CEFAZOLINA K24 EV 10FL 1G

57,90 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: CEFAZOLINA SODICA
  • ATC: J01DB04
  • Descrizione tipo ricetta: OSP - USO OSPEDALIERO
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 17/04/2026

La cefazolina è indicata nel trattamento delle seguenti infezioni sostenute da germi sensibili: infezioni respiratorie, infezioni otorinolaringoiatriche, infezioni epatobiliari, infezioni genito-urinarie; infezioni della pelle, dei tessuti molli, delle ossa e delle articolazioni, infezioni ostetrico-ginecologiche, infezioni dell’occhio, peritoniti, setticemie, endocarditi batteriche. Profilassi perioperatoria. La somministrazione di cefazolina a scopo profilattico prima, durante e dopo l'intervento chirurgico può ridurre l’incidenza di alcune infezioni post-chirurgiche sia in pazienti sottoposti ad interventi a rischio di potenziale contaminazione batterica, sia in pazienti sottoposti ad interventi in cui l'infezione potrebbe costituire un grave rischio (vedere Posologia e modo di somministrazione).
CEFAZOLINA K24 PHARMACEUTICALS 1g polvere per soluzione iniettabile/ per infusione Ogni flaconcino di polvere contiene Cefazolina sodica: g 1,05 pari a Cefazolina g 1 Eccipiente ad effetto noto: sodio (come sale di Cefazolina). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo cefazolina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
La cefazolina è controindicata nei pazienti che abbiano manifestato in precedenza allergia alle cefalosporine o altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico, come penicillina e altri antibiotici beta-lattamici.
Controindicato nei prematuri e neonati al di sotto di 1 mese.
Prima di somministrare un’iniezione intramuscolare di cefazolina con una soluzione di lidocaina come solvente, si deve escludere la presenza di controindicazioni alla lidocaina (vedere paragrafo 4.4).
Vedere le informazioni contenute nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto della lidocaina, in special modo le controindicazioni.
Le soluzioni di cefazolina contenenti lidocaina non devono mai essere somministrate per via endovenosa.

Posologia

Posologia La dose, la via di somministrazione e l'intervallo di somministrazione dipendono dalla gravità dell'infezione, dalla sensibilità dei patogeni rilevati e dalle condizioni del paziente (ad esempio, la funzionalità renale).
Adulti Il dosaggio usuale di cefazolina è di 1-3 g/die, da suddividere in 2-3 somministrazioni uguali a seconda del tipo e della gravità dell'infezione, come riportato nella seguente tabella: DOSAGGIO NEGLI ADULTI
Tipo di infezione Dose Frequenza
Polmonite pneumococcica 500 mg ogni 12 ore
Infezioni lievi causate da ceppi sensibili di cocchi Gram-positivi 500 mg ogni 8 ore
Infezioni acute e non complicate del tratto urinario 1 g ogni 12 ore
Infezioni da moderate a gravi 0,5-1g ogni 6-8 ore
Infezioni molto gravi, con pericolo di vita (es.
endocarditi e setticemie) *
1-1,5 g ogni 6 ore
*in casi eccezionali sono state utilizzate dosi di cefazolina fino a 12 g/die.
Popolazione pediatrica Bambini Infezioni lievi o moderatamente gravi Il dosaggio totale giornaliero consigliato è di 25-50 mg/kg di peso corporeo, da suddividere in 3-4 somministrazioni uguali Infezioni gravi Il dosaggio totale giornaliero può essere aumentato fino a 100 mg/kg di peso corporeo Neonati prematuri e lattanti di età inferiore a 1 mese Non essendo nota la sicurezza di impiego nei prematuri e nei neonati di età inferiore a 1 mese, non si raccomanda la somministrazione di cefazolina in questi pazienti.
Aggiustamento della posologia in pazienti con insufficienza renale Nei pazienti con insufficienza renale le dosi vanno opportunamente ridotte in funzione del grado di compromissione renale, come riportato nella seguente tabella: DOSAGGIO NELL’INSUFFICENZA RENALE
  Insufficienza renale Clearance Creatinina (ml/min.) Creatininemia (mg%) Dosaggio Intervallo di somministrazione
ADULTI lieve ≥ 55 ≤ 1,5 dosi piene 6 - 8 h
moderata 35 - 54 1,6 - 3,0 dosi piene ≥ 8 h
marcata 11 - 34 3,1 - 4,5 50% dose 12 h
grave ≤ 10 ≥ 4,6 50% dose 18 - 24 h
BAMBINI lieve - moderata 40 - 70  60% dose 12 h
moderata 20 - 39 25% dose 12 h
grave 5 - 19 10% dose 24 h
N.B.
Nelle infezioni di particolare gravità si consiglia una dose di carico appropriata prima di procedere alla riduzione dei dosaggi come sopra riportato.
Uso in pazienti in emodialisi peritoneale Vedere paragrafo 5.2.
Uso nella profilassi perioperatoria Per prevenire le infezioni post-chirurgiche in interventi a rischio di potenziale contaminazione batterica, il dosaggio raccomandato è: a) 1 g e.v.
(endovena) o i.m.
(intramuscolare) somministrato da 30 a 60 minuti prima dell'intervento; b) per interventi lunghi (es.
2 ore o più), 0,5-1 g e.v.
o i.m.
durante l'intervento (da modificare in accordo con la durata dell'operazione); c) 0,5-1 g e.v.
o i.m.
ogni 6-8 ore per 24 ore dopo l’operazione.
È importante che: 1.
la dose iniziale venga somministrata da mezz'ora ad un’ora prima dell’inizio dell'intervento per garantire adeguati livelli ematici e tissutali dell'antibiotico al momento dell'incisione; 2.
se è molto probabile l'esposizione ad agenti patogeni, la cefazolina venga somministrata ad intervalli regolari durante l’intervento, per garantire livelli ematici costanti; 3.
l'impiego di cefazolina a scopo profilattico termini entro 24 ore dalla fine dell’intervento; 4.
negli interventi chirurgici dove il prodursi dell'infezione può risultare particolarmente devastante (es.
operazioni a cuore aperto, impianti di artroprotesi), la profilassi con cefazolina possa continuare per 3-5 giorni dopo l'intervento.
Pazienti anziani Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani con funzionalità renale normale.
Modo di somministrazione La cefazolina può essere somministrata mediante iniezione intramuscolare (i.m.) profonda, iniezione endovenosa (e.v.) lenta o infusione endovenosa lenta.
Se si utilizza lidocaina come solvente, la soluzione risultante non deve essere in alcun caso somministrata per via endovenosa (vedere paragrafo 4.3).
Si devono tenere in considerazione le informazioni riportate nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto della lidocaina.
I dosaggi totali giornalieri sono gli stessi per entrambe le vie di somministrazione.
Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Non utilizzare più di 500 mg di cefazolina per singola iniezione intramuscolare.

