CEFOTAXIMA HAM EV IM 10FL 1G

23,95 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: CEFOTAXIMA SODICA
  • ATC: J01DD01
  • Descrizione tipo ricetta: RNRL - LIMITATIVA NON RIPETIB.
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 13/06/2026

Cefotaxima è indicata per il trattamento delle seguenti infezioni severe, che siano causate, o si ritiene siano molto probabilmente causate, da batteri sensibili a cefotaxima (vedere paragrafi 4.4 e 5.1): - Polmonite batterica - Infezioni complicate del tratto urinario, inclusa la pielonefrite - Infezioni severe della cute e dei tessuti molli - Infezioni genitali, inclusa la gonorrea - Infezioni intra-addominali (quali la peritonite) - Meningite batterica - Endocardite - Borreliosi Trattamento di pazienti con batteriemia che si verifica in associazione, o si sospetta sia associata, a una qualsiasi delle infezioni elencate sopra. Profilassi perioperatoria. Per gli interventi chirurgici ad aumentato rischio di infezione da patogeni anaerobi (ad es. la chirurgia colorettale), è raccomandata la combinazione con un medicinale appropriato attivo contro i patogeni anaerobi. Si devono considerare le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.
Cefotaxima hameln 1 g polvere per soluzione iniettabile/per infusione Ogni flaconcino contiene cefotaxima sodica equivalente a 1 g di cefotaxima. 1 g di polvere contiene 48 mg di sodio (2,09 mmol). Cefotaxima hameln 2 g polvere per soluzione iniettabile/per infusione Ogni flaconcino contiene cefotaxima sodica equivalente a 2 g di cefotaxima. Ogni flaconcino da 2 g contiene 96 mg di sodio (4,18 mmol).

Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad altre cefalosporine.
- Reazione di ipersensibilità precedente, immediata e/o grave alla penicillina o a qualsiasi altro antibiotico beta-lattamico.

