo di Wilson.
Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10); comune (da ≥ 1/100 a < 1/10); non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100); raro (da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Classificazione sistemica organica Reazioni avverse
Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune: Anemia sideroblastica
Non nota: anemia da carenza di ferro.
Patologie gastrointestinali Comune: nausea.
Non nota: duodenite, colite (compresa colite severa).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: eruzione cutanea, prurito, eritema.
Non nota: orticaria.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette.
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/web/guest/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza: Esistono pochi dati relativi all’uso di trientina in donne in gravidanza.
Studi sugli animali hanno dimostrato una tossicità riproduttiva, dovuta probabilmente alla carenza di rame indotta da trientina (vedere paragrafo 5.3).
Cuprior deve essere usato in gravidanza solo dopo un’attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio del trattamento della singola paziente.
I fattori che vanno presi in considerazione includono i rischi associati alla malattia stessa, il rischio dei trattamenti alternativi disponibili e i possibili effetti teratogeni di trientina (vedere paragrafo 5.3).
Poiché il rame è necessario per una corretta crescita e un adeguato sviluppo mentale, potrebbero essere necessari aggiustamenti della dose per evitare la carenza di rame nel feto.
Inoltre è fondamentale lo stretto monitoraggio della paziente (vedere paragrafo 4.4).
La gravidanza deve essere strettamente monitorata per individuare eventuali anomalie fetali e valutare i livelli di rame nel siero materno durante la gravidanza.
La dose di trientina deve essere aggiustata per mantenere i livelli di rame nel siero entro valori normali.
Laddove opportuno, è necessario monitorare i livelli di rame nel siero dei bambini nati da madri trattate con trientina.
Allattamento: Non è noto se trientina venga secreta con il latte materno.
Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.
Occorre decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Cuprior tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità: Non è noto se trientina possa avere effetti sulla fertilità umana.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.