Avvertenze e precauzioni

Ipersensibilità Prima di iniziare la terapia con CEFAZOLINA K24 PHARMACEUTICALS occorre accertare che il paziente non abbia avuto in precedenza reazioni di ipersensibilità verso la cefazolina, cefalosporine, penicillina, altri antibiotici beta-lattamici o altri farmaci.
È verosimile l'esistenza di un'allergia crociata parziale tra le cefalosporine e le penicilline.
È stato riferito di pazienti che hanno avuto reazioni gravi (inclusa l'anafilassi) ad entrambe queste classi di farmaci.
È stato accertato, infatti, che pazienti allergici alla penicillina possono essere allergici ad altri antibiotici beta-lattamici comprese le cefalosporine.
Inoltre, per quanto rari, sono stati segnalati casi di pazienti che hanno presentato gravi reazioni di tipo anafilattico, specialmente dopo somministrazione di medicinali iniettabili.
Sono stati segnalati casi di reazioni di ipersensibilità che sono progredite fino alla sindrome di Kounis (arteriospasmo coronarico acuto di natura allergica che può provocare infarto del miocardio, vedere paragrafo 4.8).
Se dovessero verificarsi reazioni allergiche alla cefazolina, la somministrazione del farmaco deve essere interrotta ed il paziente deve essere trattato con farmaci appropriati (ad es.
adrenalina ed altre amine pressorie, antistaminici o corticosteroidi).
Particolare cautela è richiesta nei pazienti con diatesi allergica, con asma bronchiale o febbre da fieno.
Inoltre occorre accertare che il paziente non abbia avuto in precedenza reazioni di ipersensibilità verso la lidocaina o gli altri anestetici locali di tipo amidico.
Colite pseudomembranosa associata ad antibiotici Colite pseudomembranosa è stata riportata durante terapia con quasi tutti gli antibiotici ad ampio spettro (inclusi i macrolidi, le penicilline semisintetiche e le cefalosporine); è quindi importante considerarne la diagnosi in pazienti che hanno diarrea durante antibiotico-terapia.
La colite può variare da lieve a grave con rischio di morte del paziente.
Le dovute misure di trattamento devono essere adottate nei casi di gravità moderata o severa.
Nelle forme di media e grave entità il trattamento di elezione è rappresentato dalla vancomicina per uso orale integrato dalla somministrazione di fluidi, elettroliti e proteine.
Casi lievi di colite pseudomembranosa possono regredire con l'interruzione del trattamento.
L'uso contemporaneo di farmaci che favoriscono la stasi fecale deve essere assolutamente evitato.
Le cefalosporine dovrebbero essere usate con cautela nei pazienti con una storia di malattie gastrointestinali ed in particolare di colite.
La terapia antibatterica può provocare lo sviluppo di germi non sensibili e, raramente, un'alterazione della normale flora del colon con possibile selezione di clostridi responsabili di colite pseudomembranosa.
E' importante considerare questa patologia nella diagnosi differenziale dei pazienti che presentano diarrea dopo l'uso di un antibiotico.
Disturbi della coagulazione Sono stati segnalati casi di disturbi della coagulazione in pazienti in trattamento con cefazolina.
Un appropriato monitoraggio deve essere effettuato nel caso di somministrazione concomitante di anticoagulanti.
Per mantenere il livello desiderato di anticoagulazione possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio degli anticoagulanti orali (vedere paragrafo 4.5).
I fattori di rischio sono la carenza di vitamina K nei pazienti o l’effetto di altri meccanismi della coagulazione (nutrizione parenterale, malnutrizione, alterazione della funzione epatica e renale, trombocitopenia).
Può verificarsi anche un’alterazione della coagulazione in presenza di patologie associate (emofilia, ulcere gastriche e duodenali) che possono causare o aggravare le emorragie.
Pertanto, nei pazienti affetti da tali patologie si deve monitorare il tempo di protrombina.
Se si riscontra una riduzione significativa, si deve somministrare un integratore di vitamina K (10 mg/settimana).
Insufficienza renale In pazienti con bassa escrezione urinaria dovuta ad insufficienza renale, il dosaggio giornaliero di cefazolina deve essere opportunamente ridotto (vedere paragrafo 4.2).