Posologia

Posologia Cefotaxima hameln può essere somministrata tramite iniezione endovenosa in bolo, infusione endovenosa o iniezione intramuscolare dopo ricostituzione della soluzione.
Dosaggio, via e frequenza di somministrazione devono essere determinati in base alla severità dell’infezione, alla sensibilità dell’organismo responsabile e alla condizione del paziente.
La terapia può essere iniziata prima di conoscere i risultati dei test di sensibilità.
Adulti e adolescenti di età superiore a 12 anni Solitamente, gli adulti e gli adolescenti ricevono da 2 a 6 g di cefotaxima al giorno.
La dose giornaliera deve essere suddivisa in due dosi singole ogni 12 ore.
- Infezioni comuni in presenza nota (o sospetta) di batteri sensibili: 1 g ogni 12 ore.
- Infezioni in presenza nota (o sospetta) di diversi batteri sensibili o moderatamente sensibili: 1-2 g ogni 12 ore.
- Infezioni severe o infezioni impossibili da localizzare: 2-3 g come dose singola ogni 6-8 ore (dose massima giornaliera: 12 g).
Nelle infezioni severe è indicata una combinazione di cefotaxima con altri antibiotici.
Popolazione pediatrica Bambini: l’intervallo di dosaggio abituale è di 100-150 mg/kg/die, in 2-4 dosi separate.
Tuttavia, in caso di infezioni molto gravi, possono essere necessarie dosi fino a 200 mg/kg/die.
Neonati: il dosaggio raccomandato è di 50 mg/kg/die, in 2-4 dosi separate.
In caso di infezioni gravi, sono stati somministrati 150-200 mg/kg/die, in dosi separate.
Anziani Non sono necessari aggiustamenti del dosaggio, a condizione che la funzionalità epatica e renale sia nella norma.
Altre raccomandazioni particolari Gonorrea Per la gonorrea, un’iniezione (per via intramuscolare o endovenosa) singola di 0,5-1 g di cefotaxima.
Per le infezioni complicate si devono considerare le linee guida ufficiali disponibili.
Prima dell’inizio del trattamento deve essere esclusa la presenza di sifilide.
Meningite batterica Adulti: dose giornaliera di 6-12 g di cefotaxima divisa in dosi uguali ogni 6-8 ore (da 2 a 3 g, 3-4 volte al giorno).
Bambini: 150-200 mg/kg/die divisi in dosi uguali ogni 6-8 ore.
Neonati da 0 a 7 giorni: 50 mg/kg ogni 12 ore; da 7 a 28 giorni: 50 mg/kg ogni 8 ore.
Profilassi perioperatoria 1-2 g come dose singola il più vicino possibile all’inizio della procedura chirurgica.
Nei casi in cui la durata dell’operazione sia superiore a 90 minuti, deve essere somministrata una dose aggiuntiva di profilassi antibiotica.
Infezioni intra-addominali Le infezioni intra-addominali devono essere trattate con cefotaxima in combinazione con altri antibiotici con copertura contro i batteri anaerobi.
Dosaggio in caso di compromissione della funzionalità renale Nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 10 mL/minuto, dopo una dose iniziale normale, le dosi di mantenimento devono essere ridotte alla metà della dose normale, senza modificare l’intervallo di somministrazione.
Dosaggio in emodialisi o dialisi peritoneale 1-2 g al giorno, in base alla severità dell’infezione.
Il giorno dell’emodialisi, cefotaxima deve essere somministrata al termine della seduta dialitica.
Durata della terapia La durata della terapia con cefotaxima dipende dalle condizioni cliniche del paziente e varia in relazione al decorso batteriologico.
La somministrazione di cefotaxima deve proseguire fino alla scomparsa dei sintomi o fino alla dimostrazione dell’eradicazione batterica.
In caso di infezioni causate da Streptococcus pyogenes è necessario un trattamento della durata minima di 10 giorni (è possibile passare dalla terapia parenterale a una terapia orale adeguata prima del termine del periodo di 10 giorni).
Modo di somministrazione Cefotaxima hameln 1 g polvere per soluzione iniettabile/per infusione può essere somministrata tramite iniezione intramuscolare, iniezione endovenosa o infusione endovenosa.
Cefotaxima hameln 2 g polvere per soluzione iniettabile/per infusione può essere somministrata tramite iniezione o infusione endovenosa.
Infusione endovenosa Per evitare il rischio di infezione, la ricostituzione della soluzione per infusione deve avvenire in condizioni strettamente asettiche.
Non posticipare l’infusione dopo aver ricostituito la soluzione.
Per l’infusione endovenosa di breve durata: dopo la ricostituzione, la soluzione deve essere somministrata in un periodo di 20 minuti.
Per l’infusione endovenosa di lunga durata: dopo la ricostituzione, la soluzione deve essere somministrata in un periodo di 50-60 minuti.
Iniezione endovenosa Per le iniezioni E.V.
intermittenti, la soluzione deve essere somministrata in un periodo di 3-5 minuti.
Nel corso della sorveglianza successiva alla commercializzazione, è stata segnalata aritmia potenzialmente pericolosa per la vita in un numero molto esiguo di pazienti che avevano ricevuto una somministrazione endovenosa rapida di cefotaxima tramite catetere venoso centrale.
Iniezione intramuscolare (raccomandata solo per i flaconcini da 1 g) Il modo di somministrazione intramuscolare deve essere utilizzato soltanto in circostanze cliniche eccezionali (ad es.
gonorrea).
Non è indicato per le infezioni severe e deve esserne valutato il rapporto beneficio/rischio.
Si raccomanda un’iniezione unilaterale non superiore a 4 mL.
Se la dose giornaliera è superiore a 2 g di cefotaxima o se cefotaxima viene iniettata con frequenza maggiore di due volte al giorno, la via di somministrazione raccomandata è quella endovenosa.
In caso di infezioni severe, l’iniezione intramuscolare non è raccomandata.
La soluzione deve essere somministrata tramite iniezione intramuscolare profonda.
Le soluzioni in lidocaina non devono essere somministrate per via endovenosa.
Se ricostituita con lidocaina, cefotaxima non deve essere somministrata a bambini di età inferiore a 30 mesi.
È necessario fare riferimento alle informazioni sul medicinale contenente lidocaina prescelto.
Per le istruzioni sulla ricostituzione e la diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Cefotaxima e aminoglicosidi non devono essere miscelati nella stessa siringa o nello stesso liquido di perfusione.