Nei pazienti con sospetta patologia renale, in particolare, un'attenta valutazione della funzione renale, clinica e di laboratorio, deve essere condotta prima e durante la terapia con cefalosporine.
Gli effetti nefrotossici sono più probabili nei pazienti di età superiore a 50 anni, in quelli con precedenti patologie renali e nel caso di concomitanti somministrazioni di altri farmaci nefrotossici (vedere paragrafo 4.5).
Terapia a lungo termine o ad alte dosi Durante il trattamento a lungo termine o ad alte dosi, si consiglia un monitoraggio regolare della funzionalità degli organi e dei sistemi, inclusa la funzionalità renale, epatica ed emopoietica.
Sono stati segnalati aumenti degli enzimi epatici e alterazioni delle cellule del sangue (vedere paragrafo 4.8).
Resistenza batterica e superinfezioni Il trattamento a lungo termine con cefazolina può causare resistenza batterica alla cefazolina.
I pazienti devono essere monitorati attentamente per l’insorgenza di eventuali superinfezioni.
In caso di loro insorgenza, si devono adottare misure appropriate.
La cefazolina non è usata per trattare la meningite a causa della scarsa permeabilità del liquido cerebrospinale.
Reazioni avverse cutanee severe (SCARs) In associazione al trattamento con cefazolina sono state segnalate reazioni avverse cutanee severe che includono: sindrome di Steven-Johnson (Stevens-Johnson syndrome, SJS), necrolisi epidermica tossica (Toxic epidermal necrolysis, TEN) e reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (Drug reaction with eosinophilia and systemic symptoms, DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (Acute Generalized Exanthematous Pustulosis - AGEP) che possono essere pericolose per la vita o fatali (vedere paragrafo 4.8).
Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere avvisati dei segni e dei sintomi e devono essere attentamente monitorati per le reazioni cutanee.
Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, cefazolina deve essere interrotta immediatamente e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo.
Se il paziente con l'uso di cefazolina ha sviluppato una grave reazione come SJS, TEN, DRESS o AGEP, il trattamento con cefazolina nel paziente non deve essere ripreso in qualsiasi momento.
Uso intratecale Si sconsiglia la somministrazione intratecale di CEFAZOLINA K24 PHARMACEUTICALS.
A seguito di somministrazione intratecale di cefazolina sono stati riportati casi gravi di tossicità a livello del sistema nervoso centrale, incluse convulsioni.
Effetti sulle procedure diagnostiche di laboratorio In caso di infezioni, il microrganismo responsabile dovrebbe sempre essere isolato e la terapia antibatterica dovrebbe essere basata su test di sensibilità condotti su campioni raccolti prima dell'inizio della terapia.
La sensibilità alla cefazolina deve essere confermata con metodi standardizzati (dischi per antibiogramma contenenti 30mcg di principio attivo -Test di Kirby Bauer).
La terapia con cefazolina può comunque essere iniziata in attesa dei risultati di queste analisi.
Prima di impiegare CEFAZOLINA K24 Pharmaceuticals in associazione con altri antibiotici, dovrebbero essere attentamente valutati le relative interazioni, controindicazioni, avvertenze, precauzioni ed effetti indesiderati.
La somministrazione delle cefalosporine può interferire con i risultati di alcune prove di laboratorio causando falsa positività della glicosuria con i metodi di Benedict, Fehling e "Clinitest", ma non con i metodi enzimatici (vedere paragrafo 4.5).
Sono state segnalate, in corso di trattamento con cefalosporine, positività dei test di Coombs (talora false); ciò può verificarsi anche in neonati le cui madri hanno ricevuto cefalosporine prima del parto.
Popolazione pediatrica Neonati prematuri e lattanti di età inferiore a 1 mese La cefazolina non deve essere somministrata nei neonati prematuri e nei lattanti di età inferiore a 1 mese, a causa dell’attuale mancanza di un’esperienza rilevante adeguata.
Ipertensione o insufficienza cardiaca Nei pazienti con ipertensione o insufficienza cardiaca si dovrebbe tener conto del contenuto di sodio della soluzione iniettabile.
Sodio CEFAZOLINA K24 Pharmaceuticals contiene 50,6 mg di sodio per flaconcino equivalente al 2.5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Interazioni