Avvertenze e precauzioni

Come nel caso di altri antibiotici, l’uso di cefotaxima, soprattutto se prolungato, può dar luogo alla proliferazione di organismi non sensibili.
È fondamentale una valutazione ripetuta delle condizioni del paziente.
Se in corso di terapia si manifesta una sovrainfezione, si devono adottare misure appropriate (vedere paragrafo 4.8).
Reazioni anafilattiche In pazienti trattati con cefotaxima sono state riferite reazioni di ipersensibilità gravi, anche fatali (vedere paragrafi 4.3 e 4.8).
Se si verifica una reazione di ipersensibilità, il trattamento deve essere interrotto.
L’uso di cefotaxima è assolutamente controindicato nei soggetti con precedenti di ipersensibilità di tipo immediato alle cefalosporine.
Poiché esiste un’allergia crociata tra penicilline e cefalosporine, l’uso di queste ultime deve essere intrapreso con estrema cautela nei soggetti sensibili alla penicillina.
Le reazioni di ipersensibilità (anafilassi) che si verificano con queste due famiglie di antibiotici possono essere gravi o addirittura fatali.
Reazioni cutanee severe Dopo l’immissione in commercio, in associazione al trattamento con cefotaxima sono state segnalate reazioni avverse cutanee severe (SCAR), tra cui pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (NET) e reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), potenzialmente pericolose per la vita oppure fatali.
Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati dei segni e sintomi delle reazioni cutanee.
Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, cefotaxima deve essere sospesa immediatamente.
Se il paziente ha sviluppato PEAG, SJS, NET o DRESS con l’uso di cefotaxima, il trattamento con cefotaxima non deve essere ripreso e deve essere interrotto in modo permanente.
Nei bambini, la manifestazione di un’eruzione cutanea può essere scambiata per l’infezione sottostante o un processo infettivo alternativo e i medici devono prendere in considerazione la possibilità di una reazione a cefotaxima nei bambini che sviluppano sintomi di eruzione cutanea e febbre durante il trattamento con cefotaxima.
Patologie associate a Clostridioides difficile (ad es.
colite pseudomembranosa) L’insorgenza di diarrea, specialmente se severa e/o persistente, durante il trattamento o nelle prime settimane dopo il trattamento, può essere sintomatica di una patologia associata a Clostridioides difficile (CDAD).
La CDAD può essere di entità da lieve a pericolosa per la vita e la sua forma più severa è la colite pseudomembranosa.La diagnosi di questa condizione rara ma possibilmente fatale può essere confermata tramite endoscopia e/o esame istologico.
È importante prendere in considerazione tale diagnosi in pazienti che presentano diarrea durante o dopo la somministrazione di cefotaxima.
Se si sospetta una diagnosi di colite pseudomembranosa, il trattamento con cefotaxima deve essere interrotto immediatamente e deve essere iniziata subito una terapia appropriata con un antibiotico specifico.
La patologia associata a Clostridioides difficile può essere favorita dalla stasi fecale.
Non devono essere somministrati medicinali che inibiscono la peristalsi.
Disturbi ematologici Durante il trattamento con cefotaxima possono svilupparsi leucopenia, neutropenia e, più raramente, insufficienza midollare, pancitopenia o agranulocitosi.
Per cicli di trattamento di durata superiore a 7-10 giorni, deve essere monitorata la conta dei globuli bianchi e il trattamento deve essere sospeso in caso di neutropenia.
Sono stati riferiti alcuni casi di eosinofilia e trombocitopenia, rapidamente reversibili dopo l’interruzione del trattamento.
Sono stati riferiti anche casi di anemia emolitica (vedere paragrafo 4.8).
Pazienti con insufficienza renale Il dosaggio deve essere modificato sulla base del calcolo della clearance della creatinina.
È necessaria cautela in caso di somministrazione concomitante di cefotaxima e aminoglicosidi o altri farmaci nefrotossici (vedere paragrafo 4.5).
In questi pazienti, negli anziani e nei soggetti con compromissione renale preesistente, è necessario monitorare la funzionalità renale.
Encefalopatia Gli antibiotici beta-lattamici, inclusa cefotaxima, predispongono il paziente al rischio di encefalopatia (che può includere convulsioni, confusione, alterazione della coscienza, disturbi del movimento), in particolare in caso di sovradosaggio o compromissione renale (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti devono essere avvisati di contattare immediatamente il medico prima di continuare il trattamento se si manifestano reazioni di questo tipo.
Precauzioni per la somministrazione Nel corso della sorveglianza successiva alla commercializzazione, è stata segnalata aritmia potenzialmente pericolosa per la vita in un numero molto esiguo di pazienti che avevano ricevuto una somministrazione endovenosa rapida di cefotaxima tramite catetere venoso centrale.
Deve essere seguito il tempo raccomandato per l’iniezione o l’infusione (vedere paragrafo 4.2).
Precauzioni per la somministrazione in caso di ricostituzione con lidocaina Non somministrare in presenza di: - anamnesi nota di ipersensibilità alla lidocaina o ad altri anestetici locali di tipo amidico; - blocco cardiaco in assenza di stimolo; - severa insufficienza cardiaca.
Effetti sui test di laboratorio Come nel caso di altre cefalosporine, è stata riscontrata positività del test di Coombs in alcuni pazienti trattati con cefotaxima.
Questo fenomeno può interferire con i test di compatibilità del sangue.
I test per la glicosuria condotti con agenti riducenti non specifici possono dare risultati falsamente positivi.
Questo fenomeno non si osserva quando si utilizza un metodo specifico per la glucosio-ossidasi.
Sodio Questo medicinale contiene 48 mg di sodio per 1 g di polvere equivalente a 2,4% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Cefotaxima hameln è considerata ad alto contenuto di sodio.
Questo deve essere tenuto in considerazione soprattutto per coloro che seguono una dieta a basso contenuto di sale.
Questo medicinale viene somministrato solo dopo ricostituzione, vedere paragrafo 6.6.
Quando si calcola il contenuto totale di sodio della diluizione preparata del medicinale è necessario prendere in considerazione il contenuto di sodio del diluente.
Per informazioni dettagliate sul contenuto di sodio della soluzione utilizzata per diluire il medicinale, fare riferimento alle caratteristiche del prodotto del diluente utilizzato.