Antibiotici Studi in vitro indicano che aminoglicosidi, penicilline o cloramfenicolo possono avere un effetto additivo o sinergico sull'attività antibatterica delle cefalosporine verso alcuni microrganismi.
Probenecid La concomitante somministrazione di Probenecid può ridurre l'escrezione renale delle cefalosporine, i cui livelli ematici risulterebbero perciò aumentati e persisterebbero più a lungo.
Farmaci nefrotossici L'uso concomitante di farmaci nefrotossici come aminoglicosidi, colistina, polimixina B o vancomicina o dei diuretici (ad es.
furosemide) può aumentare il rischio di nefrotossicità con alcune cefalosporine e probabilmente dovrebbe essere evitato, se possibile.
In caso di somministrazione concomitante con la cefazolina, è necessario monitorare attentamente la funzione renale.
Anticoagulanti orali Le cefalosporine molto raramente possono portare a disturbi della coagulazione (vedere paragrafo 4.4).
Se è necessaria la co-somministrazione di anticoagulanti orali o eparina a dosi elevate, il tempo di protrombina o il rapporto internazionale normalizzato devono essere attentamente monitorati nel caso di aggiunta o sospensione di cefazolina.
Inoltre, possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio degli anticoagulanti.
Vitamina K1 Alcune cefalosporine, quali cefamandolo, cefazolina e cefotetan, possono interferire con il metabolismo della vitamina K1, specialmente nei casi di carenza di vitamina K1.
Ciò può rendere necessaria un’integrazione di vitamina K1.
Esami di laboratorio Negli esami di laboratorio può verificarsi una reazione falsa positiva per la glicosuria in caso di utilizzo della soluzione di Benedict o di Fehling, o con le compresse di Clinitest; ciò non si verifica con i test enzimatici, come il Clinistix ed il Tes-tape (cartina per la determinazione della glicosuria), nei pazienti in trattamento con cefazolina.
La cefazolina non ha effetti sulle misurazioni enzimatiche del glucosio nelle urine.
Anche il test di Coombs indiretto e diretto può produrre risultati falsi positivi.
Ciò può riguardare anche i neonati alle cui madri sono state somministrate cefalosporine.
Alcool Non sono stati riportati effetti disulfiram-simili in pazienti che hanno assunto alcool durante il trattamento con cefazolina.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito suddivisi per classificazione per sistemi ed organi.
La frequenza delle reazioni avverse è definita come: Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili)
Classificazione per sistemi e organi MedDRA Frequenza Reazione avversa
Infezioni ed infestazioni Non comune Candidiasi orale.
Raro Candidosi genitale (monoliasi), vaginite.
L’uso prolungato può provocare una crescita eccessiva di batteri non sensibili.
Rinite
Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune Neutropenia, trombocitemia o trombocitopenia e leucopenia.
Anemia e agranulocitosi, anemia aplastica, pancitopenia, anemia emolitica ed emorragia, eosinofilia.
Raro Disturbi della coagulazione plasmatica e sanguinamento in pazienti con fattori di rischio che portano a carenza di vitamina K o influenzano altri meccanismi di coagulazione del sangue, nonché in pazienti con malattie che possono innescare o aumentare il sanguinamento (vedere paragrafo 4.4).
Disturbi del sistema immunitario Non comune Febbre e angioedema.
Molto raro Reazione anafilattica in pazienti ipersensibili (vedere paragrafo 4.4) caratterizzata da dispnea, spesso seguita da collasso cardiovascolare o da shock.
Non nota Brividi, reazioni simil malattia da siero (febbre, orticaria, artralgia, edema e linfoadenopatia).
Patologie del sistema nervoso Non comune convulsioni (in pazienti con disfunzione renale trattati con dosaggi elevati inappropriati) (vedere paragrafo 4.4).
Raro Vertigini, cefalea, capogiri, malessere, stanchezza, parestesie, mioclono, crampi.
Patologie gastrointestinali Comune Nausea, vomito, diarrea, flatulenza, perdita di appetito.