Interazioni

Probenecid interferisce con il trasferimento tubulare renale delle cefalosporine, aumentando così l’esposizione a cefotaxima di circa 2 volte e riducendone la clearance renale di circa la metà alle dosi terapeutiche.
A causa dell’elevato indice terapeutico di cefotaxima, nei pazienti con funzionalità renale nella norma non sono necessari aggiustamenti del dosaggio.
Un aggiustamento posologico può essere necessario nei pazienti con compromissione renale (vedere paragrafi 4.4 e 4.2).
Antibiotici aminoglicosidi e diuretici: come nel caso di altre cefalosporine, cefotaxima può potenziare gli effetti nefrotossici di farmaci nefrotossici come gli aminoglicosidi o i diuretici potenti (ad es.
furosemide).
In questi pazienti, è necessario monitorare la funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4).
Antibiotici batteriostatici: cefotaxima non deve essere usata in combinazione con antibiotici batteriostatici (ad es.
tetracicline, eritromicina e cloramfenicolo), a causa di un possibile effetto antagonista.
Interferenza con i test di laboratorio: come nel caso di altre cefalosporine, è stata osservata positività del test di Coombs in alcuni pazienti trattati con cefotaxima.
Questo fenomeno può interferire con i test di compatibilità del sangue.
Può verificarsi una reazione falso-positiva per il glucosio con l’uso di sostanze riducenti (ad es.
soluzione di Fehling), ma non con l’uso di metodi specifici per la glucosio-ossidasi.

Effetti indesiderati

Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥ 1/10) Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1000, < 1/100) Raro (≥ 1/10000, < 1/1000) Molto raro (< 1/10000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) *
Infezioni ed infestazioni      Superinfezione (vedere paragrafo 4.9)
Patologie del sistema emolinfopoietico   Leucopenia, Eosinofilia, Trombocitopenia   Insufficienza midollare, Pancitopenia, Neutropenia, Agranulocitosi (vedere paragrafo 4.4), Anemia emolitica
Patologie del sistema immunitario   Reazione di Jarisch- Herxheimer   Reazioni anafilattiche, Angioedema, Broncospasmo, Shock anafilattico
Patologie del sistema nervoso   Convulsioni (vedere paragrafo 4.4)   Cefalea, Capogiri, Encefalopatia* (vedere paragrafo 4.4)
Patologie cardiache      Aritmia in seguito a infusione rapida in bolo tramite catetere venoso centrale
Patologie gastrointestinali   Diarrea   Nausea, Vomito, Dolore addominale, Colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)
Patologie epatobiliari   Enzimi epatici aumentati (ALT, AST, LDH, gamma-GT e/o fosfatasi alcalina) e/o della bilirubina   Epatite** (talvolta con itterizia)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Eruzione cutanea, Prurito, Orticaria   Eritema multiforme, Sindrome di Stevens-Johnson, Necrolisi epidermica tossica (vedere paragrafo 4.4), Pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (vedere paragrafo 4.4)
Patologie renali e urinarie   Funzione renale ridotta/aumento della creatinina (specialmente quando prescritta con aminoglicosidi)   Insufficienza renale acuta (vedere paragrafo 4.4), Nefrite interstiziale
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Per le formulazioni I.M.: dolore in sede di iniezione  Febbre, Reazioni infiammatorie in sede di iniezione, incluse flebite/tromboflebite   Per le formulazioni I.M.
(qualora per la ricostituzione sia stata utilizzata lidocaina): reazioni sistemiche alla lidocaina
* Gli antibiotici beta-lattamici, inclusa cefotaxima, predispongono il paziente al rischio di encefalopatia (che può includere convulsioni, confusione, alterazione della coscienza, disturbi del movimento), in particolare in caso di sovradosaggio o compromissione renale.
** esperienza successiva alla commercializzazione Reazione di Jarisch-Herxheimer Durante i primi giorni di trattamento della borreliosi può svilupparsi una reazione di Jarisch-Herxheimer.
Dopo alcune settimane di trattamento della borreliosi è stata segnalata l’insorgenza di uno o più dei seguenti sintomi: eruzione cutanea, prurito, febbre, leucopenia, enzimi epatici aumentati, difficoltà di respirazione, fastidio articolare.
Patologie epatobiliari Sono stati segnalati enzimi epatici aumentati (ALT, AST, LDH, gamma-GT e/o fosfatasi alcalina) e/o della bilirubina.
Raramente, queste anomalie di laboratorio possono superare di due volte il limite superiore dell’intervallo di normalità, il che suggerisce un modello di danno epatico, di solito colestatico e molto spesso asintomatico.
Superinfezione Come nel caso di altri antibiotici, l’uso di cefotaxima, soprattutto se prolungato, può dar luogo alla proliferazione di organismi non sensibili.
È fondamentale una valutazione ripetuta delle condizioni del paziente.
Se in corso di terapia si manifesta una superinfezione, si devono adottare misure appropriate.
Per le formulazioni I.M. Se il solvente contiene lidocaina, possono verificarsi reazioni sistemiche alla lidocaina, in particolare in caso di iniezione endovenosa accidentale, di iniezione in tessuti altamente vascolarizzati o di sovradosaggio.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza La sicurezza di cefotaxima durante la gravidanza umana non è stata stabilita.
Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva.
Non sono però disponibili studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza.
Cefotaxima attraversa la barriera placentare.
Dopo somministrazione endovenosa di 1 g di cefotaxima durante il parto, i valori sierici misurati nel cordone ombelicale sono stati pari a 14 mcg/mL nei primi 90 minuti successivi alla somministrazione e si sono ridotti a circa 2,5 mcg/mL al termine della seconda ora successiva all’applicazione.
Nel liquido amniotico, la concentrazione massima, pari a 6,9 mcg/mL, è stata misurata dopo 3-4 ore.
Questo valore è superiore alla MIC per la maggior parte dei batteri Gram-negativi.
Pertanto, cefotaxima non deve essere usata durante la gravidanza, a meno che il beneficio previsto non superi i potenziali rischi.
Allattamento Cefotaxima passa nel latte materno.
Non possono essere esclusi effetti sulla flora intestinale fisiologica del neonato allattato al seno che portano a diarrea, colonizzazione da parte di funghi lievito-simili e sensibilizzazione del neonato.
Pertanto, si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.
Tenere il flacone nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo 6.3.

Cerca farmaci per nome:

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.