Molto raro Colite pseudomembranosa* (vedere paragrafo 4.4).
Non nota Dolore addominale, tenesmo, prurito anale, dispepsia, glossite e pirosi gastrica.
Patologie epatobiliari Non comune Aumento di transaminasi (AST/SGOT, ALT/SGPT), fosfatasi alcalina, lattico deidrogenasi (LDH), gamma-glutamil-transpeptidasi (GGTP) o bilirubina.
Molto raro Disfunzioni epatiche, compresa la colestasi, epatite transitoria e ittero colestatico transitorio.
Patologie renali e urinarie Raro Aumento transitorio di azotemia e creatininemia.
Insufficienza renale acuta associata a nefrite interstiziale, generalmente in pazienti trattati contemporaneamente con altri agenti potenzialmente nefrotossici (vedere paragrafo 4.5).
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Dolore, alcune volte con edema indurativo, dopo somministrazione intramuscolare.
Non comune Flebiti e tromboflebiti.
Raro Malessere, affaticamento, dolore toracico.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Molto raro Prurito in sede genitale.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro Reazioni avverse cutanee gravi SCAR (sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, reazione al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata, angioedema) (vedere paragrafo 4.4).
Comune Orticaria, eritema, prurito, eruzioni cutanee (maculopapulari, eritematose o morbilliformi), dermatite esfoliativa.
Patologie cardiache Non nota Sindrome di Kounis
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Raro Iperglicemia, ipoglicemia.
Patologie vascolari Non comune Tromboflebite.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Raro Effusione pleurica, dispnea o distress respiratorio, tosse.
Esami diagnostici Non nota Test di Coombs diretto ed indiretto positivo Risultati falsi positivi nei metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).
*Consultare un medico in caso di diarrea grave e persistente durante o dopo il trattamento con cefazolina, poiché tale diarrea può essere un sintomo di una malattia grave (colite pseudomembranosa), che deve essere trattata immediatamente.
In nessun caso i pazienti devono assumere agenti antiperistaltici come farmaci per automedicazione (vedere paragrafo 4.4).
L’uso prolungato di cefalosporine può provocare una crescita eccessiva di batteri resistenti alla cefazolina, specialmente Enterobacter, Citrobacter, Pseudomonas, Enterococcus e Candida.
Questa può causare superinfezioni o una potenziale colonizzazione da parte di organismi resistenti o lieviti (vedere paragrafo 4.4).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e allattamento

Fertilità Non sono stati condotti studi per indagare l'effetto della cefazolina sulla fertilità.
Gravidanza Non esistono studi adeguati e ben controllati effettuati su donne gravide per cui questo farmaco, durante la gravidanza, dovrebbe essere usato solo in casi di effettiva necessità, specialmente nel primo trimestre.
La somministrazione di cefazolina prima dell'intervento di parto cesareo determina livelli ematici nel cordone ombelicale variabili da 1/4 a 1/3 delle concentrazioni ematiche presenti nella madre.
La cefazolina non sembra capace di procurare effetti collaterali sul feto.
In ogni caso la cefazolina può essere somministrata soltanto dopo la legatura del cordone ombelicale.
Allattamento La cefazolina è presente in concentrazioni bassissime nel latte materno; è bene comunque usare cautela nel somministrare la cefazolina a donne in allattamento.
Se si verifica diarrea o candidosi nel neonato durante l’allattamento, la madre dovrebbe astenersi dall’allattare il neonato durante il trattamento o interrompere il trattamento con cefazolina.

Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25°C.
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo 6.3.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

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